Pezzi e bocconi – 13/12/2011

Allora, come vi sta andando il mese di dicembre? Io, dopo un periodo di magra, sono stata letteralmente sommersa dal lavoro e ne avrò almeno fino all’inizio della prossima settimana. Su un’altra nota (ma altrettanto positiva), sono orgogliosissima di segnalare che, dopo aver riorganizzato l’ufficio per l’ennesima volta (e spero l’ultima per un bel po’ di tempo), sabato scorso abbiamo portato nel “nostro” negozio dell’usato altri due scatoloni di oggetti, compresi un tot di libri che il Libraccio non prende, e ritirato più di 50€ di ricavi. Non pensavo davvero che sarebbe andata così bene: in un paio di mesi abbiamo venduto praticamente tutto, il poco che resta andrà in beneficenza, e di questa seconda tornata di oggetti già 4 hanno trovato un nuovo proprietario.
Causa lavoro sono un po’ meno presente in giro per blog e social network, ma spero che la selezione di oggi sia ugualmente interessante.

 e Marina hanno pensato di darsi man forte e fare decluttering in tandem, con tanto di conteggio dei kg eliminati.
Sull’argomento decluttering “mentale”, che forse è quello più insidioso, ecco un post su come Godersi un giorno libero dal caos invisibile.

Luca Conti (aka @pandemia) aggiorna il suo diario minimo, con una riflessione di fine anno su quello che il minimalismo gli sta lasciando, e sui prossimi passi.

Il vero decreto anti-crisi si fa dal basso: “La nostra vita è nostra responsabilità. Non viene tutto da fuori, la colpa non è sempre di qualcun altro. La finanziaria che serve per vivere una vita diversa dobbiamo farla noi, qualunque cosa decidano nelle stanze dei bottoni. […]. Ma se abbiamo torto noi a vivere come viviamo, questo invece dobbiamo saperlo. Adesso.” Come sempre, Simone Perotti scrive cose che, a leggerle, non puoi a fare a meno di pensare che ha proprio ragione e sono incredibilmente vere, e un attimo dopo che sono anche incredibilmente… banali? Non nel senso che lui è banale, nel senso che dovrebbero essere scontate e invece non lo sono per niente. Io sono profondamente convinta che la vera ricetta per combattere la crisi (ma anche tante altre cose: il sistema economico così com’è ora, le carenze dello Stato in certi ambiti, esigenze che abbiamo e alle quali non riusciamo bene a dare un nome) sia dal basso, sia cambiando le nostre abitudini di piccoli uomini e piccole donne, insegnando ai nostri bimbi come si fa la raccolta differenziata e che Natale non significa riempirsi la bocca di pandoro industriali e le mani di plasticaccia, dandoci una mano tra vicini, facendo carpooling, smettendo di spendere come babbuini che non riescono a resistere all’ennesimo oggetto scintillante…
Dare la colpa agli altri, al sistema, al destino baro e crudele è sempre molto facile. Ma se tutti cominciassimo a rivolgere verso l’interno questa capacità critica, e a metterci in discussione sul serio? Chi può dire cosa succederebbe?
Simone Perotti ripropone anche le linee fondamentali della sua ricetta, un quasi-decalogo che secondo me andrebbe insegnato nelle scuole:
“Ridurre al minimo i bisogni
Vivere con poco (scegliendo luoghi, tempi, modi funzionali a questo principio);
Autoprodurre se e come so e riesco (dal cibo, ai mobili, alla ristrutturazione della casa, all’energia);
Smettere di compiere gesti insensati e maniacali
Smettere di lamentarmi;
Assumere su di me la totale responsabilità di quello che mi accade;
Dedicarmi a ciò che amo facendolo diventare, se possibile e solo senza eccessivi compromessi, una fonte di sussistenza.”

Abbiamo detto che a volte è difficile: ecco una riflessione sulla frugalità e sul sogno americano (che non è solo americano, ovviamente). E per chi volesse fare una prova, o avesse bisogno di qualche suggerimento, ecco 7 assaggi di cosa significa vivere con meno: abbigliamento, oggetti d’arredo, giocattoli, utensili da cucina, televisione, piani di lavoro e arredamento.
Sempre sulla stessa falsariga, tramite Luca Conti mi sono imbattuta in questa ricerca (di American Express…!) secondo la quale si sarebbe sviluppata in Italia una nuova corrente di pensiero, chiamiamola così, quella dei potenzialisti. Apparentemente, la crisi avrebbe portato gli italiani a ripensare il proprio stile di vita e la propria scala di valori. Ci crediamo? Non ci crediamo? Ma soprattutto: durerà? Io lo spero davvero.
Sul tema “smaller living” vi segnalo anche due ebook: Living in the Land of Enough, disponibile su Amazon e nato dalla serie omonima che vi ho proposto in traduzione, e Simple Ways To Be More With Less; entrambi di Courtney Carver.

