È difficile

A definirmi minimalista, mi viene parecchio da ridere: anche a voler lasciar perdere le etichette, però, è un fatto che nell’ultimo anno abbiamo cambiato tante cose. Inizialmente il cambiamento si è limitato alla sparizione progressiva degli oggetti in casa, e quindi, tutto sommato, è rimasto abbastanza privato. Non tutti sono osservatori, tanti di quelli che ci sono venuti a trovare negli ultimi mesi probabilmente non l’hanno notato (io stessa, recuperando per caso delle foto di casa nostra scattate prima della cura, mi sono stupita della differenza); e comunque, di solito, agli ospiti non fai fare il gran tour degli armadi a muro 😉

Piano piano, però,  il cambiamento ha iniziato a tracimare fuori dai confini degli armadi. È diventato un po’ più pubblico, se volete. Abbiamo venduto la macchina e, con varie modalità, una tonnellata di altri oggetti; anche i negozi dell’usato hanno iniziato a entrare nella nostra orbita. Ci siamo dati a un minimo di auto-produzione (il sapone, i detersivi); e l’anno scorso a Natale abbiamo privilegiato i regali mangerecci e fai-da-te. Abbiamo razionalizzato le spese. Rotto le scatole in condominio perché finalmente venissero installate le termovalvole. Ci siamo fatti una serie di domande sulla nostra casa, che abbiamo deciso di mettere in vendita, su come e dove vogliamo vivere. Da novembre, il mutuo per la casa è l’unico debito che ci rimane. Forse, fino a un po’ di tempo fa provavamo anche un certo pudore e quindi, più o meno consciamente, evitavamo di parlare di questi argomenti; forse, nel tempo, quel pudore lo stiamo perdendo, e allora tutti questi cambiamenti, piccoli e grandi, finiscono inevitabilmente per fare capolino, nelle conversazioni e nei rapporti con gli altri.

La stessa cosa era già successa con lo scambio casa. Inizialmente fai quasi finta di niente, dici che andrai nel tal posto e, se nessuno ti chiede dettagli, glissi sul fatto che non starai in albergo ma a casa di un perfetto sconosciuto, che a sua volta starà a casa tua. Poi con il tempo prendi coraggio, sei talmente entusiasta che non puoi fare a meno di parlarne, tutto sommato sei anche orgoglioso di questa scelta un po’ alternativa che ti sta dando tante soddisfazioni.

Ma è difficile. Tante volte ti mordi la lingua: sei stanco di farti guardare come se fossi un mentecatto, stufo non di sentirti fare sempre le stesse domande, perché alle domande di chi è genuinamente curioso rispondi sempre con piacere; ma di vederti opporre sempre le stesse obiezioni come altrettanti muri di gomma. Sei stanco delle scuse (le riconosci perché  per tanto tempo sono state anche tue), sempre le stesse, che gli altri accampano come se tu volessi convincerli e loro si sentissero in dovere di giustificarsi. Sei stanco di vedere la gente che si mette sulla difensiva, ed è anche un po’ a disagio. Quasi vorresti tranquillizzarli, dirglielo che tu non vuoi fare proseliti, che non ti senti il guru de noartri e non te ne importa un fico secco di “convincerli”. A fare scambio casa. A fare decluttering. A ridurre le spese (LOL, ma mi ci vedete?). Che vuoi condividere qualcosa di positivo, come faresti con un buon ristorante o un bel posto in cui sei capitato; non vuoi giudicare, e non ti senti superiore.
Ti sforzi costantemente di non dare questa impressione, forse anche troppo, perché se c’è una cosa che non vuoi fare è proprio dare l’idea di giudicare il prossimo. Ognuno ha la sua vita e le sue priorità, ognuno è diverso, ognuno fa le sue scelte. Chi sono io per dire che sono giuste o sbagliate?

