Occupy Your Checkbook

L’articolo originale, di Carl Richards, è stato pubblicato sul NYT online il 2 novembre 2011 – Via The Non Consumer Advocate. Lo schizzo (“Global Protests/Personal Change”) è dell’autore. Grassetti miei.

Carl Richards è un consulente finanziario certificato e vive a Park City, Utah. I suoi schizzi sono disponibili qui e sul suo sito Web, BehaviorGap.com.

Nelle ultime settimane si è scritto molto di Occupy Wall Street. Mentre il movimento si diffondeva da New York ad altre città, è stato interessante vedere la gente scendere in piazza per protestare contro qualsiasi cosa, dai salvataggi delle banche in extremis alla politica fiscale.

Tutto questo però mi ha anche instillato una certa curiosità. È possibile che la nostra volontà di protestare contro la cattiva condotta di governo e grandi aziende ci impedisca di fare altrettanto rispetto alla nostra condotta economica, o perfino di prenderne atto?

La domanda vale per tutti e nasconde una lezione importante, che siamo scesi per le strade o no, e anche se siamo in disaccordo con il movimento. Concentrandoci sulle decisioni finanziarie altrui (banche, aziende, governo), rischiamo di trascurare il nostro (discutibile) comportamento, in nome del tentativo di operare un cambiamento a livello globale.

Per certi versi penso che sia più facile concentrarci su quello che, secondo noi, dovrebbero fare gli altri, piuttosto che fronteggiare i nostri problemi personali. Nelle parole di W.R. Alger, ministro Unitariano: “Siamo prodighi nel dare consigli, un po’ meno nell’accettarli”.

Tanto per chiarire, sicuramente c’è molto per cui protestare. Penso che i cambiamenti a livello nazionale e perfino internazionale, siano necessari. Quel che mi limito a suggerire è che potrebbe aiutare se anche noi, come dice la famosa massima, “provassimo a diventare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”. Mi domando allora se, oltre a marciare per le strade di tutto il paese, sia possibile mettere in piedi una versione personale di questo movimento, che potrebbe chiamarsi “Occupy Your Checkbook”.

La settimana scorsa scrivevo di quanto può essere difficile rendersi conto della propria reale situazione finanziaria. Parte del problema deriva dal fatto che non vogliamo sederci a un tavolo e fare i conti. Magari siamo in grado di descrivere per filo e per segno tutti i passi falsi delle banche, ma quanto bene conosciamo la nostra situazione finanziaria? Non sarebbe ora di dedicare altrettanta attenzione e altrettanta passione alle nostre finanze personali?

Forse è arrivato il momento di parlare apertamente degli sbagli che abbiamo commesso in passato. Di assumerci la responsabilità della nostra situazione economica e di fare piani per migliorarla. Smettere di comprare spazzatura sperando che sia la chiave per la felicità. Smettere di fingere di essere quello che (economicamente) non siamo. Smettere di tentare di rimanere al passo con gli ipotetici “altri”… visto che, come sappiamo benissimo, sono sepolti dai debiti.

Occupy Wall Street può portare a un cambiamento, oppure no. Ma mi sento dire che il cambiamento, con l’adesione a Occupy Your Checkbook, è garantito.

Troppo spesso sento le persone attribuire ad altri la responsabilità dei loro problemi economici. In alcuni casi (frode, furto o un’emergenza sanitaria), non abbiamo alcun controllo. Ma in molti altri, l’unico colpevole è quello che vediamo nello specchio.

Non sono le società emittenti di carte di credito che ci hanno costretto a comprare quel televisore enorme. Non sono le banche che ci hanno costretto ad accendere un’ipoteca da 350.000€. Quando si tratta di decisioni finanziarie di questo tipo, la responsabilità è solo e soltanto nostra. Fino a quando potremo continuare a fingere che la colpa sia di qualcun altro?

Quindi, affrontate a testa alta e occhi ben aperti le situazioni che potete controllare. Stabilite esattamente a quanto ammontano i vostri debiti. Studiate con attenzione il vostro budget e cercate di capire dove va il vostro denaro. Abbiate il coraggio di porvi le domande che contano, quelle difficili, sulle vostre esigenze e sui vostri desideri.

