A sufficienza: il tempo nella terra del “basta così” (III)

Terzo appuntamento con la serie di post dedicata alla terra del “basta così”. Questa volta parliamo del tempo, risorsa tanto preziosa quanto trascurata.
Gli altri articoli della serie:
A sufficienza: vivere nella terra del “basta così” (I)
A sufficienza: i soldi nella terra del “basta così” (II)
Come sempre, grazie a Courtney, che potete seguire sul suo blog Be More with Less e su Twitter.

A sufficienza: Tempo

Il tempo è una delle risorse più preziose che abbiamo: non sappiamo quanto ce ne rimane, non possiamo fermarne, rallentarne o accelerarne la corsa, ma possiamo aumentare il tempo a nostra disposizione.

Questo è il secondo post di una serie nata da Living in the Land of Enough, pubblicato su uno dei miei blog preferiti: becomingminimalist.com di Joshua Becker.

Trovare il tempo – Nella terra del basta così, c’è tempo per respirare. Basta cercare affannosamente di trovare un momento per tutto. Se siete costantemente in ritardo, o disperatamente impegnati nel tentativo di stare al passo, provate a rallentare. Annullate gli impegni non necessari e, se possibile, non programmatene di nuovi. Createvi ogni giorno un po’ di spazio solo per voi.

Questo era il consiglio per chi volesse trascorrere un breve periodo nella terra del basta così: per una permanenza prolungata (una vita o giù di lì), va considerato come vogliamo davvero trascorrere il nostro tempo, ponendoci domande come:

Sto utilizzando il mio tempo al meglio?

Le distrazioni occupano la mia giornata molto più di quel penso?

Riesco a essere efficiente? O sono sempre talmente esausto/a che portare a termine qualsiasi cosa richiede più tempo di quanto dovrebbe?

La sera, provo gratitudine per la giornata appena trascorsa, o solo perché finalmente è terminata?

Tentare di “vivere con meno” significa poter aumentare il tempo a propria disposizione. A questo scopo potrebbe essere necessario cambiare lavoro, adeguare il proprio stile di vita, o magari semplicemente adottare qualche piccolo accorgimento: ma se l’obiettivo è avere più tempo, sappiate che è possibile.

Come “creare” tempo

Efficienza – Guardiamoci in faccia, dedicare (almeno) 8 ore al giorno a un lavoro che non ci appassiona non è proprio il massimo. A fine giornata, si tende spesso a “recuperare” con cibo, alcol, TV, Facebook e qualsiasi altra attività che non richieda sforzo. Ovviamente lasciare il lavoro potrebbe non essere praticabile (o necessario), ma sicuramente lo è ripensare alla nostra routine quotidiana: se trascorrete la pausa pranzo di fronte al computer, in macchina o al telefono, potete cominciare da lì. Concedervi un’ora proprio in mezzo alla giornata, per fare una passeggiata, frequentare un corso di yoga o semplicemente pranzare con calma, vi aiuterà a ricaricarvi.

Basta TV – Dopo 3 mesi senza TV, posso affermarlo con cognizione di causa: liberatevene! Non abbiate timore di dire addio ai 500 canali del satellite. Presto vi chiederete dove trovavate il tempo per guardarli.

Stop alle distrazioni – Inutile eliminare la TV per poi passare ore su Facebook e su Google per cercare di estraniarvi e non pensare. Stabilite un periodo di tempo limitato da dedicare a queste attività, e non sforate.

E-mail – Se controllate la posta elettronica più di tre volte al giorno, state sprecando tempo. So che volete essere reattivi e siete curiosi di sapere chi vi ha mandato cosa: ma vi assicuro che, di qualunque cosa si tratti, può aspettare. Se non siete pronti a ridurre il tempo dedicato all’email controllando la posta due o tre volte al giorno, evitate almeno di farlo come primissima cosa appena alzati. È un vizio difficile da perdere ma, a meno di non dedicare la giornata a quelle attività che sono essenziali… per gli altri, l’unica alternativa è concentrarsi su quel che è importante per voi.

Basta “rilassarci” - Avete mai pensato che, se non fossimo tutti costantemente stressati, esausti e stufi, non sarebbe necessario spendere così tanto tempo e denaro per “rilassarci”? Ecco 7 modi per smettere.

