Estate minima

In questi giorni di fine estate spuntano naturalmente gli interessanti resoconti delle vacanze di amiche e vicine. Mica potevo sottrarmi, no? 🙂

Per cominciare, in ordine rigorosamente sparso vi segnalo:

Rosaverde tra Inghilterra e Umbria

Stima alla scoperta della “Costa Brava” (o meglio di un pezzetto di)

Vogliounamelablu e le sue considerazioni “di ritorno” (dev’essere stata proprio una bella vacanza… si sente)

GreenKika a zonzo rigorosamente “verde” per le Cinque Terre (i post al riguardo sono più di uno, ma non c’era modo di fornirvi un link unico)

Rapanello Urbano e la vacanza sciamanica (primo post di una serie che leggerò con interesse)

Tascabile e la vacanza “b/dio” non programmata (sono le migliori!)

… ma anche la burrasca di Downshifting per caso: spero nel frattempo sia passata ma mi trova parecchio in sintonia

le riflessioni di Marina sulle vacanze e sulla Vacanza

Sabrina di rientro dal viaggio (in extremis!)

e, per darci un’impronta di internazionalità, una piccola perla di Rowdy Kittens, che ha trascorso qualche giorno sul Lago Tahoe. Essendoci stata di recente, posso solo confermare che si tratta di un posto incredibile.

A me l’estate sta sulle scatole (sono nata il primo giorno d’autunno, vorrà dire qualcosa): in California, dopo 15 giorni di sole e cielo azzurro ogni giorno, ho iniziato a innervosirmi, e nei classici periodi di vacanza noi stiamo regolarmente a casa (vedi sotto). Io amo l’autunno, le foglie che cadono, l’aria che si rinfresca e magari (sì, uccidetemi) pure la nebbia agli irti colli e la pioggerella, tanto per non farmi mancare niente. Il mio resoconto, quindi, sarà per forza di cose un po’ alternativo.

Numero di parole tradotte: tante, troppe, come ogni estate.
Ho ricominciato a lavorare all’aeroporto a San Francisco e non ho ancora smesso, anche se il ritmo per fortuna è un po’ rallentato a partire dalla settimana scorsa.
I traduttori vanno tutti (o quasi) in ferie ad agosto, lo sapevate? E chi resta si prende tutto il lavoro dei colleghi. A volte questi nuovi clienti “d’occasione” restano soddisfatti e tornano anche passato ferragosto. Sono almeno 10 anni che non vado in vacanza d’estate, e posso dirvi che, (anche) dal punto di vista professionale, ne vale sicuramente la pena. Senza contare che partire a settembre significa che pagare tutto un terzo ed evitare la folla… 😉

Tempo trascorso davanti al Mac: tanto, troppo, come ogni estate.
Ci sono state settimane in cui non sono riuscita a uscire per giorni interi, nemmeno per andare a fare la spesa, e le mie uniche pause consistevano nel mangiare, lavarmi e fare quel minimo di attività fisica (con la Wii!) necessaria a tenere sotto controllo tendinite e dolori vari, o almeno a provarci.
Hanno fatto piacevolmente eccezione:
lo spettacolo di Marco Paolini alla Cittadella di Alessandria (veramente bello!);
il pomeriggio trascorso facendo “gli scemi sugli alberi” a Novi Avventura – divertentissimo anche se per due giorni mi ha fatto male TUTTO, anche muscoli che non credevo di avere 😉
la nostra gita minima di Ferragosto, meta il Museo del Novecento a Milano (dove ho scattato la foto qui sopra);
e una mini-vacanza a Rapallo, ospiti di amici. La vacanza purtroppo si è conclusa prematuramente a causa di un problema con la banca, che abbiamo dovuto correre a casa per risolvere. Focaccia E compagnia veramente ottime, però;
e naturalmente qualche cena assortita sul terrazzo e non, in buona compagnia… non senza riflettere sul fatto che (chissà) potrebbe essere l’ultima estate che trascorriamo qui.