Lo ripeto, so che possono sembrare piccole cose. Ma siate onesti con voi stessi. Cos’è più probabile che abbia un impatto immediato e diretto sulla vostra vita: Occupy Wall Street o Occupy Your Checkbook?

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Qualche riflessione mia (elle): pur portando un rispetto enorme a chi si impegna in prima persona, scende in piazza e ci mette la faccia, non posso che essere d’accordo con quanto sopra. Staccare gli occhi dai massimi sistemi (tanto, qualche colpa le grandi banche e le grandi aziende ce l’hanno per forza) e rivolgere l’attenzione a quelli minimi, alla nostra situazione personale, alle nostre scelte e alle loro conseguenze, può essere un atto di coraggio forse anche maggiore dello schierarsi per giorni di fronte a una Borsa. Basta scuse non vale solo per una cosa piccola come decidere finalmente di uscire a correre, ma anche per una cosa grande, come sedersi a un tavolo, prendere in mano carta, penna ed estratti conto (o il computer), e tirare le somme. Scoprire quanto spendiamo e in cosa spendiamo, quanti finanziamenti abbiamo acceso e per cosa, quanto dobbiamo ancora per oggetti che, magari, avranno esaurito la loro vita utile molto prima di quando finiremo di pagarli. Che uso facciamo delle carte di credito, dei prestiti personali e di quella cosa pericolosissima che è il fido bancario. Se i nostri investimenti stanno fruttando oppure se è il caso di contenere le perdite e liquidarli. Quanti risparmi ci restano e per quanto tempo durerebbero se improvvisamente rimanessimo senza entrate; e, di conseguenza, quale cifra ci è assolutamente necessaria per arrivare alla fine del mese, e dove invece possiamo sfrondare. Significa stabilire di cosa non possiamo fare a meno e a cosa possiamo rinunciare. Significa anche affrontare il fatto che, magari, per mesi o per anni abbiamo sprecato senza rendercene conto, e che se non l’avessimo fatto ora potremmo stare (più) tranquilli.
Tutto questo richiede davvero un grande coraggio, e può scatenare una serie di emozioni negative (rabbia, se ci rendiamo conto di aver commesso degli errori, paura, perché a nessuno fa piacere pensare a certe eventualità, per quanto remote, senso di insicurezza e di inadeguatezza); ma ci ripaga anche dello sforzo offrendoci una nuova prospettiva. Tranquillizzandoci sul fatto che la situazione magari è più rosea di quel che pensavamo, o comunicandoci che possiamo vivere con molto meno (in futuro, se diventerà necessario, oppure da subito, se vogliamo mettere da parte qualcosa in più). Offrendoci la possibilità di assumere il controllo, pianificando un modo per ridurre gli eventuali debiti. Non è poco.
I numeri, messi nero su bianco, hanno la forza dell’oggettività totale, e un grandissimo potere di convinzione. Noi questa operazione l’abbiamo compiuta per gradi, in modo tutto sommato poco pensato, partendo (come sapete) dalla fatica del superfluo, dalla quantità di cose che avevamo e che in realtà non ci servivano. Un anno e mezzo fa non avrei saputo dire quanto spendevamo ogni mese e quanta parte di quella cifra era rappresentata da “superfluo”. Ci siamo sempre tenuti ben lontani da fidi, credito revolving e credito al consumo, ma avevamo aperto un finanziamento per comprare le nostre due macchine, e avevamo i Mac a noleggio: oggi siamo orgogliosi di dirci liberi da questi debiti, perché i noleggi sono terminati (e con meno di 100€ abbiamo riscattato i Mac), la mia macchina è stata venduta e il relativo debito saldato, e il finanziamento di Marco è terminato mesi fa. L’unico RID che insiste attualmente sul nostro conto è quello del mutuo, ed è una bella sensazione 🙂

