Del viaggiare leggeri – I

Cosa significa “viaggiare leggeri”? Per me, che sono una maniaca del controllo, è sempre stata quasi un’utopia. Ho passato anni a trascinarmi dietro Samsonite straripanti riempite all’insegna del “non si sa mai”, il cui contenuto spesso ritornava a casa intonso dopo essersi fatto un giro per il mondo. Le cose hanno iniziato a cambiare a causa di due fattori: il primo, le restrizioni al peso e alle dimensioni dei bagagli imposte dalle compagnie aeree, in particolare low cost; il secondo, il fatto che viaggiando con Homelink abbiamo normalmente a disposizione una lavatrice, magari un’asciugatrice, e in generale la dotazione di un’intera casa cui attingere, e questo contribuisce a mitigare la mia ansia. Pian piano ho realizzato che esistono due modi per “alleggerirmi”: il primo, fare i bagagli in modo razionale, e quindi semplicemente ridurre la quantità di “cose” (abbigliamento ma non solo) che mi porto dietro. Il secondo, digitalizzare: sfruttare iPhone e iPad (nel mio caso), uniti a una serie di app, per portare con me determinati oggetti necessari in forma digitale anziché fisica. In questo primo post mi occuperò della prima modalità.

La settimana scorsa abbiamo fatto un viaggetto, e questo ci ha dato l’occasione per un po’ di “minimalismo applicato”. Devo dire che sono orgogliosa del risultato: siamo riusciti a partire con un trolley a testa (uno delle dimensioni del bagaglio a mano, l’altro leggermente più grosso; nessuno dei due enorme), più la Crumpler. Marco non ha portato la macchina fotografica, ma “solo” portatile, iPhone, Kindle*; io ho con me iPhone e iPad. So bene che per qualcuno sarà sempre troppo, ma per me è stato un grosso passo.

Durante la settimana ho fatto tre lavatrici e qualche riflessione:

– apparentemente, Marco non ha sentito troppo la mancanza della macchina fotografica (e tutto sommato, grazie all’accoppiata Instagram + iPhone, anche io ho fatto qualche foto più del solito). Ovviamente scattare foto con un iPhone e una reflex non è la stessa cosa, ma in questo caso privilegiare la comodità e il minor ingombro ha sicuramente pagato

– è assolutamente idiota, ma nel corso della settimana mi è capitato di avvertire il desiderio di indossare qualcos’altro rispetto alle tre cose che mi ero portata. Tutto era sempre fresco di bucato, e tra parentesi non c’era nemmeno questa possibilità di fare chissà che sfoggio di guardaroba, visto che come tutti andavano in giro imbacuccati dalla testa ai piedi; eppure boh, ho avuto questa sensazione, e la conseguente tentazione di comprarmi qualcosa di cui ovviamente non avevo alcun bisogno. Ho resistito, ma sono ancora qui a chiedermi da dove nascesse questo bisogno. Mah.

– di cosa avrei potuto fare a meno: della borsa, per quanto piccola. Avrei potuto semplicemente tenere in tasca portafoglio e iPhone. Avevo approfittato dell’occasione per farmi regalare da Marco un portafoglio “minimo”, circa 9×12 (in pratica le dimensioni di una carta d’identità); eliminata una tonnellata di fuffa, devo dire che ho davvero notato la differenza in termini di peso (!).

– di cosa non avrei potuto/non potrei fare a meno: delle scarpe “giuste”, e del mio iPhone/iPad. Per i dettagli vi rimando al prossimo post 🙂

– per quanto riguarda il discorso beauty case, ovviamente è un argomento molto personale e quindi non mi dilungherò. Dirò solo che da un po’ di tempo porto con me appositi flaconcini di plastica da 100 ml, con varie “configurazioni” (sono quelli che si utilizzano per portare liquidi nel bagaglio a mano, per capirci), nei quali metto shampoo, balsamo, bagnoschiuma e quant’altro; la quantità è ampiamente sufficiente per un paio di settimane. L’altro “indispensabile” per me è l’Olio di Argan, ottimo prodotto tuttofare.

Insomma, il mondo non si è dissolto in una nuvola di detriti fumanti solo perché non avevo con me il dodicesimo cambio consecutivo in una settimana, o una borsa delle dimensioni del Burundi. Tra parentesi: perché noi donne ce ne andiamo (spesso) in giro cariche come bestie da soma, complice anche la moda che ha fatto tornare in auge borse grandi come container? Non lo so, ma almeno per quanto mi riguarda ha a che fare con l’ansia da prestazione, il voler essere pronte a tutto. l’istinto della matriarca che ha una soluzione per ogni problema. Come se le soluzioni ai veri problemi stessero in una borsa…

Per finire, eccovi alcuni link sul tema:

The Beginner’s Guide To Minimalist Travel“Packing light makes travel simple, so you can focus on having a good time, and not on how you’re going to avoid paying airline checked baggage fees.”

