Pezzi e bocconi – 14/10/2011

Uno degli aspetti positivi delle vacanze digitali è la quantità di post interessanti che ti aspettano al tuo ritorno. Questa volta, selezione solo e rigorosamente in italiano.

MinimalItaly: Minimo sforzo, massimo risultato – Decluttering “minimo” ma non per questo meno difficile: quando ci sono di mezzo i ricordi…

Downshifting per caso: Tra fare e non fare – Pigrizia sì, pigrizia no? L’importante, credo, è crearsi un percorso su misura rispetto a come siamo fatti. Certo, questo presuppone riuscire a capire davvero chi siamo e cosa vogliamo. Mica facile.

Vogliounamelablu e Stima di danno hanno da poco inaugurato Il viaggio emotivo. Dove si dimostra che essere viaggiatori non significa fare migliaia di km e/o saltellare per il mondo per poter dire “qui ci sono stato” (c’è anche minimo – grazie!)

Tentazioni di Simone Perotti: “Questa per la libertà è una guerra, non una passeggiata per signorine. […] Ho provato, ancora una volta, la differenza tra dire e fare, tra pontificare e poi agire di conseguenza. L’avevo già provata quando dovevo lasciare stipendio, lavoro, ruolo, carriera. Un conto era desiderare di scrivere più di ogni altra cosa; un conto era parlarne affascinando tutti con teorie rivoltose; un altro era dare atto, agire: dire no a tutto, a un certo punto, per essere conseguente a un’idea”

In tema di fotografia minimalista, provate ad andare Oltre l’asfalto. Dietro (l’asfalto) ci sono il Trev e il fui ovvero (full disclosure!) il tizio che quotidianamente mi sopporta e uno dei nostri più cari amici.

La Snob, il disordine, il decluttering e il minimalismo: ridendo e scherzando (la definizione di “esercito di piccoli, fanatici e pacifici Tyler Durden” mi ha fatto molto ridere), la Snob va dritta al punto. Poi dicono che i giovani sono superficiali (il grassetto è mio):
“Io sono le mie cose.
Io sono le mie scarpe, le mie borse, la mia auto, i miei vestiti.
La mia casa, i miei smalti, i miei gioielli.
Gli oggetti mi difendono quotidianamente dalle aggressioni esterne.
I miei vestiti dicono che ho gusto, le mie scarpe e le mie borse che ho soldi, il mio iPhone che sono social, i miei libri che sono colta.

Questi sono matti come cavalli.

Tascabile passa da una fatica all’altra. Già ripetuto fino alla nausea: fare decluttering è solo il primo passo, poi bisogna anche liberarsi fisicamente degli oggetti scartati (ho in mente un post sull’argomento). Il 21 settembre abbiamo festeggiato il mio ennesimo compleanno abbandonando in un negozio dell’usato (con la speranza che a qualcuno possano servire) una trentina di oggetti tra stoviglie varie, piccoli elettrodomestici, complementi d’arredo, abbigliamento; abbiamo intenzione di fare lo stesso con alcuni mobili Ikea. Tutto giace/giaceva accuratamente imballato in cantina da quando, l’anno scorso, abbiamo sgombrato cucina e armadi a muro, o addirittura dal trasloco. A oggi, finalmente, non dico che siamo riusciti a svuotarla, la benedetta cantina, ma almeno iniziamo a poterci muovere. Una liberazione che non vi so dire. E abbiamo anche già venduto parecchi oggetti! Il ricavo non è certo da strapparsi i capelli, ma questa formula presenta un vantaggio per me enorme: esaurito il periodo di messa in vendita, il negozio dona direttamente in beneficenza i nostri abiti e oggetti (se lo vogliamo, naturalmente).

Mamma F (E NON MAMMA C!). si interroga sul lavoro, su un possibile piano B, su cosa trasmettere ai propri figli e come. Lavorare stanca (un bel po’).

Piccoli downshifter crescono: Physalia.

Infine vi segnalo, con un po’ di pudore, questo e questo. Il primo lo seguo, silenziosamente, da un po’. Il secondo mi è spuntato su FriendFeed. Mi ha fatto venire i brividi, perché potremmo essere noi, che ci siamo conosciuti su Usenet (un po’ il nonno dei social network), viviamo di serie TV, e con il computer acceso. Suonano sempre retoriche, ma queste cose aiutano a rimettere tutto nella prospettiva giusta.

Se avete segnalazioni di post e/o blog interessanti sul tema del minimalismo, non esitate: anche su Twitter e su Facebook. Buon fine settimana a tutt*!

minimo è anche su Facebook e su Twitter

17 thoughts on “Pezzi e bocconi – 14/10/2011

      1. noooooooo ma tu ne sai una più del diavolo! fatto! finalmente non dovrà più starmene con 20 finestre aperte prima della pausa pranzo! grazie (se l’avevi già segnalato…beh, me l’ero perso!)
        Silvia di recente ha scritto Hawaiian mood

        1. Ebbé, sono avantissimo, ormai si sa 😉 Safari fa qualcosa di simile direttamente dal browser FYI, ma non voglio fare la solita fangirl.

  1. è ufficiale mi odi: l’ho scritto io il post e non mamma C!!! :))))
    per il resto, oltre a Stima, che adoro, mi hai messo un mucchio di link interessanti e vado a spulciare.
    ma non so se ti perdono (almeno non prima del 22 ottobre…)
    NATI X DELINQUERE – Mamma F di recente ha scritto {this moment n.72}

    1. Eh? Cosa? No no guarda bene, ho scritto MAMMA F. :))))))
      Ehm, sorry… dopo che vi avrò viste di persona riuscirò a distinguervi meglio, per ora siete una specie di entità simbiontica. PERDONO!

  2. ah ah ah!!! più diverse non potremmo essere!!!
    PS. ti prendevo in giro perchè anche il tuo aggregatore di blog continua a schifare TUTTI i miei post, mentre prende quelli in comune o solo di Mamma C…
    vedrò se perdonarti, non so se basta una “semplice” correzione! 😀
    NATI X DELINQUERE – Mamma F di recente ha scritto {this moment n.72}

  3. Ehehe io dicevo “con orrore” perche’ dove le somiglio e’ nel fatto di essere iperdisordinata!! Non ho la sindrome da acquisto compulsivo pero’ 🙂
    Anche tra le commentatrici mi sono ritrovata, in particolare in Voodoo_DoLLy che dice che se non trova piu’ qualcosa sotto sotto continua a pensare “uffa, e’ mio e lo rivoglio!” Devo fare pubblica ammenda perche’ sono quasi 20 anni che ripenso ad un libro di testo del liceo prestato ad una compagna di classe, dopo che avevamo fatto la maturita’ e lei era stata bocciata, me l’ha chiesto per ripetere l’anno (considerato che il libro lei l’anno prima non se l’era mai comprato, non mi ha stupito che l’avessero bocciata…). L’ho persa completamente di vista ovviamente, e mi da’ ancora sui nervi pensare alla mia copia dell’Eneide (o era l’Iliade? Manco mi ricordo piu’!!) con tutti i miei appunti in matita scritti fitti fitti. Non lo avrei mai riguardato ma il fatto stesso che non fosse in mio possesso me lo faceva ricordare di continuo. Raramente, mi capita di pensarci anche adesso… sono senza speranza eh? 😛
    Sab di recente ha scritto Attivita’ varie, anche troppe!

    1. I libri prestati e mai più restituiti BRUCIANO da morire, altroché. A me è sparito l’ultimo volume della Torre Nera di King, e nemmeno so di chi sia la colpa mannaggia. Lo vedi perché gli ebook sono meglio? 😉

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