PGM (Piccola Guida Minima) ai regali di Natale

Piccola comunicazione di servizio: questa settimana pubblicherò oggi (lunedì) e giovedì, anziché martedì e venerdì come al solito. Buona settimana!

È un mese buono che raccolgo materiale per questo post, e ne ho accumulato parecchio: tutti i blog d’oltreoceano dedicati al minimalismo hanno pubblicato, non sorprendentemente, almeno un articolo sul tema.
Lo spirito del Natale, festa che dovrebbe essere dedicata alla famiglia, ai sentimenti autentici, alla gratitudine per ciò che abbiamo, con la fine d’anno e i suoi inevitabili bilanci che fanno capolino appena più in là, è sepolto sotto una slavina di consumismo, regali, acquisti “forzati”, spreco, e per molti (non sorprendentemente) malessere.

Per me il Natale non è legato a ricordi particolarmente positivi: è sempre stato sinonimo di nervosismo, di silenzi o di mezze frasi piene di rancore e di rabbia trattenuta, mandati giù insieme al panettone. Era l’occasione in cui i nodi, piccoli e grandi, venivano al pettine e, ovviamente, l’atmosfera non era piacevole. Non c’erano nemmeno i regali, a comunicare un senso di festa, per quanto “finto” e consumistico: dalle mie parti si festeggia Santa Lucia, di conseguenza io ricevevo doni (tanti, peraltro, non voglio fare la parte della piccola fiammiferaia…) il 13 dicembre, ma nulla il 25, e che mi ricordi i miei non si sono mai scambiati regali. Lo so, è un quadro molto triste, e non è particolarmente stupefacente che io non sia una grandissima fan del Natale e festività collegate. Amo ricevere regali, come chiunque, ma mi piace soprattutto farli, pensare e scoprire e trovare la cosa giusta per ognuno: fino a pochi anni fa, io e Marco facevamo l’albero e sotto si accumulavano pacchetti per tutti, amici e parenti. Per me era un’esperienza nuova, eccitante e entusiasmante: non ci vuole un genio per capire che stavo cercando di “recuperare” tutti i Natali tristi della mia infanzia e adolescenza. Poi, con il passare del tempo, abbiamo smesso di fare l’albero (soprattutto per motivi “felini” :)) e abbiamo anche ridotto drasticamente la quantità di regali. Perché? Perché ci siamo resi conto che la stragrande maggioranza dei destinatari, molto semplicemente e molto brutalmente, non se li meritava. Ma, soprattutto, perché venivano fatti più per noi che per i loro destinatari. Parlo di “noi” ma in realtà potrei dire “io”, perché ero soprattutto io a premere per comprare questo e quello per questo e quello, comprese persone con le quali tutto sommato non avevamo questi grandi rapporti. Perché? Perché dietro quei pacchetti si nascondeva (non solo ma anche) una realtà un filo più “oscura” del semplice “piacere di donare”… un po’ come la rabbia e i rancori dei miei Natali a casa, nascosti dietro il panettone e i sorrisi di circostanza. Il desiderio di ostentare che potevamo spendere, che avevamo buon gusto, che “ci avevamo pensato”. Magari mettendo anche in difficoltà chi, in base alla qualità e quantità dei nostri rapporti, aveva tutto il diritto di non sognarsi nemmeno di farci un regalo per Natale…

Ovviamente, non ho intenzione di sostenere che sia così per tutti (ci mancherebbe!); e quei pochi amici “veri”, ai quali continuiamo tuttora a fare regali non per ostentare, ma semplicemente perché ci fa piacere, possono tranquillizzarsi: non ci sono motivi reconditi dietro ai pacchettini con il loro nome sopra 🙂 La selezione che abbiamo fatto è servita proprio a quello; da questo punto di vista, insomma, eravamo già diventati minimalisti da un po’ senza saperlo, quindi questo Natale abbiamo solo fatto qualche passo in più nella stessa direzione, aggiungendo una bella dose di consapevolezza che non fa mai male:
–  Abbiamo dedicato qualche fine settimana a creare regali home made e mangerecci, come marmellata di arance, liquorini, composta di cipolle… e perfino sapone (ok, non è mangereccio ma vi assicuro che la qualità è ottima, sono rimasta veramente stupita);
– Quando, per vari motivi, abbiamo optato per un acquisto “tradizionale”, abbiamo cercato di fare regali che rimanessero allineati con i nostri valori (paroloni, lo so, ma è così). Libri o DVD educativi per i bambini, anziché giocattoli plasticosi e orribili che cadono nel dimenticatoio dopo dieci minuti. Il panettone impastato a mano da chi ha cambiato vita e ha fatto del cibo la sua passione. La bigiotteria “strana” e originale in filo d’alluminio, che ti vende su una bancarella una signora con il berretto di lana, infreddolita ma sorridente (vedere foto!). La birra (provate quella natalizia, secondo Marco ne vale particolarmente la pena – purtroppo la pagina Facebook è un po’ scarna e il sito ancora in costruzione) di chi ha avuto coraggio e ha aperto un birrificio artigianale fuori Alessandria… Incidentalmente, tutte queste cose non sono necessariamente meno costose dei loro corrispondenti “industriali”; ma hanno un grosso valore aggiunto, oltre a essere belle e/o buone. Se è vero che ogni euro speso è un voto, allora voglio che i miei euro vadano a supportare in qualche modo quello in cui credo. Filiera corta, km zero, go local, tutte facce della stessa medaglia.