Extreme light travel – ovvero come ridurre il proprio bagaglio a quello che sta in una borsa (non so se definirlo un sogno o un incubo)

5 More Extraordinary Ways To Travel Like A Minimalist – “I hereby declare you ready to travel the world with the bare minimum. The absolute essentials. When you have the best time of your life thank yourself for having the courage to be a minimalist.”

Minimalist Mailbag: Traveling Light with Kids – dedicato alle mamme

Pack Light and Travel Happy – con un elenco dettagliato, anzi dettagliatissimo (!)

e infine OneBag che, a parte la grafica terribile, è una miniera di consigli molto pratici per viaggiare leggeri riducendo al minimo il bagaglio.

In italiano non ho trovato granché, e le poche risorse si concentrano sull’aspetto economico (che ovviamente è importante); per quanto mi riguarda, ancora una volta ad affascinarmi è la libertà (sempre lei) che deriva dal viaggiare più leggeri. Dalla fatica fisica del trascinarsi dietro una valigia da una tonnellata, dal rischio di venire derubati, di dimenticare, di perdere. Per me quest’ultimo aspetto è fondamentale perché, da buona maniaca del controllo, sono quasi ossessionata dal fatto di perdere il portafoglio, o l’iPhone, o le chiavi, e controllo mille volte di avere tutto con me: il fatto di avere una mini-borsa con le sole cose indispensabili (o addirittura di portare queste ultime direttamente in tasca) mi rende mille volte più serena. In fondo, viaggiare può essere un’ottima opportunità per renderci conto di quello che ci serve davvero: una specie di esperienza di vita minimalista in piccolo!

Come sempre, sarò felice di sentire i vostri commenti, e magari di sapere cosa ritenete assolutamente indispensabile quando viaggiate e di cosa invece potete fare a meno.


*Disclaimer: affiliate link. Se acquisterete il Kindle utilizzando questo collegamento, mi verrà riconosciuta una percentuale.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

24 thoughts on “Del viaggiare leggeri – I

  1. Pienamente d’accordo con te! se non si passa la propria “vacanza” dovendo partecipare a 7 gala su 7 giorni il bagaglio in pieno stile Liz Taylor non serve a nulla. Fermo restando che nell’emergenza più assoluta (ed io in questo sono maestro) e non si è al polo sud qualche negozio per risolvere il problema “vestito nuovo ed elegante” c’è sempre.

    Sono 2 anni ormai che anche noi, io e valeria, abbiamo ridotto il nostro bagaglio, imparando che i prodotti di igiene personale ci sono anche in altri posti (alle volte costano anche meno…) che portare millemila capi è stupido nonchè controproducente.

    Ma guardandomi in giro non vedo molte persone che la pensano come noi, anzi… alle volte io mi guardo intorno per capire dove stanno i loro sherpa con i bagagli….

    1. All’aeroporto in effetti ho visto gente non carica, di più, ma non giudico perché fino all’altro ieri ero nella stessa situazione… Il mio sogno sarebbe viaggiare solo con la biancheria e noleggiare il necessario a destinazione, sai che meraviglia sarebbe? 🙂
      E in effetti anche il beauty case fa una gran differenza, perché i flaconi di shampoo, creme etc. non solo occupano spazio, ma di solito hanno anche delle forme difficilmente “modulabili”.

  2. Sempre molto interessanti i tuoi articoli.
    Mi piacerebbe però sentire anche il parere di Marco per quanto riguarda la macchina fotografica.
    E’ vero, come scrivi anche tu, che le belle foto non dipendono dall’attrezzatura, ma fotografare con un iPhone o con una reflex fa molta differenza.
    Cosa ne pensa Marco? Ha sentito la mancanza di una macchina fotografica più “seria”?

    1. Grazie per i complimenti e per il RT su Twitter 🙂
      In realtà la pensiamo allo stesso modo: forse mi sono espressa male, ma sicuramente scattare con un iPhone o con una Reflex NON è la stessa cosa, anzi, per quanto la fotocamera dell’iPhone e il retina display (e Instagram :)) diano una grossa mano. I dettagli, comunque, te li darà lui sicuramente non appena avrà un attimo per passare di qui.
      Io ti posso dire la mia impressione, che è quella di una persona che magari ha un certo occhio per i soggetti ma tecnicamente è un’incapace totale, e che non porterebbe mai la macchina fotografica con sé. Avere l’iPhone mi permette di scattare al volo quando vedo un soggetto interessante, di applicare magari un filtro carino e di condividere l’immagine senza troppo sbattimento. Da questo punto di vista è sicuramente un vantaggio (uno di quelli di cui parlerò nel II post!)

