Design minimo – Little Black Dress

Qui il primo post della serie, dedicato alla scrivania.

Little Black Dress, o LBD (che Wikipedia Italia traduce “Tubino (nero)”; ammetto la difficoltà, ma poi capite perché in genere rimando alle pagine in inglese?): “un abito da sera o da cocktail, generalmente corto e di taglio semplice. Gli storici della moda lo fanno risalire alle creazioni di Coco Chanel degli anni ’20, pensate per essere durature, versatili, e ampiamente accessibili, anche dal punto di vista economico, nonché generalmente declinate in colori neutri.”

Quando ho pensato di dedicare un post al “design minimo” in tema di abbigliamento, il pensiero è andato immediatamente a questo capo che è veramente un esempio di minimalismo perfetto. La definizione di Wikipedia parla di abito da sera o da cocktail, ma in realtà lo si può portare in qualsiasi occasione, basta abbinarlo con gli accessori giusti. Il nero sfila (!), sta bene praticamente a chiunque e permette abbinamenti di ogni tipo rimanendo comunque elegante. Per come la vedo io, l’unico lato negativo è il fatto che un capo così basico deve essere di qualità, insomma richiede un minimo di investimento: qualsiasi difetto inevitabilmente salta all’occhio.

Giusto per capirci, ecco il Little Black Dress per antonomasia (oh, quei guanti…). Senza nulla togliere al signor de Givenchy, è forte il sospetto che se l’avesse indossato chiunque altra non avrebbe fatto lo stesso effetto (!), ma non possiamo essere tutte Audrey.

I miei LBD:
– uno smanicato al ginocchio con impunture viola quasi invisibili, che di solito abbino con dolcevita viola e calze in tinta, con una camicia bianca (altro capo basico che va con tutto, risolve qualsiasi situazione, ma per il quale vale la pena spendere due euro in più), con un dolcevita nero smanicato e un cardigan viola… le combinazioni sono infinite.
– un semplicissimo smanicato di maglia a trapezio di Stefanel, con un gran collo, completamente nero, che mi metto quando ho voglia di caldo e di scomparire un po’. Sono stati entrambi tra gli acquisti più azzeccati che abbia mai fatto, senza essere oscenamente costosi
Ricadrebbe nella stessa categoria, se non fosse viola (colore che mi piace moltissimo, si era capito?), un altro smanicato di Benetton, un po’ più pesante, che anche lui va molto d’accordo con il cardigan dello stesso colore, con i dolcevita e la camicia bianca. Lo adoro e lo metto spesso; devo ammettere, però, che la differenza (taglio, cuciture, un po’ tutto insomma) tra quest’abito e il primo che ho citato, di qualità nettamente superiore, si vede parecchio.

Detto tutto questo, di moda io non capisco assolutamente niente, ho i miei gusti e so cosa mi piace (non sempre, comunque, altrimenti non avrei l’armadio pieno di cose che non metto…), ma finisce lì; di conseguenza, avevo bisogno di una consulente, e a chi potevo rivolgermi, se non a Una Snob?
Eccovi quindi una selezione di LBD, tra l’altro tutti acquistabili online (sono in ordine decrescente di prezzo… fate le brave!).

Malo, 100% cashmere. Lo so, il prezzo è da mani nei capelli. Vale il discorso che facevo nel post precedente a proposito della Milk: non so se spenderei mai una cifra del genere per un singolo capo ma, nel caso, sarebbe probabilmente per qualcosa di questo genere, che poi metterei fino allo sfinimento in ogni combinazione possibile, anche a costo di dare l’impressione di avere solo quello nell’armadio (e a questo prezzo ci saremmo vicini!). Del resto, negli ultimi tempi mi sono resa conto che, in fatto di abbigliamento, privilegio sempre di più la qualità rispetto alla quantità. Tendo a mettermi sempre le stesse cose, e preferisco investire in un unico capo che valga veramente la pena, e rinunciare al secondo o al terzo dello stesso tipo: so che lo metterò sempre con piacere, e in più riduco il tempo necessario a decidere cosa mettermi 😉
Tranne rare eccezioni, gli acquisti tipo “Costa relativamente poco, posso anche prendermelo” si sono rivelati sempre dei fallimenti, per cui cerco di evitarli; compro spesso in outlet, approfittando anche del fatto di avere gusti abbastanza classici e, quando non posso permettermi il capo costoso, semplicemente… rimando.

Miu miu (YOOX), classico e molto elegante, nonché probabilmente molto più adatto a una taglia 40 che a una 44; per chi come me devi fare i conti anche con queste considerazioni, c’è questo modello veramente bellissimo di Cacharel (ASOS), tagliato a trapezio, e questo Karen Millen (ASOS), con gonna a ruota; entrambi “perdonano” un po’ di più.

