Lo zen e l’arte della manutenzione delle ginocchia

Non è una novità che l’attività fisica sia essenziale al benessere. Vi vedo, state storcendo il naso! Però temo che non ci siano santi: ve lo dice una che fa il lavoro più sedentario del mondo.
So che è un tasto dolente per molti, un ambito in cui è estremamente facile trovare una buona scusa per rimandare all’infinito (procrastinazione portami via), e che si presta bene a un po’ di minimalismo applicato.
Oggi vi parlo del mio rapporto con l’attività fisica, di cosa mi è successo di recente, e delle conclusioni alle quali sono arrivata riflettendo un po’ sull’argomento.

Senza rendermene conto, anche io ho sempre visto l’esercizio fisico come “qualcosa di totalmente separato dal resto della giornata, un breve intervallo in cui sudare, faticare e stirarci prima di tornare alla normalità”. L’attività fisica non strutturata, il corso di GAG o la scheda in palestra, ha una “dignità” maggiore del circuito fatto con la Wii, di una passeggiata o di 2 ore di lavori domestici (che mi lasciano con le gambe molli a chiedermi “Ma cos’ho fatto?”).
Se non è “complicato” non può “funzionare”, che vuol dire farmi ottenere il risultato che cerco: evitare di diventare 150 kg e mantenermi ragionevolmente in forma (l’esercizio fisico a scopo riabilitativo fa capo a un’altra parrocchia… e io e rosaverde lo sappiamo bene).
Che sia richiesta una certa dose di fatica e di sacrificio viene di conseguenza: e non mi sono mai soffermata sulla possibilità di fare sport solo e semplicemente per il gusto di farlo (ottenendo il famigerato risultato come gradito effetto secondario), e credo di non essere la sola.
Prendiamo l’esempio della palestra. Ci saranno sicuramente quelli che amano veramente fare pesi o il corso GluteiD’Acciaio, ma nello spogliatoio medio in genere si trovano:
a) donne: un gregge di derelitte sbuffanti che si è radunato lì a soffrire e non vede l’ora di aver finito;
b) uomini: una torma di soggetti più o meno pompati che si scambia informazioni su quante ripetute, quanti kg e così via.
Queste persone aspirano a un certo risultato (vedi sopra): ma quanti, se potessero ottenerlo evitando di sudare, andrebbero comunque in palestra? Ovviamente mi ci metto anche io, e penso sia il motivo per il quale sono sempre stata molto incostante: ho frequentato le palestre per periodi anche lunghi, ho trascorso vari mesi facendo attività fisica con la Wii (funziona, eccome). Ma alla lunga abbandonavo tutto; e poi riprendevo, ma sempre e solo perché stavo diventando più grassa, o più debole.

Mi sono sempre tenuta a distanza dall’attività più semplice di tutte, camminare, e dal suo prolungamento naturale, la corsa, perché continuavo a ricadere nello stesso errore: camminare mi sembrava un’attività troppo semplice per farmi raggiungere il risultato che voglio (c’è anche il fatto che girare a piedi da sola mi fa sentire un’idiota. Avete mai notato come questo “vergognarsi” è un atteggiamento molto femminile?).
La corsa, mi ha sempre affascinato. Ho sempre guardato chi la pratica come una razza a parte, con grande invidia per le qualità che loro possiedono e io evidentemente no. Correre fa benissimo da ogni punto di vista. E poi sembra così semplice: ti infili le scarpe e vai. Ci abbiamo anche provato più di una volta.*

Ma

Sono sfiatata, da sempre. Ho problemi vari a caviglie e ginocchia. Un anno circa dopo l’incidente ho provato a uscire a correre qualche volta: risultato, dolori lancinanti al piede per un paio di giorni. Ne ho concluso che forse era il caso di lasciar perdere.

Tutte scuse.