Ma è difficile. Tu non vuoi giudicare, ti viene l’orticaria al solo pensiero (davvero), ma gli altri con te lo fanno eccome. Lo leggi nei loro occhi, e tra le righe di quello che dicono. Il detersivo a base di aceto non va bene per i bambini (brutta zozza, altroché aceto, io uso la candeggina). Beata te che hai tempo di farti il detersivo per la lavastoviglie (io lavoro, mica come te che sei a casa tutto il giorno). Ma fai dormire degli estranei nel tuo letto? (cosa non si farebbe pur di viaggiare gratis). Ma io ci tengo così tanto alle mie cose (l’abbiamo capito che per due euro ti venderesti anche l’anima). Ma poi la roba che hai buttato non ti serve? (parlate bene, siete pieni di soldi, son scuse per ricomprarvi tutto nuovo) Ma come, vendete quella casa così bella (questi non riescono più a pagare il mutuo). Ma dai, l’aceto al posto del balsamo (tu sei scema, mi si rovinano i capelli). Uh che bella idea la marmellata (ma comprare dei regali veri no?)

Lo so, non tutti la pensano così. Voi che mi leggete e che avete magari fatto commenti analoghi, non prendetevela; sono certa della vostra buona fede, perché mi avete sempre espresso anche i vostri dubbi, e meno male: io sono qui per confrontarmi, non per dispensare pillole di saggezza da quattro soldi.
Quello che mi disturba è proprio il non detto. È l’ipocrisia del tra le righe, anche da parte di chi dovrebbe esserti amico, che (appunto) impedisce di confrontarsi seriamente e di andare un po’ più a fondo. È il giudizio sotteso di chi si lamenta di come vive ma non si mette mai veramente in discussione, perché pensa che tu parli bene dal tuo piedistallo dorato; anche se tu non fai niente e non hai mai fatto niente per dare a intendere che ci sia mai stato un piedistallo (tantomeno dorato).

E allora finisce che ti mordi la lingua, ti richiudi nel tuo piccolo mondo, e poi ti riapri perché ti rendi conto che tutto il tuo entusiasmo, che è autentico e sincero, paradossalmente (?) riesce a diffondersi meglio attraverso un blog, parlando a degli sconosciuti, piuttosto che a parole e di persona con chi ti conosce, o dovrebbe.
Anche se ci sono le eccezioni langarole, quando gli sconosciuti diventano conosciuti e si ritrovano quelli che erano conosciuti tanto tempo fa (!). Allora, forse, si chiude il cerchio.

Voi come gestite questa cosa? Cercate di diffondere il verbo tra amici e parenti (qualunque sia, questo verbo), sull’onda dell’entusiasmo, oppure ve ne guardate bene perché sapete, magari per esperienza, che è meglio starsene zitti per evitare reazioni inconsulte? Mi interessa, e tanto. Parliamone.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

63 thoughts on “È difficile

  1. Ahaha da langarola sono orgogliosa della tua citazione! L’ entusiasmo a volte viene preso per fanatismo, la voglia di condividere per tentativo di convincere.
    Ma poi l’amica che svuota l’armadio mi chiama per dirmi che si sente leggera e soddisfatta, la vicina di casa mi chiede di fare insieme dei biglietti di auguri con carta riciclata.. anche se subito molti si imbarazzano a parlare di risparmio e decluttering, sul totale qualcuno si incuriosisce. E a me fa piacereeee!!!!

    1. Credo che tu abbia centrato il punto: parlare di questi argomenti significa andare pericolosamente vicino a parlare di risparmio, di soldi etc., Forse il “problema” è più che altro questo.

  2. Ciao Laura, è sempre bello leggerti anche se è davvero tanto che non commento nulla.

    All’inizio, presa dall’entusiasmo, diffondevo la mia interpretazione del minimalismo. Ne parlavo, più o meno timidamente, quando capitava. E capitava spesso, perchè mutui, prestiti, acquisto di tv più grandi e tubetti di gel da 7 euro l’uno si incontrano spesso nel quotidiano.
    E poi ci pensavo spesso, dunque nei miei discorsi gli argomenti ritornavano fuori.

