5 febbraio 2011 – Vantaa

Sembra quasi strano, ma siamo qui già da più di un giorno. Cala il buio e si accendono luci ovunque, fuori e dentro le case. Siamo immersi in un paesaggio da sogno, neve a perdita d’occhio, alberi a perdita d’occhio, case di legno e di pietra di ogni colore, gente imbacuccata ma non troppo, bambini (in genere bellissimi) avvolti di piuma e di pile, e vocali. Aiutatemi a dire TANTE vocali. La traduttrice che è in me ha dovuto comprare una app per capire il significato di tutte quelle vocali!

E poi il silenzio. Dopo un’ora dal nostro arrivo in casa (atterraggio in perfetto orario, nessun problema con i bagagli, e due persone sorridenti che ci aspettavano all’arrivo), Marco era già pronto a vendersi la primogenitura per questo silenzio. La neve, gli alberi, la densità ridicola della popolazione, magari anche gli infissi (!): il silenzio qui si tocca e si annusa. E direi che sa di caffè (la bevanda nazionale finlandese), di cannella (pulla!) e di legno. Ad esempio, il legno della sauna che si sta scaldando in questo momento al piano interrato 🙂

Lo ammetto, sono una persona dai facili entusiasmi (la considero una virtù), e quando viaggio è difficile che non mi esalti per questo o per quello. Ma viaggiando con Homelink è impossibile il contrario. Ieri sera una cena spettacolare a lume di candela, chiacchierando e ridendo con i padroni di casa; stamattina, una colazione altrettanto spettacolare (con tanto di uova e bacon per un certo tizio che conosco, e di yogurt, lamponi e succo di mela fatto in casa). Direi che in nessun altro modo avremmo potuto ritrovarci a fare un vera sauna finlandese in una vera casa finlandese!

Marco: risalgo dal locale sauna dopo aver aggiunto l’ultimo ceppo, tra 10 minuti sarà pronta. Che dire? Per ora l’esperienza è, come al solito, più che positiva: padroni di casa eccezionali (per dirne una, quando abbiamo accennato alla possibilità di noleggiare un’auto non hanno voluto sentire ragioni e ci hanno lasciato le chiavi di entrambe le loro…), clima nemmeno troppo rigido e soprattutto silenzio, tanto silenzio. Perfino il centro commerciale, pieno di gente, era quasi silenzioso (unica eccezione: padre e figlio italiani… vabbé, sorvoliamo).

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