Spiego eh? Allora spiego (I)

[Premessa importante: sarò logorroica. Sì, più del solito. Questa questione è fondamentale per noi, e scrivere in genere mi chiarisce le idee. Se non ve ne frega nulla, saltate a pié pari questo e gli altri post sull’argomento; prometto che cercherò almeno di intervallarli con altri. A chi invece avesse voglia di leggermi, e soprattutto di dirmi la sua opinione, come avete già fatto in tanti, sarò ovviamente molto grata]

Dicevo:
a) Vendere casa
b) Trasferirci a Milano
c) Restare in affitto anziché comprare

A vederlo scritto così nero su bianco mi verrebbe da dire che devo aver lasciato in California quel poco di cervello che costituiva la dotazione originale.
Avete commentato in tanti, fatto domande (giustamente), scritto cose bellissime (grazie), offerto supporto e augurato in bocca al lupo, quindi una spiegazione minima mi sento di dovervela.

Andiamo con ordine. Vendere casa.

(Arrrghhhh)

Situazione attuale: 6 anni fa abbiamo comprato (ci dicono a un ottimo prezzo) un appartamento che amiamo. Cioè, Marco lo ama, io lo considero un prolungamento della mia persona, avendoci trascorso la stragrande maggioranza delle mie ore di sonno e di veglia da quando abbiamo traslocato.
Il mutuo è ragionevole, prima è cresciuto un po’, ora si è abbassato, ma non ci ha mai creato problemi. Il vero problema sono le spese: palazzo fine anni ’60, riscaldamento centralizzato, ultimo piano, amministratore di condominio che ci marcia di sicuro, condomini con le braccine corte ma corte, avete già capito. Ogni volta che arriva una rata da pagare mi innervosisco, perché si tratta di un enorme spreco, e la prossima conversione dell’impianto a semi-autonomo risolverà la situazione solo in parte.

Quando abbiamo iniziato con il decluttering l’avevamo detto scherzando: “Finirà che la casa sarà talmente vuota che ci renderemo conto che è troppo grande!”. A un anno di distanza, la situazione non è proprio quella ma quasi: grande e piccolo sono concetti relativi, sapete già che non potrei mai vivere in uno spazio troppo risicato bla bla bla. Ma è un fatto che potremmo stare benissimo anche in meno metri quadri. Che significherebbero meno spazio da pulire, da riordinare, da riscaldare…
È un argomento che abbiamo affrontato timidamente, all’inizio sembrava un’eresia solo parlarne, in parte lo sembra ancora. Ho detto spesso che, liberandoci del superfluo, ci rendiamo conto di quante risorse abbiamo investito nei nostri oggetti: il medesimo discorso vale anche per la casa, ma moltiplicato all’ennesima potenza. Le risorse investite, non solo monetarie!, sono talmente enormi che si fatica a essere sereni e obiettivi. Anche solo porsi le domande fatidiche: “Risponde ancora alle mie esigenze?” e soprattutto… “Ne è valsa la pena?” richiede anche un certo coraggio (almeno per me). Perché se la risposta è no, le conseguenze sono pesanti. Non è un caso se traslocare è considerato uno degli eventi più stressanti in assoluto. Soprattutto, a quel punto non si tratta “semplicemente” di aver sprecato qualche centinaio, o anche qualche migliaio, di euro in spese stupide e superflue; ma di essersi letteralmente ipotecati la vita (supponendo che per comprare sia servito un mutuo) sulla base dell’assioma che essere proprietari di una casa rappresenti un punto di arrivo, che valga sempre la pena. Un concetto che non ho mai sentito mettere in discussione, e già questo mi dà da pensare: arrivati a una certa età, da soli o in coppia, iniziano a pruderti le mani. Lo so perché è proprio quello che è successo a me (dei due sono stata io a “premere” perché comprassimo casa): consulti gli annunci immobiliari come se contenessero la risposta a tutte le tue domande (42!). TUTTI i tuoi amici fanno la stessa cosa, tutti passano attraverso le stesse tappe: le agenzie, generalmente poco serie, le case brutte, finalmente trovi quello che ti piace, e fai il compromesso, e peregrini da una banca all’altra mendicando un mutuo che se va bene durerà 20 anni e farà guadagnare loro una barca di soldi… ma chissà come mai continuano a trattarti come un povero pezzente… inizi a organizzare il trasloco, finalmente rogiti, ti trasferisci. Compri mobili, compri roba. Riempi la tua bella casetta finché non ci sta più nulla, e un bel giorno alzi gli occhi e quella casa che ti è costata così tanto, soldi-fatica-sudore-lacrime, non è più così perfetta. Troppo piccola. Quanto ci farebbe comodo una camera in più! Una cucina più grande! Un terrazzo! Un pezzetto di giardino!
Di solito è passato qualche anno, i prezzi sono saliti (a meno che non ci sia stata una recessione in mezzo… ehm…), la casa ora vale di più, no? E magari siamo riusciti a mettere da parte qualche soldino per una nuova caparra… Ricominci a occhieggiare gli annunci immobiliari, e senza che tu te ne renda conto, il ciclo ricomincia. Con l’ulteriore complicazione di dover anche vendere, oltreché comprare.

