A sufficienza: lo spazio nella terra del “basta così” (V)

Quinto appuntamento con la serie di post dedicata alla terra del “basta così”. Questa volta parliamo di spazio.

Gli altri articoli della serie:

– A sufficienza: vivere nella terra del “basta così” (I)

– A sufficienza: i soldi nella terra del “basta così” (II)

– A sufficienza: il tempo nella terra del “basta così” (III)

A sufficienza: vivere disconnessi nella terra del “basta così” (IV)

Come sempre, grazie a Courtney, che potete seguire sul suo blog Be More with Less e su Twitter.

A sufficienza: Spazio

Spazio è sicuramente una parola molto usata, quando si parla di minimalismo: è necessario per incanalare la nostra energia e concentrarci su quello che conta di più. Non è solo una stanza vuota, ma qualcosa che ci circonda ovunque. Siamo onesti:  è dura rendersi conto di qual è il nostro spazio in un aeroporto, ad esempio, semplicemente perché non ne abbiamo… Detto questo, creare spazio è un’arte a tutti gli effetti, e con un po’ di attenzione si può fare ovunque.

Questo è il quarto post di una serie, iniziata con Living in the Land of Enough, pubblicato su uno dei miei blog preferiti: becomingminimalist.com di Joshua Becker.

Fate spazio

Fate spazio in casa. Non c’è bisogno di buttarsi su un grandioso progetto di sgombero, basta dedicarsi a una stanza, o magari a una sola parete, e mantenerla il più pulita e sgombra possibile. Indipendentemente dallo stato del resto della casa, quella zona rappresenterà un ottimo promemoria di cosa potrebbe significare “vivere con meno”. Questo era il consiglio per chi volesse trascorrere un breve periodo nella terra del basta così: per una permanenza prolungata (una vita o giù di lì), dobbiamo prendere in considerazione davvero gli spazi in cui trascorriamo il nostro tempo, ponendoci domande come:

Che sensazioni mi comunica  una stanza vuota?

Il mio spazio di lavoro stimola la produttività?

La mia camera da letto è organizzata in modo da favorire un buon sonno?

Gli ambienti di lunga permanenza, come cucina e soggiorno, trasmettono una sensazione di stress o di tranquillità?

Quando viaggio, riesco a proteggere il mio spazio?

Uno dei maggiori vantaggi del “vivere con meno” è il fatto di poter creare spazio velocemente. Avere più spazio contribuisce alla tranquillità e alla capacità di concentrarsi su ciò che è veramente importante. Gli ambienti nei quali trascorriamo la maggioranza del nostro tempo sono un’estensione di noi: non sempre riflettono necessariamente la nostra reale identità o come vogliamo vivere, ma guardandoci intorno possiamo ottenere un quadro abbastanza fedele della nostra condizione attuale.

Come fare spazio

Armadi – Cominciate dagli armadi e prendete slancio per il decluttering del resto della casa: dove per “armadi” intendo qualsiasi spazio in cui riponete i vestiti. Ecco come consiglio di procedere:

Create quattro pile di vestiti e siate spietati.

Pila numero 1: capi che amo, che mi stanno bene e che metto spesso: da tenere.

Pila numero 2: capi che voglio tenere ma non so perché.

Pila numero 3: capi che non mi stanno bene o non sono adatti a me: da regalare.

Pila numero 4: capi in cattive condizioni: da buttare.

Buttate la pila n. 4.

Impacchettate i capi della pila n.3 e caricateli in macchina prima di avere tempo per ripensarci.

Rimettete nell’armadio i capi della pila n.1.

Riponete tutti i capi della pila n.2  in una scatola e piazzatela in fondo all’armadio per 30 giorni.

Se dopo un mese non vi sono serviti liberatevi di tutto quanto senza aprire la scatola.

Camera da letto – Per me la TV non dovrebbe entrare in nessuna stanza della casa, ma in camera da letto è assolutamente da evitare. È un ambiente da destinare a due sole attività: il sonno e il sesso, attorno alle quali è fondamentale far ruotare questo spazio (anche se ovviamente si farà anche altro, come leggere, o vestirsi). La camera da letto dev’essere uno spazio quasi sacro: se è invasa da pile di conti da pagare, dal computer o dalla TV, l’energia e lo spazio cambiano e noi con loro.

Cucina – Ovviamente la cucina è il luogo deputato al cibo, da consumare e da cucinare, ma spesso è anche quello in cui tutta la famiglia si riunisce in altri momenti della giornata; e, quando abbiamo ospiti, finiamo per stare tutti in cucina. Posti come l’Ikea rendono quasi irresistibile la tentazione di riempirla di gadget e attrezzini di tutti i tipi. Resistete! Quanti set di dosatori, bicchieri da vino, ciotole o cucchiai di legno potete usare contemporaneamente? Consiglio caldamente di seguire le indicazioni di questo post, in particolare proprio per stabilire di cosa avete veramente bisogno in cucina. Immaginate di poter fare il pane senza dover spostare cinquanta oggetti dal piano di lavoro, o di invitare degli amici per un bicchiere di vino senza dover passare un’ora a sistemare in giro…

Ufficio – Caldamente consigliato, se possibile, evitare del tutto di avere un ufficio e crearvi uno spazio di lavoro vostro. Indipendentemente dal dove, strutturate il vostro spazio in modo che sia privo di distrazioni e vi consenta di concentrarvi sul lavoro da svolgere. Ovviamente una pila di fogli o un post-it non “parla” letteralmente, ma rappresenta un elemento di distrazione. Mantenete sgombra la scrivania e ancora di più il desktop del computer. Se il vostro  spazio di lavoro è limitato a quest’ultimo, fate attenzione a tutto ciò che può riempirlo. Chiudete il client di posta, escludete tutte le altre distrazioni e dateci sotto.