Verso la metà di settembre mi hanno parlato del Couch25K (“Dal divano ai 5 km”), 9 settimane per arrivare a correre 5 km, pari a una trentina di minuti. Si parte alternando un minuto di corsa e uno di camminata, e si aumenta progressivamente. Mi sono incuriosita e ho scaricato un’app con il programma (There’s an app for that!). Anche Marco si è entusiasmato.
Un pomeriggio siamo usciti armati dei nostri iPhone per il primo allenamento. E poi il secondo. E poi io ho continuato da sola (da sola! fuori! A CORRERE!) quando Marco ha iniziato ad andare al lavoro. Non perché non potessi correre con lui la sera, cosa che ora faccio, ma perché non potevo aspettare. Mi sono bastati tre allenamenti per sviluppare una specie di dipendenza (mi dicono, cosa che trovo molto interessante, che la dipendenza da sport esiste effettivamente). Bastavano un paio di scarpe, una tuta, mezz’ora del mio tempo, e uscire di casa: il massimo della semplicità. Avevo cominciato, come sempre, guardando al risultato (dai che magari dimagrisco un po’, poi ci fa bene, l’età avanza, dobbiamo tenerci in forma); ma adesso correvo solo perché ne avevo voglia, senza guardare al numero di allenamenti settimanali o allo sforzo necessario per dimagrire/rassodarmi/tenermi in forma.

Qui la faccenda oh-così-semplice si complica. All’inizio abbiamo evitato volutamente qualsiasi acquisto di attrezzatura; ma (ce l’ha confermato chiunque) per correre a qualsiasi livello ci vogliono almeno le scarpe adatte e, dopo 3 settimane di corsa matta e disperatissima, i nodi sono venuti al pettine. Dolore al piede, faccio finta di niente passerà, dolore al piede, cavolo non passa, dolore al piede, non riesco a camminarci. Diagnosi: borsite; antinfiammatori, pomata, riposo per almeno una settimana. Risultato: sono andata in crisi di astinenza. Mi è crollato il mondo addosso. Era tutto così bello, così semplice, ero stata così brava e ora dovevo fermarmi una settimana? Avrei vanificato i pochi progressi che avevo fatto, temevo anche che mi sarebbe passata la voglia. Ho perfino pensato “[inserire oscenità a piacere], io mollo tutto, ma chi me lo fa fare, non è possibile che una cosa così semplice come correre per me debba essere così complicata”.

Per farvela breve: ci siamo procurati le scarpe giuste, siamo oltre la metà del programma, sono arrivata a correre dieci minuti di fila (!!!). La sensazione che provo non ve la so descrivere, ma chi corre da un po’ sa di cosa parlo. Di solito verso la metà dell’allenamento, magari in concomitanza con una canzone particolarmente bella che mi parte nelle orecchie, mi viene da sorridere. Un sorriso un po’ ebete. Quelli che mi incrociano devono pensare che sono idiota (nonché “Che coraggio questa ad andare in giro conciata così”). Ma quel sorriso, insieme alla voglia che ho di correre ogni volta, mi dice che ho trovato quel che fa per me.

Correre non è semplice (quasi niente lo è). Lo è ancora di meno per chi è già un po’ sciancato, e avrebbe mille motivi per lasciar perdere e darsi al punto croce. Ma soprattutto non è semplice perché bisogna guardarsi allo specchio e ammettere che sono tutte scuse. Dopodiché (previa visita in un negozio specializzato) diventa semplice. Diventa la cosa più semplice del mondo, perché l’abbiamo resa semplice.

Sull’argomento running vi segnalo:
Una guida alla corsa per nerd e pigri
Il sito di Orlando Pizzolato, con consigli, tabelle di allenamento etc.
Beginner’s guide to running
100 Beginner Running Tips
la stanza FriendFeed dedicata
[EDIT] Alliandre mi segnala nei commenti due chicche:
– il Basic Running Program di ZenHabits che, per chi non fosse pratico di Basic ;), si traduce come segue:
* Corro finché correre mi fa stare bene
* Mi fermo quando sento dolore
* Se rimango senza fiato, rallento per un po’
* Se sono stanco e ho già fatto un buon allenamento, mi fermo
* Se sono un po’ stanco ma non mi sembra di aver ancora fatto un buon allenamento, dico a me stesso di darci dentro.
Onwards
E se anche la corsa resta troppo strutturata per voi:
due post di Leo Babauta, Minimalist Fitness I  e Minimalist Fitness II;
un post di chi ha fatto downshifting anche per quanto riguarda l’esercizio fisico;
Simpler, che comprende anche una sezione dedicata al fitness;
il diario minimo di Luca Conti, del cui “regime” minimalista sono parte integrante un contapassi come FitBit e almeno 10.000 passi giornalieri;
You have a choice: 10 cose che possiamo decidere di (non) fare per stare meglio. La scelta è nostra.

