E ora, qualcosa di completamente diverso

Ormai lo sanno anche i sassi, che questo blog ha un rapporto privilegiato con il Mac Minimalista, del quale si considera con molto orgoglio un cugino o forse addirittura un fratello minore. Il primo guest post di minimo, quindi, non poteva che essere di Diego Petrucci, che come sempre ringrazio. Ecco le sue riflessioni (che per certi versi mi hanno presa in contropiede) sul ruolo di Facebook e dei social network e sulle conseguenze dell’essere “always on”.

Se facciamo amicizia oggi, domani so già tutto di te

Ho lamentato dei problemi di privacy di Facebook fin troppe volte, ma la discussione non si può fermare a questo aspetto. Cosa cambia veramente grazie al “tutti sanno tutto, in qualunque momento”? Quali sono gli effetti che, sebbene inizialmente difficili da prevedere, avranno ogni giorno che passa maggior impatto sulla nostra vita?

Non sono Dio, riesco con grande difficoltà a prevedere il futuro. Non sono neppure una grande penna, quindi cercherò di far parlare delle situazioni che mi sono capitate in prima persona, senza intervenire troppo. Spero che la loro diversità riesca a chiarificarvi cosa intendo.

Per me il 18 Ottobre è stato il primo giorno di Università a Pisa. Venendo da un paesino parecchio lontano dalla città, non conoscevo praticamente nessuno dei miei futuri compagni di classe. Nei momenti di buco tra le ore del primo giorno ho, però, avuto modo di fare amicizia con alcuni ragazzi e ragazze. Ora, io ho una ragazza da quasi due anni e sono felice con lei, ma ipotizziamo per un secondo che avessi voluto tentare di fare il furbo e provarci con qualche ragazza. Avrei potuto? Forse. Il secondo giorno, infatti, una delle ragazze che avevo conosciuto mi si presenta dicendo: “Diego! Ho visto su facebook che te sei il ragazzo di Laura, sorella di Giulia! Ero con lei al corso. Avevo sentito parlare di te.” Grazie al mio stato sentimentale, visibile a tutti i miei amici, mi sono giocato in un solo giorno la (teorica) scappatella.

Considerato il mio pallino per la musica, negli ultimi anni – grazie anche alla mia età che finalmente mi permette di fare certe cose – sto andando a vedere parecchi concerti, anche se purtroppo sono costretto a farmi innumerevoli ore di treno per andare in città piuttosto lontane da dove abito. Mi ricordo una delle mie prime ”fughe” a Roma, in occasione della venuta in Italia di Editors e Maccabes. Dovetti sopportare circa otto ore di treno fra andata e ritorno. Sebbene Facebook avesse cominciato la penetrazione nella fascia d’età 14-24 (la mia), non era ancora ai mostruosi livelli attuali. Fatto sta che per buona parte dei due giorni di trasferta mi sono sentito incredibilmente solo. Ero completamente staccato dal mondo che conoscevo. Potevo chiamare casa, ovvio, ma poco di più. Ho avuto il piacere di provare la vera solitudine, quella che  ti fa crescere e maturare ogni secondo più di quanto sei maturato negli ultimi mesi.

Nell’estate dei miei sedici anni io e i miei genitori abbiamo deciso di farmi vivere un mese a Manchester, in Inghilterra, con un mio amico. A quei tempi Facebook era sconosciuto in Italia, avevamo solo Msn per mantenerci in contatto con gli amici. I primi giorni l’ho usato parecchio, sentivo il bisogno di mantenermi in contatto coi miei conoscenti. Col passare del tempo, però, l’ho usato sempre meno, finendo l’ultima settimana col non aprirlo più. Anche qua, avevo scelto la solitudine forzata. Quel mese mi ha cambiato profondamente e mi ha insegnato tantissime cose.

Martedì scorso sono andato a vedere il concerto dei National a Milano. È stato solo un giorno di assenza, certo, ma questa volta a differenza dell’ultima sono rimasto in contatto con i miei amici ogni momento grazie a Facebook. E sono sicuro che se andassi a vivere un mese a Manchester, al mio ritorno non mi troverei più spaesato come mi successe tre anni fa.

Qualche mese fa due miei amici, dopo un po’ di tempo che non uscivano insieme, hanno deciso di organizzare un Venerdì sera assieme. Sono due persone che si conoscono da quando hanno quattordici anni e ne hanno passate veramente tante insieme, sono come due fratelli. Nonostante ciò uno di loro mi ha confidato che, per via del comportamento politico su Facebook dell’altro, non sapeva se volesse veramente andare e aveva dei grossi dubbi sulla possibilità di divertirsi. L’ho convinto ad andare e come potrete immaginare mi ha ringraziato, chiamandosi stupido per l’aver dubitato di una persona a lui cara solo perché pubblicava strani link su Facebook.

Io, dopo qualche giorno di Università, avevo già un nutrito numero di nuovi amici da essa derivanti. Visitando il profilo di uno di loro, ho scoperto che egli è molto affine a me musicalmente, politicamente e per molte altre ragioni. Parlandone i giorni successivi la nostra amicizia si è da subito consolidata, ponendola ad un livello superiore alle altre – ed era uno di quelli con cui avevo parlato di meno, a dirla tutta!

Spero che queste “storielle” vi abbiano mostrato in quali modi stanno cambiando le nostre vite per via dei social network come Facebook e Twitter, degli IM, di internet e anche dei cellulari – e sicuramente questi sono pochissimi casi rispetto alla loro totalità.

La mia opinione su questo grande cambiamento era inizialmente positiva, successivamente mi sono ritrovato ad essere un po’ più conservatore e avverso ai cambiamenti e ora, sinceramente, non saprei. I vantaggi del sempre connessi sono una miriade, ma così è anche per gli svantaggi.

Nel bene o nel male i tempi stanno cambiando, nessuno può arrestare il progresso. E i vari “annunciatore di morte” per via dei robot, di internet, di armi biologiche, queste persone sono solo degli anacronismi viventi. Nel mondo di oggi, chi rinuncerebbe al cellulare per evitare l’apocalisse? Nessuno.

La mia intenzione con questo articolo non è dare risposte, ma cercare di creare domande. Magari non riusciremo a cambiare il futuro, ma possiamo almeno permetterci di fermarci del tempo per pensare a come migliorarlo, o a come sta mutando. Vi stupirete di come qualche minuto di “mente locale” possa chiarificarvi le idee.

minimo è anche su Facebook e su Twitter

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