Settembre, andiamo: è tempo di decluttering!

Direttamente ispirata dal bel post di Tascabile, vi lancio una proposta: e se proclamassimo settembre “mese del decluttering“?

Come tanti, anche io considero l’arrivo dell’autunno il momento in cui veramente inizia un “nuovo” anno: si torna al lavoro dopo le vacanze (più o meno), si fanno partire nuovi progetti, in qualche modo si tirano le somme dopo la pausa estiva, durante la quale ci sono stati (si spera) tempo e occasione per fermarci un attimo a riflettere, su quello che abbiamo fatto, che potremmo fare, che vogliamo fare. Per esperienza diretta posso dirvi che liberarsi del superfluo è un modo perfetto per schiarirsi le idee, per sgombrare l’orizzonte dalla montagna di cose che ci ingombra la visuale, e arrivare a vedere un po’ più lontano.

È un argomento di cui ho parlato e parlo spesso, perché è facendo decluttering che è iniziata la mia/nostra esperienza di minimalisti (anche se definirmi così continua a farmi molto ridere): e se penso che siamo partiti dal fare pulizia in garage, e siamo arrivati a decidere di vendere casa, mi rendo conto che un’attività apparentemente banale come “fare ordine” in realtà nasconde potenzialità… devastanti (!). Lo testimonia anche la tonnellata di post sull’argomento che spuntano un po’ ovunque; ed è bellissimo vedere come una varietà così grande di persone finiscano per incontrarsi al crocevia di quella che io chiamo “la fatica del superfluo”, quella sensazione che ti prende quando ti rendi conto che casa tua trabocca di robbba, che nell’ultimo mese (anno?) hai speso più in oggetti che in alimentari, e che tre quarti di quegli oggetti giacciono dimenticati e impolverati in un armadio, in un cassetto, su una mensola.

C’è anche l’altro lato della medaglia: fare decluttering è molto impegnativo, fisicamente (fatica, tempo, organizzazione) e mentalmente. Ci scontriamo con il passato, con il presente e con il futuro: oggetti che hanno un valore sentimentale, che non ci servono veramente ma che non vogliamo eliminare perché sarebbe “uno spreco”, che “potrebbero servire, non si sa mai”. Dobbiamo fare i conti con noi stessi: con i motivi per i quali abbiamo comprato e continuiamo a volerlo fare, e con quelli per i quali non vogliamo lasciar andare. Con il denaro che abbiamo sprecato. Con il tempo che quegli oggetti ci costano. Con i ricordi che si portano dietro, positivi e negativi.

Arriviamo a capire che il rapporto che abbiamo con le cose ci definisce. E quella che sembrerebbe un normalissimo “”cambio di stagione” diventa una specie di gioco della verità che non è per niente facile affrontare. Ma credetemi: ne vale la pena.

Cosa vi propongo per celebrare questo neonato mese del decluttering:
per cominciare, cimentarci con un piccolo compito di sbarazzo/sgombro/riordino, non troppo impegnativo, ma comunque sufficiente ad avere un assaggio di cosa si prova.
Di seguito trovate un primo suggerimento.

Fotografate il prima e il dopo e mandate le vostre foto a minimoblog AT gmail PUNTO com, se volete insieme a una breve descrizione/spiegazione.
Se avete un blog, sono ovviamente ben accette citazioni, post sull’argomento e così via, da segnalarmi possibilmente via email, Facebook o Twitter, insieme a eventuali post scritti in passato sul tema (e so che ce ne sono un bel po’!).

Il tutto, foto e post, saranno pubblicati/segnalati qui su minimo nel corso delle prossime settimane. Suggerimenti pratici ben accetti, così come interventi di persone che di fare decluttering  non hanno nessuna intenzione, purché naturalmente argomentati.

Per cominciare: il cassetto della misericordia

Trattasi di quel cassetto (in genere posizionato in cucina) che trabocca di oggetti vari, quelli che non sappiamo dove altro mettere, quelli che “intanto lo metto qua fuori dalle scatole e poi ci penso”, quelli che “si è rotto e poi lo aggiusto”.
Come fare? Semplicissimo.
Svuotate completamente il cassetto, non senza averlo prima fotografato in tutta la sua gloria. No, non vergognatevi e non preoccupatevi: posso garantire che siamo tutti sulla stessa barca, il cassetto della misericordia è trasversale e affratella i popoli. Il nostro lo vedete qui sopra. BRRR.
Disponetene l’intero contenuto su un tavolo o similari.
Pulite il cassetto.
Dividete il contenuto in oggetti da buttare e oggetti da tenere. Cercate di non soffermarvi troppo, e se qualcosa vi manda in crisi risolvete il dilemma domandandovi se avete utilizzato quella determinata cosa negli ultimi sei mesi: se la risposta è no, liberatevene senza pietà (a meno che non si tratti dei diamanti della nonna che pensavate di aver perso: quelli potete venderli ;)).
Rimettete gli oggetti sopravvissuti nel cassetto.
Fotografate.
Spedite le foto alla sottoscritta, possibilmente entro martedì, 13 settembre 2011.
Tutta l’operazione, presupponendo un cassetto di dimensioni normali, non dovrebbe richiedervi più di mezz’ora. Piece of cake, come si dice.
E ora scusatemi ma anche il mio cassetto grida vendetta, anzi misericordia, e se non voglio fare una figuraccia devo darmi una mossa mica male 😉

