Uncluttering the American dream (II)

Qui l’originale – Il secondo dei post che, come dicevo, “cascano a fagiolo”. Anche da noi è molto ben radicata l’idea che comprare una casa abbia più senso che affittarla (ne avevo già parlato qui), e io comincio a pensare che non sia più così vero, almeno non in assoluto. Cosa ne pensate? Vivete in affitto o avete comprato casa, magari con un mutuo (come il 99% degli italiani, noi compresi)? Come vi trovate?  

Sono cresciuta in una parte del paese dove il terreno costa relativamente poco e i prezzi degli immobili rimangono sotto controllo. Nella mia città natale (Topeka, Kansas), una casa unifamigliare di dimensioni decenti, in un quartiere carino, costa circa $100,000. Non è un nuovo stato di cose conseguente alla recessione economica; qui, la terra e le case hanno sempre avuto prezzi accettabili.

Di conseguenza, a Topeka la gente tende a comprare, perché le rate del mutuo sono inferiori a un eventuale canone di affitto. Questo ha senso, dal punto di vista finanziario, in particolare se si prevede di rimanere stanziali per più di cinque anni, di accendere un mutuo della durata di 15 anni (al massimo), pagare meno del 5% di interesse sul prestito, e se le varie imposte di proprietà non sono elevatissime. Tuttavia, non dappertutto le condizioni (e le valutazioni immobiliari) sono analoghe a quelle di Topeka.

Nell’area del paese dove vivo attualmente il discorso è completamente diverso. L’equivalente della casa acquistabile a Topeka per $100,000 qui costa $650,000 o più, in base alla vicinanza con i mezzi pubblici, il centro città e le relative scuole. Comprare casa non ha sempre senso, dal punto di vista economico; sicuramente non ce l’ha per la mia famiglia, almeno al momento. Siamo diventati inquilini, e questa decisione ci sembra la più sensata per molte ragioni.

Non siamo i soli. Slate ha pubblicato un articolo intitolato “The Rent Isn’t Too Damn High”, che illustra le tendenze economiche che stanno portando sempre più persone a scegliere l’affitto. In due parole, il volto del sogno americano forse sta cambiando. Dato che “il livello di rendimento della proprietà immobiliare a livello nazionale era pari all’1,3%” nel 1975 e nel 2009, mentre “il rendimento azionario era del 3,375%,” possedere una casa non si è rivelato un gran investimento, anzi.

In aggiunta, molti preferiscono non doversi preoccupare della caldaia, del tetto o dell’impianto fognario. Molti lavori non sono più legati a doppio filo con un posto specifico, e spostarsi ogni cinque o sei anni può rappresentare una possibilità molto attraente per chi affitta. Buttare soldi in una casa, per mantenerla e per pagare interessi, può costare molto di più di un affitto triennale o quadriennale. E, vista la totale incertezza dell’andamento dei prezzi degli immobili, è facile ritrovarsi in difficoltà con il mutuo e ritrovarsi legati a una proprietà che non risponde più alle proprie esigenze.

Sono cresciuta in un ambiente in cui possedere una casa era meno rischioso, dal punto di vista finanziario, di quanto lo sia dove vivo attualmente, di conseguenza mi ci è voluto un po’ per vedere i vantaggi dell’affitto. Adesso che ci sono arrivata, però, sono molto soddisfatta della nostra attuale situazione. Non prevediamo di traslocare dall’altra parte del paese nel prossimo futuro ma, se volessimo, potremmo farlo. Non è probabile che il condizionatore della nostra attuale abitazione ci abbandoni ma, se succederà, sarà il padrone di casa a doversene preoccupare.

L’affitto non è per tutti e, in molti casi, comprare continua ad avere senso, ma questa è la decisione corretta per noi, per il posto in cui viviamo e per la nostra situazione di vita attuale. Possedere una casa non è più il mio sogno, e lo stesso vale per molti altri americani.

