Vacanze minime – II

(English version)
Qui il primo post, dove ho parlato di qualche proposta alternativa e “slow” per le vacanze. Ovviamente, in tema di modi di viaggiare alternativi, non potevo non citare lo scambio casa. Di cosa si tratta? Esattamente di quello che suggerisce il nome: noi andiamo a casa di qualcuno che a sua volta viene a casa nostra. Se volete leggere in dettaglio della nostra esperienza potete partire da qui. Io posso aggiungere cosa non è lo scambio casa (e relative associazioni) in generale (a costo di sembrare un po’ odiosa…).

Le associazioni di scambio casa non sono agenzie viaggi: si paga solo una quota di iscrizione annuale di un centinaio di euro, che permette l’accesso al database dell’associazione. Gli accordi tra i soci per realizzare lo scambio possono venire formalizzati tramite un apposito contratto, ma tutto si basa sulla correttezza e sulla fiducia reciproca, senza scambi di denaro. Allo stesso tempo, l’associazione funge da garante: ad esempio, dopo due segnalazioni negative (che possono riguardare la scarsa pulizia della casa, ad esempio) si viene espulsi. Il ruolo dell’associazione ovviamente varia a seconda della disponibilità e della capacità del coordinatore nazionale.

Lo scambio casa non è un modo per viaggiare risparmiando sull’alloggio: se già state pensando di iscrivervi perché l’idea di viaggiare a sbafo vi fa brillare gli occhi, lasciate perdere. Lo scambio casa è cultura, è un’opportunità per incontrare persone interessanti, per conoscere un posto più da vicino e viverlo meno da turista. NON È un modo per approfittare di polli che, non si riesce proprio a capire come mai, sono disposti a farvi vivere a casa loro: perché quei polli, nel frattempo, staranno a casa vostra. E sì, dormiranno nel vostro letto, useranno il vostro bagno, toccheranno le vostre cose. Se questa idea vi fa venire la pelle d’oca, ma vi viene da dire che “potreste adattarvi” pur di viaggiare gratis, andrete incontro a una serie di pessime sorprese, vi rovinerete le vacanze, e le rovinerete ai polli di cui sopra, poveracci. Lo ripeto: lasciate perdere.

Le associazioni di scambio casa non sono agenzie di scambio per case di lusso: non si scambia “alla pari”, chi ha la villa in Sardegna non ha “diritto” a pretendere l’attico a Manhattan (anche perché fare questo tipo di equivalenze può essere un po’ un problema), Ovviamente, nulla vieta di selezionare i propri partner di scambio in base al “prestigio” della casa in cui abitano, ma lo spirito non è questo. Per inciso, a noi è quasi sempre andata molto bene: nel senso che ogni casa in cui siamo stati aveva una sua personalità particolare, e ognuna ci ha lasciato ricordi indimenticabili. La finestra della cucina da cui tenere d’occhio il vicinato canadese mentre lavavo i piatti. Il mini balcone fiorito dell’appartamento a Bruxelles. La sauna in Finlandia. Le scale ultraripide della casetta di Parigi. Nessuna camera d’albergo mi avrebbe potuto regalare queste cose. Ed è per questo che, potendo, in un albergo non ci metterò mai più piede 🙂

Per fare scambio casa, non guasta: conoscere le lingue; essere adattabili e flessibili, ma anche decisi; avere voglia di “esporsi” un po’. Io amo lo scambio casa anche perché ogni scambio è, per forza di cose, un piccolo salto nel buio. Io con i salti nel buio ci sono sempre andata poco d’accordo, ma allo stesso tempo penso che, ogni tanto, sia necessario e vivificante uscire dallo spazio che abbiamo costruito a nostra immagine e somiglianza, e confrontarci con il mondo che a nostra immagine e somiglianza non è. L’altra cosa impagabile è l’opportunità di vedere posti dove altrimenti non saremmo mai andati: difficilmente si finisce nella classica destinazione turistica, o magari sì, ma in un quartiere alternativo (com’è capitato a noi con Parigi). Le richieste di scambio o homesitting pubblicate sul sito, magari per il mese successivo, sono perfette per chi ha una relativa libertà di movimento sul lavoro ed è anche sufficientemente curioso (o scemo) da andare… in Finlandia a febbraio 🙂 La maggior parte degli scambi, comunque, vengono organizzati con mesi di anticipo (è il caso del nostro prossimo scambio in California), durante i quali si finisce per conoscersi, se non per diventare amici; questo per rispondere alla classica obiezione del “ma fate venire degli estranei dentro casa”. L’altra obiezione classica è “ma se vi rompono qualcosa”. La mia risposta è che a) in casa nostra non c’è nulla di così costoso che, anche dovendolo sostituire, in tre anni di scambi in giro per il mondo non avremmo comunque ammortizzato, volendo fare un discorso prettamente monetario e b) che comunque non è mai successo (incrociando le dita!).