minimo è anche su Facebook e su Twitter

52 thoughts on “Settembre, andiamo: è tempo di decluttering!

  1. Sono al corso avanzato, ormai! Il lavoro più pesante di cernita e sfoltimento l’ho fatto l’anno scorso (solaio, taverna, armadi, carta,…), stanza per stanza, cassetto per cassetto.
    Mi rimane solo il garage: questa primavera non ho potuto occuparmene. Le grandi manovre sono in programma per domani e domenica perchè settembre è proprio il mese ideale per queste cose.
    Finito con il garage, inizierò il secondo giro generale della casa, meno faticoso, in cui eliminerò quanto, dopo due anni dall’inizio dell’esperienza di decluttering, ho notato che non mi è mai servito in questo periodo. Mantenimento e sfoltimento ulteriore. Lo spazio pulito e ordinato che si è fatto intorno è una meraviglia, il tempo necessario per riordinare e pulire è diminuito, le catene di dipendenza dagli oggetti si sono spezzate o allentate: è un’esperienza liberatoria.

    Buon settembre di decluttering a tutti quanti parteciperanno a questo esperimento.

    1. In bocca al lupo per il garage, che è una specie di “cassetto della misericordia” elevato alla decima. Io sono in una situazione simile alla tua e… più elimino, più eliminerei, quindi spero che questo settembre mi darà soddisfazione.
      E naturalmente anche le foto prima&dopo del garage sono molto ben accette se le vuoi condividere 😉

          1. Ammetto che stamattina, in piedi, mani sui fianchi davanti alle porte spalancate della cabina armadio, l’ho desiderato FORTEMENTE. Alla fine ho sistemato due magliette, piegato tre polo, eliminato una borsa e… richiuso le porte. Non era il giorno giusto.

  2. nel mio piccolo anche io ho cominciato con questo processo (dallo sgabuzzino che uso come studio 😉 ).

    avrei però bisogno di un consiglio … come gestite questa ‘esigenza’ nel caso in cui in casa ci siano figli e moglie che invece viaggiano in direzione opposte ??? come riuscite a trovare ‘accordi’ ??? fino a quando si tratta di gestire posti come cantina, garage, armadio e cassetti miei personali tutto ok (cioè, tutto ok nel senso che posso fare decluttering ma non ho ancora avuto il coraggio di ‘smontare’ la cantina e il garage), ma per le parti comuni come il soggiorno e la cucina sono davvero in difficoltà … cosa devo fare ??? cerco di parlarne per convincerli (ci sto già provando ma devo capire fino a che punto posso spingermi) o faccio che agire direttamente (e da solo) ??? naturalmente non intaccando gli oggetti personali di mia moglie …

    grazie a tutti in anticipo …

    1. Benvenuto! 🙂
      Prima di tutto: è fondamentale secondo me cominciare “in piccolo”. La tentazione è partire in quarta con i grandi programmi, ma come in tutte le cose, le probabilità di successo sono molto più elevate se si comincia con un piccolo passo, con qualcosa di fattibile senza troppo sforzo. Altrimenti si rischia di non riuscire a rispettare il GrandiosoPiano che ci si era prefissati, e di sentirsi talmente scoraggiati (e in qualche modo in colpa) da lasciar perdere del tutto, pensando che “tanto non ce la farò mai”. Quindi ben vengano mensole, cassetti, sgabuzzini, o anche singole porzioni di armadi. Una volta cominciato, e toccati con mano i risultati, proseguire sarà molto più facile.
      Secondo: la tua è una domanda non da poco! Ti sconsiglierei di fare decluttering in cucina, o nell’armadio, senza la collaborazione della tua dolce metà, mi sa che rischieresti il divorzio 😉 Scherzi a parte, in generale, non partirei direttamente in quarta senza prima esserti confrontato con gli altri membri della famiglia, in fondo è anche casa loro e non mi sembrerebbe giusto nei loro confronti. Parlatene, cerca di capire cosa ne pensano e come puoi coinvolgerli, spiega perché avverti questa esigenza e come ti senti dopo aver fatto decluttering nei “tuoi” spazi. Ci sono buone probabilità che si sentano abbastanza incuriositi da fare almeno una prova, magari anche rendendosi conto della differenza (che sicuramente è evidente!) tra l’armadio che tu hai amorosamente sistemato/ordinato/sgomberato e quell’altro sgabuzzino al quale invece non hai messo mano. E naturalmente facci sapere come va 🙂

