Il decluttering del bamboccione

Lorenzo è autore di Keep It Simple e mi ha fornito questa interessante prospettiva su come fare decluttering quando non si vive da soli e bisogna fare i conti… con mamma e papà, e con la possibilità di agire solo su un ambito limitato della casa. Avere a che fare con un compagno o una compagna poco minimalisti potrebbe essere, per certi versi, anche più complicato (a me è andata bene!)… ma eccovi la sua esperienza. 

Per diversi motivi che non sto a spiegare abito ancora in casa con i miei genitori (bamboccione? naa, diciamo di no :P), e quindi non avevo la possibilità di incominciare, da un giorno all’altro, a eliminare a destra e a manca tutte le cose che avevo capito essere non solo inutili, nella nostra casa e vita, ma addirittura dannose. La quasi totalità degli articoli dei vari blog e libri sull’argomento danno per scontato che si sia gli unici abitanti del proprio spazio o che comunque il rapporto sia quello che ci può essere tra marito e moglie o equivalenti. Ma non è raro imbattersi in persone che non sono più bambini ma che abitano ancora con i propri genitori, o che, per motivi di studio o di lavoro, si trovano a condividere uno spazio con altri. Nel mio caso specifico il primo passo è stato prendere in mano la gestione della mia “casa all’interno della casa”, ovvero la mia stanza, che si è dimostrata un’ottima palestra. Non mi ero mai pienamente reso conto di quante cianfrusaglie e “roba” (in senso spregiativo) contenesse. Negli ultimi anni mi ero sì dedicato, per lo più inconsapevolmente, a una forma di decluttering piuttosto leggero; ma ora, a fronte di una nuova e acquisita consapevolezza, vedevo chiaramente che era stata soltanto la punta dell’iceberg.

La prima mossa è stata eliminare i vecchi giocattoli che erano stoccati un po’ qua e un po’ là, in scatoloni più o meno nascosti, alcuni sistemati su mensole, ad esempio alcuni modellini di auto fra i miei preferiti (sì… ma diversi anni fa). Lo stoccaggio in scatoloni nascosti è peraltro una pratica “sleale”: piuttosto che affrontare il problema, lo nasconde e ne rimanda la soluzione a tempo indeterminato.

La stessa via dei vecchi giocattoli è stata presa da tutta una serie di gadget accumulati (e anche questi “sapientemente” nascosti) nel corso degli anni, non solo privi di qualsiasi utilità pratica, ma anche non collegati a ricordi specifici. Con lo smaltimento di tutti questi oggetti anche uno dei “nascondigli”, finalmente svuotato, è diventato disponibile ed è stato riciclato come ripostiglio.

Con questo primo passo un sacco di roba inutile ha preso la via ben più “nobile” di parenti più piccoli e associazioni di volontariato che, senza ombra di dubbio, sapranno valorizzarla meglio di una scatola buttata in un angolo.

Nella mia stanza è presente anche il mio angolo “studio”, costituito da due scrivanie. La prima è occupata da una coppia di giradischi e mixer (sono appassionato di musica elettronica e, in passato, anche di djing), ormai in disuso, che sono stati prontamente messi in vendita e aspettano soltanto che l’acquirente se li venga a prendere; mentre l’altra scrivania, angolare e più spaziosa, è dove trascorro la maggior parte del tempo che passo in casa, ed è dedicata all’informatica. Questa zona è sempre stata mediamente organizzata e sgombra, ma una bella ripulita non ha guastato: via tutti i componenti hardware vecchi, ma anche quelli più nuovi se inutilizzati (inclusi vecchi computer e monitor): regalati, con piacere, a chi ha avuto la voglia e il tempo di recuperarli, oppure portati in discarica, insieme a una serie di vecchie scatole (tendenzialmente cerco di tenere sempre gli imballaggi originali, in vista di problemi in garanzia o di vendita successiva), di prodotti ormai fuori garanzia, non più funzionanti o senza mercato. Alcune scatole contenevano accessori, manuali e garanzie varie: accessori, manuali utili e garanzie valide sono ovviamente rimasti e sono stati opportunamente raccolti, tutto il resto buttato. Alla fine ho tenuto soltanto due pc completi e un monitor: una workstation con monitor e un server senza monitor. Ho colto l’occasione anche per riorganizzare i cavi sotto e dietro la scrivania, riunendoli e ordinandoli. Per quanto riguarda i ripiani superiori, i cassetti e gli sportelli della scrivania ho provveduto a fare ordine e pulizia fra i vari cd, libri e accessori e sono riuscito a liberare diverso spazio, ottenendo un effetto estetico immediato, e ovviamente la possibilità di sfruttare questo stesso spazio in futuro.

