Bits and pieces – 25/03/2011

Giornata pigra, oggi, un po’ perché da sabato sono afflitta da tosse e infreddatura assortite che mi fanno più sconvolta del solito (che brutta cosa la vecchiaia), un po’ perché sono riuscita a consegnare ieri tutti i lavori che dovevo e quindi posso cominciare il fine settimana con un po’ di anticipo. Avrei anche dormito un po’ di più, ma la tosse (e la vecchiaia, sempre lei) ha deciso altrimenti, perciò eccomi qui a proporvi qualche spunto (spero) interessante. 

La prima segnalazione non può che essere relativa a Fa’ La Cosa Giusta!, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, che si inaugura proprio oggi a fieramilanocity. Tra moda critica, cibo biologico, cosmetici naturali, turismo eco-solidale e soluzioni per la mobilità “leggera”, ce n’è per tutti i gusti. L’ingresso costa 6€ per una giornata o 10€ per i tre giorni, comprensivi rispettivamente del catalogo della Fiera o del volume “Vestiti che fanno male”; entrano gratis i ragazzi fino a 14 anni e chi è socio Coop ha 1€ di sconto. Non avete scuse! 🙂
Noi c’eravamo stati, quasi per caso, qualche anno fa, forse addirittura alla prima edizione, mirando allo stand di OnFuton: ci allettava molto l’idea di un letto giapponese “vero”, tatami+futon, che abbiamo poi comprato quel giorno stesso. Nessun acquisto (compulsivo o quasi), fu più azzeccato; vi assicuro che ci si dorme come in paradiso. Futon a parte, il ricordo è di una grande allegria, un panino al salame da urlo e un sacco di stand interessanti. Sono felice di tornarci forte della mia nuova “consapevolezza” minimalista 🙂

È bello vedere come anche da noi si stiano diffondendo sempre di più certe idee e certi atteggiamenti: che sia per consapevolezza acquisita o per necessità, quel che conta è il risultato finale! Ecco qualche esempio:

Downshifting per caso, che racconta di un’esperienza di downshifting

Vivere Verde, una serie di geniali suggerimenti “per una vita sana ed ecologica”

Riciclo con scambi e baratti, gruppo su Facebook dedicato al baratto, aperto pochissimo tempo fa e già incredibilmente attivo.

Minimalist.it, un aggregatore di blog sul tema (indovinate?) del minimalismo. Se avete un blog sull’argomento, non esitate a iscrivervi! Elisa ne sarà più che felice.

Abbandoniamo il Bel (?) Paese e saltabecchiamo dall’altra parte dell’oceano:

15 Clutter Busting Routines For Any Family, ovvero “15 tecniche per eliminare il caos a prova di famiglia”, ad esempio riporre i piccoli elettrodomestici anziché tenerli sul piano di lavoro, lavare una tazza o un piatto appena si è finito di usarlo, piegare/riporre subito i vestiti (o metterli da lavare), eliminare i soprammobili, mantenere il più possibile sgombre le superfici… niente di rivoluzionario, le tecniche sono sempre quelle, ma hanno in comune le cosiddette “micro-action”: in una parola, spesso è più efficace la somma di tante piccole azioni quotidiane, che non l’Operazione da intraprendere una volta all’anno (al mese, alla settimana) con modalità e strategie degne dello sbarco in Normandia. Penso alle faccende domestiche (ne ho già parlato qui), forse perché si avvicina a grandi passi la primavera (vedere alla voce “Pulizie di”), all’ulteriore sgombero del guardaroba di cui sto parlando da mesi e che non mi decido mai a fare. Penso alle piastrelle della cucina che io e Marco abbiamo pulito una a una, amorevolmente, con la vaporella, la spazzola e lo straccio, nel corso degli ultimi 2/3 fine settimana; e al decluttering, naturalmente, che abbiamo fatto una stanza alla volta, e che continuiamo a fare, un oggetto alla volta o quasi. Che la strada sia questa? È un po’ difficile da accettare, per me che sono la donna delle grandi risoluzioni e delle grandi manovre, che tipicamente parte in quarta e quando succede si salvi chi si può. Vedremo.

Sempre dallo stesso blog, The Domino Effect of Simple Living. “Vivere con meno” ha decisamente un effetto domino e io posso testimoniarlo personalmente, perché dalla lettura di qualche blog sono arrivata a svuotare casa, a vendere la mia (adorata) macchina, a spendere (molto) meno, a fare ricerche sui detersivi fai da te… Eccovi la progressione, ditemi se non è interessante:
Sgombero degli armadi -> Ottimizzazione del guardaroba –> Meno shopping -> Meno debiti/più risparmi –> Meno stress/preoccupazioni –> Più libertà personale –> Più tempo per perseguire le proprie passioni –> Più felicità e realizzazione personale.

Sul tema guardaroba e armadi (sì, sono ossessionata): The Minimalist Wardrobe (aka The 10-Item Wardrobe). Avete letto bene, 10 (DIECI) capi. Premettendo che a) non posso farcela b) nemmeno ne sento l’esigenza, sono articoli che fanno pensare. Io ho più di 10 “capi” solo contando le borse (sigh). Sicuramente è sensatissimo il consiglio di cercare di comprare capi che vadano d’accordo tra loro, soprattutto per quanto riguarda i colori. Bellissimo il maglione viola acceso, ma se poi resta nell’armadio perché sappiamo con cosa abbinarlo… ecco, ci siamo capite.

Salto di palo in frasca, ma nemmeno tanto, e vi invito a leggere due post “estremi”, con tanto di maiuscole:
HOW TO DROP EVERYTHING AND JUST GO (“Come mollare tutto e andarsene”)
THE PSYCHOLOGY BEHIND QUITTING ONE’S DAY JOB (IT’S NOT THE END OF THE WORLD NOR IS IT IMPOSSIBLE) (“Mollare il proprio lavoro: non è la fine del mondo e nemmeno impossibile”)

Per finire, un suggerimento di lettura sul problema, sempre molto sentito, della procrastinazione: The Little Guide to Un-Procrastination di Leo Babauta, autore di Zen Habits e “signore” incontrastato del minimalismo americano (e quindi del minimalismo tout court) 😉

Non mi resta che cogliere l’occasione per ringraziare di nuovo tutti quelli che leggono e commentano i miei post, e che seguono la pagina di Minimo su Facebook. Grazie, di cuore, e buon fine settimana a tutti.

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5 thoughts on “Bits and pieces – 25/03/2011

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