Minimalismo e risparmio

Diciamocelo: tutto questo parlare di minimalismo, decluttering, semplificazione, smaller living, downshifting, riciclo, riuso, auto-produzione… è figlio della crisi economica. Che ci coinvolge tutti: anche chi non si trova in difficoltà, se appena è dotato di buon senso, non può non farsi delle domande. Cominciare a ridurre gli sprechi male non può fare.
È successo anche a noi, che essendo entrambi professionisti, siamo abituati all’incertezza, ma anche ad avere sempre lavoro; di conseguenza, tendiamo a credere che i tempi di dieta bovina non debbano arrivare mai.

Ripeto spesso che il minimalismo funziona su tanti livelli diversi, e che secondo me è la sua forza (il decluttering è un perfetto esempio di “argomento-cipolla”). Uno dei livelli è proprio la frugalità.
Oggi, ispirandomi a questo post, vi offro alcuni spunti al riguardo; essendo peraltro esattamente l’opposto della “brava casalinga” sensata e risparmiosa, è più che altro una scusa per leggere i vostri suggerimenti, che sospetto saranno decisamente più illumina(n)ti dei miei.

1) Ridurre al minimo le visite al supermercato, programmare i pasti della settimana (lo so, lo so…).
Da quando ci hanno chiuso brutalmente la comodissima Unes sotto casa, sono cessate le mini-spese dell’ultimo minuto “orpo abbiamo finito le uova” che spesso si dilatavano. Non arriviamo a programmare i pasti, ma facciamo la spesa (alla Coop, che ci sembra molto valida come rapporto qualità/prezzo) una volta la settimana, sapendo più o meno cosa consumeremo. Se è proprio necessario, l’Esselunga resta a portata ma abbastanza lontana da farmi evitare gli acquisti troppo impulsivi.
Ma anche:
ricordarsi che “se non ci serve non è un affare”, evitare di farsi prendere dalla “sindrome dell’outlet”, cercare di non cadere nella trappola del 3×2, 4×8, 7×24, offerta speciale, pacco famiglia. Lo dice una che solo di recente è riuscita a esaurire la scorta di bagno schiuma, bagno doccia, sapone liquido e chi più ne ha più ne metta (uff);
abbandonare l’acqua in bottiglia e optare per l’acqua del rubinetto, l’acqua del sindaco, oppure l’acqua filtrata tramite apposita brocca (lo so, l’uso delle brocche filtranti è dibattuto; io posso solo dire che ne usiamo una da un paio d’anni, con soddisfazione). Se non volete rinunciare alle bolle (e perfino alle bibite!), esistono i gasatori. Meno spesa, meno peso e meno plastica.

2) Regalare esperienze, non oggetti.
Che vuol dire non solo regalare un biglietto per un concerto anziché un maglione, ma anche il proprio tempo/disponibilità. Per un pranzo insieme rimandato da troppo, un pomeriggio di babysitting, o per occuparsi del cane o del gatto di un amico che va in vacanza. A entrare in un negozio e sfoderare la carta di credito in fondo siamo capaci tutti. Il vero regalo è il tempo.
Ma anche: riflettiamo un attimo prima di fare un regalo. Perché lo stiamo facendo? Perché ci fa piacere o perché ci sentiamo obbligati e faremmo brutta figura?

3) Divertimento e vacanze a costo (quasi) zero.
Per passare una giornata (o una settimana) diversa insieme, in coppia o in famiglia, non è strettamente necessario spendere/spendere molto. Perché uscire a cena quando possiamo riunirci intorno a un tavolo a casa (e mangiare meglio)? Perché non valutare mete “minime” vicine a casa, raggiungibili magari in treno?  Da brava esterofila, anche io commetto spesso l’errore di snobbare automaticamente quello che è “vicino”: lo scambio casa (che ovviamente è un altro modo per viaggiare risparmiando, ma questa volta non mi soffermerò!) mi ha insegnato anche quanta ricchezza può offrire questo angolino di mondo.

