Minimalismo secondo me – di David Berti

Avevo chiesto ai signori minimalisti di farsi sentire, ed ecco qui una prima risposta. David è autore di Ubuntulook, bel blog in lingua inglese dove parla di temi come semplicità, minimalismo, produttività personale e informatica in ambiente Linux. A lui la parola per una riflessione sul minimalismo e per una presentazione di sé e del suo blog.

“Cosa mi ha portato alla semplicità? Di tanto in tanto, me lo chiedo ancora. È passato quasi un anno dal mio primo incontro con chi aveva fatto della propria vita un’opera d’arte di semplicità. Mi meraviglio di cosa potrei pensare ora, di dove sarei e di cosa starei facendo se il minimalismo, un anno fa, non avesse incontrato la mia vita.

Il minimalismo non è un motto per cui vivo, non è un ideale per cui lotto. Non è una semplice scusa per sentirmi parte di una piccola fetta della società moderna. In tutto questo, c’è dell’altro, qualcosa di grande, molto più significativa e potente, sfuggente per quanto maestosa, imponente nella sua piccolezza. Per quanto scontata possa apparire una simile domanda, rimango sempre affascinato dal dover dare una risposta, nel trovare le parole giuste per dare una spiegazione.

Personalmente, ciò che mi ha portato ad un cammino di crescita come quella del minimalismo è la ricerca di coerenza, con me stesso e con il mondo. Sognare un’esistenza migliore, sperare in una futura evoluzione. Perseverare in ciò che ci distingue e ci rende migliori è ciò che ci porta alla vera meta della vita: essere persone migliori.

Cadono barriere, pregiudizi, sfumano differenze e tutto diventa sottile, pregno d’espressione. È questa la strada del miglioramento; strada lunga, dura, faticosa. Non di rado, ci sembra di aver perso il controllo di tutto. Eppure, è proprio nel perdere il controllo di tutto, nel lasciar cadere ogni cosa, nel lasciar decantare tutto ciò che c’è di acerbo ed inutile nella nostra esistenza, che cresciamo persone migliori, giorno dopo giorno, ora dopo ora, istante dopo istante. Vivere nell’autenticità, leggere tra le righe e gli schemi che incontriamo nella nostra vita è la vera sfida. Questo è il nostro vero esame, la nostra vera occasione, la nostra singola opportunità. E siamo noi a dover riconoscere e cogliere al volo. Nessuno lo può fare per noi. La svolta, lo slancio verso tutto ciò a cui abbiamo ambito nella nostra vita passata, senza nemmeno rendercene conto.

Minimalismo è affrontare le nostre paure, una dopo l’altra, senza temere nella sconfitta; è proprio la sconfitta, che ci rende migliori. Senza sconfitta non potremmo crescere, non potremmo renderci conto di come stiamo, di dove siamo e di ciò a cui aspiriamo. Senza sconfitta non esisterebbe traguardo, non esiste l’impulso a ciò che ci rende migliori, non esisterebbe la voglia di migliorare, di crescere, di cambiare, di modificare le nostre condizioni, da quelle più evidenti a quelle più nascoste. L’affronto della paura ci pone di fronte ad una scelta che può cambiare la nostra vita in meglio, o farci sentire vigliacchi e codardi, in attesa di qualche pillola che ci faccia dimenticare tutto ciò per cui lottiamo, per cui viviamo e respiriamo. Viviamo per una vita più pura, più sicura ed elevata. Un’esistenza che diventa sinonimo di vivere abbracciando la nostra persona interiore, la nostra vera personalità e identità. Niente menzogne, nessuna scusa, nessun rimprovero, niente rimorsi. Non siamo fatti per sentirci codardi, nemmeno per scusarci per essere semplici o protesi verso tutto ciò che desideriamo. Siamo esseri meravigliosi, e la conoscenza ci renderà migliori se la sapremo sfruttare nel modo migliore, e la lasceremo guidarci verso orizzonti più elevati.”

A 21 anni, David Berti crede nella libera circolazione dell’informazione, del pensiero che cambia la vita e del contenuto di alto valore che l’industria mediatica tende a soppiantare. Questo è il concetto che ha dato vita al suo blog: un blog in cui David parla di minimalismo, time management, libri e cultura di massa, psicologia, miglioramento e sviluppo personale, metodi di produttività digitale, e la creazione di una coscienza riguardo alle tecnologie con cui interagiamo quotidianamente; il tutto, proveniente dalla sua esperienza personale. Quello di David è un blog in cui la tecnologia si mescola allo stile di vita, in cui la semplicità e la frugalità diventano sinonimo di eccellenza e sviluppo personale oltre ogni limite. La creazione di una realtà a partire dalla cultura a cui siamo esposti è alla base del pensiero di David. Potete inviargli una mail (logicalimpression@gmail.com), visitare il suo blog (http://ubuntulook.blogspot.com), contattarlo su Twitter (http://twitter.com/ubuntulook).

minimo è anche su Facebook e su Twitter

4 thoughts on “Minimalismo secondo me – di David Berti

    1. Diciamolo, ‘sti “giovani” ci seppelliranno anche metaforicamente… Io a 21 anni COL CAVOLO che ero così sveglia! Mi ci sono voluti altri 15 anni per capire cose cui lui (e altri) sono già arrivati da tempo

      1. no ma davvero :-O
        a 21 anni ero sveglina, non proprio sveglissima… diciamo che le basi c’erano, ma non mi applicavo 😀
        di sicuro non ero così avanti, quando ho letto l’età sono rimasta a bocca aperta!
        tascabile di recente ha scritto Le Frigo Free Family

        1. Io ero mediamente sveglia, o almeno mi piace pensarlo, ma dal punto di vista minimalismo/consumismo zero, manco ci pensavo, anzi.

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