    Le reazioni erano per lo più tiepide e io non capivo come mai: per me il minimalismo era grandioso… come potevano non apprezzarlo?
    Poi piano piano ho iniziato a notare che ognuno trova il proprio equilibrio, anche inconsapevolmente. Il minimalismo non è la relatività generale, se uno lo sente “suo” lo capisce e lo mette in pratica senza troppe storie nè spiegazioni, magari senza neppure chiamarlo per nome.

    Anche per me il minimalismo ha iniziato a (ri)diventare parte normale e integrante del comportamento quotidiano e non una categoria di azioni o pensieri su cui mi soffermo a riflettere. E quindi non mi viene più di parlarne più di altri argomenti. Se capita lo faccio, ma senza particolare enfasi. E da quando lo faccio per assurdo le reazioni sono diventate meno tiepide.

    …fascino del non detto?
    Elisa di recente ha scritto (App) Costruire aerei di carta con Android

    1. Probabilmente sì, e penso che, tutto sommato, in futuro farò bene ad affidarmi di più a questo fascino. Un po’ di mistero giova sempre 😉
      In realtà, se ci penso, mi rendo conto che alla fine ne parliamo ben poco, e (come dici anche tu) non in termini di “minimalismo”. Nel discorso spuntano i singoli comportamenti, le piccole cose, ma unire i puntini non è difficile. Non so.

  3. io ne parlo con i miei amici di questa scelta anche troppo tardiva.
    Ho appena iniziato decidendo di sciogliere la mia associazione professionale e di vendere la casa, non sono ancora alla fase veramente “operativa” anche se già decidere di mollare uno studio professionale che ho da più di trent’anni è stata una decisione sofferta.
    Devo dire che ho invece trovato molto sostegno da parte dei miei amici, salvo per il fatto che si chiedono come io possa abbandonare il mio giardino per andare non si sa bene dove.
    La cosa che mi chiedono è se avrò un altro giardino, perché sanno quanto è grande la mia passione e mi guardano strano quando dico che non lo so ancora, magari vado in affitto in due stanze…ecco quando dico questa cosa mi chiedono :”e le tue piante?” “e la tua bella casa?”
    Per il resto sono solidali, credo perché già adesso si chiedono come io possa vivere in un posto così isolato e quindi per loro stramba sono “a prescindere”.

    1. Ciao Carla e benvenuta.
      Ti capisco… le domande e i dubbi ci stanno, anzi, tutto sommato gli amici ci sono (anche) per confrontarsi e per darti magari una prospettiva diversa, alla quale tu non avresti pensato.
      In bocca al lupo per il tuo cambiamento di rotta!

  4. Per me le due cose sono andate un po’di pari passo, perché man mano che cambiavo stile di vita sono cambiate un po’anche le amicizie. Quelle solide di una volta si sono rafforzate, altre nuove ne sono nate, quelle superficiali si sono estinte senza grossi rammarichi. Attualmente mi capitano situazioni come quelle che descrivi solo con i conoscenti, e francamente non me ne importa molto, come te penso si tratti di persone che non vogliono mettersi in discussione, che non solo non hanno risposte a certe domande ma che certe domande non se le pongono affatto, e quindi cuocessero nel loro brodo… All’inizio mi trovavo spesso a percepire atteggiamenti di questo tipo anche dove, ora lo so, non ce n’erano affatto, immagino si trattasse semplicemente del mio proiettare sulle reaioni altrui i miei stessi dubbi. Adesso, più passa il tempo e più sono convinta delle mie scelte e più noto nei loro confronti un interesse crescente, che mi stupisce sempre, e tante persone hanno preso dal nostro stile di vita piccoli esempi. Immagino che piano piano l’entusiasmo diventi sempre più contagioso, quindi non ti curar di loro ma guarda e passa e se necessario… Mai pensato a un po’di decluttering tra gli amici? 😛
    goddessinspired di recente ha scritto Madina: FOTD, collezioni Natale 2011 e nuova linea skincare CRB.