4) Optare per i detersivi fai da te.
Io mi sono convertita da un po’. Uso una soluzione di acqua e aceto per le pulizie normali (piani di lavoro, bagni), acqua e alcool per i vetri (ha anche un ottimo profumo), e panni in microfibra. Per la lavastoviglie uso questo: lo ammetto, bicchieri e tazze non brillano come prima (anche per colpa dell’acqua durissima), ma sono puliti.
Appena mi finirà la scorta ventennale di Dash, proverò a fabbricarmi anche il detersivo per la lavatrice (ma ho già sostituito da tempo l’ammorbidente con l’aceto). Anche ridurre le temperature di lavaggio è un ottimo accorgimento per risparmiare (c’è addirittura chi lava sempre a freddo… ma utilizzando più acqua): qui ne trovate altri. Nulla di nuovo, ma un ripasso può sempre servire.

5) Ridurre l’utilizzo dell’auto, preferire bici, mezzi pubblici o… le gambe.
Ovviamente non è sempre fattibile, ma credo che l’importante sia non partire dal presupposto che la macchina ci vuole, anche se magari abitiamo in pieno centro in una città ben servita dai mezzi. Quando (se) andremo a Milano, io e Marco ci siamo già detti che valuteremo l’opzione car sharing: in teoria sembrerebbe la soluzione di tutti i mali compresi la peste nera e il colera, in pratica bisognerebbe provarlo (così a naso il principale problema potrebbe essere il numero limitato di veicoli disponibili). Ma, come dicevo, l’importante è valutare le alternative. E un’alternativa è sicuramente anche quella di cambiare casa per avvicinarsi al luogo di lavoro e/o per poterci andare a piedi o con i mezzi. E magari approfittarne per…

6) Andare a stare in una casa più piccola, e magari più efficiente dal punto di vista ecologico. Meno spazio dove accatastare cose, meno tempo da dedicare alle pulizie, meno spese. Sapete già come la penso.

7) Evitare i cibi pronti, cucinare il più possibile da zero, riutilizzare gli avanzi.
Ognuno sceglierà cosa mangiare, ma cucinare il più possibile è un modo per risparmiare e per mangiare meglio, e un’occasione per stare insieme. La sera, mentre Marco prepara la cena, io imbraccio il mio iPad e la sezione di Google Reader dedicata alle serie TV, leggo le cose più interessanti e magari nel frattempo ci prendiamo un aperitivo. È diventato un rito, che ovviamente dura tanto a lungo quanto elaborata è la preparazione dei piatti 🙂
Per chi ha la giusta passione e predisposizione (non è il mio caso, purtroppo), un altro ottimo suggerimento è crearsi il proprio orto.

8) Non spendere più di quel che si guadagna.
Coro di “evabbègrazie”? Fino a un certo punto (purtroppo). Secondo IlSole24Ore, le famiglie italiane sono sempre più indebitate: per il mutuo della casa, ma anche per il credito al consumo (i famosi “finanziamenti” per comprare il televisore nuovo o il frigorifero a 3 ante). E, sempre di più, fanno fatica a fare fronte ai prestiti contratti. Quanti cinque o dieci anni fa hanno acceso un mutuo che fondamentalmente non potevano permettersi, e poi si sono ritrovati con l’acqua alla gola? Quanti aprono mille “piccoli” finanziamenti per il cellulare, il frigorifero, la lavastoviglie, e si ritrovano con una somma mensile da restituire superiore alle loro possibilità? Quanti nemmeno sanno esattamente quando spendono ogni mese (fino a poco tempo fa, valeva anche per noi)? Stabilire quanto si spende e quanto si dovrebbe spendere, insomma definire un budget mensile, è sicuramente un ottimo esercizio… e contribuisce anche a farci stare un po’ più tranquilli.

9) Per acquisire non c’è bisogno di acquistare.
Io mi sono svegliata solo di recente dal mio sonno di Bella (?) Addormentata, realizzando che, se mi serve qualcosa, non è strettamente necessario correre in un negozio a comprarlo. C’è il baratto, c’è eBay, c’è anche il semplice passaparola tra amici. Insomma, c’è l’usato (che spesso tanto usato non è). Si risparmia e si prolunga la vita utile degli oggetti. E poi sono tutte modalità lente: ci danno anche l’opportunità di riflettere un po’ più a lungo su quell’esigenza in particolare. Ci serve davvero? Ci serve proprio quello? Ha comunque più senso comprarlo nuovo per qualche ragione? Di nuovo, non è detto che l’usato sia sempre la risposta, l’importante è prendere in considerazione le alternative (che ci sono!).
Esempio stupido: recentemente sono venuta a sapere da un’amica che stava cercando di vendere da mesi un robot da cucina acquistato poco prima di riceverne in regalo uno molto più potente. Detto fatto: noi acquisiamo il robot praticamente nuovo a un ottimo prezzo (ed eliminiamo il vecchio frullatore), lei si libera di un oggetto diventato superfluo e recupera parte del suo valore. Nel frattempo abbiamo valutato anche alternative molto più sofisticate (e costose, come il Kitchen Aid o addirittura il Bimby): ma ci siamo detti che è una buona occasione e ha senso sfruttarla. Quando e se sarà il caso, potremo sempre rimettere in circolo il robot da cucina e pensare a un’alternativa più potente. Per me è un grande passo, visto che fino a poco tempo avrei adorato anche la sola idea di avere qualcosa da comprare 🙂

