Un mese senza Internet (dopo)

Come già detto qui, in luglio Tammy di Rowdy Kittens ha deciso di scollegarsi per 30 giorni dal mondo digitale, per dedicarsi completamente alla scrittura (e non solo). Di seguito il post in cui descrive com’è andata. Foto del Trev.

La mente del principiante: cos’ho imparato dalla mia vacanza digitale

Il sole faceva del suo meglio per spuntare dalle nuvole grigie, ma senza successo. Appollaiata su uno sgabello, bevevo caffè e mi godevo un muffin ai mirtilli appena sfornato da Sunny Day Coffee. Sunny Day è uno dei miei posti preferiti per scrivere e osservare la gente armata di una buona tazza di caffè.

Mi sentivo un po’ sola e non riuscivo a concentrarmi sulla scrittura, perché continuavo a ripensare all’intervista di Russ e Laura a Dan Price. Dan parlava di come le persone desiderano dare spessore alla propria vita; purtroppo, però, la nostra cultura non va in quella direzione: tantissimi vogliono solo e sempre più cose. Il problema è che le cose costano tempo e costano denaro.

Continuava Dan: “Avete una sola possibilità di fare della vostra vita un’opera d’arte. Mettetecela tutta! Non limitatevi a fare quello che fanno tutti gli altri”.

Le parole di Dan sintetizzano perfettamente i motivi alla base della mia vacanza digitale. Internet porta nella mia vita un’incredibile valore aggiunto. Amo entrare in contatto con lettori e autori, e tenermi in contatto con amici e famigliari. Ma se trascorro online troppo tempo, inizio a sentirmi male, insoddisfatta e disconnessa dal mondo reale, e questo significa che non sto facendo della mia vita un’opera d’arte.

Durante il mese di luglio mi è sembrato che il tempo mi si ripiegasse intorno. In certi giorni si muoveva rapidissimamente, in altri a passo di lumaca. Anche se in determinati momenti ho avvertito una certa solitudine, prendermi un pausa dal mondo digitale è stato rigenerante e mi ha aiutato a ritrovare il mio vero centro. A volte immobilità e silenzio sono il modo migliore per stimolare la creatività. Come sottolinea Tenzin Priyadarshi:

Senza immobilità,
non esiste silenzio.

Senza silenzio,
non esiste saggezza.

Senza saggezza,
non esiste chiarezza”.

***

Molti di voi mi hanno mandato ringraziamenti e parole di incoraggiamento durante la mia vacanza, e li ringrazio. Ho anche ricevuto una serie di domande. Di seguito le mie risposte:

D: Qual è stata la parte più difficile della tua disconnessione? Quale la più sorprendente?

R: All’inizio mi sono sentita isolata, dato che uso la posta elettronica per restare in contatto con amici e famigliari in California e altre parti del paese. Ad esempio, mi sono mancati i frequenti scambi con Chris. D”altro lato, controllare la posta meno spesso ha significato più telefonate. In sintesi, la sensazione di solitudine era un sintomo dell’astinenza da Internet. Qui a Portland ho moltissimi amici, e mi sono resa conto di dover dedicare loro più tempo.

La conseguenza più sorprendente? La tendenza al pisolino rigenerante. Secondo la National Sleep Foundation, gli americani sostengono di dormire meno di 7 ore per notte. Quando avevo un lavoro “tradizionale”, valeva anche per me, spesso mi ritrovavo a desiderare di addormentarmi in un angolo o di piazzare una brandina nel mio cubicolo. Oggi, lavorando da casa, ho la possibilità di dormicchiare più spesso e, durante la mia “vacanza”, mi sono concessa pisolini pomeridiani da una ventina di minuti che ho intenzione di inserire nella mia routine quotidiana.

D: Su cosa ti sei concentrata durante il mese di luglio?

R: Anche se ho lavorato parecchio, mi sono sentita in vacanza, e una vacanza lunghissima. Ho scritto circa 45.000 parole per il mio libro. Non ho finito la prima bozza, e mi rimane ancora molto da fare, ma la buona notizia è che il libro sta prendendo forma.

Inoltre, ho letto una decina abbondante di libri! Tra i miei preferiti: 168 HoursIn the NeighborhoodThe Joy of LivingI Thought It Was Just MeThe Girl Who Chased the MoonThe Winter Sea e How to Make A Journal of Your Life.
Sto anche rileggendo il ciclo di Harry Potter.