    1. Del fatto di cambiare pian piano anche giro di amicizie credo di avere anche parlato (o forse solo accennato), è una realtà e anche una necessità. Devo aggiungere che anche noi (soprattutto io) siamo un po’ come tascabile, essenzialmente sociopatici :), e con un giro di frequentazioni tutto sommato limitato. Questo da un lato aiuta, dall’altro complica le cose, naturalmente.

  5. Fa abbastanza ridere il fatto di dover convincere qualcuno a ridurre le spese.
    Comunque ti dirò, sono fortunata. Sul blog ovviamente è un paradiso, perché chi mi legge chiaramente condivide le mie scelte “folli”, tra cui quella di ridurre le spese (la pazzia, signora mia, la pazzia di voler ridurre le spese).
    Nella vita reale mi aiuta l’essere sociopatica, nel senso che ho pochi amici scelti con cura. Giusto per farti un esempio, una delle mie più care amiche è GreenKika.
    Mi rendo però conto che in un contesto di vita “normale”, in cui ci si confronta con parenti, colleghi, capi, vicini di casa eccetera, parlare di assorbenti lavabili, regalare una marmellata o un sapone fatti in casa, ammettere con orgoglio che si usa l’aceto per le pulizie, ti possa far apparire come la nonna papera della situazione, cioè quella che è rimasta nel 1950 e che ripudia il progresso, oppure come quella che come dice Guccini “ha tanto tempo e anche il lusso di sprecarlo”.
    Il giudizio degli altri è sempre in agguato, che si tratti di scelte ambientaliste o minimaliste, scelte alimentari (da vegetariana ne so qualcosa), idee politiche eccetera. Questa è la ragione per cui mi limito a condividere opinioni e scelte nella mia nicchia e a tastare bene il terreno prima di dire mezza parola con persone che conosco poco.
    Un’altra soluzione, direi la migliore, è fregarsene.
    tascabile di recente ha scritto Non si butta via niente

    1. Il discorso riduzione delle spese è forse quello più delicato in assoluto; come dicevo altrove credo che buona parte dell’atteggiamento che descrivo nel post nasca proprio dal collegamento con i soldi di tante tematiche “minimaliste” (usiamo questa etichetta per far prima). È facile sentirsi punti sul vivo, soprattutto adesso; ci sono quelli che fanno veramente fatica ad arrivare a fine mese, hanno già ridotto tutto il riducibile e (comprensibilmente) si innervosiscono. E ci sono quelli che lamentano problemi economici ma, sotto sotto, sono consapevoli di sprecare davvero *tanti* soldi ogni mese, e di conseguenza sono molto suscettibili sull’argomento…
      Insomma, lo dicevo che è difficile 😉 Ma hai ragione quando dici che la soluzione migliore, almeno in alcuni casi, è davvero fregarsene.

  6. Io a chi mi chiede rispondo, gentilmente, anticipando che nelle mie parole ci sono tante lacune e che non ho la verità in tasca ma che sto facendo un percorso di crescita e scoperta e so solo che mi piace e va bene così.
    Mi ricorderò sempre una litigata furiosa con un tipo perché io mangiavo tendenzialmente macrobiotico… apriti cielo! “Non è dimostrato che fa bene alla salute!!!!”
    Sto provando a diventare semi vegetariana, lì si che c’è guerra da parte del tuo interlocutore. Io non mi presento dicendo: ciao piacere sono quasi vegana. Però se mi invitano a cena devo dire che “non mangio carne se posso, soprattutto maiale e vitello no, solo pollo e coniglio ogni tanto e solo quelli che alleva la mia zia e latticini niente perché sono intollerante e grano mi fa male e zucchero bianco non lo mangio e i semilavorati assolutamente no e le uova le evito se posso” ” allora cosa mangi?” “tutto il resto!” e a questo punto o l’altro si incuriosisce o mi attacca, ma tanto ormai sono varata e in un paio di frasi risolvo.