Serie TV viste: a parte continuare a seguire le serie che vanno in onda in questo periodo (True Blood, Weeds, Rescue Me, Breaking Bad, Entourage, Treme…) abbiamo recuperato Fringe e How I Met Your Mother. Ora siamo dipendenti anche da quelle. Non dite niente, che siamo dei nerd lo sappiamo.

Lavori in casa: il Trev si è dedicato a una serie di lavori e lavoretti, in particolare l’imbiancatura di alcune stanze e delle porte degli armadi a muro. Gran risparmio rispetto a quello che ci sarebbe costato ingaggiare un imbianchino professionista, e risultati più che ottimi. Abbiamo anche cambiato la disposizione dei mobili dell’ufficio (sì, ancora…) e della camera da letto, cogliendo ovviamente l’occasione per fare un po’ di decluttering e liberandoci tra l’altro dei cesti-comodini, che i gatti utilizzavano come tiragraffi e che erano decisamente provati.

Annunci immobiliari consultati: centinaia, più o meno ridicoli/tristi/allettanti. Siamo anche andati a vedere una casa parecchio papabile, ma ce l’hanno fregata sotto il naso. Sul fronte casa, per ora, tutto fermo, a causa del lavoro (vedi sopra) e del caldo (pensavamo di averla scampata, e invece); ma soprattutto dell’istinto, che mi dice che la nostra nuova casa in qualche modo arriverà (se arriverà) “da sé”, per vie alternative, e che quindi è inutile sbatterci troppo a cercare. Forse mi sbaglio. O forse non mi sembra molto sensato cercare seriamente fino a quando la vendita di casa nostra non sarà più o meno impostata. Chissà.

Siti di alberghi visitati: uno sproposito. Sapete che per viaggiare prediligiamo lo scambio casa, ma una volta l’anno (se le finanze lo permettono) ci concediamo una settimana in montagna in un albergo con centro benessere, all’insegna del relax totale; di solito verso la seconda metà di settembre, dopo che Marco ha espletato i suoi doveri in quel di Monza. Questo significa che, a partire da luglio, scatta la ricerca, un processo catartico che mi serve anche da stimolo a resistere quando le scadenze si accumulano, le pretese dei clienti si fanno particolarmente pressanti e sembra proprio di non vederne la fine. Lo so, non è per niente una vacanza minima 🙂 L’anno scorso ho cercato di “compensare” approfittandone per un digital sabbatical quasi completo; e anche quest’anno ripeterò l’esperienza, perché mi rendo conto di essere veramente stufa. Dell’argomento disconnessione, comunque, vi parlerò più in dettaglio prossimamente.

E poi, sempre in ordine rigorosamente sparso: stare davanti al Mac in costume da bagno, la penombra delle tapparelle dell’ufficio perennemente abbassate, il rumore leggero dei tasti, Marco che ogni tanto mi segnala qualcosa di buffo o interessante, il telefono che squilla ancora meno del solito, e fuori il silenzio perfetto dei valenzani che sono tutti al mare, o in piscina. Marco che cucina (sant’uomo). I gatti che sembrano scegliere i punti più caldi della casa (!) per sdraiarsi panza a terra e zampe lunghe lunghe. Il fruscio del ventilatore.