E a proposito di alternative, una nota finale: tutti i suggerimenti di cui sopra fanno risparmiare soldi, ma quasi sempre richiedono (più) tempo. E dato che il tempo è la nostra risorsa più preziosa, non è detto che ne valga sempre la pena. Se siamo in condizioni di poter scegliere, ovviamente, spendere qualche euro in più può essere giustificato a fronte del risparmio di tempo (e anche da un punto di vista strettamente economico: se sono una professionista ben pagata, dedicare tre ore a farmi il detersivo o a preparare la marmellata per tutta la famiglia potrebbe non essere molto sensato… anche se magari lo preferirei a lavorare). Non esistono regole, solo il tentativo di trovare il proprio percorso e il proprio equilibrio.

Aspetto i vostri commenti e suggerimenti!

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35 thoughts on “Minimalismo e risparmio

  1. Queste sono vere e proprie ristrutturazioni cognitive e comportamentali, dei cambiamenti davvero profondi e -inevitabilmente- spesso frutto di disagio o difficoltà economiche.

    Haimè spesso noi esseri umani cambiamo solo se siamo costretti a farlo e in questo la crisi (problema o opportunità?) ci aiuta o ci obbliga a farlo.

    Leggendo il tuo post ho pensato quanto la capacità di cambiare, di mettere in discussioni le abitudini (magari insensate), di uscire dalla nostra area di comfort sia sinonimo di intelligenza, intesa proprio come capacità di adattarsi ai mutamenti del mondo che ci circonda.

    Ho la sensazione che spesso ci dimentichiamo la nostra intelligenza e ci affidiamo più all’abitudine a fare le cose come le abbiamo sempre fatte.

    Ecco, i tuoi post sono un memo per ricordarci quanto in realtà possiamo allenarci a cambiare, grazie! 🙂

    1. Grazie a te! In realtà quello dell’area di comfort è un argomento che mi interessa moltissimo. La mia è molto limitata e mi rendo conto di esserci aggrappata con le unghie e con i denti, per certe cose in modo quasi maniacale… e uscirne richiede uno sforzo davvero grande.

  2. Direi che la tua lista è perfetta: non posso che concordare in tutto e per tutto.
    Sull’organizzazione e la programmazione dei pasti credo che non ci sia scampo fino a che (o se) non si hanno figli. Anche io e Enrico abbiamo mangiato da zingari girovaghi fino a che c’è stato Simo, ore pazzesche, robe al volo etc…
    Ora però, figlio o non figlio, mi viene difficile rinunciare alla routine dal produttore al consumatore: mercato del contadino una volta a sett + cucina di quanto acquistato + 1 volta al supermercato (normalmente hard discount ) principalmente per l’acquisto di roba x cani e gatti.
    Ah, il detersivo per lavatrice e l’ammorbidente puoi vedere da noi come farlo se ti va… ormai è tanto che lo produciamo e possiamo garantire che funziona benissimo!

    1. Ecco, per esempio ho citato solo il supermercato dimenticando tutti i canali di acquisto alimentare “alternativi”. Il mercato del contadino più vicino a noi è in Alessandria (e mi sa pure un po’ di finto, mah), solo il sabato mattina, insomma è parecchio scomodo (e noi siamo pigri, lo ammetto).
      Segnato in previsione di un prossimo post 😉