    Vedi, come dicevo nel mio ultimo post: le persone vogliono che tu faccia quello che loro si aspettano da te, o che loro farebbero al tuo posto. Se le sorprendi facendo qualcosa di diverso (o migliore) si arrabbiano. Ma io credo che se la prendano soprattutto con sé stessi alla fine, perché loro non sono stati capaci di stupirsi, di esplorare nuove realtà e mettersi alla prova.
    Marina di recente ha scritto Fatti in là

    1. Sul vegetarianesimo/veganesimo non metto bocca perché sono ferocemente carnivora :), ma mi sa che hai ragione: il diverso, anche nelle piccole cose, mette in crisi, ed è difficile che la prima reazione non sia mettersi sulla difensiva. Questo lo capisco, è che mi piacerebbe che, almeno ogni tanto, almeno con qualcuno, si riuscisse ad andare oltre. Vabbè, sono io. Del resto alla fine è inutile lamentarsi, bisogna prendere atto e andare oltre.

  7. io non so se sono minimalista, boh.
    certo sono una mamma un po’ più minimal rispetto ad altre. è questo il mio terreno di confronto, con gli imbarazzi e il gelo che ne consegue.
    c’è chi sa del blog e non fa un minimo cenno, come se a scrivere fosse un’altra, non l’essenza di me. c’è chi non sa del blog ma mi include in un certo giro di “mamme alternative”, schernendomi…
    come sai, ho fatto in modo di diminuire drasticamente le occasioni di incontro con certe persone. però, quando capita, non mi censuro e, c’è da dire, cerco di mantenere la capacità di osservare e ascoltare. è dura, ma sono riuscita ad imparare qualcosa anche da loro. certo, bisogna affinare lo sguardo, che la saggezza si nasconde in pieghe oscure…
    Essere quello che si è, sempre e con tutti, senza vergognarsi: si tratta di una grande conquista della vecchiaia, ci sto lavorando. Molto spesso è solo una questione di linguaggio, di tono…
    Silvia di recente ha scritto Lali Puna: That Day

      1. quando g era molto piccola avevo un’amica che mi tampinava con consigli anni settanta … avendola gentilmente scansata mi sono beccata l’etichetta ;D.
        La stessa però mi ha chiesto un consiglio, di recente…quindi vedi? mai dire mai
        Silvia di recente ha scritto Lali Puna: That Day

  8. Ciao Elle,
    è la prima volta che commento, ma questo post è davvero bellissimo.
    Anche io sono sempre vista come quella strana, che usa gli assorbenti lavabili e non vuole andare al centro commerciali.
    Gli amici, anche quelli di vecchia data, non solo non condividono, spesso criticano, seppur velatamente.
    Pazienza. Io e il mio compagno (che fortunatamente la pensa come me e mi sostiene) andiamo avanti…
    Se parlare con chi conosco non mi da grandi soddisfazioni, mi è venuto naturale iniziare un blog.
    Lo leggono in pochi, ma chi lo legge credo sia interessato, sia che sia d’accordo che no, altrimenti non leggerebbe.
    Non voglio convincere nessuno, la mia speranza è di instillare il dubbio, il resto verrà da se.
    fiorella di recente ha scritto this moment

    1. Intanto grazie 🙂
      Io mi fermo anche prima di te, forse non spero nemmeno di instillare il dubbio (!). E le critiche mi stanno più che bene, purché siano esplicite e mi permettano di controbattere (se ne ho voglia, se penso che ne valga la pena), e quindi di approfondire. È l’ipocrisia pelosa che mi dà fastidio, e mi intristisce.