Avete visto i prezzi, sono capi sicuramente belli e versatili, ma con un certo costo. Personalmente non amo la fast-fashion, o forse è solo un problema di volpe e l’uva: nei vari Zara-H&M e similari finisco sempre per sentirmi una tremenda cicciona. Detto questo, cosa c’è di meglio che trovare un capo carino che costa pure poco? La Snob ha pensato anche a questo! Eccovi quindi un modello ZARA studio monospalla, che mi piace moltissimo visto che in genere amo le asimmetrie (ma vorrei vedere dal vivo quella spallina che fa molto anni ’80); ZARA a manica lunga e gonna arricciata (ma per piacere levatele quelle scarpe); e ZARA TRF, molto carino anche se la manica in pizzo lo rende meno versatile degli altri.
Alternativa: andare da una sarta, oppure rivolgersi a una delle bravissime “artiste dell’ago e del filo” che ho citato qui, visto che alcune di loro lavorano anche su misura.

Date le sue caratteristiche, non è stupefacente che sia proprio un LBD il capo scelto per “The Uniform Project“, che è consistito nel portare 1 vestito per 365 giorni (no, non lo stesso…). Molto carini anche gli abiti in vendita nello store (tutti esauriti, però, alla data di pubblicazione di questo post). Sicuramente estremo, ma non sarebbe una gran liberazione?
Lo stesso progetto viene citato da Courtney Carver nel suo post del 2010 dedicato all’armadio minimalista, in cui presenta quello che sarebbe diventato il “Project 333“: portare per 3 mesi solo 33 capi/accessori accuratamente selezionati. Tanti? Pochi? Mah. Se mi puntassero una pistola alla testa, probabilmente la mia risposta sarebbe “Tanti capi, pochi accessori”.
Estremizzando, credo non avrei problemi a portare sempre lo stesso abito, purché abbia la possibilità di abbinarlo con accessori sempre diversi, mentre il contrario sarebbe quasi impossibile, almeno per me… anche se esistono capi come questo che contribuiscono a facilitare l’impresa.

Cosa ne pensate? Vi piacciono gli LBD? Spendereste una cifra corposa per un solo capo molto bello e molto versatile, o preferite una maggiore varietà? E, per allontanarci un po’ dal discorso LBD, iniziative come il “Project 333” vi affascinano o vi fanno inorridire? Riuscireste a portare lo stesso capo per parecchi mesi di fila o addirittura per un anno? Aspetto i vostri commenti!
Per finire, naturalmente, un grande grazie alla Snob che nel giro di un pomeriggio dalla richiesta mi ha fatto avere l’elenco di LBD bello e pronto, malgrado stesse anche studiando per un esame. Che, per inciso, ha superato brillantemente. Grazie ancora 🙂

minimo è anche su Facebook e su Twitter

50 thoughts on “Design minimo – Little Black Dress

  1. Uhm, argomento controverso. No, il LBD non mi piace e non fa per me. Non saprei portarlo e non mi starebbe neppure bene.
    Ho sempre pensato che ci voglia un certo fisico adeguato, oltre ad una certa forma mentis. Su chi sa portarlo, è notevole. Io farei ridere o comunque mi sentirei ridicola.
    Per attitudini e corpo, sono per le gonne lunghe e svolazzose oppure più corte e ampie, per i vestiti taglio impero (svolazzosi), per l’abito strambo (anche in occasioni eleganti, anche sul lavoro…oh io sono così…).

    Concordo al 100% invece sulla qualità: ho abolito gli acquisti impulsivi da “massì al limite son 20 euro…”, così di euro non ne ho buttato più neanche uno!
    Confesso che sto soffrendo da matti in questi giorni perché l’unico negozio che manda a monte il mio minimalismo è Chapati. Mi porterei a casa tutto lo stand (che sta alla fiera dell’artigianato), ragazze incluse XD
    Stella di recente ha scritto Yogi Box #2

    1. Guarda che anche il vestito stile impero ricade nella definizione di LBD, il quale NON è necessariamente un tubino, anzi (lo vedete che danni fanno le traduzioni sbagliate? 🙂 )!