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14 thoughts on “Uncluttering the American dream (II)

  1. Io ho avuto la grande fortuna di vedermi acquistata casa dai miei genitori con dei soldi di un’eredita’, con un aiuto da parte di parenti a cui ho restituito il prestito in 5 anni esatti. Ora ho un appartamento a Roma che vale quasi il doppio di quando l’ho comprato nel 2002… e non devo pagare ne’ mutuo ne’ affitto. Ma non e’ certo “la casa dei sogni” per cui non ci sono legata in modo particolare, anche se ora ci viviamo io e M.

    Invece M. ha ricevuto dai suoi un piccolo terreno su cui poi hanno costruito (con i soldi dei suoi) l’inizio di una villetta. Ci sono solo i muri esterni, i solai/pavimenti e il tetto. A breve ci faremo un mutuo per finire di costruirla, e sara’ la prima volta che avro’ un debito in vita mia. La cosa mi preoccupa un po’, anche se la rata e’ bassa. Ti leghi per 20 anni ad una cosa che non sai se davvero userai per 20 anni. Ed alla fine del mutuo avremo pagato una volta e mezza quello che ci prestano, e gia’ solo per questo la cosa mi da’ parecchio fastidio!

    Oltretutto ci stiamo chiedendo cosa fare di questa casa. La costruiamo nella maniera a noi piu’ consona, con materiali ottimi, comprando “quella” magnifica cucina che ci ha stregato ma costa parecchio etc, con l’idea di vivere in quella casa per il resto dei nostri giorni? Oppure ci spendiamo un pochino meno ma se poi ce ne vogliamo andare, affittarla o venderla sarebbe meno “un colpo al cuore”? Si’ perche’ ogni tanto l’idea di andare a vivere all’estero fa capolino nei nostri cervelli…

    La casa e’ in un paesino fuori Roma, molto scomodo per andare al lavoro sia per me che per M. Ma alla fine, se io spero di cambiare lavoro e prendere un part-time, se anche M non e’ soddisfatto del suo attuale lavoro e sta cercando altro, non ha senso decidere la zona dove si vive in base alla zona dove si lavora. (sto parlando di una citta’ grande come Roma dove andare da un lato all’altro porta via 1 ora). Invece ha molto senso avere una villetta con tanto spazio, un bel giardino, un paesino carino vicino, una vita meno stressante.

    Parlando piu’ in generale, farsi un mutuo secondo me ha senso se si riesce a stare sotto i 20 anni (meglio ancora 15). Oppure se si hanno figli a cui lasciare la casa, ovviamente nell’ottica che io mi sacrifico ma poi mio figlio non dovra’ pagare affitti o mutui quando io non ci saro’ piu’.

    Comunque e’ vero, i cambiamenti attuali nel mondo del lavoro a volte rendono l’essere legati a una casa un problema. Ma secondo me e’ importante anche avere delle radici da qualche parte…

    1. Intanto ne approfitto anche per dirti che sto leggendo il tuo blog e volevo inserirlo nei link di Minimo (tempo tiranno uff).
      Per quella che è la mia personale esperienza, non so se ricomprerei, anche se la rata del nostro mutuo è abbastanza bassa e abbiamo avuto la fortuna di comprare “bene” un appartamento di cui siamo innamorati (e che di recente ci è stato valutato una bella cifretta malgrado la crisi…). *Sicuramente* sono contenta di aver limitato al massimo le spese per mobili e accessori vari (mia personalissima opinione: costruire con materiali ottimi è un investimento per il futuro, spendere *tanto* per quella magnifica cucina… mmmhhh. Anche se nel mio cuore rimane un’Arclinea da 30.000 euro!).

      1. 30mila??? nooooo… sono troppissimi per le nostre finanze! Diciamo che ne abbiamo vista una in esposizione che veniva sui 12mila ma la nostra cucina sarebbe piu’ piccola per cui con meno pezzi e credo staremmo sui 10mila. Forse non sono poi tantissimi per una cucina, e’ che io sono abituata ai prezzi dell’Ikea 😛