  9. Concordo con le tue riflessioni: essere in mutamento destabilizza noi stessi e anche gli altri, che forse vogliono essere rassicurati dalla nostra somiglianza, o forse hanno una tremenda paura della molteplicità di sguardi.

    Anch’io incontro perplessità sul mio modo di vivere, su come lavoro, su come gestisco la mia casa, il mio tempo, i miei soldi o l’educazione di mia figlia.
    A me poi liquidano tutto con la frase “gli psicologi sono proprio strani”…e questo è in parte anche un vantaggio, il non dover spiegare o convincere.

    Ma poi che sorpresa trovare o ritrovare questa sintonizzazione con qualcuno che non ti aspettavi: vedere chi capisce e rispetta(non necessariamente mettere in pratica) la tua sensibilità eco-logica può diventare un criterio per scegliere chi ti può conoscere davvero.

    E tutti gli altri?
    Beh, se non rispettano le mie “bizzarrie” forse è il caso di difendersi da queste relazioni.

    Intendiamoci, avranno le loro ottime ragioni per fare resistenza al nuovo ma nelle relazioni preferisco che rimangano le azioni più che le spiegazioni.

    1. Benvenuta Gloria e grazie per il tuo commento!
      È vero, non ci avevo pensato… questi argomenti possono essere un’ottima cartina tornasole 😉

  10. Elle, lo sai da prima e dall’incontro langarolo poi, anche noi siamo su quella linea (autoproduzione, riduzione delle spese, alternative ambientali).
    Ed è uguale anche qui, niente da fare. L’unico commento che esce dalla bocca altrui è : “Ah”.
    Un “ah” pieno dei significati che dai tu, più quelli che ti giudicano anche come madre allucinata, nel mio caso.
    Se fai sacrifici di tempo e di organizzazione per autoprodurti le cose, se passi ore notturne a crear cose al posto di comprare (per noi, per i regali), se schifi il super mercato a favore del farmer market, nemmeno più sei tacciata di idiozia: sei semplicemente una che tanto tra un po’ poi si ricrede e torna sulla retta via dello sperpero.
    Anche per questo, con Mamma C (ti ricordi la differenza ora, vero? VEROOOO?) è nato il nostro blog di mammità e tentativi di capire e capirsi: niente da fare, quando al posto della faccia ci si mette il pc è più facile e le persone affini si cercano e si trovano.
    Tra le colline continuo ad essere una pecorella smarrita che prima o poi il supermercato redimerà.
    (illusi)
    NATI X DELINQUERE – Mamma F di recente ha scritto :: di niente ::

  11. Ciao e complimenti per l’articolo.Allora,nonostante la mia dimensione minimalista piuttosto radicata e convinta, ho sempre fatto difficoltà ad approcciarmi a “quegli altri” che ti fanno sentire un pò alinea. Questo però non mi ha destabilizza particolarmente, anche se provo quel senso di non appartenza e di lontananza sempre più evidente rispetto a certe situazioni. Anche a me hanno detto tutte quelle cose che ti sei sentita dire tu, ma ho anche incontrato dei tifosi, non praticanti, che mi hanno domostrato solidarietà, quasi fossi patologica. Riflettevo sul fatto di quanto sia vero che le cose che sono importanti per me, non lo sono per gli altri e viceversa…qualche giorno fà in mezzo ad una conversazione, dicevo quanto non m’importi il fatto di cambiare vestito ogni giorno( per me è importante che ciò che indosso sia pulito, punto)e di quanto invece sia fondamentale circondarmi solo di ciò che fa star bene ed anche se è poco,a me sembra tanto. Perchè credo che il punto sia proprio questo..la mia non è stata una scelta condizionata o chissà cosa. La mia è stata una vera rinascita, ho ascoltato quello che da sempre era dentro di me. Solo che un giorno, un bel pò di tempo fà,questa parte più forte di me repressa da uno stile di vita impostato, è esplosa un geyser islandese e mi sono finalmente riappropriata delle mie esigenze. Oggi mi fa strano pensare a quanto prima fossi convinta di vivere, mentre invece solo ora lo faccio.