      1. Eh ma i miei abiti impero sono molto svolazzosi e colorati XD. Io li definisco Froufrou, il che contrasta decisamente con la definizione di LBD
        Stella di recente ha scritto Yogi Box #2

      1. PericoloFiFFimo!
        Tengo duro. Vivo di jeans e maglione/giacca, d’inverno. D’estate è più facile, amo il lino e le camicie e vario di più e più elegantino, ma l’inverno soffro il freddo… al massimo metto pantalone elegante di lana. L’LBD verde di cui sotto una volta lo mettevo di più (idem per il vestito di maglia beige -again- acquistato quando andavano per la maggiore quelli della Biagiotti. No, non è firmato, il mio. Solo caldissimo, degno della freddolosa che sono :-P)
        (Mi son resa conto di avere un sacco di roba beige. Il vantaggio è che tutto va bene con tutto, anche quando oso l’arancione o il verdone :P)
        Alliandre di recente ha scritto Come il bambù

        1. Tanto da H&M non trovo mai la mia taglia, tutto quello che sembra bellissimo appeso addosso a me fa sempre l’effetto ciccio-prosciutto. Finisce che mi deprimo 🙁 O forse dovrei riprovare ora che ho perso qualche altro carato.

      2. eh ma io sono già vecchia…ormai credo di essere senza speranza 😀
        non sono proprio per niente una “signorina a modo”, c’è poco da fare…quando mi vesto per i matrimoni mi sembra di essere a carnevale…mi sento davvero come se fossi “mascherata”, non sono proprio io 😛
        yliharma di recente ha scritto Decluttering in tandem: terza settimana!

  2. Io e i vestiti siamo su due pianeti diversi. Ho un armadio pieno ma praticamente solo 10-20 capi che mi entrano ancora, gli altri sono 42 o 44 (ormai sono una 46 MA non rassegnata). Non credo di superare di molto i 33 capi utilizzati durante l’anno.

    Faccio l’estate con 2 pantaloni al ginocchio, le mezze stagioni con 2 jeans e l’inverno con 2 pantaloni piu’ pesanti: ne metto un paio fino a che e’ sporco, poi metto l’altro e lavo il primo. 4-5 magliette a mezza manica per il caldo, 4-5 a manica lunga per l’inverno, sopra cui metto sempre gli stessi 5-6 cardigan o felpe o al limite pile. Non uso camicette ne’ gonne, non mi piaccio per niente con la pancia che ho: sembro incinta di 5-6 mesi, non scherzo! sono magra di costituzione (e ho la 2a di seno) ma ho culo e pancia grossi per cui mi sta male qualsiasi cosa… Devo usare roba ampia che nasconda. Ai piedi 1-2 paia di sandali per l’estate, 1 paio di scarpe da citta’ nella mezza stagione, 2 paia di stivali per l’inverno. Un cappotto, una giacca a vento leggera. Ovviamente l’intimo 🙂

    Se si escludono i capi tecnici (cose da moto, cose da montagna) non uso altro. A Roma non fa mai troppo freddo, per cui i maglioni di lana a collo alto che usavo in Veneto giacciono inutilizzati da 10 anni. In ufficio abbiamo 20 gradi in inverno e 20 in piena estate, sempre con almeno 10 di differenza con l’esterno, per cui d’estate mi porto una felpina anche se fuori si schiatta di caldo, e d’inverno rimango in maglietta a manica lunga leggera. Ieri ho azzardato un twin-set di lana, ma il pezzo sotto a girocollo mi stava facendo sudare come in una sauna.

    Detto questo, capirai che il LBD non mi interessa. Ne ho uno, taglia 42, usato spessissimo ai tempi dell’universita’ cioe’ circa 15 anni fa, quando mi piaceva vestirmi carina e truccarmi. Avevo anche 7-8 kg di meno… 😛

    Non mi piace comprare vestiti per cui quelli che ho e con cui sto bene li uso fino al logoramento. Ma ho notato che la marca non conta, ho usato stivali da mercatino per 3 stagioni di fila e poi stivali di marca per altrettante, e il risultato e’ lo stesso se li metti tutti i giorni per 6 mesi di fila…
    Sab di recente ha scritto Voglia di Natale

    1. Dunque, andiamo con ordine 🙂
      a) Come ho detto che a Stella l’LBD lo chiamiamo “tubino” solo noi (cioè, no, in realtà lo chiama così Wikipedia, vabbè). A rigore, qualsiasi abito di taglio semplice, in colori neutri e tendenzialmente corto (ma corto può voler dire tante cose) è un LBD, e questo non esclude tanti modelli che stanno bene anche a chi qualche kg in più. I vestiti che vi ho citato li portavo anche l’anno scorso, pre-Dukan e quindi ormai quasi 10 kg fa, quando avevo un discreto tortello intorno alla vita. A un certo punto mi sono resa conto che, a certe condizioni, mi stavano nettamente meglio dei jeans che mi ostinavo a mettere in continuazione…
      b) Dalle tue parti i mercatini devono vendere cose di qualità invidiabile, perché io la differenza tra capi di marca e non la vedo eccome, anche in termini di usura/resistenza ai lavaggi!

