Minimalismo da cani

Oggi ho il piacere di ospitare di nuovo su Minimo L. di Downshifting per caso, che mi ha regalato questo bel post che ci svela il vero e unico segreto per diventare minimalisti… completo di foto (!). Buona lettura e un grazie di cuore.

Minimalismo. Quando ho sentito per la prima volta questa parola un brivido mi ha percorso la schiena. Sì, perché io sono geneticamente programmata per tutto ciò che sta agli antipodi della filosofia di vita minimalista, la mia mente è plasmata da generazioni di donne – ma anche uomini – guidati da mantra del tipo:

• andiamo al mercato che qualcosa si trova sempre
• non lo buttare che non si sa mai
• può sempre servire
• è un ricordo

Casa dei miei è praticamente un emporio, fare un giro dalla soffitta al garage è come una passeggiata a Portobello Road il sabato mattina.
Quando sono partita per l’università mia mamma mi ha dato una busta con le medicine per le emergenze (ho ereditato la sua ansia, grazie mamma!), mio padre invece una scatola piena di cose che possono sempre servire: portalampada, filo elettrico, spine prese e adattatori, fil di ferro, avvolgibili per le tapparelle, viti, bulloni, chiodi, ganci, nastro isolante, e sto sicuramente dimenticando qualcosa. Tutte cose che potevano talmente servire che sono ancora lì dopo quasi quindici anni!
Sono stata la tipica ragazzina con i cassetti, le scatole, i diari pieni di foglietti, fogliettini, scontrini, biglietti del cinema ovunque. Collezion(av)o bustine di zucchero…
Conservo vestiti, scarpe e borse che non userò mai più, la mia parte razionale lo sa, ma l’altra non lo accetta. Gli appunti dell’università? Non li butterei mai via, è stata una fatica già separarsene per farli approdare alla soffitta di mamma con mille raccomandazioni che nessuno li tocchi come fossero reliquie medievali.

Detto questo – bella presentazione vero? – un bel giorno scopro questa parola nuova. Minimalismo. Scopro che c’è gente che si dà da fare per svuotare casa, cantina e soffitta, e magari a un certo punto anche per vendere la casa stessa.
Perché perché? Pazzi! Incoscienti! E se poi ne hanno bisogno?
Dopo un primo momento di quasi-panico, però, prevale in me la curiosità, voglio capire, e inizio a scoprire un nuovo mondo. Da qui anche il felice incontro (per ora solo virtuale, in futuro chissà!) con Minimo e con la sua incessante e ammirevole progressione verso una vita stuff-free [minimo ringrazia sentitamente, ma confessa che qui di roba da eliminare ce ne sarebbe ancora a quintali! ndelle].
Più ci penso e più l’idea mi attira, più mi guardo intorno e più mi rendo conto che mi trascino dietro tanta zavorra che non immaginavo. Però tra il dire e il fare, come sempre…penso a tutte le cose di cui potrei fare a meno, decido che inizierò da questo o quel cassetto, che in fondo che ci vuole, che stasera quando torno a casa do il via al progetto decluttering. R mi lascia blaterare, ormai mi conosce e sa quanto io sia pigra. E così sono mesi che lo dico e non lo faccio…ed è qui che l’inaspettato si manifesta.
Sì, perché evidentemente l’universo o il caso o chi per loro ha deciso che un’esperienza minimalista mi tocca nella vita. E siccome da sola proprio non ce la faccio, sempre l’universo o comesichiama mi ha mandato…come chiamarlo? Un aiuto? Una spalla? Un collaboratore?
Sì, si potrebbe definire anche così, benché altri epiteti gli si addicano di più: terremoto, reincarnazione di Attila, tritarifiuti (e purtroppo non solo rifiuti) vivente. A questo punto avrete indovinato che sto parlando di un cane, e per la precisione del nostro cucciolo: un essere adorabile, sembra sia qui da sempre anche se non sono ancora quattro mesi, mi piace tantissimo averlo tra i piedi, ma…ha decisamente una spiccata attitudine alla demolizione fantasiosa.
Attitudine, la sua, che si è necessariamente tradotta in una concreta riflessione giorno per giorno, nostra, su cosa è veramente importante e cosa no.
E così quando ha mangiato i libri ci è dispiaciuto, ci siamo arrabbiate, ma abbiamo anche toccato con mano il fatto che non è poi una tragedia così immensa; ho pensato solo che se ci avessi riflettuto prima forse i libri, evidentemente non così vitali per me, avrebbero potuto salvarsi perché regalati, magari a una biblioteca.
Naturalmente il passo successivo è stato quello di scegliere quali libri dovevano essere assolutamente messi in salvo, quindi spostati in luogo sicuro, e per quali si può anche rischiare: purtroppo nel luogo sicuro non c’è spazio per tutto! E così è stato ed è per tutta una serie di oggetti che, man mano, stiamo eliminando oppure conservando fuori dalla portata delle sue zanne!
Lo so che non è vero decluttering, lo so che sono scelte un po’ forzate, lo so che è proprio un minimalismo da cani, ma è pur sempre un inizio, no?
E poi guardando e riguardando i ripiani e gli scaffali alla sua portata completamente e desolatamente vuoti – casa ormai somiglia a un convento francescano – inizio a pensare che non è poi così male, l’horror vacui inizia pian piano a cedere il posto a una gradevole sensazione di piacere per l’essenziale.
Penso che il percorso sarà lungo, e forse il mio posto ideale non è né ad un estremo né all’altro, quindi è probabile che io mi accampi a metà. Chi può dirlo?