Come per tutto, è importante trovare il proprio modo. Incidentalmente, questo è il modo di Stima, mi è piaciuto e ve lo propongo.

Prossimo post sull’argomento running, quando arriviamo a fine programma (in teoria, verso fine novembre). Vi userò a scopo motivazionale: se smetto siete abilitati a insultarmi 🙂

Quali attività, fisiche e non, siete riusciti a rendere semplici? Con quali vorreste riuscirci? Che rapporto avete con l’attività fisica in genere?

*Restano negli annali:
– quella volta che decidiamo di Andare A Correre. Ci bardiamo, imbocchiamo una stradina in mezzo al verde poco lontano da casa. Dopo più o meno 70 secondi io ho gli occhi fuori dalle orbite, Marco è pallido come un cadavere ed esala un “non ce la faccio, mi spiace, torniamo indietro”. Risultò poi che, prima di armarsi e partire, aveva bevuto a canna mezza bottiglia di chinotto /fine dell’attività podistica.
– quell’altra volta in cui decidiamo di Andare A Fare Un Giro In Bicicletta. Senonché, abitiamo in collina. Avrei dovuto capire che qualcosa non andava all’incoraggiamento del sessantenne che ci incrocia, mi guarda e mi dice “Forza eh”. Ma essendo piuttosto testarda (!), non mi sono arresa fino a casa. Risultato: sono svenuta in ascensore e mi sono vomitata pure l’anima per lo sforzo /fine dell’attività ciclistica.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

42 thoughts on “Lo zen e l’arte della manutenzione delle ginocchia

  1. grazie per la citazione! a me la corsa affascina, IN TEORIA. mi piace sentire i racconti di chi corre…ho anche provato ma proprio non ci riesco…
    ciò che non fa per me attiene alla sfera del risultato, degli obiettivi… no, non è quello che chiedo al mio corpo-mente nel tempo libero, ora.
    in ogni caso, ne avessi il tempo, passerei le mie giornate impegnata in attività orientaleggianti e diventerei una gnocca da paura. e pure saggia e senza rughe.
    Silvia di recente ha scritto Varie ed eventuali

    1. A me invece avere un obiettivo serve, il fatto di avere un programma da seguire, per quanto blando, mi si confà (parlo benissimo stamattina, manco avessi mangiato il devoto oli a colazione). Sono strutturata inside, ma quando corro mi dimentico dei minuti e del programma e dell’obiettivo, sento solo la musica e i piedi che si muovono tùmtùmtùm (e già i piedi che si muovono sono un piccolo miracolo, dopo tutto quel che mi è successo).

  2. A me la corsa non piace proprio, mai piaciuta 😛
    La bici invece la adoro, solo che è un po’ limitata dal tempo atmosferico…
    Quello che invece adoro davvero e non mi pesa mai fare è il Kung Fu (@Silvia, che cose orientaleggianti fai?). Kung Fu = duro lavoro, eppure non mi pesa per niente! si vede che quando ti piace una cosa…
    Da quest’anno sono a quota 4 giorni a settimana, 2 di Tai Chi Chuan e 2 di Wing Chun. Non mi perdo una lezione se non per malattie (uffa), vado anche se ho dolori perché mi aiutano a capire dove ho sbagliato e come correggere gli errori. Ogni volta il limite che il mio corpo aveva si sposta un pochino più in là e le cose che ritenevo impossibili fare piano piano diventano possibili. Una sensazione bellissima! 🙂
    Vi lascio con una “massima” che definisce la pratica del Kung Fu: “sali sopra un palo alto 10 piedi e quando sei arrivato in cima sali altri 5 piedi”, ovvero spingiti a superare i tuoi limiti, sempre. Buona attività fisica!!!
    yliharma di recente ha scritto In segno di rispetto e di amore

    1. Che bello! 🙂
      Ho provato la stessa sensazione ieri quando sono riuscita a correre per 10′ di fila. Che sono niente, ma per me donna completamente sfiatata è tantissimo!