La vera emozione del mese è consistita nel vedere crescere la nostra mini-casa, che è in fase di costruzione a Gig Harbor, una piccola, graziosa comunità appena a sud di Seattle. Indicativamente, la costruzione dovrebbe terminare per il 1 novembre, giusto in tempo per il mio 33° compleanno. Non abbiamo ancora stabilito dove la piazzeremo, ma non sono preoccupata. Ho la sensazione che tutto andrà al suo posto.

Qui le foto

D: Apporterai qualche modifica al tuo flusso di lavoro come conseguenza di questa esperienza?

R: Il multitasking impedisce ai miei circuiti mentali di funzionare a dovere. Concentrarmi su un’unica attività per volta, quindi, diventerà parte del mio flusso di lavoro, e continuerò a monitorare la quantità di tempo trascorsa online. Inoltre, ho intenzione di continuare a utilizzare Freedom per matenere la situazione sotto controllo. Questa applicazione, che impedisce l’accesso a Internet per un massimo di 8 ore per volta, mi ha aiutato parecchio a rimanere concentrata nel corso dell’ultimo mese.

In aggiunta, ho deciso di smettere di postare una rassegna stampa settimanale ogni venerdì, e di passare a una frequenza mensile. La quantità delle mie letture online si è ridotta moltissimo, quindi un aggiornamento mensile ha decisamente senso. Continuerò a pubblicare almeno un articolo alla settimana su RowdyKittens. Cerco di darmi una maggiore flessibilità per quanto riguarda la pubblicazione di contenuti sul Web.
Da qui fino alla fine dell’anno, voglio affrontare ogni cosa con la “mente del principiante“. È un concetto utilizzato spesso dai miei insegnanti di yoga, che fa riferimento a un atteggiamento di apertura, flessibilità e assenza di proconcetti. In Zen Mind, Beginner’s Mind Shunryu Suzuki afferma: “La mente del principiante contiene molte possibilità, quella dell’esperto solo poche”.

State considerando di prendervi una vacanza digitale? Ecco qualche riferimento per voi:

– Un mese senza Internet (prima)
– Everything You Need to Know About a Digital Sabbatical
– Non mancate di dare un’occhiata al sito di Gwen Bell, la persona che mi ha ispirato :)

***

Qualche commento mio (elle): la prima parte di questo post ha suscitato un bel po’ di interesse, forse più di quanto mi aspettassi. È evidente che un po’ tutti, chi più chi meno, sentiamo il “peso” della connessione (o anche solo della sua possibilità, attraverso smartphone e ammennicoli vari). Anzitutto: Internet significa per tanti entrare in contatto con persone affini e coltivare i propri interessi, e quindi dovrebbe essere positivo (portatore di valore aggiunto, come dice Tammy); eppure in molti hanno definito il tempo passato offline “tempo solo per me”, “in cui non ci sono per nessuno”, che si tratti di stare in vacanza rigorosamente senza portatile, oppure di coltivare un hobby, o semplicemente di muoversi per la città. Mi sono resa conto che anche io ho questa percezione: ma se il tempo offline è “sacro e intoccabile”, allora evidentemente abbiamo la sensazione che quello online, in qualche modo, non ci arricchisce soltanto, ma anche ci porta via qualcosa. Cosa esattamente è difficile dirlo: sicuramente anche io, come Tammy e come tanti altri, tendo a restare connessa anche quando ho esaurito effettivamente le attività da svolgere online, ed è in quel momento che comincio ad avvertire una sensazione di malessere; e probabilmente è lì che stabilisco il confine oltre il quale Internet diventa una specie di buco nero che si mangia il mio tempo, e non solo.
Il secondo spunto, che viene di conseguenza: devo trovarmi un hobby, un passatempo, un’attività da svolgere che non abbia niente a che fare con il Mac e con Internet (e con le traduzioni…). Qualcosa che sia “tempo solo mio”, insomma, perché mi rendo conto di averne veramente poco e non è una cosa positiva. Dubito che sia fattibile iniziare a montare a cavallo, come fa la mia amica e collega Alliandre :): ma dovrebbe comunque trattarsi di qualcosa che mi permetta di fare movimento, e mi piacerebbe che fosse qualcosa di nuovo. Non è proprio facile, per motivi non solo di pigrizia ma anche logistici. Voi a quali attività offline vi dedicate nel tempo libero, a quali vi piacerebbe dedicarvi, oppure quali avete abbandonato e vorreste riprendere? Forza che ho bisogno di suggerimenti 🙂

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8 thoughts on “Un mese senza Internet (dopo)