Ecco, noi il ciclo abbiamo pensato di invertirlo. Di guardarci negli occhi e di chiederci se davvero questa casa continua a rispondere alle nostre esigenze. Se ne vale la pena: avere una casa così e qui, un mutuo sulle spalle per altri 15 anni, sprecare ogni anno centinaia e centinaia di euro in spese. Siamo sereni perché abbiamo già stabilito che quel che è fatto è fatto: non siamo pentiti di averla comprata, questa casa, perché ce ne siamo innamorati a prima vista. Perché ogni mattina, quando mi alzo e bevo il caffè in questa cucina che è esattamente come la volevo, mi sento bene, mi sento felice. Perché non ci siamo strozzati per averla e, anche se non riuscissimo a vendere, andrebbe bene lo stesso. Ma le cose sono cambiate, siamo cambiati noi, le nostre priorità, non solo in termini di meno-cose-meno-spazio, ma anche di come valutiamo il fatto di abitare qui anziché altrove, e di essere proprietari anziché rimanere in affitto. Ma per questo, cioè l’idea di trasferirci a Milano e di non ricomprare (lo so, entrambe questioni molto “delicate”) vi rimando alle prossime puntate, che per oggi sono già stata sufficientemente verbosa.

Due parole sulla logistica.
Primo passo: ci siamo rivolti a un architetto per una valutazione, in modo da capire se avesse senso economicamente imbarcarci nell’impresa. La risposta, apparentemente, è sì. Secondo passo (che stiamo per compiere): mettere effettivamente in vendita la casa, ma rivolgendoci a una professionista che (idealmente, dobbiamo ancora definire bene i termini dell’incarico) si occuperà di selezionare e di metterci in contatto con i potenziali compratori, ma che non lavora su commissione e quindi ha un approccio nettamente diverso rispetto a quello di un agente immobiliare. Questo ci permetterà, tanto per cominciare, di evitare l’invasione di visite di quelli che “vengono a farsi un giro” perché l’agente immobiliare fa vedere tutto a tutti indiscriminatamente. Sono convinta che sia la strada giusta, specie per chi non ha necessità di vendere. Ovviamente, il momento non è felice: se di compratori non se ne vedesse nemmeno l’ombra, dovremo rinunciare al nostro piano diabolico o quantomeno rimandarlo. Vi saprò dire come andrà tutto quanto (e magari farò un po’ di pubblicità alla professionista di cui sopra!), se avrete voglia di leggermi.

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21 thoughts on “Spiego eh? Allora spiego (I)

  1. Seguo le vostre peripezie con interesse. Personalmente non andrei a Milano perché ne parlano come di una città permeata da una frenesia che non mi appartiene (più). Ma io non valgo in questo senso, in una “metropoli” ci vivo già 🙂
    Rinnovo l'”in bocca al lupo” 🙂

    1. Grazie! La nostra idea infatti è quella di “fare una prova” prima di trasferirci definitivamente. Milano sì, ma a certe condizioni comunque (e sono condizioni molto specifiche, infatti sarà da ridere trovare una casa che le rispetti tutte…). Cerchiamo di fare un passo alla volta! 🙂

  2. Se la casa non risponde piu’ alle vostre esigenze, secondo me fate bene a considerare l’ipotesi di venderla. Quello su cui sono perplessa sono le altre due tappe: affitto e Milano. Ma ne parleremo in appositi post 🙂 Per ora un grosso in bocca al lupo!!

    1. Ti rispondo in estrema sintesi: l’affitto, oltre alla maggiore libertà che consente, per noi è molto più conveniente dal punto di vista fiscale (a maggior ragione ora che le deduzioni sugli interessi dei mutui sono state ridotte!). Pensiamo a Milano, come dicevo a Nervo, intanto a certe condizioni molto precise, e poi perché ci piace l’idea di abitare in una città “vera” dopo essere rimasti in provincia per tanti anni. Significherebbe anche, per Marco, andare al lavoro con i mezzi, visto che gli propongono sempre o quasi lavori su Milano, ma evitando le Ferrovie dello Stato. Dormire un po’ di più, essere a casa un po’ prima. Per me il motivo veramente *fondamentale* è questo.

