Spiego eh? Continuo a spiegare (II)

Dicevo

Vendere casa (e fin qui ci siamo – cioè, non ancora e probabilmente ci sarà da ridere, ma vabbé)

Trasferirci a Milano

Andare in affitto e restarci, anziché ricomprare

Perché Milano. Viviamo in una cittadina di provincia che fa 20.000 abitanti scarsi, caratterizzata da un’economia piuttosto singolare (Sergio Baracco e Casa Damiani vengono entrambi da qui) e da una fortunata posizione un po’ in mezzo a tutto quanto: siamo a un’ora da Milano, Genova, Torino, vicini alla montagna e al mare e vicinissimi all’autostrada. Quando io e Marco (milanese) abbiamo deciso di vivere insieme non si è nemmeno posto il problema se abitare qui o a Milano, visto anche che io vivevo già in un appartamento perfetto per due persone; e quando abbiamo cercato casa, idem, perché con quello che abbiamo pagato casa nostra, a Milano ci saremmo potuti permettere a malapena un bilocale in una zona non particolarmente bella. E poi il traffico, i prezzi, lo smog, il casino… chi ce lo faceva fare?

Vi vedo che fate freneticamente di sì con la testa pensando: “Ecco appunto! E che gli piglia adesso a ‘sti due?”
I nostri motivi sono fondamentalmente due. Il primo è che, dopo quasi nove anni di vita in provincia (15 per me), siamo un po’ stufi. Di dover pianificare le grandi manovre ogni volta che vogliamo vederci con i nostri amici non-valenzani. Di dover fare chilometri per tutto, sentire un concerto, raggiungere un aeroporto, mangiare un giapponese buono, vedere una mostra, ascoltare musica in un locale. La vita qui ha un sacco di vantaggi, ma ci è venuta voglia di provare a stare in una città vera.
Il secondo motivo, molto più importante, è che la stragrande maggioranza dei lavori che vengono proposti a Marco sono a Milano, e abitarci significa non avere più che a fare con le Ferrovie dello Stato, dimenticarsi definitivamente la macchina per andare al lavoro, presumibilmente alzarsi un po’ più tardi la mattina e rientrare un po’ prima la sera. Che tradotto, significa meno spese e più tempo per stare insieme e fare altro: questo pensiero mi basta per aver voglia di mollare tutto e traslocare subito.

Detto tutto questo, sappiamo bene che il passaggio cittadina > grande città non è semplice, specie per me che sono vagamente OCD (s’era capito?) e che per lavorare ho bisogno di un ambiente veramente tranquillo e “su misura”. Per questo, vorremmo prima fare un prova, affittando qualcosa a breve termine (1/2/3 mesi) per vedere come va. Nulla vieta che uno di noi o entrambi diamo di matto dopo una settimana e che quindi questa parte del piano debba cambiare (pur restando valida la prima, cioè quella di vendere casa nostra).
In secondo luogo, vogliamo la casa che abbiamo sempre sognato e che all’epoca non siamo riusciti a comprare, perché da queste parti era un’utopia: un loft vero, vetro-acciaio-finestroni. Che ci faccia battere il cuore (tu-tum), con tanto spazio e pochi mobili. Perché saremmo due cretini ad andarcene da una casa che adoriamo per stare in un posto che… meh. Abbiamo anche altri requisiti (che non sia un seminterrato di 25 metri e che si trovi in una zona servita dai mezzi e dove non occorra girare armati, ad esempio), ma questo è il principale. Quindi, se conoscete qualcuno che affitta un loft ed è alla ricerca di due inquilini super-affidabili… sapete dove trovarmi (finiremo in un monolocale all’ultimo piano, già lo so…).