Il passo successivo è stato prendere di mira la libreria, piena di vecchi libri per ragazzi e collezioni di quelle che si vendevano in edicola e duravano un’eternità, e erano allegate alle riviste per bambini. C’erano anche una discreta quantità di dispense e appunti universitari, in buona parte inutili per le mie esigenze future. La quasi totalità dei vecchi libri per ragazzi e una piccola parte delle collezioni ha preso la strada di parenti più giovani o della biblioteca per ragazzi della mia città, fatta eccezione solo per alcuni libri di particolare valore affettivo (“Il libro segreto degli gnomi” e “Il manuale delle giovani marmotte” :D). Ho conservato la maggior parte delle vecchie collezioni, relegandolo sui ripiani più bassi e meno visibili della libreria… rimandando il problema (sono consapevole che non si fa, ma… work in progress). Le dispense e i vecchi appunti non più utili si sono rivelati un’ottima fonte di carta da riciclo.

Il passo finale è stato rimuovere dalle pareti una serie di quadri, foto e quadretti che erano collegati a ricordi “inutili” o già adeguatamente “archiviati”.

Le pareti spoglie danno veramente un senso di pace e serenità, così come la possibilità di disporre di piani di lavoro, ripiani e spazi completamente vuoti.

Fatto il primo passo, quello più impegnativo, a intervalli regolari reispeziono il tutto per tenere sotto controllo i “nuovi arrivi”; ogni volta trovo sempre qualcosa di inutile, magari fra le cose vecchie: se una volta poteva sembrare utile o “caro”, alla luce della nuova consapevolezza non è altro che “roba”.

Il ruolo dei miei genitori

Durante questa opera di decluttering sono incorso, inevitabilmente, nelle osservazioni dei miei genitori. Le obiezioni della mia mamma sono facilmente prevedibili, anche alla luce di due premesse: in casa nostra c’è una quantità di libri più o meno equivalente a quella di una libreria (intesa come negozio di libri!) di medie dimensioni; e lei è un’educatrice di asilo nido, e quindi:

– far uscire un libro di casa è un’impresa ardua, che richiede coraggio e sangue freddo;

– nella sua idea, tutti gli oggetti per bambini/ragazzi “mi serviranno quando avrò dei figli”

A parte gli scherzi, anche mia madre è rimasta marginalmente coinvolta, e diversi suoi vecchi libri hanno preso la strada della biblioteca, mentre alcune delle mie cose (libri e giocattoli) sono finiti proprio all’asilo nido.

Mio padre, invece, tende ad accumulare e conservare tutto quanto funziona oggi e potrebbe essere utile in futuro. In linea di massima, il suo è un comportamento che capisco e in parte approvo, ma penso sia necessario mettere dei paletti, altrimenti si rischia di rimanere sommersi. C’è da dire, però, che per quanto riguarda il decluttering di camera mia si è tenuto piuttosto alla larga, fidandosi del mio giudizio; e anzi, per quanto riguarda gli oggetti da me considerati “da smaltire”, si è dimostrato parecchio utile nel consigliarmi una possibile modalità e nell’aiutarmi a metterla in pratica.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

CommentLuv badge