Chiedi a minimo

Ecco il mio momento light (ogni tanto ci vuole), sulla falsariga di un post di Tascabile: una selezione delle chiavi di ricerca utilizzate da una serie di ignoti visitatori per atterrare su minimo. Io e Marco le teniamo d’occhio e in genere la nostra reazione varia dalla risata alla perplessità (tanta perplessità).

“http://www.minimoblog.it/” –  se conosci già l’indirizzo del sito, amico mio, perché cercarlo su Google?
“come diminuire peso bagaglio”: semplicissimo, metti meno roba in valigia.
“si può usare il bimby con la soda caustica”: sospetto fortemente che questa ricerca abbia a che fare con la saponificazione casalinga. Sia come sia, la risposta è “Cerrrrto che sì! Ancora meglio se ci aggiungi anche un po’ di acido cloridrico” (DO NOT TRY THIS AT HOME)
“è difficile”: parole sante, guarda. È proprio difficile (???).
“buttare in casa il superfluo”: mi viene il dubbio di non essermi affatto spiegata, in tutti questi mesi. Il superfluo le devi buttare FUORI di casa!
“lettera ad un amico con sufficienza”: vieni qui e parliamone un secondo. Cos’è che volevi dire?
“volete scambiare casa con me”: ma certo, come no, non si sa mai da dove può arrivare uno scambio casa interessante!
“marito scambia moglie per vacanza”: no, fermi tutti, quando parlavo di scambio casa mica intendevo questo…
“risparmiare tempo denaro amore”: risparmiare tempo. Ok. Risparmiare denaro. Tutto bene. Ma “risparmiare AMORE”?
“downshifting nel guardaroba”: capisco che possa sembrare una scelta di vita molto impegnativa, ma chiudersi nell’armadio non è fare downshifting, è depressione patologica. Su che non può essere così grave.
“cosa fare nel tempo libero a casa”: l’idea di cercare su Google suggerimenti su come trascorrere il tempo libero mi mette addosso una gran tristezza, a voi no?Un po’ come “come posso divertirmi senza tv”. Argh.
“si dice “settimana scorsa” o “la settimana scorsa”?” Propendo decisamente per “la settimana scorsa”.
“esperienze negative scambio casa” e “downshifting andato male”: peschiamo nel torbido eh?
“come tenere in ordine tutti gli oggetti che possediamo”: roba impegnativa. Se trovassi la risposta facci un fischio.
“ho disconnesso facebook”: ottima mossa, bravo!
“piatti ikea si sbeccano”: come hai ragione, e su quelli scuri si vede ancora di più
“l’autunno agli irti”: credo di capire dove vuoi arrivare, quel che non colgo è come mai sei finito sul mio blog. Grazie per la visita, in ogni caso.
“si puo lasciare il lavoro prima della pensione”: altroché se si può. Per le grandi scelte di vita però non mi affiderei a Google. Poi vedi tu.
“risulto agli amici offline su skype e non ricevono i miei messaggi”: mi spiace, sei poi riuscito a risolvere il problema?
“tema: come dobbiamo spendere al meglio il nostro tempo”: questo credo si commenti da solo.
“fare una camminata di mezzora tutti i giorni”: è una domanda? Un consiglio? Un desiderio? Non lo sapremo mai.
“cambiar casa e pentirsi”: acc, pesante. Ma dicci qualcosa di più, anche a noi tutto sommato piace rimestare nel torbido.
“cosa si scrive su un biglietto x ringrazziare un avvocato?”: di sicuro userei meno zeta.
Lo sapete che in tantissimi arrivano su minimo cercando suggerimenti su come scrivere biglietti di ringraziamento? Secondo me dovremmo riabilitare la perduta arte dello scrivano pubblico.
“vicino stende bucato in casa e causa muffa”: famme capi’, il tuo vicino viene a stendere il SUO bucato a casa TUA? E perdipiù fa la muffa?
“perche’ non ho lo store kindle su ipad”: perché stai sbagliando qualcosa, te lo dico con il cuore in mano
“che palle non va mai bene nulla”: dai, tirati su, è un momento così ma poi migliora (?!)
“consigli quando lei parte e lascia lui in im”: sorry, technology is a bitch (suppongo che im stia per instant messaging)
“bambini di togliersi gli stivali da equitazione”: EH?!
“mi piace quando mi sbirciano sotto la gonna”: son contenta, ognuno ha le sue e chi sono io per giudicare. Ma sicura sicura che c’entri con il minimalismo?
“grazie di cosa e il minimo che possa fare”: …
“lasciare il lavoro senza averne un altro”: io non lo farei, ma eventualmente fatti vivo e raccontaci.
“downshifter e voi?”: ci proviamo, grazie. A casa tutti bene?
“grazie come graditudine”: compro una vocale.
“il libraccio accetta libri già scritti”: in alternativa a cosa, i libri dalle pagine bianche?
“modi di dire: fra 15 giorni è autunno???”: partiamo dalle basi. “Tra 15 giorni è autunno” non è un modo di dire.
“quali oggetti non si usano più?”: ma benedetta donna, ma come faccio a sapere io quali oggetti non usi più?
“siamo al 13 settembre quando si prevede l’arrivo dell’autunno?” – pensavate che Google fosse un motore di ricerca? Sbagliatissimo, è un oracolo.
“perché e pieno di cosmetici che fanno schifo?” – già, perché?
“un conclusione per un articolo sul natale consumistico” – che brutta cosa la mancanza di idee neh?
“che cos’è la sufficienza? – mi sa che mi devi dare un po’ più di contesto altrimenti non ne usciamo
“una poesia sarà il mio regalo per natale” – un popolo di santi, poeti e navigatori
“c’è sempre una scusa per non fare qualcosa” – grandi verità (????)
Per la cronaca, “decluttering”, “minimo blog” e “minimo” vincono di parecchie lunghezze su tutte le altre parole chiave, seguite da “downshifting“, “minimalismo”, “viaggiare leggeri” e “fotografia minimalista“. In tanti arrivano su minimo anche cercando “basta scuse“, la traduzione di Mountain o’ Things di Tracy Chapman, e naturalmente informazioni sugli ebook, e sul Kindle.

