Storie di downshifting – Tatiana

Gli altri post della “serie”:
Storie di downshifting – Sandro
Storie di downshifting – Downshifting per caso
Storie di downshifting – Emma
Storie di downshifting – Yummi

Tatiana, alias tascabile, vive in provincia di Lodi e ha 31 anni. Potete seguirla sul suo blog Le (eco) idee tascabili (oltreché su Twitter e su FriendFeed), dove, tra le altre cose, in questo periodo sta raccontando del suo interessantissimo esperimento di rinuncia al frigorifero (leggetevi anche i commenti, alcuni sono… incredibili).
Grazie a Tatiana per le sue risposte, e per essersi auto-candidata per questa intervista proprio al momento giusto.
Se vi sentite downshifter, seguite il suo esempio e scrivetemi! Minimo sarà felice di raccontare la vostra storia.

Cosa facevi “prima”? In che direzione hai deciso di muoverti per “cambiare”?
Vagavo da un contratto all’altro, insoddisfatta e insofferente. Non potendo smettere di lavorare, ho cambiato rotta e ho scelto di farlo per me. Quindi sono ancora precaria, ma ora lo sono per me stessa.

Cos’è che ha fatto scattare la molla del cambiamento?
La molla è scattata per varie ragioni, ma forse la principale è stata la disoccupazione. Ero in vacanza e ho ricevuto una telefonata dalla segretaria del mio allora datore di lavoro: il posto per il quale lavoravo aveva chiuso per questioni di bilancio e così sono passata dalle ferie alla disoccupazione nell’arco di una telefonata. Nelle settimane successive ho pensato e ripensato alla mia situazione di eterna precaria, a cosa avrei potuto fare per cambiare, per riprendere in mano la mia vita e smettere di essere sballottata da un’azienda all’altra.

Cos’è per te il downshifting?
Poter vivere in modo semplice, vedendo la rinuncia come risorsa anziché come sacrificio.

Ci racconti la tua esperienza più in concreto?
A settembre dell’anno scorso, dato che non si vedeva l’ombra di un lavoro, ho iniziato a cercare corsi di formazione per specializzarmi e rendere più appetibile il mio curriculum. Su Internet una pagina tira l’altra e mi sono trovata a visitare siti relativi a corsi di erboristeria e cosmesi naturale che non c’entravano nulla con il lavoro ma mi piacevano molto. Peccato che qui nella mia zona non ci fosse niente di simile. Così ho pensato: li organizzo io! In realtà poi l’idea mi è stata “rubata” dal mio compagno, ma resta tutto in famiglia!

Quali sono stati gli effetti delle tue nuove scelte?
A settembre io e il mio compagno abbiamo iniziato a muoverci per aprire un piccolo centro di formazione e per il tempo libero. Abbiamo inaugurato a gennaio e oggi organizziamo soprattutto corsi e laboratori per l’autoproduzione e il “saper fare”, come taglio e cucito e cosmesi naturale. Abbiamo poi corsi di economia domestica, rimedi naturali, ecologia e anche di informatica su software libero; pensiamo che mai come in questo momento di crisi – economica e ambientale – sia necessario tornare ad imparare a fare da sè, ma anche a rispettare l’ambiente e il proprio corpo e ovviamente risparmiare.
Non ci arricchiamo con questo lavoro, ma abbiamo ritrovato il nostro tempo, che ha un valore maggiore del denaro.

Che programmi hai per il futuro?
Se potessi esprimere un desiderio, vorrei andare a vivere in un ecovillaggio e trasferire lì l’attività. Abbassando un po’ il tiro, sto per iscrivermi ad una scuola di naturopatia. Mentre sogno la campagna e mi appresto a tornare studentessa, ho le mie dodici eco fatiche da portare a termine, e sono solo all’inizio.

Ci descrivi la tua “giornata tipo”?
Mi sveglio con comodo e lavoro da casa grazie al computer fino a dopo pranzo. Tra un’email e una telefonata ho tempo per chiacchierare con il mio compagno, giocare con la mia cagnolina, impastare il pane e seguire il blog. I corsi nel nostro centro iniziano nel tardo pomeriggio, quindi c’è tempo e modo di farsi anche una passeggiata se fuori c’è il sole. Passiamo nel nostro centro circa quattro o cinque ore al giorno e dopo il lavoro abbiamo ancora il tempo per cenare, starcene un po’ sul divano o leggere un libro, tanto la sveglia può suonare più tardi il giorno dopo.

Ti senti mai “annoiata” o “senza niente da fare”? Ti manca qualcosa della tua vita “di prima”?
No, non mi manca nulla e non mi annoio per niente. Anzi, ho il terrore di trovarmi costretta a tornare indietro, alzarmi all’alba e sacrificare l’intera giornata dietro ad una scrivania.

La mia prima reazione, quando ho letto le risposte di Tatiana, è stata… “CHE INVIDIA!”. Questo sì che è veramente riprendersi il proprio tempo! E l’invidia è particolarmente grande in questo periodo, durante il quale parlo e scrivo di downshifting e di decrescita, ma in realtà sono affogata di lavoro, e Marco peggio di me. Predico bene e razzolo molto male, insomma. Mi salva solo il fatto di amare alla follia il mio lavoro (e di avere un piano… ve ne parlerò prossimamente :)).
Tornando a Tatiana, mi colpiscono due cose. La prima: il suo cambio di rotta è scaturito da un evento negativo, l’essere rimasta improvvisamente senza lavoro. Non è per niente facile, quando le cose vanno male, vederla come un’opportunità, rimboccarsi le maniche e saper cambiare prospettiva; la maggior parte delle persone fa proprio il contrario: anziché aprirsi, si chiude. La prossima volta che la vita ci tira uno schiaffone, proviamo a pensarci (anche se, lo ripeto, non è affatto facile).
La seconda: l’idea di fare della rinuncia una risorsa anziché un sacrificio. Anche questo è un cambio di paradigma a 360°: un concetto semplice ma geniale, dalle conseguenze potenzialmente rivoluzionarie, per noi figli del benessere per i quali qualsiasi rinuncia è sintomo di qualcosa che non va, è necessariamente e assolutamente negativa. Vederla coma una risorsa significa fermarsi a riflettere e capire che c’è rinuncia e rinuncia, domandarsi di cosa (non) possiamo veramente fare a meno, e quindi sottrarsi al solito ciclo lavoro <> guadagno <> spendo. Che è l’idea stessa alla base del downshifting, naturalmente.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

CommentLuv badge