  3. ottima lista! sono scettica solo sui detersivi fai da te…un po’ per l’igiene e un po’ per il tempo che ci vuole a farli: come dicevi tu il tempo è prezioso, e io di tempo libero ne ho talmente poco che mettermi a fare detersivi mi manderebbe in depressione 😀
    mi piacerebbe tantissimo invece comprare al mercato del contadino, ma qui non c’è…c’è un GODO da cui ho comprato l’anno scorso ma i prezzi sono proibitivi. c’era il progetto di un GAS (molto più economico) ma mi era scomodissimo per il ritiro e le quantità minime eccessive per due persone, così ho dovuto rinunciare.
    i regali invece mi sa che saranno una roba difficile…l’anno scorso ho “buttato la bomba” che non avrei fatto regali materiali e ci ho fatto un post e tutti entusiasti a dire “che figo bravaaaaa”. poi quest’anno un’amica mi ha detto “ma mica mi vuoi regalare la stessa cosa dell’anno scorso vero??? no perché io ti ho già fatto un regalo bellissimo…” (l’anno scorso era un “buono” per passare una giornata insieme, è un’amica che non vive nella mia città e ci vediamo poco)….HELP che faccio???
    yliharma di recente ha scritto Il Minimalismo: non solo decluttering

    1. Dunque: detersivi. In realtà il tempo di realizzazione è minimo (dosi acqua e aceto o acqua o alcool e poi li mischi in uno spruzzino, fatto!), sul discorso dell’igiene ti rimando a chi ne sa più di me (ma ovviamente è un discorso personale, e ognuno DEVE fare come si sente).
      Farmer’s market: sono nella tua stessa situazione, c’è un NaturaSì in Alessandria ma, a parte la scomodità, i prezzi in effetti sono altini…
      Regali: si riavvicina Natale e avremo occasione di riparlarne, mi sa, è sempre un argomento molto “caldo”. Noi l’anno scorso abbiamo fatto un po’ e un po’, qualche regalo acquistato ma alternativo, qualche altro auto-prodotto, ma in definitiva veramente pochi. E nel 2011 mi sa che ridurremo ulteriormente. Ma il problema di dover ricambiare chi il regalo te lo fa è serio in effetti… si rischia di passar da cafoni e/o di far rimanere male qualcuno. UFF che vita complicata… 🙂

  4. d’accordo su tutta la linea.
    questo è il terzo anno che per Natale regalerò una foto della bimba che ho adottato a distanza in Eritrea. Agli amici più stretti anche un barattolo di confettura di fragole o pesche fatta da me. Tanto so che chi mi conosce a fondo apprezza fino in fondo il mio gesto, sa che mi sono squagliata quest’estate a far bollire la frutta perché non uso la pectina! (e se devo essere sincera anche gli altri, che mi conoscono poco, c’è gente che mi ha chiesto 4 volte “ma davvero l’hai fatta tu? che bello, grazie!”)
    Marina di recente ha scritto Même élégant

    1. Pensate cosa succederebbe se per Natale tutti smettessero di farsi regali, quanto meno di regalarsi oggetti e quanto meno tra adulti. Quello sì sarebbe epocale.

        1. Concordo! Io ormai sono anni che faccio pochi regali, e che ai miei genitori chiedo soldi invece di oggetti, anche perche’ vivendo lontani non si sa mai di cosa uno possa avere davvero bisogno. Oltretutto non sopporto quei regali che dicono “non sapevo cosa regalarti”, a volte possono pure essere utili (bagnoschiuma etc) ma altre volte sono solo “prendipolvere” (bamboline a forma di streghetta, fatina, babbo natale, befana, roba decorativa e basta insomma). Spesso mi sono segnata da chi era arrivato un dato regalo e l’anno successivo l’ho riciclato regalandolo a qualcuno di diverso… 😛

          1. Se proprio sono disperata, opto per il regalo mangereccio. Almeno sono certa che non andrà sprecato (marmellate, liquorini, composte e simili sono state molto apprezzate il natale scorso). ODIO invece anche io gli oggettini inutili della serie “a chi non piacerebbe un elfo di porcellana”. Argh.

          1. Io l’ho inventata =) come faccio a non farne parte? =) se a qualcuno interessa fare adozioni a distanza posso fare un post sul mio bloghetto disordinato, la mia è un’adozione quasi “diretta” ovvero tutti i soldini vanno alle famiglie ad Asmara, ho visto in faccia la suora che sta là, non è una grande associazione dove purtroppo una buona parte dei soldi vanno persi nella amministrazione. Fatemi sapere: mareadimareCHIOCCIOLINAgmail.com
            Marina di recente ha scritto Même élégant