Dire no – Dire no a quel che non ci interessa e in cui non crediamo va benissimo. Idem quando non abbiamo il tempo materiale per impegnarci in qualcosa di nuovo. Non sentitevi in dovere di fornire scuse o giustificazioni: un semplice “no grazie” sarà più che sufficiente.

Dire sì – Dite sì alle cose che vi emozionano e vi appassionano.

Fermarsi – So che vorreste fare tutto, vedere tutto, fare la differenza e cambiare il mondo. Ma, a volte, il modo migliore di trascorrere il tempo è un po’ di stasi.

Devo ricordare costantemente a me stessa cos’è davvero importante. Non è che lo dimentichi: è che è facile perdersi tra le email e le mille cose che ci sentiamo obbligati a fare, anziché dedicarci a quelle che ci interessano davvero. Ricordate sempre “non essere occupati” non significa “non essere importanti”, ma dare valore al tempo. Quando smettiamo di vivere pianificando un impegno dietro l’altro, è allora che il tempo svela tutto il suo potenziale. Non possiamo sapere cosa ci aspetta davvero finché non apriamo il cuore e la mente alle possibilità del tempo.

Consigli di lettura:

Focus: A simplicity manifesto in the Age of Distraction by Leo Babauta

What Should I Do with My Life?: The True Story of People Who Answered the Ultimate Question
Qualche osservazione mia (elle): il tema del tempo e quello, collegato, della procrastinazione ovviamente giocano un ruolo importantissimo all’interno dell’approccio minimalista. Semplicemente, avere (più) tempo significa essere (più) liberi, e io sono sempre più convinta che lo scopo ultimo del minimalismo sia proprio una maggiore libertà. Di essere quel che siamo davvero, di fare quel che ci dà gioia, fino al’estremo (!) di non essere costretti a dedicarci quotidianamente a un lavoro che odiamo, perché dobbiamo portare a casa la pagnotta. Il che non vuol dire non guadagnare o non essere produttivi, ma proprio il contrario.

Non potrei dirlo meglio di quanto abbia fatto Matt Madeiro nel suo “Simpler“:
“…What are we waiting for? Life is full of uncertainty, sure, but the fact that there are just twenty-­‐four hours in a day is pretty much set in stone. Why are we waiting for some magical twenty-fifth hour to open up and give us free reign to do the things we love? It’s not going to happen. […] You can’t wait around for your schedule to open. You have to open it yourself […] Make time.

Ho anche notato, facendo qualche ricerca su Google con parole chiave come “procrastinazione” e “gestione del tempo”, che i risultati in italiano apparentemente si concentrano sull’idea di produttività, cioè su come guadagnare tempo per lavorare di più (!). Com’è abbastanza ovvio, l’approccio è diverso rispetto a quello proposto da Courtney, e dal minimalismo in generale, per il quale essere più produttivi dovrebbe costituire non un fine, ma un mezzo: lavorare meglio (qualitativamente) per lavorare meno (quantitativamente), e avere appunto più tempo per fare altro, o per non fare nulla. Abbandonare la scusa del “non ho tempo”, come dice Matt, e fare spazio, fare tempo, per noi, per i nostri cari, per una passeggiata, per una nuotata in piscina, per giocare col gatto, per leggere, per dipingere, per bere una tazza di caffè senza pensare a niente. Sono io la prima a non riuscirci. Lavoro in casa, sono totalmente padrona dei miei orari, mi definisco “libera” professionista, e devo sforzarmi per dedicare mezz’ora (mezz’ora!) a un allenamento con la Wii… ma non voglio nemmeno pensare quanto tempo sto ogni giorno su Facebook. Se non fosse che ho una certa allergia ai propositi di inizio anno, il primo e il più importante sarebbe quello di uscire e fare una passeggiata di almeno mezz’ora tutti i giorni, che sicuramente farebbe meraviglie, per il mio umore come per le dimensioni del mio fondoschiena.
Prendiamoci tempo. Non per lavorare di più, ma per vivere di più.
tick, tick, tick… this is the sound of your life running out“, che sta più o meno per “tic tic tic… è il rumore della tua vita che se ne va”, è uno dei “mantra” dell’ultima stagione di Dexter. Per evitare spoiler, dirò solo che, forse, dovremmo prestare più attenzione a quel rumore… anche se non siamo braccati da un sadico psicotico :)

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