Regole di decluttering per persone molto occupate

Alle prese con una tonnellata di lavoro (il che è cosa buona, eccetto per la tendinite che rialza la testa), mi ritrovo di giovedì dopo pranzo, tazzina di orzo fumante in mano, a girare per casa e a rimuginare.

Il decluttering continua. Lunedì abbiamo eliminato i Besta in soggiorno, dopodiché ci siamo guardati e ci siamo resi conto che non sapevamo più dove metterli: la cantina ormai è piena! Soluzione facile facile: ci liberiamo finalmente degli scatoloni di stoviglie che abbiamo ammassato mesi fa sperando di trovare qualcuno cui venderli o regalarli (seee vabbè), e anche di quattro tappeti, in buono stato ma che non useremo mai più. Rimangono due scatoloni di peluche, un altro di libri e uno di fumetti che sabato, dopo lunga attesa, finiranno al Libraccio/in biblioteca, una scatolone di vestiti di cui non so veramente cosa fare (!), un pesantissimo mobiletto Billy che usavamo ancora nella vecchia casa… In definitiva, però, pensavo fossimo messi peggio. E il soggiorno ne ha parecchio guadagnato.

Da cui la…

I legge del decluttering: se siete indecisi tra buttare e tenere, buttate. SEMPRE.

Le vie di mezzo (tipo riempire la cantina di roba-che-ma-sì-poi-vediamo) non portano a niente. Tre, o sei mesi dopo butterete comunque, domandandovi perché non l’avete fatto prima. Tanto vale risparmiare tempo e fatica.

Resta, sempre, la fatica del superfluo, che è come io chiamo questo sforzo, che è certosino e omerico allo stesso tempo, di liberarsi delle cose. Gli accessori da moto? Siamo riusciti a vendere un paraschiena e (forse) un giubbotto. Il resto ci rimane sulle croste, come si dice, ogni oggetto ci resta aggrappato come una cozza al suo scoglietto. I libri? Più guardo la libreria e più mi domando quante altre mensole potrei svuotare. I vestiti? Ma chi me l’ha fatto fare di comprare certe cose. A essere onesta, potrei vivere anche io non dico con 10 capi, ma magari 50 sì tutto compreso. Amici e parenti di roba usata non ne vogliono, l’abbiamo appurato. Anche quando ne avrebbero bisogno, anche quando è nuova (probabilmente si potrebbe scrivere un trattato sull’argomento, ma forse siamo noi che conosciamo le persone “sbagliate”, chissà).

Da cui la…

II legge del decluttering (preventivo): se siete indecisi tra comprare e non comprare, NON comprate.

Fate un bel respiro, rinfoderate la carta di credito (fumante?) e aspettate 10 giorni, o 15, o 30. Se quel qualsiasi cosa luccicante vi serve davvero (o se lo volete davvero, che a volte bisogna anche premiarsi), continuerà a risbucarvi in testa tipo tappo di sughero che ritorna a galla ogni volta, avrete tutto il diritto di comprarlo… e probabilmente non dovrete mai faticare per liberarvene.

Alla fine è semplicissimo no? Per il resto (tecniche, metodi e concretezze varie) mi auto-cito o quasi e vi rimando qua.

Ho rimuginato e sto rimuginando anche su altre cose, quel tipo di pensieri che, se li segui fino in fondo, ti cambiano l’esistenza. Volevo anzi scriverne oggi, ma ho scoperto che non sono ancora pronta. Credo però che, presto, avrò bisogno di un sacco di supporto morale… preparatevi a darmelo, se potete 🙂

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26 thoughts on “Regole di decluttering per persone molto occupate

  1. “…quel tipo di pensieri che, se li segui fino in fondo, ti cambiano l’esistenza…”

    Condivido lo stato d’animo… Per me è ogni volta un misto di ansia, attesa, eccitazione, mal di testa e fantasia. Un cocktail che alla fine non è male.
    O se non altro ti ubriaca abbastanza da fare cose folli a sufficienza da significare qualcosa.

    Buon venerdì!
    Elisa di recente ha scritto Gioco minimalista- film ed oggetti famosi

  2. Ho un bambino piccolo e ho potuto notare che, mentre tutti accettano molto volentieri i vestiti usati dei bambini piccoli, nessuno vuole i vestiti usati (anche se usati molto poco o addirittura mai) degli adulti.
    Per quanto riguarda il supporto morale… siamo qui apposta 🙂

    1. Ecco, infatti, l’usato “da bambini” è accettabile, quello “da grandi” no. Apposta dicevo che si potrebbe scrivere un trattato…
      Grazie grazie, come farei senza di voi!