  12. ragazze, ho iniziato un percorso minimalista 24 anni fa quando è nato mio figlio, potete immaginare i commenti alla scelta di smettere di lavorare per stare in famiglia, di non comprare mai omogenizzati, di curarci con medicine omeopatiche, di autoprodurre tante cose che si potevano benissino comprare…e potrei continuare a fare esempi…per me è un grande piacere condividere in rete le affinità che ho trovato raramente tra le mamme e le amiche, però sinceramente non me ne sono mai fatta un problema. sentivo che quella era la mia strada e continuo a percorrerla cercando sempre di imparare e di migliorarmi, alle volte butto un pensiero, un suggerimento, taccio se non mi sembra l’ambiente per parlare di certe cose, ringrazio chi mi sostiene, e vado avanti, di questi tempi vedo tanta gente diventare minimalista gioco forza e sono contenta di essermi preparata con tanto anticipo..

    1. Chiarisco perché mi rendo conto che forse mi sono spiegata male: le reazioni altrui di cui accennavo non mi portano a mettere in discussione le mie scelte (semmai il contrario). Semplicemente mi fanno un po’ tristezza, specie quando vengono da persone “vicine” (teoricamente), oppure rabbia, quando arrivano da gente che si lamenta costantemente della sua vita ma poi non fa nulla per cambiarla in meglio, anche nelle piccole cose.

  13. io ho questo tipo di problema con i miei genitori e adesso anche con il mio compagno: da quando ho iniziato a fare decluttering e ad eliminare i prodotti chimici dalla mia vita mi prendono per pazza, mi dicono che è una moda passeggera e che presto mi stancherò di questa nuova fissazione, ma io ci credo davvero e vado avanti, però mi scontro quotidianamente con quel muro di gomma di cui parlavi. Non sono virtuosa perché ho ancora molto da imparare e da cambiare, però su certe cose insito: la differenziata fatta male, lo spreco di cibo, di luce e acqua, l’uso di prodotti tossici per pulire casa mi mandano in bestia e lo faccio sapere, però non posso costringere gli altri a fare come me; il cambiamento deve essere spontaneo, prima o poi anche gli altri capiranno, almeno spero
    Hobina di recente ha scritto Amletici dilemmi delle 17.30

    1. I genitori chissene, ma se il mio compagno non mi sostenesse su tutta la linea forse avrei lasciato perdere, quantomeno rallentato. Hai tutto il mio rispetto!

  14. Per essere una minimimalista sei un po’ prolissa.Personalmente faccio le cose che ritengo giuste,non devono essere spiegate ne capite,sono e basta.

    1. Io penso che il confronto sia importante… e credo che tutti questi commenti lo dimostrino (e sì, sono prolissa, è uno dei miei tanti difetti)

      1. Io credo che il confronto serva a poco,le esperienze vanno fatte.A chi mi chiede cos’è decluttering lo spiego sommariamente, poi dico “se vuoi saperne di più prova”.Sul fatto del prolisso è che mi fa sorridere legger minimo blog e poi trovarci articoli fiume,ma non voleva essere una critica o un offesa 🙂

        1. Secondo me la “prolissitudine” è tra gli effetti collaterali inevitabili del decluttering. Del resto non è tagliare fuori e arricchire dentro??! 😛

          1. No no, sono io che non sono sintetica (e già così mi sforzo), non lo sono mai stata. È il mio modo di scrivere e non credo che cambierò mai.