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24 thoughts on “Minimalismo da cani

  1. Esco dal mio silenzio per fare un plauso al tuo babbo, che ha approfittato della tua partenza per fare decluttering e liberarsi di quelle cose che qualsiasi uomo tiene per anni a far volume nella cassetta degli attrezzi “perché possono sempre servire”, ma che invariabilmente non vengono mai utilizzate. Anzi, generalmente ci si dimentica pure di averle e quando effettivamente servono… le si ricompra! 🙂

    1. magari fosse così! Non si è liberato di niente, anzi scommetto che non ci ha dormito da quanto ne sentiva la mancanza e si è immediatamente ricomprato tutto!
      Sul fatto che le cose ci si dimentica di averle è vero, a noi è successo proprio oggi: appena rientrate a casa con un bel tubo nuovo nuovo di Millechiodi abbiamo “scoperto” di averne uno gigante, con tanto di pistola applicatrice, ancora sigillato…

  2. Oh, quei mantra! Mi sembra di sentire mia mamma-nonna-zia! (Quando abbiamo dovuto svuotare il solaio è stata bella da ridere. C’erano perfino abiti della bisnonna!)
    è vero, i maschi non si salvano per nulla, conservano solo cose diverse: mio papà ha un intero appartamento – lui lo chiama Lo Stanzino, ma in realtà sono due stanze, ce ne verrebbe fuori un bel bilocale (ARGH!)- pieno di clutter maschile… tagliaerba, aeromodelli, attrezzi per il giardino e per l’hobby modellistico, sia nuovi che vecchi. Una volta c’erano anche i vecchi computer, un AppleIIc che è stato il primo a entrare in casa e un AppleIIe di un suo amico, più vari monitor e due stampanti, di cui una ad aghi… quelle graziaddio li ha declutterati!
    Più tutti i piccoli elettrodomestici che si rompono in casa “e portalo nello stanzino che prima o poi l’aggiusto”.
    Si fa prima col lanciafiamme, si fa.

  3. Come ti capisco! qui da noi vedo che va un po’ a fasi, ma la tendenza verso il far spazio sta prendendo piede. Proprio oggi ci siamo liberati di un bel po’ di cose, tra armadio e altro, ma siamo ancora lontani dalla giusta via di mezzo a cui giustamente aspiri tu!

    1. Io sono arrivata al punto in cui ho eliminato l’ovvio. Vorrei proseguire, ma per farlo dovrei “passare di livello”, e non so davvero se sono pronta/in grado…

    2. il fatto è che il concetto di ovvio è molto personale, per come sono stata cresciuta io è ovvio non buttare via niente!
      Poi avere una casa grande peggiora le cose, per esempio i miei, ora che noi figli siamo quasi tutti fuori di casa, hanno a disposizione tutto lo spazio di prima più le nostre stanze…un delirio!

  4. Argh come ti capisco! Anche io vengo da una famiglia in cui “non si butta via niente, puo’ sempre servire”!! Mia mamma dopo 10 anni che vivo fuori casa vorrebbe che mi portassi via tutta la mia roba rimasta li’ (la mia cameretta e’ tuttora piena di cose mie…) per usare lo spazio per se stessa, visto che le sue cose non ci stanno piu’ in casa. Mi sa che appena avremo la casa nuova con un po’ di spazio in piu’ saro’ costretta a fare il trasloco di tutta quella roba e poi a scegliere cosa tenere e cosa no. Mi ci vuole un po’ di “costrizione” per iniziare a fare ordine!! 🙂
    Sab di recente ha scritto Rientrando dal viaggio

    1. Oh, mia mamma aveva iniziato neanche sei mesi dopo che ero sposata 🙂
      E vai a far capire a mio papà che no, non è possibile che ci sia ancora roba mia là dentro, ho spostato tutto prima! (Mica per niente sto ancora eliminando roba da casa mia, adesso…)
      Alliandre di recente ha scritto Senza immobilità, non esiste silenzio

    1. (ho visto ora il tuo post post-rientro… aggiunto anche lui alla mia mini-rassegna stampa, in extremis!) 🙂

  5. Ahahhaa il post mi ha fatto venire in mente un riflessione che facevo l’altro giorno: e cioè che i miei gatti mi aiutano nel decluttering tirando giù i soprammobili che non sono di loro gradimento (ora ne restano veramente pochi). L’altro giorno hanno mandato in frantumi un calice di vetro soffiato sul quale non mi ero decisa e avevo lasciato in attesa di giudizio sulla credenza. Il giudizio felino è stato implacabile! 😀
    Stella di recente ha scritto Primavera // Spring

    1. In effetti hai ragione, il giudizio felino È implacabile… ai nostri ad esempio credo non piaccia la copertura che abbiamo scelto per il divano 😉

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