Ogni tanto mi fermo a pensare, mi dico che questi giorni sono quasi uno spreco, che dovremmo “fare qualcosa” (cosa?), “fare altro” (altro che?). E poi mi rendo conto, come una folgorazione, che tra un mese, tra un anno o tra dieci, forse guarderemo indietro a questa collana di giorni tutti uguali come perle, e ci renderemo conto di quanto eravamo fortunati. Di quanto fossero preziose queste giornate trascorse senza veri pensieri o preoccupazioni, con il tempo di stare insieme anche senza fare nulla di che, di costruire il futuro senza pensarci troppo: un equilibrio pigro e sereno e fragile, che basta poco a spezzare. E quando poi si rompe, l’equilibrio, e succede qualcosa che la vita te la complica davvero, o peggio, ti prende un desiderio terribile, uno struggimento quasi, di poter tornare indietro, di riavere tutto com’era, la routine e il caldo e il lavoro e la penombra delle tapparelle. Ma non puoi, perché si può solo andare avanti.
E allora concludo che sono una scema, che questi giorni tutti uguali in realtà sono un regalo perfetto, che lamentarsene è un delitto; e torno a battere leggera sui tasti, sperando di continuare a restare in equilibrio il più a lungo possibile, perché…

“Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido” (dal manifesto del Futurismo)

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9 thoughts on “Estate minima

  1. Scrivi: “Io amo l’autunno, le foglie che cadono, l’aria che si rinfresca e magari (sì, uccidetemi) pure la nebbia agli irti colli e la pioggerella, tanto per non farmi mancare niente.” Quanto mi ci ritrovo!

    A me dell’estate da’ sinceramente fastidio piu’ di tutto il caldo, che sopporto davvero poco. M. mi prende in giro bonariamente dicendo che la mia temperatura “comfort” va dai 20 ai 25 gradi, piu’ bassa e ho freddo, piu’ alta e ho caldo. Ma almeno dal freddo ci si difende coprendosi 😛
    Poi mi danno fastidio i luoghi affollati, e avere le ferie obbligate ad agosto e’ un po’ una tortura. Ti invidio perche’ puoi scegliere di partire a settembre (meno caldo, meno gente, meno soldi…).

    Bellissimo Paolini, cosa hai visto? Io lo adoro!
    Sulla riflessione finale mi trovo d’accordo ma non sono poi cosi’ brava ad apprezzare la quotidianita’, come ho scritto nel mio ultimo post ci riesco appena rientrata da un periodo di “non quotidiano” ma dopo un po’ sono gia’ li’ che fremo. 😛

    1. Io solitamente non soffro troppo il caldo, ma in questi giorni sto veramente male, al punto da faticare a dormire di notte (che per me è una cosa quasi incredibile). Detto questo, direi che abbiamo la stessa temperatura “comfort” 🙂
      Di Paolini abbiamo visto “La macchina del capo”. Veramente veramente bello e commovente.

  2. Lo stesso spettacolo che abbiamo visto noi ad aprile! Bello davvero!!! E poi io sono veneta, e vivendo a Roma da 11 anni mi piace sempre tantissimo sentire il mio dialetto. Mi sa che in tutto il teatro ero una delle poche a capire esattamente ogni singola parola del testo! 😛

  3. post stupendo!
    ..e sulle vacanze a settembre concordo. Peccato siano un vago ricordo degli anni che furono. Purtroppo ora siamo vincolati al ferragosto..

    1. Grazie!
      Speriamo solo di riuscire a farle, alla fine, ‘ste vacanze a settembre, che fino all’ultimo non potremo prenotare per casini vari… e io ne ho veramente bisogno!

  4. Bellissimo post. Per riprenderti dal troppo lavoro ti consiglio luoghi con grotte o terme. Il mio ideale di lusso&coccole restano i Bagni Vecchi di Bormio, quando lavoro tanto o sono in un periodo di dolori e malattie focalizzo l’immagine sulla piscina calda sotto la neve che cade e un po’ mi riprendo.
    Sulle serie tv sto zitta! 😉

    1. Infatti anche la nostra “vacanza relax” di solito si orienta verso un posto che abbia una bella SPA; in questo modo anche se il tempo non è sempre abbastanza clemente per permetterci di fare escursioni (e a settembre inoltrato ovviamente può capitare), possiamo sempre rifugiarci in sauna. Certo, negli ultimi giorni per fare la sauna non c’era bisogno della SPA… 😉

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