        2. Non sono offesa ovviamente… spero comunque di riuscire a dire qualcosa di sensato aldilà del numero di parole… 🙂

  15. Io divulgo allegramente, ah ah. Si vede che sono ancora presa dall’ondata di entusiasmo, chissà. Certo che non voglio convincere nessuno (di alcune cose, di altre invece vorrei proprio convincere tutti, però cerco di frenarmi, giuro!), ma sono convinta che per me questa sia una strada buona e produttiva, quindi, tutto sommato, con tutte le difficoltà che ho di solito a prescindere dal giudizio altrui, detto in perfetta lingua oxfordiana: me ne fotto. 😛

  16. Ho capito col tempo che il miglior modo per “diffondere il verbo” è farlo con pacatezza, accantonando l’entusiasmo, che a volte fa pensare a chi ti ascolta che sei infatuato di un’idea, un atteggiamento , una scelta di vita , senza esserne profondamente convinto. Ma stare zitti per evitare le reazioni degli altri no, mai: sai, c’è anche tanta ignoranza priva di malignità, a volte basta insinuare un modo diverso di fare/vedere le cose… Post interessantissimo, complimenti.

  17. Io mi diverto, invece! Ma viaggi sempre tu, ma quanto ti costa? E’ gratis!!! che bello il tuo cappotto! E’ usato!!! Quanto profuma il tuo sapone per le mani, che marca e? L’ho auto prodotto!!! Insomma…a volte penso che ho una malattia contagiosa e mi diverto a passarla a chiunque!! Complimenti per il tuo percorso e in bocca al lupo per la nuova casa!!!
    Yummymummy di recente ha scritto Chiudipacco natalizi

    1. Yummi, ti quoto su tutta la linea… vedi di nuovo il discorso scambio casa “Uh in California 3 settimane, chissà quanto vi è costato” “Il volo e il noleggio della macchina” “Uh 3 settimane a Parigi, che fortunati” “Veramente abbiamo fatto catsitting vicino al Pere Lachaise”… e via così

    1. Io pure… qualcuno sostiene che sarebbe meglio usare l’acido citrico perché alla lunga l’aceto rovinerebbe la lavatrice. Devo condurre delle ricerche al riguardo 🙂

  18. E’ difficile, punto. Sono circondata dagli anni Ottanta, qua in zona, mammecolSUV e mammetaccododici e mammesoloGucci e compagnia bella, e praticamente le mamme sono quasi l’unica vita sociale che faccio (sociopatia, anyone? ;-)), sicché dopo aver decantato il decluttering e aver raccolto sguardi strani le ho mollate nel loro brodo e basta. Le uniche mezze soddisfazioni vengono da mia sorella (che sogna di declutterare mezzo armadio “ma non ce la farò mai” e però non inizia nemmeno) e le due amiche e vicine che sono passate da casa e hanno ammirato la giapponesizzazione incombente. Però le vicine sono buddhiste e aspiranti minimaliste loro stesse, quindi… 🙂 (a una delle due dovrei entrare in casa col lanciafiamme, eh :-P)
    Alliandre di recente ha scritto Una visita inaspettata

    1. Ehehe lo sai vero che io vivo nella “Città dell’Oro”? Fai due conti e pensa a che spettacoli mi tocca assistere…

  19. io mi ci diverto a “scioccare” la gente…sono strana??? sicuramente sì… 😛
    comunque davvero, lo faccio anche un po’ apposta, me le vado a cercare: mi piace “mettere in crisi” il modo di pensare delle persone, indurle a riflettere su cose che ritenevano normale amministrazione. mi piace la dialettica. e se ricevo ipocrisia velata, quella mascherata col sorriso di cui parlavi, lascio perdere con una “scrollata di spalle” pensando che tanto sono loro che ci perdono: io ho scoperto un modo di pensare e agire che mi si addice alla perfezione, che mi fa stare BENE e non lo lascio di certo perché c’è gente che non è d’accordo. a ognuno il suo tempo di capire e digerire le informazioni ricevute: io getto il semino (sarebbe più corretto dire che butto la bomba…) e poi sta a loro 🙂
    yliharma di recente ha scritto Decluttering della classe politica italiana in corso…. -1

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

CommentLuv badge