Storie di downshifting – Yummi

Gli altri post della “serie”:
Storie di downshifting – Sandro
Storie di downshifting – Downshifting per caso
Storie di downshifting – Emma

Mariaelena, alias Yummi, vive a Albano Laziale e ha compiuto 37 anni il 3 maggio (auguri!). Potete seguirla dalla sua frequentatissima pagina Facebook, Vivere bene con poco: l’arte del Downshifting, che amministra insieme a Emma (intervistata anche lei nella “puntata” precedente), e dal blog YummiMummy.

Cosa facevi “prima”? In che direzione hai deciso di muoverti per “cambiare”?

Prima facevo… beh, più o meno ciò che faccio ora! Solo che adesso lavoro part time e da casa. Sono una downshifter dal 21 ottobre 2009, quando mi sono licenziata dal mio bellissimo lavoro di pedagogista per dedicarmi a mio figlio (allora duenne), che non vedevo mai, e per ricominciare a fare una vita degna di essere vissuta! Dopo il licenziamento ho lavorato saltuariamente come consulente pedagogico, poi il mio datore di lavoro mi ha offerto la possibilità del part time da casa.

Cos’è che ha fatto scattare la molla del cambiamento?

Matteo e io ci siamo ammalati contemporaneamente. Di solito quando lui si ammalava lo lasciavo ai nonni o alla tata. L’ho osservato per 2 giorni e mi sono resa conto di cosa stavo perdendo… Quando sono tornata in ufficio (Matteo veniva al lavoro con me, lavoravo al nido come coordinatrice) c’era traffico sul grande raccordo anulare, di solito impiegavo 3 ore tra andata e ritorno e… alla prima uscita sono tornata a casa.

Cos’è per te il downshifting?

Per me il downshifting è una filosofia di vita in cui ho ritrovato la mia naturale voglia di fare e di creare! Il tempo trascorre in maniera meno frenetica, la vita assume un sapore diverso, fatto di coccole la mattina, di torte fatte in casa, di tramonti guardati dalla finestra… tutte cose che, lavorando 10 ore al giorno, di solito non si fanno più.  La fretta ha abbandonato la mia vita, lasciando posto a un più pacato stile “dove arrivo metto il punto!”

Il cambiamento più radicale l’ho fatto a marzo dello scorso anno quando ho deciso di frequentare un corso di taglio e cucito e ho acquistato una macchina da cucire usata su eBay… dopodichè ho cominciato a cucire di tutto. L’ultimo lavoro di cui vado fiera è il lenzuolino per il letto di Matteo, uno di quelli che si allungano: ero andata a comprarlo da ikea ma costava 9.90€, così ho comprato la stoffa (in coordinato col copripiumino) e l’ho fatto da me, con tanto di elastico nei bordi. Tutta la stoffa l’ho pagata 6.90€ e di lenzuolini ne ho confezionati 2! Cerco di recuperare tutto, dai barattoli del mais che diventano lanterne da giardino, ai rotoli di carta igienica che diventano portatutto colorati. La mia fantasia e la mia creatività sono talmente fervide e stimolate che, la scorsa settimana, ho creato un laboratorio per bambini senza prepararlo! Ho chiesto a tutti i partecipanti di portare qualcosa da casa (quindi non sapevo cosa sarebbe arrivato) e con un po’ di colla, colori e manualità, è uscito fuori un pannello da muro multifunzione! (foto tutorial qui)

Ci racconti la tua esperienza più in concreto?
Quando mi sono licenziata ho vissuto un attimo di panico: mi chiedevo se avevo fatto la scelta giusta e in che direzione stavo andando. Dopo aver seminato tanto, buttavo via il raccolto. Il mio compagno, che un primo momento è rimasto basito e disorientato, mi ha aiutata e sostenuta, pian piano ho capito che tutto il tempo che avevo sempre occupato lavorando, potevo sfruttarlo per fare le cose che più amavo, e ho pensato :”In che modo posso far fruttare i miei hobby?” Io adoro scrivere e ho cominciato con una serie di articoli per pianetamamma, portale col quale già collaboravo in qualità di pedagogista, sui giochi da fare con i bimbi molto piccoli, al di sotto dei 3 anni; una editor della Newton Compton Editori li ha letti e mi ha chiesto se volessi scrivere un libro. Così è nato “101 giochi intelligenti e creativi da fare col tuo bambino da zero a 5 anni“: uscito a giugno del 2010, a dicembre era in quinta ristampa, e lo scorso mese è stato tradotto in francese. Quindi scrivevo, scrivevo, scrivevo… e nel frattempo cercavo di liberarmi dalla schiavitù del consumismo e dello shopping. La mia capacità di acquisto era ridotta al minimo, quindi ho cominciato a barattare, riusare, riciclare, ricreare e soprattutto autoprodurre. Oggi faccio da me detersivi, abiti, oggetti di uso quotidiano, conserve e numerosi manicaretti per la gioia del mio compagno e di mio figlio!