Quando, tempo fa, la concessionaria ci ha proposto di cambiare la nostra Mazda3 con il modello nuovo, facendoci tanti bei discorsi sulla macchina ormai “vecchia” che si sarebbe rivelata sempre più costosa e avrebbe perso valore. Ci siamo fermati un attimo a pensare e ci siamo detti che, a 3 anni, una macchina non è vecchia. Che il nuovo finanziamento ci sarebbe costato comunque di più (chi volevano prendere in giro?). E che la nostra Mazdina andava strabene e non c’era un motivo al mondo per cambiarla. In un passato neanche troppo lontano, avremmo ceduto sicuramente alle sirene del “nuovo è meglio”, e saremmo stati ben felici di fare nostre tutte quelle giustificazioni astruse basate su valore e ammortamento, caricandoci di un altro debito senza un vero motivo. Come se cambiare macchina ogni 3 anni fosse normale, scontato, automatico. Sono felice, e anche un po’ orgogliosa, del fatto che siamo riusciti a interrompere l’automatismo, in questa occasione come in altre.

Cosa ne pensate? Conoscete a fondo la vostra situazione finanziaria o tutto sommato siete per il “occhio non vede cuore non duole”, almeno finché “vedere” non diventa strettamente necessario? So che l’argomento è delicato ma… aspetto i vostri commenti.

Su una nota totalmente diversa, voglio segnalarvi la bellissima idea di Annalisa/mannalisa: Le (im)perfezioni.
“La perfezione fuori dai canoni convenzionali, la perfezione di un insieme di cose imperfette, o meglio, di un insieme di particolari non perfetti convenzionalmente. O la perfezione di qualcosa accentuata proprio da quel piccolo accenno di non perfetto, appena sporcato, appena scheggiato, appena sciupato. Ma, nell’insieme, perfetto.”
Ci sono anche io, con la mia caviglia molto (im)perfetta che adesso corre per mezz’ora senza fare nemmeno una piega. Viva l’imperfezione.

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24 thoughts on “Occupy Your Checkbook

  1. Per natura non ho mai amato essere in debito. Nemmeno di 1000 lire con un amico che mi aveva pagato la merenda. Credo sia uno dei migliori insegnamenti che mi hanno passato i miei genitori, che da parte loro si sono sempre prodigati per evitarmi di dover fare mutui o prestiti con le banche. Avere un debito con i tuoi genitori e’ sicuramente meglio, e’ sempre un debito ma senza interessi e reali scadenze. Unica volta che ho avuto un finanziamento (8 anni fa): per dei mobili, a tasso zero, in 12 rate. Poi mai piu’. Anche i debiti con i miei (casa, macchina) li ho ripagati il piu’ velocemente possibile.

    Odio avere due carte di credito, la seconda (Amex) la tengo solo per un altro anno poi la elimino. Ovviamente niente revolving e cose simili.
    Dal 2003 ho i miei conti tutti scritti in Excel, e la cosa serve eccome. Non significa che ho eliminato del tutto le spese “superflue” ma almeno ho speso coscientemente i miei soldi. E nonostante io abbia pagato un appartamento (beh, una parte, l’altra me l’hanno regalata…), una macchina nuova (idem, e la precedente aveva 15 anni), nonostante le spese di un matrimonio tradizionale con 80 invitati e del viaggio di nozze iper-costoso, nonostante numerosi viaggi l’anno, nonostante 7 mesi di aspettativa senza stipendio e durante i quali ho frequentato un master costoso (quindi niente entrate e grosse uscite, senza questo fatto avrei 15mila euro in piu’!)…. beh sono soddisfatta dei miei risparmi. Cioe’, certo che ne potrei avere di piu’ ma non mi lamento.

    Stiamo per prenderci un mutuo (al momento abbiamo messo la cosa in stand-by sperando che i tassi calino) ma anche questa e’ una decisione soppesata e abbiamo tutte le intenzioni di finire di pagarlo in meno anni di quanti dovremmo (leggi: chiediamo un mutuo a 25 anni ma poi se tutto va bene restituiamo ogni mese 2 mensilita’ abbassando anche la quota interessi, e ce la caviamo in 15 anni al massimo). Il pensiero del mutuo devo ammettere che mi preoccupa un po’, non ci sono abituata. Mentre stiamo a vedere cosa succede ai tassi, nel frattempo, mettiamo via un altro po’ di soldi (niente viaggi questo Natale).