E infine, perché affittare. In tanti mi avete detto che non capite come possa essere una scelta più minimal rispetto all’acquisto. La mia risposta è che non sono necessariamente alla ricerca della scelta più minimalista per principio (sono una minimalista di comodo, se non si era capito!); comunque, dal punto di vista economico, per due professionisti con la sede dell’attività che coincide con la residenza, affittare significa scaricare al 50% il canone di affitto. Comprare, significa detrarre al massimo il 19% degli interessi del mutuo, fino a 4000€ (erano 5000€ fino all’altro ieri, ma con l’ultima manovra il nostro amato governo ha pensato anche a questo). Avere un mutuo sulle spalle, una sensazione che nessuno di noi due ama particolarmente (forse perché in realtà non compri niente: è la banca che ha acquistato davvero casa tua…); essere legati a doppia mandata a un immobile e a un posto, perché rivendere non è così semplice (sicuramente non quanto mandare una raccomandata di disdetta); e affrontare un altro ciclo di compromesso-rogito-mutuo-ipoteca, cosa che già da sola, sinceramente, mi basta per propendere per l’affitto.

Quando abbiamo comprato ci siamo detti che era anche un modo per mettere da parte qualcosa; e anche se ci è andata bene, apparentemente (ma vediamo se riusciamo a vendere…), quello che è successo negli ultimi due anni dimostra che chi riponeva fede cieca nel mattone come investimento, forse, non aveva fatto troppo bene i suoi conti. La bolla è scoppiata e non si può prevedere cosa succederà: niente vieta che si rigonfi, ma è una scommessa rischiosa e non abbiamo più voglia di farla. Vogliamo essere più leggeri, niente notaio, niente spese straordinarie e assemblee di condominio, niente ipoteche e debiti trentennali sulle spalle, la possibilità di andarcene semplicemente dando preavviso; e un (bel) po’ di soldini liquidi in banca, pari alla differenza tra vendita e mutuo residuo.
E infine, tutto questo lo facciamo sapendo che niente è scolpito nella roccia. Se 6 anni fa mi avessero detto che avrei avuto voglia di vendere casa e trasferirmi a Milano, avrei chiamato la neurodeliri. Nulla vieta che, se ci trasferiremo davvero, le nostre esigenze e i nostri desideri si modifichino ancora dopo 3 anni, o 6 o 10. E poi cambiare fa bene no? Aiuta a non invecchiare 🙂
Come sempre, non fatemi mancare i vostri commenti.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

18 thoughts on “Spiego eh? Continuo a spiegare (II)

  1. In effetti, viste le premesse, non ho nulla da eccepire. Che da sempre vive in città come me non si rende conto di quante cose si diano per scontate (mi ha fatto riflettere il giapponese “buono”). Certo, io quando vado nel mio bungalow sui monti mi sento in pace con l’Universo, ma non mi sono mai chiesto quanto tempo potrei vivere lì senza che davvero mi manchi qualcosa.
    Rinnovo kudos e “inboccallupI” per questo viaggio che state coraggiosamente intraprendendo!

  2. Ovviamente concordo con Nervo, queste sono le vostre esigenze e avete pensato proprio a tutto, per cui davvero resta solo da farvi in bocca al lupo per tutte le varie fasi del cambiamento!! Ciascuno sente quello di cui ha bisogno in un dato periodo, per cui bene cosi’. Io ad esempio sto vivendo un momento contrario, dopo 11 anni di vita cittadina, quando ormai mi sono accorta che al giapponese ci vado 2 volte l’anno, al cinema poco di piu’, alle mostre pure… mentre invece della citta’ mi cucco quotidianamente traffico, smog, casino etc.
    Poi non sogno assolutamente un loft acciaio e vetro, e non amo particolarmente i mobili in questi materiali, li trovo freddi. Ho voglia di natura, calore, materiali naturali, legno, stoffe, atmosfere country. Tutto l’opposto insomma! 🙂 Va beh, a ognuno il suo! 🙂 In bocca al lupo di nuovo!!

    1. Un loft come quello è il mio sogno da sempre… non dico che lo arrederei completamente alla Blade Runner, ma intanto vorrei uno spazio di quel tipo. Vedremo 😉
      Intanto grazie per il commento e per l’in bocca al lupo!

  3. dai, dai, che ce la fate a farcela 🙂
    sono curioso di seguire gli sviluppi e anche da parte mia un grande in bocca al lupo !