  3. il mio apprezzamento più sentito su tutto il fronte. Un ulteriore step (anche questo dà dipendenza) è fissare come obiettivo la partecipazione ad un evento sportivo: si partecipa in gruppo, si ha l’occasione di vedere posti nuovi e si ha ancora più un ritorno di carica. Ho diversi amici che fanno maratonine e traversate di laghi, e sono veramente felici. Io? arrivo tra un po’;-)
    Vogliounamelablu di recente ha scritto Biglietti di auguri fai da te con le figurine doppie

    1. Vi informo che se non lo sapete di solito alle gare podistiche (competitive e non) ci sono anche dei percorsi corti da fare a piedi per chi cammina solo o corre, ma da poco: io con le cagnolone di solito faccio 5\7 km intanto che il mio moroso ne corre 15\18 🙂 è anche divertente, lo accompagno, lui si sente gratificato dal fare una cosa insieme e io mi passo un po’ di tempo all’aria aperta con le bestie (che poi tutti mi fanno i complimenti per come sono belle e io mi gonfio come un pavone)
      Marina di recente ha scritto Si incomincia

  4. in quanto ad esercizio fisico sono migliorata tantissimo, ogni giorno faccio una piccola routine di esercizi + 40/50 minuti di hula hop la sera (a costo quasi zero!)+ camminata ogni volta che posso. Non posso più farne a meno (a proposito di dipendenza), sono dimagrita, non ho più mal di schiena e l’umore è migliorato. Vorrei riprendere a correre, ma non supero i 5 minuti, magari questo programma mi aiuterà, ci voglio provare 🙂
    Hobina di recente ha scritto Le cose

    1. Senti, se non sono bloccata io con ‘sto quintale di ferro che mi porto in giro, non sei bloccato nemmeno tu. SU SU SU che poi partecipiamo tutti alla Stramilano come TEAM MINIMO! :))))

    1. Non più tardi di due settimane fa ero messa talmente male che non sapevo da che parte zoppicare (borsite a sinistra, e ginocchio a destra). So che mentre ci si è dentro non è facile vedere oltre, ma sai anche tu che poi passa. Resisti!

  5. Ah, ma che bel post, quasi che fai tornare la voglia anche a me 🙂
    (dovrò far vedere seriamente le ginocchia, così risolvo il problema alla radice e riprendo una volta x tutte)
    Sport per passione… ehm ok stavolta sto zitta e NON parlo di cavalli ^_^

    Quando si raggiunge il runner’s high è *bellissimo*. Con Spirit (Bryan Adams) in cuffia, arrivavo giusto a Run Free dopo una mezz’oretta, e lì non mi teneva nessuno, è come correre con Chariots of Fire in cuffia (mai provato? ADRENALINICO).
    Ancora adesso che cammino a passo spedito sul treadmill, in palestra (dovrebbe chiamarsi power walking, hanno un nome astruso x tutto, in palestra), quando ci arrivo tendo ad allungare il passo 🙂

    Re: Leo Babauta, non hai citato il suo suggerimento più semplice: il Basic Running Program (risale al 2008, è un gioco di parole sul Basic di programmazione informatica):

    “Basic running program
    * I just keep running as long as I feel great
    * I stop when I’m in pain
    * If I’m out of breath, I slow down for a little bit
    * If I’m tired and I’ve had a great workout, I stop
    * If I’m a bit tired but I don’t feel like I’ve had a great workout, I tell myself to get my butt in gear.
    It’s not complicated, and it works. Just run as long as you feel fantastic. 🙂
    (nato da http://zenhabits.net/my-basic-running-program/)”

    E giro anche a te un video che avevo trovato e postato nel blog a Maggio 2009, e che ho postato ieri in un commento al Trev:
    Onwards:

    guardalo, farebbe venir voglia di correre a cento all’ora a una tartaruga!

    Alliandre, che ormai corre solo quando c’è da fare garette facilifacili di orienteering (the sport of the thinking runner)
    Alliandre di recente ha scritto Una visita inaspettata

  6. …orpo…quasi quasi mi fai venire voglia di provare….diciamo che sono già un po’ migliorata: dai 3 passi alla settimana di due anni fa,oggi cammino quasi sempre….anche il tai chi mi “tira” da molto tempo…ma diciamo la verità:soprattutto in inverno,quasi niente mi tira fuori di casa la sera -solo il Gugo,l’unico “uomo” che frequento in questo periodo 🙂
    elena di recente ha scritto Viaggi e scoperte