    Insomma credo di essere abbastanza “virtuosa” da questo punto di vista. Leggendo i vari blog sul minimalismo americano poi mi sono accorta di quanto siano messi peggio in media negli USA. Loro sono abituati ad avere varie carte di credito e a rimborsarle a rate con interessi, sono abituati a chiedere un rifinanziamento in base all’aumento del valore della casa, a fare prestiti per studiare (su questo siamo molto piu’ fortunati noi). E siccome e’ una cosa normale non si rendono conto di avere 50mila dollari di debiti solo con le carte di credito. Poi loro hanno sempre il problema dell’assicurazione medica!
    Credo (spero) che una situazione simile in Italia sia molto rara, anche se mi sa che sono aumentati i prestiti personali al consumo, perfino per fare viaggi… Ma mi sa che le cose stanno cambiando, sia qui che negli USA. Dovremo dire grazie alla crisi?
    (sorry per il commento lungo!)
    Sab di recente ha scritto Voglia di Natale

    1. Sì, la situazione negli Stati Uniti è molto molto più critica che da noi, ma dobbiamo anche iniziare a sfatare il mito degli Italiani virtuosi e risparmiatori; lo siamo in media, e rispetto ad altri paesi, ma siamo anche sempre più schiavi del credito personale e dei finanziamenti aperti (come dici tu) per beni di consumo o perfino per i viaggi e le vacanze.

  2. non ho la carta di credito e non la voglio: mi bastano la postepay e paypal per i miei acquisti online.
    non mi piacciono i prestiti e i finanziamenti, mai usati: se devo comprare una cosa costosa (tipo il computer o la macchina) aspetto di avere tutti i soldi in conto e poi acquisto, o mi faccio prestare da mamma (che per fortuna non chiede interessi 😀 ).
    valuterei l’idea di farmi prestare soldi da una banca solo per un mutuo casa, ma tanto al momento è impossibile perché con il contratto che ho non me lo concedono XD
    yliharma di recente ha scritto Decluttering….in tandem!

    1. Mi sa che da queste parti siamo tutti un po’ eccezioni alla regola, e chi non lo è forse si sente un po’ a disagio nel parlarne…

    2. Beh dai adesso non demonizzare la carta di credito, se viaggi spesso come facciamo noi e’ abbastanza utile. 🙂 Postepay mi da’ sui nervi perche’ (non avendo un conto Bancoposta, non so se avendolo sia diverso) ogni prelievo mi costa 1 euro, infatti la uso pochissimo.
      Sab di recente ha scritto Voglia di Natale

      1. E non dimentichiamo che se tutti pagassero con carte e bancomat, l’evasione dei commercianti si ridurrebbe necessariamente a zero…

        1. Anche negli Stati Uniti? Perché (mi dicono) che in USA il nostro circuito bancomat non funziona, così come le prepagate (e credo che la PostePay lo sia). PayPal è comodissimo e lo uso anche io, ma le commissioni per ricevere soldi e per il trasferimento di fondi in genere sono piuttosto salate, e poi non tutti i siti lo accettano. Se devi fare un acquisto su un sito che non accetta nè PayPal né prepagata come fai? Penso ad alberghi e compagnie aeree ad esempio.

          1. in USA non ci sono mai stata e non penso di andarci a breve…se è così eventualmente la farò solo per la vacanza: si può evitare di rinnovarla? tipo la tengo un anno e poi la “dismetto”?
            per gli acquisti online finora non ho avuto problemi, ho volato con ryan air, easy jet, airfrance, austrian airlines (comprata da LastMinute). ho comprato di tutto, anche dalla Cina e USA sempre con una di queste due modalità…probabilmente se trovassi un sito che non accetta nessuno dei due semplicemente non comprerei: di sicuro ne trovo un altro che mi vende la stessa roba come voglio io 😀
            yliharma di recente ha scritto Decluttering….in tandem!