      1. Infatti ognuno deve seguire quelle che sono le proprie esigenze, che comunque cambiano nel tempo.
        Noi ad esempio viviamo in semi-centro a Roma, lavoriamo a 3 e 7 km rispettivamente da casa, pero’ NON usiamo i mezzi (a Roma sono messi peggio che a Milano).
        Fino a che ero single, uscivo quasi tutte le sere, frequentavo corsi, mostre, cinema, concerti, aperitivi etc allora vivere vicino al centro era ottimo. Ma dopo 10 anni di questa vita di appartamento e caos io ho proprio voglia di tranquillita’, casa con giardino erc, e poi l’idea di fare un figlio mi fa pensare a una vita “in provincia”. Tanto ormai non faccio manco piu’ vista sociale, stare in citta’ non ha piu’ senso 🙂
        Per questo sentir dire “mi voglio trasferire a Milano” mi fa venire i capelli dritti! 😛
        Noi ci trasferiamo in “campagna” l’anno prossimo, poi tra 2-3 anni magari mi verra’ voglia di tornare in citta’, chissa’.
        Non sapevo ci fossero deduzioni fiscali per chi sta in affitto… ma e’ perche’ avete anche il vostro “ufficio” in casa?

        1. Esatto, avendo la sede dell’attività dove abbiamo la residenza possiamo scaricare tutte le relative spese al 50%, affitto compreso, mentre la deduzione degli interessi del mutuo è molto limitata.

  3. E’ un po’ che ti leggo, ma ora che siamo nella stessa situazione faccio outing! Anche noi vogliamo cambiare casa perchè non risponde più alle nostre esigenze, e soprattutto anche noi stiamo pensando all’affitto. E stiamo anche preparando una serie di giustificazioni per parenti e amici. E voi siete pronti ad affrontare gli interrogatori?

    1. Benvenuta! Fondiamo un club? 🙂 In parte li stiamo già affrontando, quindi rimboccati le maniche fin da ora se vuoi seguire questa strada! In generale comunque amici e parenti (soprattutto i parenti) possono, come dire, andare giù per la piena ecco… 🙂

  4. …guarda, adesso che vado in Toscana a provare la vita del contadino – per due settimane, capirai- provo a vedere se e quanto mi fa senso non sentire più il bus che dalle 5 del mattino in avanti apre e chiude le porte alla fermata sotto casa, a spalare dal balcone metri di polvere nera tutti i giorni, avere gente al semaforo che fa vrum vrum col motore aspettando il verde , sentire puzza di discarica se il vento gira nel modo sbagliato. Hai visto mai? Magari, dopo un po’, mi manca (Noi cittadini, avrai capito, ci sconvolgiamo se qualcuno dalla provincia vuole venire in mezzo al delirio. Ma comprendo la necessità di arrivare a casa prima, anche se, nel traffico ci metto lo stesso tempo ad attraversare la città che andare a Ivrea):-)

  5. stai sempre più toccando anche i nostri nervi scoperti. Il coraggio di domandarsi se ne è valsa la pena abbiamo scoperto di averlo ma non sappiamo se riusciremmo a sopportarne le conseguenze. Vedremo. Ti seguo con passione! Baci!

    1. Se mi lasci questi commenti però mi viene voglia di chiederti di spiegarti meglio (rigiro il dito nella piaga?)!

    1. Ci avevamo anche pensato, ma anche considerando la cedolare secca (recentemente portata al 25%), semplicemente non ci conviene, tra tasse, spese straordinarie che rimarrebbero a nostro carico, e anche eventuali rotture di scatole con gli inquilini (che comunque ci sono sempre). Poi c’è il fatto che c’è veramente troppa differenza di prezzi tra Milano e Valenza. E, non secondariamente, che preferisco un taglio netto 😉

  6. Il vostro possibile percorso è degno di appoggio e interesse. La maggior parte delle persone è vittima di una forte e subdola pressione sociale secondo la quale la casa di proprietà è un obiettivo da raggiungere se non quello principe e l’affitto è il male, a cui ricorrere solo e soltanto in caso di necessità.
    Curiosissimo di vedere come andrà a finire. 😉

    1. Mah, sarà che la casa l’ho già comprata, la pressione l’ho già subita. Francamente me ne frego abbastanza 🙂

  7. io abito in una cittadina di 15mila abitanti, una cosa a metà tra la città e la campagna, nel senso che qui c’è ogni tipo di servizio ma fuori da qui c’è il nulla – o semi nulla – per chilometri. abito in un appartamento in affitto, senza giardino e con un piccolo balcone, vivo su una delle strade principali con un traffico medio/basso ma comunque rumoroso. fino a 10 anni fa vivevo in un paesino in campagna, in una bella casa con giardino e sognavo la città, o almeno qualcosa di un po’ più vivo. ora darei via non so cosa per poter avere una casetta immersa nel silenzio, di proprietà, perché stare in affitto è una bella rottura. ogni volta che c’è un lavoro da fare c’è da discutere col proprietario e poi non si è mai sicuri, perché c’è crisi e se il proprietario decide di vendere? e se ci sbatte fuori dove andiamo? tutto ciò per dire che l’essere umano non è mai contento 😀 in bocca al lupo 🙂

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