    …anche se non farei la stessa scelta a meno di impellenti necessità di lavoro.
    sarà che faccio una vita molto tranquilla, sarà che ho sempre considerato la vita nelle grandi città come veramente godibile solo per chi ha un reddito più alto del mio, o sarà che il giapponese “buono” me lo mangio a casa 😀

    comunque forte l’idea del loft, mi è sempre piaciuta 🙂

    1. …scusa volevo aggiungere che è bello vedere che rimangono
      sempre la fantasia e il coraggio per cambiare la prospettiva.

  4. e allora, se è così, pronti via!!!!!E poi basta con tutto sto metallo giallo!!!! Siete pronti per la fantastica avventura…e speriamo che la casa si venda presto e bene, che se no vi passa l’incantamento….in bocchissima al lupo anche da me :-))))

  5. mamma mia, mi sa che ci avete pensato tanto davvero a ‘sta cosa…
    … che dire? vivo in un paesino di 20000 anime nel profondo sud… davvero profondo… aldilà della vita decisamente più economica odio vivere qui, mi sento fuori dal mondo sia per il lavoro che per qualunque cosa abbia a che fare anche solo vagamente con il concetto di cultura, quindi da questo punto di vista vi stra-capisco…
    … anche dagli altri, in realtà, dato che volete prima “provare” non mi sembra sensato comprare… e se poi sclerate??

    … l’unica cosa su cui sono dubbiosa è la reale possibilità di trovare quello che cercate a prezzi accessibili e la possibilità reale di risparmiare in termini di tempo… è che la mobilità milanese mi sembra così immensa… se veramente non trovate un posto vicino ai mezzi diventa un casino…

    … comunque tifo per voi e per milano!!

    1. Intanto grazie per il commento 🙂
      Per quanto riguarda i prezzi, ovviamente bisogna vedere cosa si intende per “accessibili”: non possiamo pensare di affittare ai prezzi di Valenza, neanche lontanamente, specie viste le condizioni molto specifiche, e stare in una zona servita è la primissima, altrimenti tutto il discorso viene a cadere.

  6. In questo filone di discussione, che spesso mi capita di fare con amici e conoscenti, io di solito faccio quello che porta il parere controcorrente: vivo a Milano dal 1986 e penso che non cambierei mai. Conosco le gioie della provincia, e vanno benissimo, ma tornerò a godermele in pensione, forse.
    E’ vero il discorso secondo cui “Milano offre molto, ma poi quel molto lo usi poco”, però intanto quel molto è lì disponibile. Tra avere qualcosa senza usarla e non averla affatto, preferisco la prima.

    Come hanno sottolineato altri, il fattore chiave è un po’ la posizione: se sei vicino ai mezzi – idealmente una stazione della metropolitana – la tua vita può essere semplice. Se sei costretto a salire in macchina tutti i giorni invece no, ma penso che questo sia abbastanza ovvio.
    Io faccio il tifo per il vostro spostamento, che mi sembra molto sensato. Bene anche l’affitto che, sono d’accordo, lascia la libertà di mollare nuovamente baracca e burattini senza essere vincolati a dei muri che – lo dico per esperienza indiretta – a Milano non è facilissimo rivendere con soddisfazione in questi mesi/anni.

    Poi, se servono indicazioni, siamo qui… Ad esempio c’è un buon giapponese in Corso Garibaldi, gestito da veri giapponesi e con clienti giapponesi.
    Non finite nei giappo-cina-pizza “Grande Muraglia Mare e Monti” che stanno spuntando anche qui come funghetti dopo l’acquazzone 😉

  7. No, altrimenti questa città sarebbe troppo affollata… 🙂
    In genere la discussione nasce con tre categorie di persone:

    – Quelli che pensano di trasferirsi e cercano un onesto e umano dibattito per capire se e quanto valga la pena, e come potrebbe essere meglio muoversi.

    – Quelli che si sono trasferiti a Milano da qualche anno e ora pensano di tornare indietro verso città meno frenetiche. Di questi, la metà segue logiche mentali comprensibili, l’altra metà segue logiche dissociate del tipo “mi trasferirei a Monculo Battipanni, però voglio fare ancora lo Special Web Design Turbo Manager Worlwide di Gucci e Prada”.

