Pezzi e bocconi – 03/06/2011

Ebbene sì, ci siamo, è arrivato finalmente anche Giugno!
In questa mattinata in cui mi ci vorrebbe un tranquillante da cavallo per far svanire la rabbia (e non sono neanche le 10!), prosegue la mia raccolta di post “minimalisti” in italiano. Vi ricordo inoltre che su minimalisti.it trovate una rassegna vera e propria, alla quale potete anche partecipare se avete un blog in tema.

Eccovi la mia selezione:
Da SemplicEcologico, una riflessione sul Downshifting al femminile: sarà vero che noi donne abbiamo bisogno di “più cose”, e quindi fatichiamo di più a fare nostra l’idea del “vivere con meno”? In tempi passati, di frugalità anche forzata, le donne erano le depositarie della gestione della casa; e quindi, inevitabilmente, ogni capacità di risparmio e di non-spreco veniva da loro. Oggi la prospettiva si è ribaltata, almeno in termini di percezione: alzi la mano chi non ha mai avuto a che fare con il cliché (che in certi casi corrisponde alla realtà!) della donna sprecona che in generale, se non tenuta a freno dall’uomo “giudizioso”, prosciugherebbe quotidianamente risorse economiche pari al PIL di uno stato centrafricano. Forse perché siamo le principali destinatarie di una tonnellata di necessità indotte e ci siamo lasciate abbindolare, chi più chi meno?

Da MiniMà, un post che è tutto un programma: “Minimalismo e riproduzione, possono coesistere?”

Andare oltre su Brainfood di Gianni Davico: “[…] Ma d’altra parte il fatto di volere andare oltre i propri limiti vuol dire per forza fare degli errori, perché la strada non è segnata. Ma questo non è assolutamente un problema: la cosa importante è trarre delle lezioni da questi sbagli, e quindi per questo stesso motivo andare oltre. Perché questo è il punto, andare oltre. La mia vita la conosco, adesso voglio andare un po’ più in là”.
Una tematica che sento parecchio vicina, perché uscire dal sentiero segnato mi riesce davvero difficile e mi provoca una certa ansia.

Da Le (eco) idee tascabili di Tatiana vi segnalo Un mese senza frigorifero, resoconto dell’esperimento (direi decisamente riuscito) di vita-senza-frigo.

Downshifting e vita sociale: vivere con meno significa anche essere meno sociali? Secondo me no, o meglio: significa ridurre certe occasioni di socialità. Modificare il come e probabilmente anche il chi. Hai detto niente… 🙂

Per non dimenticare le buone abitudini e mantenere aperti i nostri orizzonti anche su quel che succede oltre oceano:
Da Unclutterer, “What’s holding you back?“: Quattro domande chiave che spesso ci trattengono dal procedere con il decluttering.

Da The Non-Consumer AdvocateLetting Go of Embarrassment: è inevitabile che i nostri atteggiamenti minimalisti (frugali, eco-friendly, anti-spreco, come vogliamo definirli) si scontrino con il “comune sentire” del consumista medio. Per limitarmi alla nostra personale esperienza: probabilmente c’è chi ha pensato, vedendoci vendere così tanti dei nostri oggetti, o valutare una casa più piccola, che semplicemente… avessimo bisogno di soldi.
Ho fatto pace con queste componenti (in sintesi: me ne frego) ma, fino a qualche anno fa, avrebbero avuto il loro peso. A nessuno piace fare la parte del “poveraccio”. A tutti piace dare dimostrazione di “potenza economica”: che lo si faccia vivendo in una bella casa, guidando una macchina più nuova o più lussuosa, portandosi in giro il nome di uno stilista cucito sui vestiti. Non per niente si parla di status symbol!
Delle cose belle continuo a subire il fascino, e molte di queste incidentalmente sono anche costose. Il mio atteggiamento è cambiato… ma può capitare senz’altro di provare un minimo di “imbarazzo” di fronte a chi ti guarda, a causa delle tue scelte, come se appartenessi a una comune hippie 🙂

Sull’argomento collegato dei soldi e delle finanze personali, ecco un bel post da zen habitsSimple Budgeting for Lazy People, ovvero come arrivare a gestire al meglio le proprie finanze e… smettere di pensarci.

Per finire, dato che si avvicina il momento di fare i bagagli, e dato che sento sempre di più il desiderio di “viaggiare leggera”, un post il cui titolo dice tutto: The Art of Traveling Lightly. I primi tre paragrafi mi descrivono perfettamente. Mi piace pensare di essere cambiata, ma… ve lo farò sapere 🙂

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2 thoughts on “Pezzi e bocconi – 03/06/2011

  1. Ecco, faccelo poi sapere se sei riuscita a declutterare la valigia. Io per conto mio ci ho già provato un paio di volte ma non riesco mai a viaggiare col solo bagaglio a mano. Foss’anche solo per 3 giorni. Mai. La mia scusa ufficiale è: ho delle fettazze col 45 abbondante, anche solo un secondo paio di scarpe fanno mezzo trolley. Per non parlare poi che taluni posti dove mi reco, richiedono un dress code (teatri, sale da concerto). Però da Parigi ho riportato mezza valigia intonsa quindi ho capito che sto sbagliando troppo, ora provo a confrontare la mia lista di viaggio con quella di Tammy. Se la supera del doppio mi riprometto di rivederla al ribasso. Tanto venerdì riparto e vediamo se funziona anche per me.
    Ciao!
    Paolo

    1. Che onore, un commento dell’Oste in persona! 🙂
      Ti farò sapere come va, ovviamente. Viaggiare con il solo bagaglio a mano credo sia un’impresa quasi impossibile, almeno in questo caso, anche perché uno dei due trolley che abbiamo è (leggermente) fuori misura; dovremmo imbarcarne uno sì e l’altro no, e a questo punto tanto vale evitare di girare per aeroporti con il trolley appresso. Quanto alle scarpe, pur non avendo il 45, effettivamente è un problema. È l’ambito in cui di solito cado più facilmente vittima del “non si sa mai”… ma questa volta ho pianificato tutto! Sarò bravissima! 🙂

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