Natale è alle porte, come ignorarlo (se avete una risposta alla domanda, per favore postatela nei commenti)? E allora… andiamo.
Prima di tutto, frivoli frivoli ma non troppo, ci guardiamo una carrellata di addobbi natalizi eco-chic da Naturalmente felice, e una meravigliosa renna fai da te di cui mi sono innamorata (ve l’ho mai detto che la renna è il mio animale guida?)

Poi, da brava donna-senza-figli-e-che-farebbe-meglio-a-stare-zitta-ma-non-ce-la-fa, sull’eterno tema bimbi e regali di Natale, vi segnalo un post in inglese e uno di casa nostra (par condicio):
Kids Who Are Gift-less are Gifted: “Certo, comprare regali è una tradizione natalizia; ma è l’unica alternativa possibile? Non possiamo crearne di nuove?”
uguale negli anni: questo post ricordo di averlo letto (e forse pure commentato) l’anno scorso, facendo sì con la testa per tutto il tempo

E ancora sui regali: dai e dai pare che la tendenza ai “doni di servizio” si stia diffondendo (alla buon’ora), e allora eccovi qualche suggerimento per regali utili, fai da te e che vi consentiranno anche di fare un figurone spaziale con i destinatari. Il burro da corpo all’olio mi fa gola già da qui.
Nota finale: parrebbe che gli americani, quest’anno, siano particolarmente stressati per il fatto di non avere abbastanza risorse per l’acquisto dei regali. Non facciamoci fregare anche noi, eh? 🙂

minimo è anche su Facebook e su Twitter

13 thoughts on “Pezzi e bocconi – 13/12/2011

  1. grazie della citazione 🙂
    Marina ora si è buttata sull’armadio!!! devo dire che ha un gran coraggio 😀
    io ci penso da qualche anno all’armadio… 😛

    il post di Leo è bellissimo, come sempre…gli altri li ho messi nei preferiti, spero di avere un attimo di tempo per leggerli…anche se non faccio regali so stressata lo stesso 😀
    yliharma di recente ha scritto Decluttering in tandem: il mostro di fine livello!

  2. Il marito m’ha promesso la Tolomeo x Natale, ergo non ho titolo per commentare alcunché di minimo, questa volta. Anche perché ho scoperto che i maledettissimi Componibili di Kartell che mi perseguitano da una vita costano molto meno di quanto pensassi (89 euro quello che vorrei io.)
    Prometto però che farò la brava e se entra robba in casa ci sarà comunque altra robba in uscita.

    Volevo commentare un’altra cosa: incosciente, non si rivela così urbi et orbi il proprio animale guida! (A meno che non sia palesemente evidente qual è 😛 – gli altri non li rivelo, però.)
    BTW, direi che la renna ti si addice:
    http://healing.about.com/od/animaltotems/ig/Animal-Totems-Photo-Gallery/Reindeer.htm
    Alliandre di recente ha scritto Odio Google.

    1. Oddio “Keeper of Family Traditions” mica tanto, a meno di non dare un significato MOLTO ampio al termine “family” 😉

    1. “..We are family / I’ve got all my sisters with me…” 😉 (e c’è anche qualche brother)

  3. Io sto ultimando le mie scatole natalizie fatte di cartoline riciclate. Mi sono scelta i due regali di mamma e papà (così no clutter e sì happiness mia), agli altri ho chiesto collant (che i miei si sono smagliati quasi tutti, dopo qualche anno di onorato servizio) e le tende nuove per la sala. Ho buttato uno scatolone di carta, mi accingo a buttarne un altro, sono quasi pronta per il trasloco/emigrazione, appena avrò scelto la destinazione 😛

    Mi dichiaro soddisfatta, manca solo di zompare cenone e pranzone…
    Stella di recente ha scritto A scuola di libertà

    1. Che bellezza, proprio brava. Io attendo con impazienza il 25 pomeriggio, da lí sarà tutta in discesa 😉

    1. Festeggiare il Capodanno però non mi dispiace… se riesco a farlo a modo nostro, cioè in casa, tra amici sinceri e magari evitando di mangiare troppissimo 😉

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