  3. Eccomi per il supporto morale. Ne ho che avanza.
    Ma scusa i vestiti perché non li dai alla Caritas?
    Libri: io sto usando questa tecnica. Quando vengono amici a casa dico loro “forza, prendi quello che ti potrebbe interessare”. Mi piace sapere che saranno in mani amiche, così è più facile separarmene.
    Silvia di recente ha scritto Smith- Denti bianchi

    1. E infatti sei la prima alla quale mi sono rivolta, non so se hai notato… 😉 E ti devo anzi dare gli aggiornamenti.
      Vestiti: alla Caritas (alla quale sono peraltro un po’ allergica) ho già elargito sacconi e sacconi e sacconi. Questa sarebbe la “rimanenza”, che in parte era destinata a un meraviglioso negozio di usato, battezzato “DejaVu” e aperto in Alessandria quest’inverno. Peccato che questo implichi fare un’ulteriore cernita (prendono solo capi firmati), e che io sia oscenamente pigra.
      So già che anche questo scatolone farà la solita fine…
      Libri (e altro): e allora lo vedi che siamo noi che conosciamo le persone sbagliate? GRUNF

  4. ecco io per esempio non so che fare con gli “abiti da cerimonia”….quella roba che compri per i matrimoni e non metterai mai più perché comunque tra uno e l’altro magari passano anni e la roba va fuori moda/non entra più oppure la stagione è diversa e non puoi riciclare… che spreco!!!!!!! e quelli davvero alla caritas che ci fanno???
    ti suggerisco di provare questo gruppo Facebook per lo scambio:
    http://www.facebook.com/home.php?sk=group_190750417625067&ap=1
    magari puoi anche regalarli a qualcuno senza prendere niente in cambio se non vuoi…qui i vestiti anche da adulti mi pare che si scambino bene, ma non ho ancora trovato il tempo di fare le foto.

  5. Conosco il gruppo, il problema è che a) non c’è nessuno nella mia zona, dovrei spedire ed è una complicazione b) ho talmente tanta roba che fotografare ogni capo, pubblicare e gestire i relativi scambi sarebbe un lavoro a tempo pieno. Devo pensarci…
    Per i vestiti da cerimonia, in tante città stanno iniziando a vedersi negozi di abiti usati firmati/eleganti etc., magari puoi provare in uno di quelli

    1. Ma sì, li avevamo praticamente svuotati, eran diventati solo una cosa in più da spolverare…
      Sulla Zen House “magari” nonché “hai voglia!” 😉

    1. In realtà abbiamo anche fatto pulizie “tradizionali”, visto che avevamo ospiti a pranzo il giorno di Pasqua… 😉
      Una faticataaaaaaa
      Supporto prenotato, guarda che prima o poi passo a incassare 😉

  6. posso fare l’estremista ambientalista isterica?
    “se siete indecisi tra buttare e tenere, buttate”
    noooo, non buttateeee!!! regalate, vendete, non buttate via niente che possa essere riutilizzato.
    ecco, ho detto la mia 🙂
    tascabile di recente ha scritto Switch off

  7. Aiuto mi viene la sudarella al pensiero di liberarmi dei libri…oddio…davvero si può?
    In fondo ancora non riesco nemmeno ad adeguarmi ad averli sul reader, come faccio a pensare di rendere “minima” la mia libreria? No, davvero, mi serve un consiglio.

    1. Il miglior consiglio che ti posso dare è: non liberarti di niente di cui non ti vuoi davvero liberare… ma cerca di stabilire in modo onesto cosa vuoi davvero tenere, e soprattutto perchè. Fino a un anno il pensiero di dar via anche solo uno dei nostri libri mi avrebbe fatto inorridire, quindi… se e quando verrà il momento, lo saprai 🙂
      Andando più sul pratico: comincia (se vuoi) dai doppioni, dai libri che non hai mai finito o mai cominciato (se ne hai), o da quelli che sai benissimo che non rileggerai mai. Informati presso la biblioteca locale se accettano donazioni (non tutte lo anno), e se vuoi vendere qualcosa al Libraccio, tieni presente che non accettano tascabili (a meno che siano in lingua) ed edizioni tipo Club degli editori e simili. E… in bocca al lupo!

  8. Davvero peccato per la distanza! Io i capi usati li prendo più che volentieri, e così pure mobili e arredamento vario. Se hai in programma un giretto in zona Veneto avvisami 🙂
    Comunque per il resto potresti informarti sulle cooperative che trattano l’usato, molte riciclano anche i capi che non sono in ottimo stato per costruire altri oggetti. A Vicenza ad esempio c’è la Cooperativa Insieme:
    http://www.insiemesociale.it/
    In bocca al lupo, e per i cambiamenti sostanziali, quelli che ti scombussolano l’esistenza,hai tutto il mio supporto (qualcosa ne so).
    Un abbraccio.
    Mariela De Marchi Moyano di recente ha scritto C’è qualcosa che bolle in pentola

    1. E se tu hai in programma un giretto in zona Piemonte avvisami! 😉 Per alcune cose cmq si potrebbe anche pensare a una spedizione…

      Buona idea le cooperative, mi informerò!

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