      1. Boh forse sono io che non mi sento piu’ comoda in gonna, sono un po’ maschiaccio, tipo che mi siedo a gambe larghe 😛
        Anche sul punto B forse sono io che sono un po’ troppo “di bocca buona” e che metto anche cose abbastanza rovinate ritenendole ancora buone. Mia mamma mi sgrida sempre quando mi vede girare con certe felpe dai gomiti lisi, o scarpe scolorite, o maglioncini con la lana a “pallini”… ma per me sono ancora usabilissimi! Mi vergogno un po’ a dirlo ma fino a che la roba non si rompe per davvero, io la uso. Per dire, il twin set di lana di cui parlavo prima l’ho comprato a Pechino a fine 1999, e l’ho usato mille volte e lavato in lavatrice anche in modo non molto delicato… non credo sia di buona qualita’, sono semplicemente io a non avere occhio per queste cose mi sa! :/
        Sab di recente ha scritto Voglia di Natale

  3. LBD… ce l’ho. No, manca. Ce l’avevo. Declutterato. AAARGH!
    E’ che aveva 10+ anni, sfruttatissimo, e dopo la nascita del pargolo non ci entravo più. Ho disimparato a mettere abitini, non ho più occasioni per metterli (e non avendo + il LBD, quando l’occasione c’è sono ormai sostituiti dal pantalone elegante), sicché non l’ho + sostituito.
    Piuttosto aiutatemi a ripulire di nuovo i maglioni, che ho tre dolcevita in varie tonalità di beige, che me ne fo di TRE dolcevita beige??? OK, vado decluttero e torno.
    p.s. a me piacciono questi, di H&M (Malo è bellissimo ma no, col poco che lo sfoggerei un LBD a quel prezzo lì manco morta.):
    http://www.zara.com/webapp/wcs/stores/servlet/product/it/it/zara-I2011/122017/580504/VESTITO%2BDOPPIA%2BTELA
    e
    http://www.zara.com/webapp/wcs/stores/servlet/product/it/it/zara-I2011/122017/387192/VESTITO%2BMANICHE%2BLUNGHE
    e
    http://www.zara.com/webapp/wcs/stores/servlet/product/it/it/zara-I2011/122017/564015/VESTITO%2BSCOLLO%2BSCHIENA
    e
    http://www.zara.com/webapp/wcs/stores/servlet/product/it/it/zara-I2011/122017/621502/VESTITO%2BAPERTURA%2BA%2BGOCCIA%2BSUL%2BDAVANTI
    il terzo è il più bello in assoluto.
    Alliandre di recente ha scritto Come il bambù

      1. Anche io mi facevo problemi, con le caviglie più che con le ginocchia. Da quando mi hanno ricostruito la sinistra, che è rimasta evidentemente più grossa dell’altra, mi sono resa conto di essere stata un’idiota, che le mie caviglie andavano benissimo così com’erano. Da allora me ne frego (ma è anche vero che porto tanto gli stivali 😉 )

  4. P.s. rettifico. Ne ho uno, classificabile come LBD.
    Taglio classico, smanicato, maglia verde, con suo cardigan di maglia verde.
    Se non andavo a declutterare tre maglioni non mi ricordavo nemanco d’averlo, lo metto praticamente solo sotto Natale… argh.
    A proposito, vado a declutterare una giacca di lana (beige, manco a dirlo) che s’era salvata l’anno scorso perché pensavo che l’avrei messa ancora, e invece no.
    Ah, che liberazione.
    Alliandre di recente ha scritto Come il bambù

      1. No è solo che è di un verdone scuro stupendo che mi piace da matti e che beige ne avevo già due 😉 (uno dei due è stato declutterato, l’altro lo sarà in futuro, se passa un altro anno senza che lo metta)
        Alliandre di recente ha scritto Come il bambù

        1. (Quanto alla giacca, ne ho una di taglio + moderno. Beige, che domande 😛 I tre maglioni poi in realtà sono uno beige uno bianco uno panna. Non che faccia granché differenza, eh. Però li metto spessissimo… sicché non li ho declutterati, al loro posto ne ho declutterati due nero/blu che non mettevo mai. E uno che uso in casa ormai sostituito da uno in condizioni migliori. WOW, dovrei aver finito… ora è la parte di armadio del marito che grida vendetta!)
          Alliandre di recente ha scritto Come il bambù

          1. Uff è partito il commento prima che finissi. Ho un polso che fa malissimo, oggi, maledetto tunnel carpale.
            Dicevo, la giacca beige, cinque maglioni, ieri. E con l’armadio siamo a posto, fino a quando non cadrà a pezzi l’ultimo residuato bellico da casa, e non costringerò Entropia ad attaccare la sua montagna di magliette. Da sola non mi lascia… sigh sob.