          2. io ci sono dentro dall’anno scorso… XD http://minimalitaly.blogspot.com/2010/12/natale-tempo-di-regalio-no.html
            devo solo trovare qualcosa di originale per chi mi ha già fatto il regalo tradizionale…qualche buono vacanza, o buono per le terme/massaggi o boh…
            i regali mangerecci mi piacciono un sacco, soprattutto se cose che si conservano a lungo 🙂 infatti tanti regalini me li spiccio con un panpepato fatto da me o dolci tunisini che fa mia mamma e via 😉
            yliharma di recente ha scritto Il Minimalismo: non solo decluttering

            1. L’importante, secondo me, per cominciare è mettersi nella condizione di fare regali sentiti, e non solo per convenienza e perchè non farli = brutta figura. Poi, tutto sommato, quale sia il regalo non importa, perchè se il gesto è sentito il resto viene di conseguenza (e niente statuine o altre brutture!) 😉

  5. Bel post corposo direi! Io non sono ancora entrata davvero nell’idea della frugalita’ come stile di vita, ma in alcuni campi lo sono di natura. Una cosa che odio ad esempio e’ avere debiti o spendere piu’ di quanto guadagno, per cui fin dal 2003 ho iniziato a segnarmi tutte le spese. Inizialmente non me ne sono fatta molto, ma nel 2008 quando ho passato 7 mesi in aspettativa senza stipendio mi e’ servito tantissimo a capire se avevo i risparmi per permettermi quest’avventura e dove eventualmente tagliare.

    Io per mia grandissima fortuna non sono una che ama comprare oggetti, con l’eccezione di libri e riviste varie. Di solito ci penso sempre bene prima di prendere qualcosa, mi serve davvero? Anche al supermercato, non mi attirano le offerte 3×2 perche’ mi sembra uno spreco di soldi, se un pacco mi dura un mese perche’ devo averne 3? Il mese prossimo ne prendero’ un altro! Anche perche’ non so proprio dove mettere la roba…

    A differenza di quello che dici, trovo che fare la spesa un pochino oggi e un pochino domani mi aiuti a capire cosa esattamente mi serve e a non fare acquisti che poi non usero’. Noi mangiamo fuori casa a pranzo, a volte anche a cena, spesso M e’ via per lavoro per 2-3 giorni, spesso andiamo via nel weekend, anche quando siamo a casa capita che M dica “non ho fame, mangio solo uno yogurt”… con una vita simile ci viene difficile programmare i pasti anche solo dalla mattina alla sera! Comprare cose fresche poi e’ sempre un rischio: frutta e verdura vengono purtroppo consumate in quantita’ minime a casa mia, e qui e’ anche colpa della pigrizia che ci fa preferire una cosa pronta a roba da cucinare. Ecco il nostro punto debole e’ prorpio questo, cucinare non ci piace proprio. Quando abbiamo fame apriamo il frigo o la dispensa e vediamo cosa c’e’ di velocissimo da preparare, che ormai abbiamo gia’ fame!! Oppure non ci va proprio di cenare… Questo punto e’ uno dei piu’ problematici della nostra vita quotidiana ma non ho ancora capito come risolverlo senza dover per forza farmi violenza psicologica ogni santa sera! L’idea migliore sarebbe un bel cuoco a domicilio, ma mi sa che non e’ economicamente sostenibile 😛 Se avete altri suggerimenti… 🙂

    1. Caschi male con me, sono proprio l’ultima che può darti un consiglio in questo ambito purtroppo! Se non avessi incontrato Marco vivrei ancora di sofficini bruciati, probabilmente…
      Magari qualcuno più bravo di me saprà aiutarti 🙂

    2. ma dai, non ci credo, ponetevela come sfida per il 2011: imparare a cucinare almeno un piatto a settimana. non c’è bisogno di arrivare a fare il soufflé o l’arrosto ripieno.
      è come il decluttering, basta iniziare e poi ci si diverte anche! =)
      Marina di recente ha scritto Même élégant

      1. Guarda, non ce la posso fare: non mi piace, non mi diverto, e faccio scuocere la pasta e bruciare l’acqua anche a distanza. Meglio lasciar fare a chi ci prova gusto e concentrarmi sulle cose che mi riescono bene!