Quali sono stati gli effetti delle tue nuove scelte?

La scelta di una vita più semplice non è stata facile per chi, come me, era davvero una shopping victim. All’inizio “facevo le prove”: andavo al centro commerciale e lo scopo era quello di uscirne senza aver comprato nulla dopo aver girato tutti i negozi. Ora non vado più nei centri commerciali: mi affido al mercatino settimanale e acquisto solo alimenti freschi, niente precotti, preconfezionati, surgelati. Forse sono comodi e veloci per chi ha poco tempo, ma io ora il tempo ce l’ho e preferisco lavare un cespo di insalata fresca, e anche un po’ sporca di terra, che comprare un sacchetto di insalata in busta! Mi affido ai GAS della zona per avere prodotti freschi e di ottima qualità alla metà del prezzo e, ultimamente, ho imparato a fare da me le varie farine per preparare la pasta, il pane, le pizze e le focacce, utilizzando farro, ceci, kamut, orzo e così via.
La raccolta differenziata da me non c’è ancora ma facendola comunque in maniera corretta produco pochissimi rifiuti. Prima gettavo 1 sacchetto di immondizia al giorno, ora riesco a buttare lo stesso sacchetto ogni 3. E ho appena avviato l’orto in terrazzo!

Che programmi hai per il futuro?

L’unico pensiero fisso nella mia testa è quello di diventare nuovamente mamma!

Ci descrivi la tua “giornata tipo”?
7:30 sveglia
8:30 Matteo a scuola
9:00 comincia la mia mattinata lavorativa: a casa per 4 giorni, in ufficio per 1 solo giorno a settimana. A casa lavoro circa 4 ore, in ufficio 6/8 ore.
13:00 mi dedico al gruppo Facebook sul downshifting e agli editoriali per pianetamamma, per il blog e per la mia rubrica ecomamma
15:00 prendo Matteo a scuola
15/18 attività insieme a Matteo (piscina, parco giochi, visite ad amichetti, laboratori creativi…)
18/20 pulizie varie in casa e preparazione cena
20:00 cena
21:30 Matteo a nanna
e poi comincia la vita di coppia!

Ti senti mai “annoiata” o “senza niente da fare”? Ti manca qualcosa della tua vita “di prima”?

Annoiata davvero no!

C’è qualcos’altro che vuoi aggiungere?

Vorrei dire a tutte le future mamme di non farsi abbindolare dal mercato del neonato! I bambini piccoli hanno bisogno solo dell’amore e delle cure dei loro genitori. Vogliono solo essere allattati quando hanno fame, cambiati quando sono sporchi e tenuti in braccio quando vogliono essere coccolati. A loro non servono giocattoli, e accessori all’ultima moda. Ascoltiamo di più l’istinto materno e affidiamoci meno a libri, manuali e consigli non richiesti… [Ne avevamo già parlato qui – ndL]

***

Quello che mi colpisce di più della storia di Yummi, lo confesso, è l’uscita improvvisa dal GRA: un’immagine bellissima che sembra proprio presa da un film. Abbandonare l’autostrada, che è il modo più veloce (e anche più costoso, spesso) per coprire la distanza da A a B, il non-luogo per eccellenza dove ci si scapicolla per arrivare; e iniziare a percorrere strade più tortuose, meno classicamente produttive magari, meno dirette, meno comprensibili. E mentre si va, rendersi conto magari che è cambiato anche il punto d’arrivo.
A proposito proprio di produttività classica e non, mi colpisce anche la quantità di cose che Yummi è riuscita a fare da quando si è licenziata, e che riesce a fare ogni giorno: continuare comunque a lavorare part-time, scrivere un libro, tenere un blog, gestire la pagina Facebook, e ovviamente occuparsi di casa e famiglia. Meno male che il downshifting era per nullafacenti-affatto-nullatenenti, impegnati probabilmente a dipingere o a passeggiare tutto il giorno sulla battigia con la testa tra le nuvole… 😉

minimo è anche su Facebook e su Twitter

12 thoughts on “Storie di downshifting – Yummi

  1. Compliemnti bella intervista. é vero noi downshifter non abbiamo tanto tempo veramente libero ma devo dire che il mio tempo é speso bene. Non solo per noi ma anche per gli altri, siamo coinvolti nella vita scolastica io ora faccio parte di associazioni di genitori di 2 scuole, da lunedi saro’ un autista del piedibus che stà per partire nella mia città, ho trovato dei pc per una scuola media….tutte queste cose fanno parte della quotidianità. Ma se avessi un lavoro di 8/10 ore al giorno non potrei dedicarmi alle bimbe e a queste iniziative!

    Brava Yummy!

    1. Vabbè, ma così non vale, addirittura SCANNABUE?
      Per lavare questa grave onta devo come minimo organizzare io uno swap party direttamente a casa mia! 😉

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