  2. Erano troppissimi anche per le nostre (sigh), alla fine abbiamo preso una Lube per 5000 e direi che mai acquisto fu più azzeccato. L’Ikea sarebbe stata la mia prima scelta, ma essendo lontanucci e non fidandoci troppo a montarla noi, ci sarebbe costata più di trasporto e montaggio che di mobili, e quindi abbiamo lasciato perdere. All’epoca comunque parlai con un conoscente che lavora nel settore e mi disse che le cucine di livello medio (insomma non Arclinea, per intenderci) sono fondamentalmente tutte uguali…

    1. Ma a noi quella e’ piaciuta a livello estetico, non per le soluzioni tecniche. L’abbiamo vista ad una fiera della casa, ma non siamo ancora andati in giro a negozi (in autunno!!) per cui per ora e’ solo un innamoramento visivo e basta. 🙂
      Sinceramente non vedo l’ora di iniziare la parte di costruzione casa che riguarda pavimenti, piastrelle, sanitari e poi arredamento e decorazione!! 😛

  3. qui calo un velo pietoso sulla nostra situazione. Ci siamo andati ad impegolare in una cosa/casa più grande di noi e ora ne paghiamo le conseguenze. Niente di drammatico, ma di sicuro un significativo calo di “senso di libertà”. E lo sapevamo. Comunque la casa è ristrutturata, un gran bella, con cortile per i bimbi e mangiamo fuori in portico tutte le volte che vogliamo e vado in bici alle scuole e al mio lavoro. Mobili niente di che trascinati da un trasloco all’altro a parte la camera dei bimbi. Compromessi.

    1. Beh, come dico sempre l’importante è essere consapevoli… se lo sapevate siete già “avanti”. Sui mobili ho già scritto come la penso 😉 e i compromessi… beh, parte della vita. Insomma, devo venire a vedere questa casa 😉

  4. Come Sab, anche io ho avuto la fortuna sfacciata di aver la casa praticamente regalata… mio papà ha ereditato dalla nonna e ora sono in comodato d’uso. Vero, se volessi trasferirmi all’estero qui c’è lo svantaggio della stanzialità vita natural durante, però è anche vero che io ho un fortissimo senso delle radici, era la casa della nonna, l’adoro, e anche dovessi andare all’estero (come aveva fatto mia sorella x un po’) non la venderei nemmeno se mi minacciassero con una pistola alla tempia (be’, forse in quel caso sì eh :-P). Ha anche il gran vantaggio, bisogna dirlo, che è delle dimensioni giuste per noi, né grande né troppo piccola, ha il giardino ed è in un bel posto, per cui… bacio la terra dove cammino (e risparmio, che devo rifare il maledetto tetto)

    1. Aridaje! 🙂 Se do in affitto qui e prendo in affitto a Milano mica vado in pari. Se fate una colletta e pensate voi alla differenza se ne può anche parlare 😉
      E poi che decluttering definitivo è? Mi ritrovo con una casa di proprietà e una in affitto? Nonononono

  5. Uff…son qua che penso proprio a ste cose…sono nel mezzo di una confusione totale. Casa mia, semicentro a Torino, bell’appartamento per me sola, non lussuoso ma carino, mutuo più basso di un affitto che finirò di pagare…fra 15 anni! Scelta fatta quando il mio cervello funzionava diversamente, la mia vita era diversa. Adesso penso che me ne starei ben volentieri in affitto in una casetta più piccola, ma con giardino, in un paese, con l’orto, cioè l’esatto contrario di quello che volevo 10 anni fa quando ho preso qui…probabilmente, se riuscissi finalmente a cambiare, me ne starei con un piede in due scarpe per un po’,affitto qua e affitto là, poi una volta ben convinta della scelta “contadina” magari rivendere qua…tanto non c’ho figli, che me frega??? Per il momento, faccio melina…

    1. eh, lo vedi, le cose cambiano e pure le persone, comprese quelle (cose E persone) che mai avremmo detto. E allora tocca guardarsi allo specchio ed esser sinceri, oppure fare finta di niente per vivere quieto (che è proprio tanto diverso dal quieto vivere!), e perchè si ha paura di cambiare (che è comprensibile, a me fa paurissima), e magari svegliarsi una mattina di cinque o dieci anni dopo e rendersi conto che si è fatto uno sbaglio. UFF

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