E per finire, eccovi alcuni dei post di cui accennavo sopra: dalle idee per i regali fai da te ai modi per evitare di farli del tutto (per chi, come me, a volte si sente un po’ Grinch!), a qualche riflessione. Ancora e sempre, sono semplici spunti, posizioni a volte radicali che non condivido necessariamente e/o completamente, ma che spero possano essere interessanti.

Regali “minimi”:
Inexpensive Gift Ideas for Christmas (and Beyond!)
Unclutterer’s 2010 Holiday Gift Guide
36 Ideas for Minimalist Christmas Gifts
A Do-It-Yourself Christmas: 34 Great Homemade Gifts You Can Make

Se siete portati per il fai da te e/o amate cucinare (ehm, no, non sono io…):
– una raccolta di idee geniali dal blog di VerdeSalvia – mi è piaciuta particolarmente la shopping bag, che non ho ancora rinunciato a realizzare malgrado sia negata per queste cose. Colgo anche l’occasione per ringraziare Daniela/VerdeSalvia per la pazienza e le indicazioni!
– molti altri spunti (per i regali e non solo) li trovate anche qui: Downshifting – Vivere meglio con poco e La Regina del Sapone (quest’ultimo particolarmente ricco di ricette interessanti)

Per chi desidera fare acquisti ma senza rinunciare a quel qualcosa in più (o in meno!): qualche suggerimento equo-solidale e verde dal sito GreenMe

Per chi vuole un’alternativa totalmente clutter-less (e che non richiede di uscire, trovare parcheggio, sgomitare in mezzo alla folla…):
– una donazione, a nome del destinatario del regalo, a un’organizzazione come Emergency, ActionAid, Save The Children (mai pensato di poter regalare uno yak o una capra?), Medici senza frontiere o simili;
il Kindle Store, dato che da poco gli ebook si possono anche regalare (ma temo che nessun rivenditore italiano consenta di farlo direttamente).

Per chi invece vuole proprio evitare del tutto l’ansia da regalo, possibilmente anche per gli anni a venire (!), eccovi una guida e un articolo, completo di risposte a eventuali obiezioni:
– Miss Minimalist’s Gift Avoidance Guide – io sono particolarmente a favore del suggerimento numero 10, prima o poi SO che ci riusciremo 😉
– The Case Against Buying Christmas Presents – direi che il titolo dice già tutto 😉

…E qualche riflessione per finire:
The Minimalist Woman’s Holiday Attitude – “Treat the holidays with a light and mindful hand. Shop as little as possible, and if you shop, support local artists and craftsmen. Decorate lightly, without tiring yourself out or buying more stuff. Consider the ecological impact of the way you celebrate. ]…] Don’t let others’ expectations throw you or make you feel inadequate or guilty. […] Be like my cat. You think my cat cares? She does, but only up to a point. And she really knows how to relax”.
5 ways to have a rich Christmas without spending more – “As we come into the season of spending, it’s probably no surprise that I’m not planning to buy much stuff this Christmas. Why? Because I know too much about what matters to me. There’s nothing for sale that could ever replace the time I get to spend at home, the lower stress level or zero debt balance”.
No credit cards, no matter what – “During the holidays, you are compelled to spend more on food, decor, entertainment, gifts, dining out, party planning, travelling and more. By the end of December, you are fat, tired and broke. By the beginning of January, you resolve to be thin, energetic and wealthy. See the problem?”
Ultimo, ma non meno importante:
1 Simple Strategy to Save $2,000 this Holiday and Make Everyone Love You Forever – “the best gift anyone can get for Christmas is freedom [..] One more time, just in case you missed it: more stuff ≠ freedom“. L’autore è un esempio di minimalista radicale, e alcune sue posizioni sono un po’ estreme per i miei gusti, ma queste riflessioni in particolare secondo me rimangono estremamente valide.