    2. Ciao, eccomi!

      Debita premessa: ovviamente, in termini di risultati, non c’è paragone. Se dicessi che un iPhone è in grado di sostituire una reflex, avresti tutto il diritto di insultarmi, perché chiunque può capire che la gestione dell’apertura, dei tempi di esposizione e della messa a fuoco vanno a farsi benedire, così come lo zoom ottico. E non ci sono effetti che sostituiscano la mano del fotografo.

      Però, almeno in questo caso specifico, l’iPhone è stato secondo me un compromesso ideale per scattare foto più che dignitose in situazioni ben poco amichevoli: la qualità delle foto, per le mie necessità personali, è stata più che soddisfacente, e sostituire la borsa da 1kg dalla quale estrarre ogni volta la fotocamera, considerato anche il freddo che c’era, con un trappolino di qualche centinaio di grammi tenuto comodamente in tasca, è stato una vera manna.

      Spero di essere stato esaustivo. 🙂

  3. Ormai siete pronti per un lungo viaggio zaino in spalla e vi verrà spontaneo ridurre il superfluo. Dopo tutto supermercati, lavanderie a gettone e internet point ormai si trovano anche nel paesino più sperduto. Dal vostro bagaglio avrei tolto Iphone e Ipad e avrei lasciato la reflex… ma godo nell’essere irreperibile e quindi non faccio testo.

    1. Ciao Eugenio, e benvenuto 🙂
      MI sa che mi sopravvaluti però 🙂 Il viaggio zaino in spalla è uno dei miei sogni, e anche di Marco credo; ci penso spesso e mi domando continuamente come-dove-quando, e sopratutto se. Non sono una persona particolarmente adattabile (cioè, lo sono, alle mie condizioni… ;)), e temo fortemente che durante un viaggio del genere potrei trasformarmi in un’arpia insopportabile che dopo il primo entusiasmo si lamenta per tutto (e mi fanno male i piedi, e voglio farmi una doccia, e voglio cambiarmi, e questo letto fa schifo, e fa caldo, e fa freddo, e ho fame, e ci sono gli insetti…). Insomma, più che altro mi preoccupo per il povero Marco. Anzi… hai consigli?
      Per quanto riguarda iPhone e iPad sono una geek senza speranza… e rendermi irreperibile mi farebbe venire un’ansia pazzesca. Ma posso lavorarci 😉

  4. bentornati!! che invidia! mi piacerebbe provare homelink, mentre l’aereo ha cominciato a farmi paura 🙁
    Il mio punto di vista è un bel po’ diverso, come immagini! Le nostre vacanze tipo, da molto molto tempo sono in campeggio -senza animazione- con il nostro minicamper Vito Westfalia. Tutto si riduce al minimo per forza, ma ci si ricarica di grande libertà!
    Per l’abbigliamento.. che dire? Sono una donna sui generis perché non ho interesse per le borse. Mai avuto. Invece sull’abbigliamento e il trucco mi sono accorta di aver fatto un lungo percorso che mi ha portata a sentirmi più a mio agio senza trucco e con vestiti e scarpe comode. Sempre. Sarà il training delle pedalate per correre alla scuola materna in tempo e la difficoltà di giocare al parco con i tacchi? Io vado in giro con uno zaino con dentro portafoglio, qualcosa da mangiare, qualcosa da bere e un pacchetto di fazzolettini. Ah, le chiavi. In vacanza non porto il portafoglio ma una taschina da appendere sotto i vestiti. Niente di digitale se non a volte la macchina foto portatile. Per l’abbigliamento.. roba dignitosa e semi sportiva: io e mio marito tutto il necessario in uno zaino ciascuno, i bimbi tutto in un borsone. E il beauty? spazzolini, dentifricio, un doccia-shampoo. Pettine? Ma siamo in vacanza!!!!

    1. Come, l’aereo ha cominciato a farti paura?
      Per il resto, come al solito sei più minimalista di me 🙂

    1. Pensa che Marco è andato a NY pochi mesi dopo… Non avevo mai considerato la cosa da questo punto di vista.

  5. sono una sostenitrice della valigia minima, sicura che in qualche giorno non mi servono troppi cambi. Nei miei tempi d’oro mi bastava uno zainetto ridicolo. Ma tutto cambia se hai figli in età prescolare: le valigie iniziano a lievitare spropositamente. Sì, perché anche se l’uscita fuori porta è della durata di un we, bisogna considerare che lo squatter potrebbe rotolarsi nel fango, macchiarsi con la pasta al pomodoro, inciampare in una cacca di cane sul marciapiede e, nonostante sia quasi un anno che si è liberato del pannolino, potrebbe esserci un’emozione di troppo, che coinvolge tutto, dalle mutande alla maglia, ai sedili dell’auto o al letto.. Poi si necessita di adeguati strumenti di intrattenimento (macchine? libri? trenini? pennarelli e carta? due giorni sono eterni, se piove!!). Essere minimal nei bagagli con siffatta truppa è mission impossible.. 😉
    Mamma C di recente ha scritto I venerdì del libro

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