            Oggi invece (visto che ahimé non ho resistito e mi son presa una Crumpler-Laura, colpa tua che io manco le conoscevo. Cercavo una borsa pc x il pargolo – che dovrò ancora comprare – e invece mi son presa una piccolina per me) ho eliminato le ultime due borse che mancavano, una delle quali era quella di tela che definisco “da vacanza” perché in vacanza non giro con quelle belle. Ora con la Crumpler posso anche evitare di aprire l’armadio e vedere quella bruttura di tela che resisteva solo perché comodissima. Sono rimasta a otto borse!!! Sette di pelle + la Crumpler, lo zaino da montagna, la borsa frigo da mare, marsupio da cavallo e tracollina per correre. Che brava eh? (No, le sette di pelle non le decluttero. Sono troooopppo belle!)
            Alliandre di recente ha scritto Come il bambù

            1. Ti ho rimosso il commento partito per sbaglio 🙂
              Vedrai che sarai contenta dell’acquisto, una Crumpler è per la vita!

        2. Ma non c’è nulla che potresti tingere? Dal beige possono venire fuori dei bei rossi o marroni. Non ti ispira la tintura dei capi casereccia?

          1. Per la lana, ci sono dei colori Deka in polvere che a me son parsi molto molto belli! Io tra l’altro li ho messi pure in lavatrice, usando delle bottigliette per diluirli prima di inserirli nel cestello 😀
            Stella di recente ha scritto My (recycled) Tiffany Box

  5. Lo vorrei tanto ma non ne ho ancora comprato uno. Mi piace moltissimo quello di Miu Miu, solo che sono incapace con gli abbinamenti e quindi credo lo metterei solo d’estate.
    Sono invece dello stesso parere riguardo al preferire la qualità alla quantità, sono disposta a investire somme maggiori per capi che durano. Dopo anni di acquisti nelle low cost sto dicendo basta, la mia pelle merita tessuti migliori e vorrei mettere una maglia per più di una stagione, ora ho su un finto cashmere di Mango che ha due mesi e si sta già infeltrendo…

    1. Dai, non si può essere incapace ad abbinare un abito NERO! 🙂
      Il cashmere è un’altra di quelle cose che amo e che risolvono. Io ho un golfino a V di Glenfield (BEIGE!) che metto in continuazione, è semplicissimo ma sta bene con tutto ed è sempre elegante. Ovviamente sono da vedere in un’ottica di investimento (e anche qui gli outlet aiutano)

  6. Noi ogni tanto tingiamo, serve il colorante (lo compri al supermercato) e il sale. Ogni pacchetto ti dice l’intensità del colore che verrà fuori a seconda di quanti kg di roba carichi in lavatrice (più panni tingi più è chiaro) e anche in base al colore di partenza a volte ti dice come verrà. Noi finora abbiamo dato nuova vita ad accappatoi e asciugamani che si erano scoloriti negli anni e ai jeans. Con altri tessuti non saprei come può funzionare, comunque mi sembra che nel pacchetto ci sia scritto cosa si può e cosa non si può tingere.

      1. Pure io ho tinto valanghe di roba 😀
        Di recente ho scoperto colori anche per il poliestere (l’unico materiale resistente a qualsiasi tintura…)!

        Per il cachemire, vi segnalo su Etsu Chicca Style: disegna lei i maglioni e mi ha detto servirsi di fornitori italiani, oltre ad essere gentilissima…
        Stella di recente ha scritto My (recycled) Tiffany Box

  7. Eccomi qua, in netto ritardo sulla tabella di marcia a quanto pare, io ci arrivo sempre con un paio d’anni di ritardo. E propio consigliata dalla Snob!
    Sto affrontando un trasloco, uno di quelli dove non puoi affittare un furgone e nemmeno contare sulla “macchina degli amici”. Sto cercando di scremare considerevolmente il mio guardaroba, ma incontro notevoli difficoltà nella scelta di cosa lasciare e cosa non posso proprio dimenticare. Il mio problema è che mi affeziono alle cose e che non sono una grande creatrice di outfit. E che non posso rinunciare ai libri!
    Questo post fa decisamente al caso mio, anzi, potresti consigliarmi qualche altro tuo post, categoria, parola chiave da cercare, dove poter attingere ad altri utili consigli in tal senso?
    Grazie molte!!!

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