Auto – Magari siete anche voi “Simply Car Free“; se non è così, prendetevi cura anche di questo spazio in modo che possa portarvi in sicurezza dal punto a al punto b. Per cominciare, spegnete il telefono appena vi allacciate la cintura. Mettete i bagagli o borse sul sedile posteriore o nel baule, tenendo a portata un sacchetto per l’immondizia, in modo che torsoli di mela o bottigliette d’acqua non se ne vadano in giro per l’auto mentre guidate. Smettete di dedicare questo tempo e questo spazio per fare altro: lo so che avete quella telefonata da fare, o quegli appunti da prendere. Anche io facevo lo stesso. Ho smesso. Fatelo anche voi.

Viaggi – Sto scrivendo questo post da un albergo di Denver, perciò so bene quanto possa essere impegnativo crearsi un po’ di spazio durante un viaggio: aeroporti, aerei, navette, camera d’albergo, ristoranti… I modi per riuscirci esistono ma, se non è possibile, fate in modo che il vostro obiettivo sia proteggere quel poco spazio che avete. Anziché affannarvi per mettervi subito in coda all’imbarco, sedetevi in un’area di attesa meno affollata e imbarcatevi per ultimi. Portate meno bagaglio, in modo da non dovervi preoccupare di trovare spazio per le vostre cose. Portatevi il cibo in albergo, anziché spendere (troppo) per mangiare fuori. Mentre siete in viaggio, fate visita a un museo, o una palestra di yoga, e godetevi lo spazio.

Mente – Sull’argomento si potrebbe scrivere un post a parte ma, in due parole, sappiate che è possibile liberare spazio nella propria mente semplicemente riducendo le attività che svolgiamo. Lavorare e vivere con il cervello in sovraccarico significa dormire male, non riuscire a pensare con chiarezza e prendere decisioni che nascono dalla frustrazione e dalla paura, anziché dall’obiettività e dall’ispirazione. Rallentate, rinunciate al superfluo e, letteralmente, aprite la mente.

Mentre fate spazio, ricordate che meno non significa nulla. Alcuni minimalisti vivono in stanze vuote dalle pareti disadorne e dai mobili monocromi. Pur apprezzando questo tipo di gusto, le mie pareti sono piene di colori, con fotografie e quadri. È un ottimo modo per non dimenticare che il minimalismo non è un prodotto preconfenzionato: è uno stile di vita, che cambierà per ognuno. Con un cane, due gatti e un figlio adolescente, non posso fingere di vivere  in un museo. Non ci saranno molte “cose” ma, quando entro in casa, la sento mia.

E voi, dove vorreste creare più spazio?

Qualche osservazione mia (elle): il nostro intero percorso minimalista è partito dal decluttering, e “fare spazio” è un’esigenza che sento fortissima. Più ne ho più ne vorrei, e davvero non riesco a esprimere la sensazione di pace che mi viene dal vedere una superficie finalmente sgombra o un cassetto della cucina finalmente ordinato. Sono in tanti ad arrivare su questo blog cercando proprio “decluttering”, “liberarsi del superfluo” e simili, quindi credo sia un’esigenza sentita da più persone e a più livelli diversi, indipendentemente da come vogliamo chiamarla. A parte questo (e in particolare gli ottimi consigli sul decluttering degli armadi, che devo ancora mettere in pratica seriamente), mi colpisce l’idea di cercare di tutelare il nostro spazio mentre viaggiamo. Io vivo in rapporto semi-simbiotico con il mio spazio, inteso come casa, perché ci vivo e ci lavoro, spesso trascorrendo giorni interi senza uscire (lo so, non è sano, lo so); lasciarlo è sempre un piccolo trauma, e tornarci sempre un piacere, quasi un sollievo. Non avevo mai riflettuto sul fatto che parte della sensazione di “stordimento” che provo (e forse non sono l’unica) quando mi trovo su un aereo, o su un treno, nasce anche dal fatto di avere a disposizione uno spazio “mio” molto limitato. Lo scambio casa, in questo senso, sicuramente aiuta: non solo in termini di metratura disponibile, ma anche perché mi viene molto più naturale “appropriarmi” dello spazio in una casa, anziché in un luogo anonimo per definizione come una stanza d’albergo.
Come sempre, aspetto i vostri commenti: sentite l’esigenza di fare spazio, e dove? Siete come me e un foglio sulla scrivania è già un elemento di disturbo insopportabile (sono vagamente OCD, l’ho già detto), oppure vivete allegramente in mezzo a quello che gli altri definiscono caos senza avere nessun problema?

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