Per concludere: non voglio convincere nessuno. Anche perché, meno iscritti ci sono in Italia, più possibilità abbiamo noi 🙂 Non voglio dire che chi preferisce l’albergo o il residence è un povero cretino. Vorrei non dover più leggere cose come queste. E vorrei riuscire a comunicare quanto sia bello viaggiare in questo modo. Ma non ci riesco mai: l’unico modo per capirlo è provare.

Chi avesse domande o volesse maggiori informazioni ovviamente è il benvenuto; lasciate un commento oppure contattatemi direttamente. E infine, cambiando totalmente argomento, ma sono molto orgogliosa e quindi non potevo omettere di citarlo: andate qui e guardate chi c’è al numero 4 🙂

minimo è anche su Facebook e su Twitter

15 thoughts on “Vacanze minime – II

  1. non conoscevo questa possibilità, ma mi interessa moltissimo!!! non sono così possessiva da vivere la presenza di gente per casa come violazione della privacy o con ansia, mi sentirei proprio di provare..
    Ne parlerò al marito, vediamo se si arriva al lancio dei coltelli 😀
    Mamma C di recente ha scritto I venerdì del libro

    1. E aggiungerei anche che, se si viaggia con dei bambini, è ancora più comodo: si scambia con altre famiglie, e quindi si arriva in una casa già “attrezzata”. Mi raccomando, se sei curiosa di saperne di più sai dove trovarmi.

  2. Ma sai che questa cosa mi ha incuriosita tantissimo??
    Hai visto mai che finalmente riuscirò ad andare a San Francisco che è il mio sogno nel cassetto n.1…
    p.s.complimenti per la trasmissione 🙂 veramente interessante il tuo blog. mi fa sentire meno marziana!

    1. Ciao Elena! Capiti a fagiolo, sono stata sul tuo blog stamattina ma non ho potuto lasciare un commento (mancava la possibilità di loggarsi con nome/sito, non so perché). Grazie per i complimenti!
      Caso vuole che anche noi desiderassimo andare a SF da un bel po’ e che ci abbia detto bene, ci ha contattato una coppia californiana che abita in zona e quindi… quest’estate si parte!

  3. @ Mamma C: Ho parlato dello scambio casa con qualche centinaio di persone durante questi primi 5 anni di esperienza diretta (e più che positiva!), e tutti, ma proprio TUTTI si trincerano immediatamente dietro il coniuge che si opporrà di sicuro…Forse sono fortunata o forse ho scelto il coniuge giusto, ma mio marito, appena gliel’ho detto, ha avuto un’adesione entusiastica all’idea. Se avesse sollevato obiezioni lo avrei lavorato ai fianchi fino a fargli cambiare avviso: dopotutto la parola “donna” non è che la contrazione del latino “domina”: padrona, almeno in casa…Trovo più difficile il caso del marito favorevole e della moglie contraria a provare lo scambio, poichè la collaborazione di “Lei” è fondamentale nel preparare l’alloggio per gli ospiti nel 99% dei casi. Questa operazione è forse l’unica un po’ laboriosa, ma la facciamo volentieri perchè, alla fine, saremo noi a raccogliere i frutti del nostro lavoro, ritrovando al nostro rientro la casa in perfetto ordine!

    1. Capita spesso anche a me, ma non penso sia una scusa, e forse non è nemmeno così scontato che, in quanto donne, riusciamo necessariamente a far cambiare idea al marito/fidanzato…
      È vero che, nel caso mio e di Marco, inizialmente lui era titubante, mentre ora è entusiasta; ma si trattava appunto di titubanza, non di un atteggiamento totalmente contrario. Credo che valga lo stesso discorso che ho fatto in un post di qualche tempo fa per il minimalismo: non si può convincere qualcuno a fare scambio casa, se non è giá “predisposto”. È una cosa che ti senti di fare e allora ti ci butti, oppure che non puoi proprio concepire, aldilà di tutti ai ragionamenti e le razionalizzazioni.

    1. Ciao Cristina
      ti ringrazio per la segnalazione. Io ovviamente non conosco scambiocasa direttamente, ma the more the merrier…

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

CommentLuv badge