9 febbraio 2011 – Helsinki / Arabia outlet & Hakaniemi, cattedrali

Oggi non nevica e la temperatura è decisamente bassina, in più c’è un bel venticello artico che sposta la neve mica male. Insomma, viva san Goretex e viva le termiche, perchè senza mi sa che non potremmo uscire di casa. Viva anche le ruote chiodate della nostra Mondeo, perchè qui le strade NON le puliscono: semplicemente, tutti vanno piano, tutti hanno le ruote adatte e nessuno fa manovre da pirla… 🙂

Meta della mattinata: l’outlet Arabia, per la serie “facciamoci un giro in tram E del male”. L’ho già detto che io e il design finnico etc.? Ecco, il dialogo continua. Anche Marco ha trovato parecchi argomenti, e in realtà facciamo un paio di volte il giro del negozio tra l’esaltato (guardaaaa), l’intristito (non potremo MAI portarlo in aereo…) e il sollevato (non potremmo MAI portarlo in aereo). Valutiamo la possibilità di cercare di far passare come bagaglio a mano un meraviglioso carrello/barbecue spingendolo a mo’ di deambulatore, ma poi torniamo in noi e ci limitiamo a prendere un portacandela di Alvar Aalto. Piccolo, giuro.

Il peggio/meglio, però, deve ancora venire: accanto all’outlet c’è un altro negozio solo apparentemente più dimesso, dove troviamo una serie di attrezzature per la griglia e la cucina che MOLLAMI. Marca mai sentita da noi, e ovviamente non possiamo comprare nulla malgrado i prezzi assolutamente abbordabili; a parte un regalino per i nostri ospiti e un favoloso Kesto-leivinpaperi (a voi scoprire cosa sia, se avete voglia, io vi dico solo che penso sia una genialata senza confini). Una volta a casa scopriremo che in Italia effettivamente i loro prodotti non arrivano, ma che volendo si possono comprare online. Marco è felice.

Riprendiamo il tram fino al mercato coperto di Hakaniemi, che ci ricorda in piccolo il Pike Place Market e dove mangiucchiamo qualcosa, tra stand di cibi vari, legnosità e lanosità assortite e una coppia di italiani in evidente difficoltà linguistica (strano eh?).

Ci avventuriamo fuori e andiamo a visitare la cattedrale protestante neoclassica, che per quanto mi riguarda è una mostruosità inguardabile, e la cattedrale ortodossa. Il clima è molto russo, in effetti 😉 Torniamo verso il centro e facciamo una puntata all’ufficio del turismo, dove l’efficientissima addetta ci fornisce istruzioni su come evitare di prendere il taxi per andare all’aeroporto sabato (!), e da lì passiamo quasi per caso (io, lo ammetto, inizialmente l’avrei bypassato) in un caffè stupendo, paste e wifi compresi, dove facciamo tappa scattando foto a qualsiasi particolare, dimenticabile e non. Le tazze sono di design, ovviamente. Nessuna conclusione di giornata può essere più degna di questa, e di conseguenza ci facciamo violenza e lasciamo l’atmosfera ovattata del caffè direzione stazione ferroviaria e trenino verso casa.

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