            1. Sicuramente puoi attivare una carta di credito e poi disdirla (certo, un po’ di sbattimento e di cartacce, ma vabbè), ma forse farlo apposta per una vacanza effettivamente non vale la pena. Francamente non so!

  3. Uhm io la carta di credito ce l’ho e ne sono lieta perché controllo tutto in homebanking, incluse le spese.

    Non faccio finanziamenti, non ho un mutuo e, se non abitassi in una casa parzialmente di mia proprietà perché lasciatami dai genitori, non comprerei una casa, ma andrei in affitto.

    Ho una macchina, che non volevo, ma mi è stata presa (la mia genitrice ha abboccato al venditore Fiat di turno che aveva fatto la stessa proposta, salvo che la mia bellissima azzurissima macchinina precedente di anni ne aveva 7. A me 7 anni per una macchina che è stata sempre tenuta bene e usata solo in città non sembrano francamente molti; se avessi saputo che voleva cambiarla l’avrei almeno presa col GPL, ma le mie urla non sono valse a nulla. Neanche il colore ho potuto scegliere…).

    Per il resto, devo dire che ultimamente, dall’anno scorso almeno, quando ho avuto seri problemi a tirare il mese, controllo sempre come spendo e spendo sempre più di quanto vorrei idealmente 🙁
    Stella di recente ha scritto Questioni di Armocromia

    1. Permettetemi un po’/tanta sana invidia per i genitori che avete 🙂 Al momento di comprare casa a noi hanno dato una mano, ma niente di più, il mutuo ce lo terremo per altri 20 anni e ci è già andata bene così.

      1. Eh eh, io son venuta ad abitare in una casetta che i miei hanno comprato e ristrutturato quasi 20 anni fa per farci il loro studio professionale e che poi è stata data in affitto a studenti.
        E’ indubbiamente una fortuna da alcuni punti di vista (no affitto, poche spese perché è indipendente, un mega terrazzo), ma una sfortuna da altri (è stata restaurata da dei cani e sono rimasta due giorni senza elettricità punto, adesso sono da una settimana e rotti senza tutta la cucina attiva: vanno solo i fornelli perché non ho l’accensione elettrica -__-)

        Certo è che io ora come ora un mutuo non posso permettermelo neanche nei sogni. Il mio stipendio di insegnante è quello che è e mi sto pagando l’analisi personale 🙁
        Stella di recente ha scritto Questioni di Armocromia

        1. Penso che dopo gli ultimi aumenti degli spread siano veramente in pochi quelli che possono permettersi un mutuo. Ti dico solo che noi abbiamo deciso di non fare la surroga con Mutuo Arancio perché, rispetto ai primi conteggi, la rata mensile sarebbe stata più alta di oltre 60€, e lo spread tragicamente superiore al nostro 1,5 che all’epoca (6 anni fa) era praticamente quello che ti facevano tutti…

  4. io di debiti ne ho,eccome! la chiusura della bottega lascia un bello strascico,rata del mutuo ancora per n-anni- bassissima, è vero, ecco perchè il mutuo dura un secolo- e qyalcosina sulla carta di credito…tutto ciò mi ha portato a: 1) da sei ,sette mesi appunto tutte le spese maniacalmente sullo stile dei “bilanci di giustizia”,divise per giorno e “comparto”;2) già non sono granchè spendacciona, ma ultimamente sembro un biellese incrociato con un genovese 3)fra qualche mese, quando finirà il debituccio sulla carta di credito, la suddetta verrà soppressa e sostituita con una plebeissima ma efficace carta prepagata. Nell’aprile scorso, quando mi finì il finanziamento per la lussuosa Seicento, per poco svenni dalla gioia 🙂
    elena di recente ha scritto Viaggi e scoperte

    1. Quando si esaurirà anche il debito sulla carta allora grandi feste (frugali naturalmente!) 🙂

  5. grazie, Laura, per aver riportato alla luce la questione, proprio in questo periodo di acquisti compulsivi prefestivi… il portafoglio prude!! 😉

    noi siamo stati fortunati per via dei prestiti dai genitori, ma non ce la siamo mai sentita di strafare. Le macchine sempre usate (i furgoni stra-usati ;-), no carta di credito, compriamo quando abbiamo soldi. Per la casa è un altro discorso, lì abbiamo esagerato, lo sapevamo e ci portiamo il peso..