    1. Io preferisco di gran lunga muovermi di sera, ma c’è anche chi si allena di mattina…

      +1 per il team Minimo? 🙂

  7. Wow che post interessante!!!
    Sono estremamente d’accordo con le tue premesse, qualsiasi sforzo fatto solo con l’idea di dimagrire o essere piu’ prestanti e’ destinato a fallire. Se non si ha realmente voglia di quell’attivita’ dopo un po’ si cede.
    Io per un paio d’anni sono riuscita a frequentare regolarmente una palestra (2-3 volte la settimana) e anche se la pigrizia a volte mi tentava la cosa che mi faceva continuare era che alla fine della seduta mi sentivo BENE.
    Mi piacerebbe tornare a fare attivita’ fisica ma da quando ho inserito il corso di francese nelle mie giornate, non ho molto altro tempo libero. O meglio, avrei le 3 sere in cui non faccio francese + il weekend, ma ho assoluto bisogno di avere delle giornate in cui posso uscire dall’ufficio e andare diretta a casa senza nessun altra cosa “da fare”. Oltretutto puo’ capitare di restare in ufficio piu’ delle 8 ore, gia’ devo fare attenzione a schivare gli straordinari i giorni che ho francese, non posso farlo tutti i giorni…
    Anche solo la mezz’oretta 3 volte la settimana di cui parla questo programma non saprei dove infilarla: alzarmi prima la mattina sarebbe da suicidio, la sera al buio sul lungo-tevere non se ne parla (troppo pericoloso), potrei iscrivermi in palestra ma mi rode spendere 50 euro al mese per fare una cosa che si puo’ fare gratis… mi resta la pausa pranzo ma fin troppo spesso la uso per andare in posta, al supermercato, in farmacia… Insomma mi sembra talmente complicato che mi passa la voglia.
    Ma tu quando lo trovi il tempo? Mi sa che lavori da casa… 🙁
    Sab di recente ha scritto Come far uscire di casa gli oggetti indesiderati

    1. Sab, permettimi, io lavorerò anche da casa, ma a correre ci vado alle sette di sera, quando Marco rientra da Milano.
      Il problema non è lavorare da casa o su Marte, il problema è aver voglia di fare qualcosa per sé.
      Scusa il tono vagamente piccato ma è tutta la vita che mi sento dire “Tu lavori da casa” come se questo implicasse avere più tempo libero o essere “favorita” in determinati contesti, quando spesso e volentieri è proprio vero il contrario.

  8. Scusa non avevo intenzione di infastidirti… io al posto tuo andrei a correre alle 11 del mattino o alle 4 del pomeriggio, non hai paura a correre di sera? Forse se venisse anche il mio M sarei meno impaurita… qui sotto casa ho una bella pista ciclabile / pedonale sul lungo fiuume ma e’ un posto isolato (piu’ in basso della strada) e pieno di gente poco raccomandabile, l’ho usata in giugno e luglio alle 7 di sera ed era ok, adesso sinceramente non lo farei.
    La voglia di farlo non e’ cosi’ forte effettivamente ma sto arrivando ad un punto in cui sento di doverlo fare perche’ non ne posso piu’ di sentirmi un “cuscino” sulla pancia quando (ad esempio) mi chino per allacciarmi le scarpe o di avere il fiatone quando salgo 2 piani di scale.
    Sab di recente ha scritto Come far uscire di casa gli oggetti indesiderati

    1. Correre di sera non mi fa paura forse perché Valenza ha moltissimi difetti, ma la piccola criminalità non è uno di quelli (incrociando le dita, ecco); anzi, preferisco correre con il favore delle tenebre, c’è poca gente in giro e quella poca è rappresentata da altri runner, ci si saluta come tra motociclisti 😉
      E di nuovo: io *lavoro* in casa. Le 11 del mattino o le 4 del pomeriggio sono il pieno della giornata lavorativa anche per me, non è detto che possa mollare tutto e uscire (per andare a correre o per fare qualsiasi altra cosa) solo perché non ho cartellini da timbrare o il capufficio che mi tiene d’occhio 🙂

    1. Certo! Io amo la pioggia! Siamo usciti domenica scorsa sotto una pioggia battente: cappello, giubbetto, abbigliamento tecnico e via 🙂

  9. Finalmente riesco a leggermi con calma il tuo blog. Questo post mi piace davvero tanto e apprezzo molto il tuo modo di descrivere alcuni aspetti di quella che considero ormai una nobile arte… Brava, continua così. Uno che corre.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

CommentLuv badge