Mountains o’ things

Per festeggiare il fatto che perfino su Repubblica (niente meno) oggi si parla di decluttering e minimalismo, vi segnalo un articolo apparso la settimana scorsa sul solito Rowdy Kittens, dal titolo auto-esplicativo: How to See Past Your Mountain of Stuff to a Place Called Enough, che vuol dire più o meno “Come guardare oltre la montagna di roba e vedere la terra del “Basta così””. Eccone un paio di estratti tradotti in italiano:

“[…] Perché ammassare così tanta roba? Roba che spesso viene impacchettata in cantina, impilata negli armadi, ammassata in soffitta, accumulata in pile instabili in garage, e solo raramente utilizzata. Cos’è che ci porta a farci accerchiare, a riempire il nostro spazio e a volerne ancora, anche quando non sappiamo più dove mettere quel che già abbiamo, né ci serve altro? Consideriamo i disposofobi malati mentali, ma la maggioranza di noi rientra nella stessa categoria: siamo solo un po’ più ordinati, lo nascondiamo meglio. Riponiamo tutto dove nessuno può vederlo, ma con ogni probabilità non saremmo in grado di dire quante cose possediamo. Molto probabilmente, anche noi abbiamo una montagna di roba. […]

Ma come fare per cominciare a guardare oltre la montagna di roba, verso la terra beata del “basta così”?
Facendo un passo indietro e dando una bella occhiata a noi stessi, agli oggetti che possediamo e a quello che fa scattare in noi certi meccanismi. Difendendoci dall’assalto delle pubblicità, evitando i centri commerciali e abbassando il volume del rumore intorno a noi: per riuscire a sentire la nostra voce interiore che ci sta urlando di smetterla di comprare roba inutile! La montagna inizierà a sgretolarsi. Prendendoci per il colletto della nostra bella camicia firmata e indirizzandoci verso una vita in cui siamo noi a decidere. Una vita che abbia senso per noi, e non necessariamente per i protagonisti di una serie TV. Prendendo atto di tutto quello che già abbiamo. Attribuendo la giusta importanza ed essendo grati per quanto possediamo, ma smettendo di esserne schiavi. Modificando le tradizioni di famiglia, cambiando marcia, inventandoci regali fatti da noi anziché acquistati in un negozio, riciclandoli o evitando di acquistarli del tutto: creando tradizioni nuove, in cui ci scambiamo storie anziché regali, abbracci anziché pacchetti, tempo da trascorrere insieme anziché eccessi. La montagna diventerà sempre più piccola. […]

Leggendo questo articolo (per chi avesse difficoltà, con l’inglese, posso inviare una traduzione completa in italiano; garantisco che ne vale la pena), non ho potuto fare a meno di pensare a una vecchia canzone di Tracy Chapman, dal titolo almeno altrettanto auto-esplicativo: “Mountains o’ Things”.

The life I’ve always wanted
I guess I’ll never have
I’ll be working for somebody else
Until I’m in my grave
I’ll be dreaming of a live of ease
And mountains
Oh mountains o’ things

(La vita che ho sempre voluto/Penso non l’avrò mai/Lavorerò per qualcun altro/Finché creperò/Sognando una vita comoda/E montagne/Montagne di cose)

To have a big expensive car
Drag my furs on the ground
And have a maid that I can tell
To bring me anything
Everyone will look at me with envy and with greed
I’ll revel in their attention
And mountains
Oh mountains o’ things

(Un macchinone costoso/E pellicce che strisciano per terra/Una cameriera alla quale ordinare/Di portarmi tutto quel che voglio/Tutti mi guarderanno con invidia e desiderio/E io mi beerò dei loro sguardi/E delle mie cose/Montagne di cose)

Sweet lazy life
Champagne and caviar
I hope you’ll come and find me
Cause you know who we are
Those who deserve the best in life
And know what money’s worth
And those whose sole misfortune
Was having mountains o’ nothing at birth

(La vita dolce di chi non deve lavorare/Champagne e caviale/Spero proprio mi verrete a prendere/Perché voi lo sapete bene chi siamo/Quelli che meritano il meglio dalla vita/E sanno cosa vale il denaro/E quelli la cui unica colpa/È esser nati con montagne di niente)

Oh they tell me
There’s still time to save my soul
They tell me
Renounce all
Renounce all those material things you gained by
Exploiting other human beings

(Mi dicono/Che c’è ancor tempo per salvarmi l’anima/Mi dicono/Rinuncia/Rinuncia a tutte le cose materiali che hai accumulato/Sfruttando altri esseri umani)

Consume more than you need
This is the dream
Make you pauper
Or make you queen
I won’t die lonely
I’ll have it all prearranged
A grave that’s deep and wide enough
For me and all my mountains o’ things

(Consuma più di quel che ti serve/Ecco il sogno di tutti/Che mi fa barbona/O mi fa regina/Non morirò da sola/Ho già pensato a tutto/Avrò una tomba grande abbastanza/Per me e le mie montagne di cose)

Oh they tell me […]

Mostly I feel lonely
Good good people are
Good people are only
My stepping stones
It’s gonna take all my mountains o’ things
To surround me
Keep all my enemies away
Keep my sadness and loneliness at bay

(Perlopiù mi sento sola/Le persone buone sono/Loro sono soltanto/Le pietre che calpesto camminando/Ci vorranno tutte le mie cose, tutte quante/Per difendermi/Per tenere lontani i miei nemici/Per tenere a bada la tristezza e la solitudine che sento)

The life I’ve always wanted
I guess I’ll never have
I’ll be working for somebody else
Until I’m in my grave
I’ll be dreaming of a live of ease
And mountains
Oh mountains o’ things

I’ll be dreaming, dreaming…
Dreaming…

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3 thoughts on “Mountains o’ things

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