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12 thoughts on “PGM (Piccola Guida Minima) ai regali di Natale

  1. bentornata!
    certe volte la corsa ai regali è veramente stressante, uff! La mia amica Annette, tedesca, quando ero all’università mi ha aperto mondi nuovi a questo proposito: spesso regalava ad una sua amica col bambino piccolo degli ingressi alla sauna con il suo impegno a tenerle il piccolo nel frattempo.. a proposito di regalare libertà!
    da lei ho imparato a fare i pacchetti e le buste con la carta patinata (almeno le pubblicità servono a qualcosa.. sono coloratissimi e molto POP) e anche la tradizione di regalare biscottini fatti a mano. Ieri è venuta un’amica a trovarmi, che è cambiata molto ultimamente. Ai miei bimbi ha regalato degli shampoo “no tears” e un set spazzolino+dentifricio. Alla fine non è stata una scelta go local come la vostra, intelligentissima, ma io ho molto gradito perchè comunque sono materiali che usiamo e avrei dovuto comunque comprare io. Noi quest’anno per i bambini marionette e libretti home made, per i grandi tazze personalizzate home made e i “soliti” sacchetti di prodotti solidal… niente di integralista, come vedi, ma non mi sentivo di fare di più. No stress!

    1. Grazie del bentornata, sto cercando di rientrare piano piano nei ritmi standard. Aiuta il fatto che sia quasi Natale e che quindi tutto vada molto a rilento…
      Hai detto bene, l’importante è non stressarsi. Come ci si arriva non conta, per qualcuno sarà meno stressante girare per negozi, per altri mettersi ai fornelli (o alla macchina da cucire) o cercare qualcosa di particolare online. Noi abbiamo fatto un po’ una combinazione di tutto quanto, anche perché in certi casi non potevamo rinunciare al regalo “tradizionale” per motivi chiamiamoli indipendenti dalla nostra volontà. Ma spero che anche i doni “home made” saranno apprezzati 😉

  2. Innanzitutto grazie per le parole e per l’apprezzamento che mi hai dedicato.
    Poi grazie anche per tutti i link che ci proponi: dovessi spenderci le vacanze di Natale, li voglio visitare tutti…
    E per finire, anche io son di quelle che da 108 regali ogni anno, son prima passata a 100 e poi via via son scesa fino ad 8 o giù di li. Però non è che mi piaccia privarmi di una cosa che amo come il far doni: le amiche bloggers ed il fatto di farli a mano han dato ai regali un’accezione completamente nuova e giusta. No al consumismo imbecille, si all’oggetto creato con mani e cuore!

    1. Di niente, grazie a te perché quella tote mi è rimasta nel cuore e prima o poi mi cimenterò! È troppo bella! (Lo so, mi accontento di poco ;))
      È il mio primo Natale “minimo” e quindi per ora è tutto un esperimento, e per quanto mi/ci riguarda direi che siamo soddisfatti. In realtà non abbiamo fatto cambiamenti epocali, forse è stata più una questione di maggiore consapevolezza. Ora vediamo quali saranno le reazioni alle nostre creazioni… tra parentesi, devo ancora assaggiare la marmellata! 😉

  3. Ho ancora mooooolto da imparare, ma vedo il Natale da una prospettiva simile alla tua. Ho 34 anni e non posso dire di avere ancora mai avuto un Natale felice, per mille motivi che voglio dimenticare.
    Io comunque quest’anno ci sto provando, e sai una cosa? Il mio Natale passa attraverso 3 regali: i due che ci siamo scambiati tra noi, e quello per nostra figlia.
    Il resto è fatto di regali di cuore: biglietti, messaggi, telefonate, esserci… Non serve altro, per stare bene, se non stare, semplicemente, bene.

    1. Anzitutto, benvenuta e grazie per esserti letta tutta ‘sta pappardella che ho pensato bene di scrivere!
      Penso che già il tuo nick e il nome del tuo sito la dicano lunga sul fatto che questo sarà il Natale “giusto” che riscatterà tutti gli altri 🙂 Io ho capito qualche anno fa che sono felice se posso stare con Colui Che Mi Sopporta, a prescindere che sia Natale, Pasqua, Capodanno, che siamo ai Tropici, in montagna o chiusi in casa a guardare la televisione… e guarda caso (forse paradossalmente) anche i regali che ci siamo scambiati noi due sono tra i pochissimi “comprati”, anche se dal valore economico veramente ridotto, a pensarci.
      Quindi, viva i regali fatti col cuore, indipendentemente dalla provenienza, e viva il Natale felice che fa dimenticare tutti gli altri! 🙂

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