    l’altro giorno al pronto soccorso c’era un tipo che aveva preso una grave tossinfezione alimentare perché aveva mangiato della panna scaduta che aveva in frigo. Non aveva altro e non aveva soldi per comprarsi altro.
    Di gente con poche entrate che continua ad accendere debiti che poi vanno a pesare anche sulle generazioni successive ne conosco, ne conosco. E poi magari invece di portarsi il panino da casa a pranzo escono sempre a mangiare…
    Vogliounamelablu di recente ha scritto Usi e costumi di una LIM (Lavagna Interattiva Multimediale)

    1. Argh per l’infezione da panna scaduta 🙁
      “Solito” discorso che abbiamo fatto anche di persona sull’immagine e compagnia bella. Vuoi mettere che brutta impressione fa portarsi il panino da casa, e che impressione ancora peggiore smettere di mangiare fuori dall’oggi al domani?

  6. Vero, gli USA sono messi molto peggio. Vedo il riscontro nelle usanze nordamericane portare al Sud: in Brasile ti chiedono se vuoi rateizzare a 3, 6, 12 mesi anche acquisti sotto i 50 $.
    Per tenere d’occhio le finanze ci sono tante app, io attualmente sto usando la Lite di Smart Budget, se mi trovo bene acquisto la full.

    1. Brava Snob! Noi abbiamo da sempre un bel foglio Excel (cioè, veramente un foglio Numbers), e io controllo maniacalmente l’estratto conto della carta di credito.

      L’altro giorno all’IperCoop, cliente che chiede al responsabile info su come finanziare in 36 rate un televisore da 199 euro… Da brividi lungo la schiena.

  7. Ciao Laura, e congratulazioni per il tuo blog. L’ho scoperto qualche settimana fa, quando ero in giro per la rete in cerca di ispirazione per il mio (http://www.viaggioleggero.com). Sono nuovo da queste parti, come scoprirai se avrai voglia di farti un giro su viaggioleggero. Nuovo e novellino, anche. Durante questi giri in Rete alla ricerca di risorse su quello che, avrei imparato poi, si chiama decluttering, ho scoperto che c’è tutto un mondo da scoprire, non me l’aspettavo davvero. E alla fine passo più tempo a leggere che a scrivere. Commento questo post solo per testimoniare al volo e brevemente quanto difficile può sembrare pensare di poter/dover campare con meno soldi di quelli cui si è abituati. A me è successo che a un certo punto il lavoro che mi aveva sempre garantito più di quanto mi serviva, è semplicemente scomparso. Da tre anni a questa parte sono stato costretto a ridimensionarmi di brutto, soffrendo la cosa più del dovuto anche a causa di una situazione famigliare indebolita da quanto succedeva. Ora però, anche grazie a tutto quello che ho letto in Rete in questi ultimi tempi, la mia idea sull’argomento è cambiata radicalmente. Non mi chiedo più “Come cavolo faccio adesso a vivere così?”; ora mi chiedo “Come cavolo facevo prima a vivere in quel modo?”. Intendiamoci: quando vedo l’iPad sbavo oggi così come sbavavo ieri davanti a un’iPod. Ma se oggi non posso comprare l’iPad non sto male come stavo male ieri quando, con due iPod già nel cassetto, non riuscivo a comprarmi il terzo… Anzi, provo anche una certa soddisfazione e un certo orgoglio per aver intrapreso un percorso che considero, finalmente, maturo e consapevole. Ciao e… grazie!

    1. Ciao Alberto, e benvenuto!
      Avevo già occhieggiato il tuo blog, tramite un referrer. Colgo anzi l’occasione per ringraziarti di aver citato minimo, e passo subito a fare lo stesso.
      L’argomento “soldi” è davvero molto delicato. Sicuramente fare i conti con un calo delle entrate è (molto) difficile, altrettanto sicuramente affrontarlo come stai facendo tu non è da tutti, quindi… complimenti, e torna da queste parti ogni tanto 🙂

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