Principi (non quelli azzurri)

Elle On Facebook(English version)
Ho già accennato al fatto che, sia su Twitter che su Facebook, ho trovato una serie di persone con cui discutere degli argomenti di minimo, a volte partendo dai post che scrivo qui, a volte no. Ne nascono spesso spunti molto interessanti.

Un paio di sabati fa cantavo le lodi su Facebook di una lavanderia automatica che mi hanno aperto proprio sotto casa, dove porto ad asciugare il bucato. Da quando non abbiamo (più) una persona che ci aiuta con le pulizie, l’unico vero problema è stirare (bleargh): per ovviare, quest’estate ho utilizzato l’apposito programma della lavatrice (centrifuga a 800 giri) e iniziato ad adottare alcuni accorgimenti al momento di stendere. I risultati sono ottimi ma, con l’arrivo della stagione fredda (e umida), 800 giri non sono più sufficienti e mi ritrovo con la solita alternativa di tutti gli inverni: stendere sul terrazzo – il bucato rimane fuori dalle scatole ma ad asciugare ci mette una settimana; oppure stendere in casa – si asciuga tutto relativamente in fretta, ma lo stendipanni carico in bagno non si può vedere. Dato che un po’ giravo intorno all’idea di comprare un’asciugatrice, abbiamo pensato di usare (appunto) la lavanderia sotto casa per fare qualche esperimento; ci siamo trovati bene e abbiamo deciso di continuare così, anziché comprare un’asciugatrice nostra. Anche se non è economicissimo (4,5€ a ciclo di asciugatura), ne vale la pena, facendo un bucato la settimana (due al massimo) e considerando

– il costo (circa 1000€) della Bosch sulla quale avevo messo gli occhi;

– i consumi elettrici;

– il fatto che durante la bella stagione stenderei comunque fuori.

Abbiamo risolto in un colpo solo il problema della stiratura, dello stendere e del bucato da asciugare d’inverno.

Cosa c’entra tutto questo con il minimalismo e i principi (non azzurri)? Nella stessa conversazione su Facebook di cui parlavo sopra, Selene ha commentato: “Ma non contrasta con i principi di minimo?”. Ci avevo già pensato, a dire la verità: l’asciugatrice non è esattamente un elettrodomestico indispensabile. Ne ho sempre fatto a meno, potrei continuare a stendere vicino al calorifero. Avevo iniziato a scrivere una bella risposta articolata (e forse un po’ piccata 😉 ): che in questo modo faccio meno lavatrici possibile, che comunque risparmio sull’acquisto di un’asciugatrice mia che userei solo 6 mesi l’anno (o peggio, che finirei per usare anche d’estate…). Ma poi mi sono resa conto che, anche se queste cose sono tutte vere e giuste (e infatti le ho scritte, anche se spero non in tono piccato), il punto è un altro: la risposta alla domanda è “no“. Non esistono i “principi” di minimo. Non voglio che esistano, in realtà. Non per opportunismo o mancanza di coerenza, ma perché vorrei evitare di diventare schiava di non ben precisate “regole del minimalismo” come lo ero (e lo sono) di altri principi uguali e opposti. L’unica eventuale regola è stare bene, essere (più) sereni, semplificarci la vita: e il bucato asciutto e non stropicciato, l’assenza dello stendipanni in giro per casa e il risparmio di tempo mi fanno stare più che bene. Ancora meglio se, poi, riesco a ottenere questo risultato limitando lo spreco; e se scendere in lavanderia (magari) diventerà un’opportunità per scambiare due chiacchiere con qualche vicino, uno dei tanti che in cinque anni non siamo ancora riusciti neanche a identificare, figuriamoci a conoscere.

Qui, parlando di “The minimalist cleaning method”, ho scritto che l’autrice esprime, secondo me, posizioni un po’ troppo assolute riguardo a quello che “il vero minimalista” dovrebbe o non dovrebbe fare. Ma alla fine dello stesso ebook, ho anche trovato una citazione che trovo assolutamente perfetta per spiegare quello che penso riguardo alle “regole” del minimalismo:

“This is the beauty of minimalism. There is no wrong or right method, no list of things that you “must” give up to become a minimalist. Instead your life and possessions will be closely matched with who you are—and who you are may be totally different to anyone else you actually know!”

(“Qui sta la bellezza del minimalismo. Non esiste un metodo “giusto” o “sbagliato”, e non c’è un elenco di cose alle quali “bisogna” rinunciare per diventare minimalisti. Quel che conta invece è allineare la nostra vita e quel che possediamo con ciò che siamo; nella consapevolezza che potremmo essere completamente diversi da chi ci circonda”)

Non voglio regole, perché le uniche che hanno senso derivano da questo famoso allineamento tra chi sono e come vivo; e allora il problema non è scrivere i comandamenti (o seguirli), ma fare lo sforzo di capire chi siamo davvero. Un sistema di regole precotto è più “facile” e ci infonde sicurezza, perché ci solleva dal compito di guardarci dentro. Il che, diciamocelo, non è esattamente robetta da niente. Ma per me si può fare. Si deve fare (ops, questa assomiglia sospettosamente a una regola! 😉 ). Il resto verrà da sé.