  6. solo una riflessione, è vero che non esistono regole assolute, ma io una regola me la vorrei dare..continuare a migliorare , senza passi indietro, non vorrei mai tornare a fare quel che non faccio più da tempo…

  7. ottimi consigli come sempre, ormai vi seguo religiosamente! gli unici che purtroppo non posso applicare sono quelli sull’acqua (ho comprato la brocca un anno fa, ma la qualità è molto scarsa quindi sono tornata alle bottiglie) e quello sulla casa più piccola (vivo in un mono, più piccolo di così!), per la spesa invece ho da poco scoperto il mercato ortofrutticolo dove la frutta e la verdura si compra a cassette

    1. Io invece potrei migliorare parecchio per quanto riguarda la casa, ma… al momento va così 🙂

  8. Letto, approvato e sottoscritto 🙂
    Personalmente ho sempre detestato anche solo l’idea di fare debiti, quindi piuttosto rinuncio a una cosa ma di debiti non ne faccio, non la capisco questa mentalità americana di fare il mutuo per la vacanza o la televisione o il cellulare figo quando prodotti di prezzo inferiore, anche se non fighi, fanno benissimo il loro mestiere.
    Per il resto, qua si compra tutto all’Eurospin, l’acqua è del rubinetto fin da quando ero piccola (fortunatamente è buonissima, l’acqua del rubinetto, da queste parti) e si va a piedi il più possibile. Bisogna comunque dirlo, questo downshifting di una famiglia che non è mai stata poi così up è molto aiutato anche dal braccino corto di Entropia, eh 😛
    A sbarellare la vita risparmiosa ultimamente sono le cure veterinarie del peloso, ma vabbé 🙁
    Alliandre di recente ha scritto Corsi e ricorsi della moda

  9. io sono molto tentata dai detersivi fai da te, ma più per una questione di rispetto dell’ambiente che di risparmio: diciamocelo, se si evitano le supermarche si riesce a spendere poco con risultati comunque soddisfacenti. Per il resto sono d’accordo su tutto. Non sono ancora riuscita ad entrare nella filosofia del baratto, ma più per pigrizia che per altro. Ho fatto per anni la spesa settimanale e secondo me è un ottimo modo per amministrare le spese, magari all’inizio si sbaglia ma ci vuole poco per andare a regime. Ora facciamo più o meno così: quando il frigo è vuoto ma vuoto e ci siamo inventate tutto l’inventabile per utilizzare rimasugli ed avanzi, vuol dire che è ora di andare a fare rifornimento!
    L di recente ha scritto Ci siamo ancora, eh!

    1. C’è il rispetto dell’ambiente ma anche di noi stessi, tutto sommato preferisco venire a contatto con superfici pulite solo con aceto e alcool (e poi naturalmente ci sarebbe il discorso dei cosmetici…).
      A baratto sono messa come te, sto appena iniziando, vediamo se funziona 😉