    2. Presente!! Eccolo qua. Tipico esempio di maschio bianco dedito alla sottile arte del decluttering, con una moglie che “viaggia in direzione opposta”.
      Come ho fatto?
      Ho iniziato dallo studio, la mia stanza studio (l’unica stanza in cui ci sono quasi esclusivamente cose mie.
      Quindi, come sa bene Laura, ho iniziato dalla parte più difficile, la libreria.
      Difficile perché amo i libri e perché ritengo un sacrilegio buttarli.
      Quindi ho riempito scatoloni di libri, CD e DVD, da cui parenti e amici possono pescare quando vengono a trovarci.
      Altri ne ho portati in biblioteca. Su altri sto ancora lavorando 🙂
      Poi, sono passato al mobile del bagno dove ci sono le mie cose e ho fatto una bella pulizia anche li.
      Qualche giorno fa ho coinvolto mio figlio seienne a fare decluttering dei libri che non gli interessano più.
      Piano piano, mia moglie inizia a vedere i benefici di tutte queste mie fatiche e, seppur con moderazione, inizia anche lei a liberare qualche cassetto, qualche ripiano del bagno.
      E’ un lavoro difficile, ma qualcuno deve pur iniziarlo 🙂

      1. Eugenio rappresenta un fulgido esempio da seguire :)))
        Scherzi a parte, come dice anche lui quando si ha a che fare con un partner poco minimalista, mettiamola così, l’unica via è cominciare dalle proprie cose e cercare piano piano di coinvolgerlo/a dopo avergli/averle fatto toccare con mano i vantaggi di spazi più ordinati, sgombri e puliti. Secondo me, poche donne possono resistere al richiamo dell’ordine… credo sia un po’ più difficile quando è il marito/compagno a non volerne sapere!

        1. “Fulgido esempio da seguire” non me lo aveva mai detto nessuno 🙂
          Ti farei vedere il mio ripiano della vergogna (non ho un cassetto, vale lo stesso?).
          Per non parlare del garage, mi sarebbe più semplice sistemarlo con un lanciafiamme. Se ne trovano su ebay? 🙂

    1. Ovviamente se decidi di aggredire qualcosa di più complesso del cassetto va benissimo uguale, anzi meglio. Purché sia decluttering io non mi formalizzo 🙂

  3. Mi sento male. Come ho già detto a qualcuno di noi minimalisti, mi si è iperclutterata la cantina, dopo la chiusura della mia bottega, cantina che ero riuscita a tenere bella vuota in dieci (dico 10) anni di vita… faccio un bel respiro, aspetto un attimo, e entro settembre vedo che posso ffà 🙁
    elena di recente ha scritto E io non pago

    1. Se prepari un elenco degli oggetti vendibili/scambiabili/regalabili (e se vuoi) proviamo a diffonderlo.

  4. Ho letto solo ora della tua iniziativa…e venerdì ho declutterato (mantenimento!) il salotto, camera mia e camera della gnoma! Pero’ il cassetto della cucina potrei affrontarlo e fotografarlo… 🙂

  5. Houston, qua abbiamo un problema… il cassetto della misericordia è del marito… dove, appena lui esce di casa al mattino, caccio tutto quel che lascia in giro (orologio-penne-pile-occhiali-guantidacorsa-DVD dei tornei eccetera.) Devo convincere lui a declutterarlo altrimenti tocca divorziare… e poi, davverodavvero volete che si metta a diluviare-modello-Irene come ieri sera? 😛
    alliandre di recente ha scritto Senza immobilità, non esiste silenzio

  6. Macché dispensata, gutta cavat lapidem! 😛 Intanto stamattina ho ripulito gli altri cassetti, quelli con un loro scopo preciso, dagli inevitabili oggettini inutili che vi si aggiungono comunque; e ieri sera ho messo la dolce metà davanti all’aut-aut, e lui che disse? “Ahem, hai ragione, e làddentro c’è comunque roba che devo buttare…” (Anche perché per fotografarlo c’ho trovato dentro un ALTIMETRO, che se ne fa Entropia di un altimetro???)
    Prossimamente su questi schermi, Entropia’s Misericordia!

    1. Ciao Marilena! Che bello, quante facce nuove 🙂
      Aspetto anche le tue foto e ovviamente ti auguro buon decluttering (a rate, che è quello che viene meglio secondo me)

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