Sullo stesso tema:
Minimal: Find Your Own Way – da Minimal Mac: “You can follow different masters, but at the end of the day you will have to follow your own. Take ideas and tips and incorporate them into your own Way. Learn from it, make it part of your life and pass it forward”

A minimalist style doesn’t make you a better person – “Simplicity” is a relative term, and perhaps inapt; try “convenience“, which has more useful connotations” (qui in traduzione)

To Minimalist Computer Geeks (Like Me) – applicazioni variabili del “minimalismo informatico” (qui in traduzione)

E infine, tanto per ribadire che nessun “sistema” è valido in assoluto: Secret Revealed: Minimalism Doesn’t Matter – “No, your eyes haven’t deceived you – minimalism doesn’t matter. It never has and never will. Like a hammer, or a mac book , or a car – minimalism is just a tool. And like the rest of those tools, what really matters is how you use them”.

Commenti, dubbi, perplessità, punti di vista e critiche sono ovviamente sempre ben accetti. Fire it up!

minimo è anche su Facebook e su Twitter

20 thoughts on “Principi (non quelli azzurri)

  1. Applauso & standing ovation!
    Te lo dico con una certa partecipazione, perchè anche a me è capitato di ricevere obiezioni simili, visto che ho uno stile di vita poco conforme al “minimalismo standard”.

    Lo scopo di un cammino, minimalista o meno che sia) è proprio di trovare un PROPRIO stile e un PROPRIO equilibrio. Il cammino, qualsiasi esso sia, è un mezzo. Quando lo si confonde con il fine, perde tutta la sua utilità.

    1. Grazie!
      Sarei curiosa di conoscerli, comunque, questi benedetti “principi del minimalismo standard”. La prossima volta che qualcuno ti fa un’obiezione del genere, prova un po’ a chiedere lumi 😉

  2. allora mi metto in fila e facciamo la hola per elle!
    che sollievo: niente regole! il problema diventa quando ti rendi conto di essere completamente diverso da chi ti circonda. Almeno per me è un problema: si parte da principi opposti, si fa fatica a trovare un punto di incontro; e soprattutto se sei diverso te lo fanno pesare, come se fossi tu a farlo pesare a loro, a dare lezioni dall’alto delle tue scelte…

    1. Prossimamente su questo schermo: decluttering dei rapporti personali! Ovvero: come liberarsi dei rompiballe e delle persone “tossiche” e vivere felici 😉
      Scherzi a parte: il trucco credo sia trovare gente il più possibile simile a te e tenersela ben stretta. Ci sarà sempre qualcuno che ti considera “strano”… basta ignorarli e andare per la propria strada (che detto da me fa un po’ ridere, ma vabbè). Va’ che bei consigli saggi per tutte le stagioni che riesco a dare oggi, ma la psichiatra non dovresti essere tu? 😉

  3. ma quanto mi trovi d’accordo ? 🙂

    in genere mi piace molto darmi delle regole, ho con esse lo stesso tipo di rapporto che ho con l’ordine, di fatto sono sicuro che non le seguirò mai fino in fondo.

    insomma, servono soprattutto per renderti consapevole del fatto che un certo comportamente “teoricamente” ti sta allontanando dall’obiettivo, ma le strade che ti ci portano sono insondabili, no ? 😉

    1. Sospetto, non per la prima volta, che io e te siamo molto simili…
      In realtà “le regole” sono una grossa parte della mia vita e del mio carattere, non per niente sono entrate nel nostro “lessico famigliare” e non per niente la sottoscritta si definisce vagamente autistica 😉
      Forse una parte troppo grossa, nel senso che a volte devo fare uno sforzo cosciente per non farci troppo affidamento e per staccarmi da certi schemi “sicuri”. E subisco molto il fascino di certi “manuali” con i loro bei punti elenco che ti dicono cosa fare per diventare il “perfetto minimalista”, ma derive a parte (!) sono sicura che, in questo come in altri ambiti, sia essenziale trovare un percorso “proprio”. Almeno per ora. Quando inizierò a battere la testa contro i muri perché Marco non mi lascia buttare via una cosa al giorno, vi do il permesso di internarmi 😉

      1. eh appunto, ora che hai il tuo blog che parla di -ismo voglio proprio vedere come te la cavi ! 😀

        sono fiducioso eh…sicuramente benissimo… 😉

        1. Tzè, uomo di poca fede!
          … sarà meglio vada che metta i paracolpi agli spigoli, va’… non si sa mai

  4. Ciao Laura, occupo abusivamente questo spazio perchè non ho la tua mail per risponderti in merito alla tote/shopping bag. Vuoi riscrivermi indicandomelo?
    Ciao,
    DaniVS

    PS: (Sei tu la Laura D…. che mi ha chiesto l’amicizia su FB?)

  5. ma come fai a fare SOLO 1/2 lavatrici a settimana?????
    =8-))))))
    per me l’asciugatura è un annoso problema…..d’estate tutto perfetto ….d’inverno….è una palla…io ho una specie di disimpegno che uso come angolo lavanderia e lì ho un’appendino ma nn è mai sufficiente….poi stendo in bagno al calorifero “lungo” con il risultato che potendo arieggiare poco ho la muffa sulle pareti a causa dell’umiditgà e ogni tanto ho anche lo stendino “volante” per casa…..l’essicatore è un oggetto che “concupisco” 😀 ta tempo e mi sa che prima o poi…. e poi cmq nn sempre puoi fare 800 giri di centrifuga (la mia lavatrice arriva fino a 1000) …se no ti vengon fuori i vestiti della Barbie :DD

  6. Addirittura la muffa? Accidenti 🙁
    I prezzi delle asciugatrici comunque sono scesi parecchio negli ultimi tempi. E una collega su FB mi diceva che, fatti i debiti conti tra costo vivo ed elettricità, non è detto che convenga necessariamente una classe A (che non trovi a meno di un migliaio di euro…). Tienimi aggiornata 😉

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