  10. Io mi organizzo in questo modo:
    per quanto riguarda il discorso detersivi, prodotti per la casa e per l’igiene personale ho sempre delle scorte di prodotti che compero quando ci sono le offerte speciali. Faccio un esempio: uso il detersivo liquido per lavatrice, flacone da tre litri, non e ripeto NON deve costare più di 3 euro. Allora , o compero General, Scala, Sole, che comunque sono buoni prodotti o quando mettono il dixan in superofferta, ne compero per dire 5 – 6 flaconi. Così evito di rimanere senza detersivo e dover andare all’ultimo minuto a comperare pagando di più. Ci sono sempre di queste offerte, basta guardare i volantini, tenere d’occhio le pubblicità su internet. Il detersivo si usa e non va a male, e qualche euro qua e qualche euro la alla fine dell’anno fanno la differenza. Stesso discorso per detersivo per bucato a mano, detersivo per i pavimenti, per i piatti, la carta igienica, le spugnette per lavare i piatti, la candeggina, ma anche per i saponi, lo shampoo , il balsamo , il dentifricio, il doccia schiuma ( che comunque uso pochissimo ) . Una sorta di negozio-dispensa a casa dal quale attingere quando serve. Tengo d’occhio le scorte, vedo quello che serve urgentemente, cerco di rimpiazzare tutto. Se ad esempio ho già 4 confezioni di carta igienica scottex, ma vedo un’offerta sottocosto, tipo 10 rotoli a 1,99, non ho dubbi, ne compero altre 3-4 confezioni e stivo.Maniacale? Forse….Ma in questo modo risparmio tantissimo. Poi come te ho sostituito l’ammorbidente con l’aceto, che uso anche come anticalcare ( perfetto), sgrassatore, brillantante e ” curalavastoviglie”. Il sale fino per pulire le pentole dove si è attaccato qualcosa sul fondo. I fondi del caffè nello scarico della cucina per tenerlo sgrassato e senza cattivi odori. Il bicarbonato per smacchiare il bucato. Ho iniziato a usare il sapone da bucato, tipo sapone di marsiglia in blocco,che è fantastico ad esempio per la biancheria intima. Lavo moltissime cose a mano perchè così non si rovinano, basta lasciare in ammollo la sera prima e poi la mattina si risciaqua: meno lavatrici. Lavatrice, lavastoviglie e forno vengono utilizzate dalle otto di sera alle otto di mattina quando l’energia costa meno. Non stiro praticamente più. Faccio la lavatrice stendo subito, ma proprio tipo dopo un minuto, metto tutto appeso per bene , t-shirt sulle gruccie, e piego la biancheria quando la tolgo dallo stendino. Ad esempio se piego un tovagliolo in 4, e lo metto in fondo alla pila, quando è il momento di usarlo è praticamente stirato. Stesso discorso per le tovaglie, asciugamani, canovacci, le t-shirt, etc etc. Ovviamente banditi i tovaglioli di carta e i rotoloni , già da anni, si usa solo la stoffa, i canovacci li uso e li faccio asciugare per bene così li sostituisco ogni due tre giorni. Faccio la spesa solo con borse di stoffa e non compero nemmeno i sacchetti della spazzatura. Faccio la differenziata e così di immondizie non ne ho molte, uso i sacchetti della frutta e verdura del super per portare i rifiuti al cassonetto. Questi sacchetti li uso anche come sacchetti freezer e portamerenda per mio figlio. Salvo rigorosamente i sacchetti del pane che servono per assorbire l’olio di frittura, o per metter il pane grattuggiato e la farina quando impano, ma anche per metterci dentro i panini, o della frutta da portarsi dietro come snack. Ok per adesso mi fermo qui con le mie idee per risparmaire , ma ne ho molte altre. Ciao ciao.

  11. Ciao! Volevo segnalarti un altro modo che adotto per risparmiare: vado al mercato ortofrutticolo all’ingrosso , dove i privati possono accedere tutti i giorni dalle 9 alle 10. Tanto per dire oggi ho comperato : una cassetta di pere williams rosse ( 22 per l’esattezza ), una cassetta di uva di circa 6 chili e mezzo ( 6 grandi grappoli), 2 cespi di sedano, un chilo di noci ( già provate, deliziose ), una cassetta di insalata gentilina ( 8 cespi ) , una cassetta di peperoni ( circa 40 pezzi ), una cassetta di melanzane ( 12 ) e una grande cassa di spinaci. Il tutto per ….. 38 euro….. E’ chiaro che non posso consumare tutto da sola, metà porto a casa per me e mio figlio, metà se la porta a casa il mio compagno per se e per sua madre. Dal momento che è tutta merce freschissima dura molti giorni e quindi con 19 euro ( la mia parte ) mangio frutta e verdura colazione , pranzo e cena tutta la settimana!!! Naturalmente acquisto solo prodotti italiani. Non male vero?

    1. Federica, mi dici in che città sei? Poi ognuno farà le sue ricerche (anche se temo che questa bella idea sia praticabile solo per chi abita in una grande città)

  12. Abito a Trieste,il mercato all’ingrosso è quasi in centro, vicino al mare. Ci vanno moltissimi privati. Il problema sta nel fatto che bisogna acquistare a cassette, ma basta “consorziarsi”, tra parenti, amici, condomini, e il gioco è fatto. A volte faccio una metà cassetta con persone che incontro lì. Ad esempio la cassetta di limoni, vedi
    qualcuno che conosci , anche di vista e glielo proponi, si acquista, si divide la spesa e ognuno si porta via la propria metà. Ora quando vedo nei negozi normali, ad esempio le zucchine chiare, non tanto grandi a 3,49 al chilo mi viene da ridere, io mi porto a casa una cassetta con 45 – 50 zucchine, a 9 euro circa. Arance italiane, 40 pezzi , di quelle grandi , due arance per un bicchiere grande di spremuta, a 5-6-7 euro a seconda delle settimane. Ho la dispensa piena di marmellate di fragola, pesche, albicocca, arance che mi sono costate la fatica di farle e pochi centesimi. Ho notizia di un mercato simile a Rovigo. La prossima volta ti racconto delle mie spedizioni a mozzarella/latte/stracchino/latteria/ricotta!!!

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