E comunque… grazie a tutti per le vostre visite, comunque siate arrivati su minimo 🙂

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19 thoughts on “Chiedi a minimo

    1. Eccolalì, mo’ mi tocca pure illuminarmi quando pare a te 😉 Tzè! Mai contente queste stime, DICIAMOLO!

  1. ahahahahahahhahaah
    il mio preferito è quello della muffa.
    secondo me il vicino del piano di sopra ha una perdita in bagno, ma il ricercatore creativo crede che il vicino stenda il bucato inzuppato d’acqua.
    è il mio idolo, insieme al mio ricercatore che ha i conigli nell’orto e non sa come difendersi.
    tascabile di recente ha scritto Un Natale buono

  2. ti seguo da un po’ grazie a tascabile. e oggi ho voglia di commentare e rispondere a chi ha cercato “lasciare il lavoro senza averne un altro” e posso riportare io la mia esperienza.
    qui? ma sì, qui. ti leggono in molti, magari interessa, magari no (in fondo è un commento mica un post).
    vado a vivere in una città nuova. trovo un lavoro. duro 7 mesi, poi mollo. non mi licenzio: il lavoro era precario mi finiva il contratto che avrebbero rinnovato, scelgo di no. non avevo un’alternativa. o meglio sì, l’alternativa era la salute psicofisica. disoccupati si vive male (almeno che una non abbia l’animo da casalinga, non è il mio caso comunque). 24 ore da impegnare. 8 dormi. 1 colazione – lavarsi. e le altre 15? ecco. il primo mese ho fatto un sacco di cose. il secondo mese ho imparato nuove cose e le ho fatte. il terzo mese? mi sono spalmata in divano. il troppo tempo libero non ti fa pensare meglio. a differenza di uno spazio vuoto che ti fa respirare più aria, non avere nessuna meta durante il giorno perchè ieri è oggi e oggi è domani, ti crea imbarazzo, difficoltà nello scegliere, e qualsiasi cosa fai sai che la fai lì, sul momento, e poi ti rimane ed è inutile. non riesci a programmare. un po’ perchè non hai soldi per farlo, un po’ perchè ti impigrisci. il tuo cervello va in pappa. ma questa è la mia esperienza, conosco persone la cui decisione di lasciare un brutto lavoro ha fatto scherzi migliori. comunque non tornerei più al brutto lavoro. meglio sola, depressa e spalmata sul divano, che a digrignare i denti nel sonno a causa di gente detestabile.
    neb di recente ha scritto mi avanza una valigia, seconda mano, prezzo trattabile perchè puzza.

    1. Ti ringrazio per il commento e… spero che nel frattempo tu abbia trovato un altro lavoro, possibilmente non brutto 🙂

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