  1. Attività offline? Prima di tutto leggo.
    Per quanto riguarda lo sport, a parte negli ultimi mesi, causa infortunio, nuoto due volte a settimana e cammino un’oretta e mezza un paio di volte a settimana per tutto l’anno poi dipende dalla stagione ( per esempio pattinaggio in linea, sci di fondo e discesa). Durante l’inverno seguo sempre un corso di lingue, scegliendo la lingua a rotazione ma mi sa che di questo suggerimento non te ne fai nulla!
    Poi dormo, il più possibile, e cercando di rispettare orari regolari. Direi basta, che mi sembra fin troppo!
    unarosaverde di recente ha scritto Analisi matematica di un rientro in ufficio

    1. Dunque sì, facendo la domanda non mi sono spiegata più di tanto ma intendevo più che altro attività “fisiche”. Con la lettura ci siamo, i corsi di lingua a rotazione sarebbero il mio pallino ma in questa landa triste e desolata per fare un corso di tedesco anni fa ho dovuto pagarmi l’insegnante one-to-one, con il dispendio economico che puoi immaginare… quindi quello lo rimanderò a dopo il famoso trasferimento a Milano 🙂
      Sci: anche io come Alliandre vorrei provare il fondo, ma per il resto mi sa che già limitarmi a nuotare/camminare sarebbe un buon passo avanti…

  2. Olà! Perché non dovrebbe essere fattibile l’equitazione?
    Non è fattibile, a parer mio, solo se hai una paura fottuta (sorry for the French) dei cavalli, o odi gli animali, o soffri di una qualche patologia grave alla colonna (non che questo fermi noi già equestri, eh.)

    Se invece pensi che non sia fattibile solo perché (come tanti, eh) ritieni di esser troppo vecchia, allora sbagli: ho amici che hanno iniziato a quaranta e perfino cinquant’anni, e io stessa da ragazzina facevo solo sporadiche passeggiate estive (grazie mamma, che aveva paura dei cavalli, lei! E l’ha impedito a me), e ho iniziato a fare lezioni come si deve (l’istruttrice mi ha ribaltata per bene, ché non montavo a cavallo, mi facevo portare a spasso) all’alba dei trenta 🙂

    Se invece è una questione di soldi beh, perché credi che N0N abbia un cavallo mio? Quelli sono mutui, non animali… nonostante la passione, e con rammarico, non ne ho di soldi x accendere un mutuo del genere 🙁
    Però le lezioni si possono fare lo stesso, chi scia mi dice che costa più o meno come sciare… non scio x cui non lo so 😉

    Poi anche io, come rosaverde, leggo e cammino, cammino, cammino… e naturalmente ora ho anche il pargolo che mi trascina in bici 😛 (sci di fondo, bell’idea, mi piacerebbe provare :))

    1. Non credo di avere paura, mi sembrano animali stupendi (e no, niente patalogie alla colonna). Al momento il problema principale sarebbe la logistica… senza macchina il maneggio più vicino direi che non è proprio raggiungibile. Tieni presente comunque che le lezioni di sci non sono proprio a buon mercato, in generale 🙂
      In linea di massima comunque anche in questo ambito Valenza è un po’ penalizzante. Palestra ce n’è una, non è male ma vabbè, ho già dato e francamente eviterei volentieri. La piscina è sufficientemente lontana da casa da scoraggiarmi visto che non ho la macchina, ma allo stesso tempo mezzi pubblici non ce ne sono perché le distanze sono comunque limitate. Potrei riprendere il tennis ma, di nuovo, avrei bisogno dell’auto e non mi va assolutamente di ricomprarla per un motivo così scemo…
      AMO camminare, ma uscire da sola per girare intorno all’isolato, quando magari piove o c’è nebbia, onestamente non mi attira molto. Insomma, lo so, sono un po’ difficile 🙂

  3. Da me non ti arriveranno consigli su attivita’ fisiche, sono decisamente pigra, sorry!! I miei hobby offline sono la fotografia e la lettura, e poi i viaggi che non definirei uno hobby ma vabbe’ 🙂

  4. Mi sono imposto palestra in pausa pranzo due/tre volte alla settimana (così stacco le chiappe dalla sedia ed evito anche di mangiare troppo e male) e poi la seconda attività è correre dietro a mio figlio: un vero e proprio tour de force.
    Ruben di recente ha scritto Meno 29

    1. In palestra ci sono andata per un bel po’, ma poi… mi sono stufata… Per me è sempre l’opzione più “comoda” in realtà, ma mi piacerebbe averne a disposizione una con una bella piscina 😉

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