    – I peggiori: i Milanesi che si lamentano dei disagi di Milano anche se non la lascerebbero mai nemmeno con la forza, però la menano perché fa tanto fico lamentarsi. Questi arrivano a sparare balle cosmiche del tipo “aprirei un negozio di marmellate macrobiotiche in Provenza”. Perché “aprirei un agriturismo” fa troppo Anni Ottanta.

    F

  8. Mah…io vivo a Milano da tanti anni…abito in un ex atelier di un pittore di 40 mq sui tetti di C.so Garibaldi con grandi vetrate, mega terrazzo e orto sul tetto (a un affitto che per Milano e per la zona è supercontenuto). Sotto casa ho i migliori sushi restaurant della città, il cinema più cool che c’è, l’Anteo, e tutto il resto desiderabile dalla grande città. Uso solo la metro e gli altri mezzi. Quando ne ho bisogno, il car sharing. Ma…ragazzi, BASTA!!! Lavoro tantissimo per mantermi in questa cavolo di orribile città. Per raggiungere la nuova sede di lavoro (non puoi essere certo che resterà sempre nei pressi di casa tua) ci metto quasi un’ora (e abito in una zona servitissima!!!). Di notte sono capaci di mettersi a rifareil manto stradale con tanto di ruspe dalle 20 alle 6 di mattino!!! C’è un inquinamento luminoso che ha sfasato pure il bioritmo dei passeri di città (che sfringuellano tutta la notte disorientati). Per non parlare di quando non piove per un mese di fila e vadi un manto giallastro su tutta la città (vivo al 7°!).
    Ormai ho preso l’abitudine di scappare appena posso nel piccolo comune vicino a Torino dove ancora abita tutto il mio clan familiare/amicale (che ho riscoperto ed è preziosissimo per il mutuo aiuto. A Milano ci salutiamo a malapena con la vicina di pianerottolo).
    Insomma, la mia vita sembra fichissima a chi la racconto, ma io sto cercando una via di fuga definitiva. Non è necessari ritirarsi in un paesino sperduto trale colline. Città come Torino, per esempio, sono molto più vivibili e molto più gradevoli (basta fare due passi nelle vie del centro o lungo il Po. A Milano hanno pureinterrato i NAvigli…vi sembra normale???) Se c’è una città che non ha niente di “minimo” è Milano (ex “città da bere”, del triste “happy hour” di quelli che si credono a New York e sono solo poveri “fighetti”, che al posto della nuova città della moda in zona Isola ha optato per un orribile tri-grattacielo che getta ombrasu un quartiere popolare storico). Le dò chances per il futuro, confido in un cambio di mentalità….per ora assolutamente non ha speranza. Torino o Genova tutta la vita! Vi auguro comunque di fare una scelta che vi soddisferà…Un abbraccio forte.

    1. Ciao kiki e grazie davvero per il tuo commento.
      In realtà… dovrei provare, anzi dovremmo provare, non è detto che dopo un mese o un anno sarei della tua opinione e avrei voglia di andarmene, ma al momento tante cose di Milano mi fanno gola. Insomma, dovrei provare, e vorrei provare, e il discorso affitto avrebbe anche la funzione di evitarci di non potercene andare rapidamente se lo volessimo.
      A me Genova non piace per nulla… e Torino la trovo affascinante, ma Marco lavora principalmente su MI. Per quanto riguarda il tragitto casa-lavoro ti do ragione, ma considera un particolare: usando la metropolitana bene o male sai che i tempi sono sempre quelli. Marco è alla mercé delle FFSS, su una linea disastratissima dove i ritardi sono continui e nell’ordine dei 10/20/30 minuti su una tratta che in teoria ne richiederebbe 50.
      Detto tutto questo, finché non vendiamo casa nostra o non siamo comunque ben instradati dal quel punto di vista non possiamo pensare di trasferirci, quindi credo che avremo un bel po’ di tempo per rifletterci…

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

CommentLuv badge