La fatica del superfluo – Cronaca di un esperimento di decluttering

(English version)
Uno dei miei due lettori (!) avrà magari notato che non ho scritto nulla a proposito del decluttering dell’ufficio: inizialmente pensavo che sarebbe stata una delle stanze più impegnative della casa, e invece si è rivelata quasi la più facile in assoluto. Abbiamo buttato una tonnellata di cavi e inutilità varie, messo in vendita su eBay una serie di oggetti (ho deciso di mettere in pratica i miei stessi consigli e ho impostato prezzi di partenza bassi, e sta funzionando), ne abbiamo raccolto altri nel solito scatolone (porta carte, vecchi giochi per PC, router, scatole Ikea…). Visivamente non è cambiato molto, ma è anche vero che una riorganizzazione veramente seria dell’ufficio l’avevamo già fatta relativamente poco tempo fa. Rimangono terrazzi e balconi, ai quali probabilmente metteremo mano con la bella stagione: insomma, penso di poter dire che siamo arrivati alla fine e, quindi, che è il momento di tirare le somme e vedere cosa ci ha portato questa “piccola follia”.

I dettagli li trovate qui; in due parole, ci siamo dedicati a un repulisti generale della casa, stanza per stanza, per liberarci del superfluo, suddividendolo in oggetti da buttare e da vendere (principalmente su eBay) o regalare. L’ultima categoria è senz’altro la più popolosa: dopo aver liberato la cantina da scatoloni che stavano lì dall’epoca del trasloco (cinque anni fa…), l’abbiamo riempita di nuovo con altri dal contenuto variabile, dall’abbigliamento alle suppellettili da cucina. Come ho già detto, da noi “piazzare” roba usata, per quanto in buono stato, è quasi impossibile (per motivi sociologici secondo me piuttosto ovvi, ma nei quali qui non mi addentrerò :)), di conseguenza molti oggetti che sarebbero più che vendibili andranno direttamente donati; dobbiamo “solo” trovare i destinatari giusti (e qualsiasi suggerimento al riguardo è più che ben accetto).
Regola generale: se non usiamo un oggetto da 6 mesi (1 anno per quelli “stagionali”), evidentemente possiamo farne a meno. La quantità di roba che abbiamo eliminato è stupefacente, considerando anche che non siamo stati rigidissimi. Per essere sincera, più andavamo avanti, più ci sentivamo idioti ED esilarati allo stesso tempo.

Ecco quindi qualche riflessione, che spero sia utile a chi fosse incuriosito e volesse “buttarsi”:

Pianificare non serve: il decluttering di un appartamento di circa 120 mq, garage e cantina ha richiesto qualche pomeriggio lavorandoci in due, nel corso di un paio di mesi. Non ci eravamo posti nessuna scadenza e ha funzionato, per un motivo molto semplice: il decluttering dà dipendenza. Più ci rendiamo conto di quanta robbba superflua abbiamo accumulato, di quanto sia ingombrante, fisicamente e psicologicamente, e di quanto liberatorio sia eliminarla, più (inevitabilmente) siamo spronati a continuare. Non importa che si tratti di un cassetto o di un ripiano della libreria al giorno, oppure di un armadio o di un’intera stanza: la sensazione, inebriante, esilarante, è sempre la stessa, e dopo averla provata non ci si rinuncia.
Spesso conserviamo un oggetto perché il contrario ci sembra uno spreco, o poco rispettoso nei confronti di chi ce l’ha regalato, perché ci ricorda un evento o una persona; troppo spesso non si tratta di un ricordo positivo, eppure ci portiamo dietro da una casa all’altra foto di ex-fidanzati (che se sono ex ci sarà un motivo) o i diari degli anni del liceo (ai quali siamo sopravvissuti per miracolo). Ovviamente non è buttare via una vecchia agenda che potrà sanare ferite vecchie di anni, ma posso garantire per esperienza personale che aiuta: a chiudere con qualcosa che non per niente si chiama passato. La lezione l’abbiamo imparata: non c’è nessun bisogno di restare ostinatamente aggrappati a oggetti che hanno l’unica funzione di rievocare le scelte sbagliate che abbiamo fatto e tutto il dolore che ne è seguito.

Non si finirebbe mai: non solo perché è liberatorio, ma anche per le sue conseguenze. Piccolo esempio: in uno dei due bagni siamo riusciti a liberare completamente il piano del lavello, nell’altro no, essenzialmente perché nel secondo bagno ci laviamo normalmente, quindi è lì che teniamo spazzolini, creme etc. Conseguenza: ogni volta che pulisco i bagni mi innervosisco, perché da una parte ho una superficie completamente sgombra (e quindi, tra le altre cose, velocissima da pulire), e dall’altra quelle che mi sembrano duemila cose inutili che devo spostare e poi rimettere a posto. Mi è venuto spontaneo, perciò, cercare di eliminare il più possibile anche dal secondo bagno (sto anzi facendo un piccolo esperimento, per quanto riguarda i prodotti di bellezza). E non vale solo per i bagni: mi sono ritrovata a eliminare quasi furtivamente (!) questa o quella cosa, che in prima battuta si era salvata ma che, dopo tutto, pensandoci bene non era poi così utile…
Lo “spazio bianco”, o spazio vuoto, che si è creato qua e là in casa, inizialmente mi faceva una strana impressione e avevo l’istinto di riempirlo. Ma mi sono trattenuta, e adesso mi sembra stupendo (forse fin troppo!) e mi comunica una sensazione di grande pace e di soddisfazione, perché è il risultato tangibile del lavoro che abbiamo fatto.

Il decluttering è per sempre: un’altra conseguenza più a lungo termine è che, dopo aver toccato con mano con la fatica del superfluo, la tentazione di tornare ad accumulare viene drasticamente ridimensionata. Semplicemente, non ho più nessuna voglia di comprare libri, CD o DVD, e nemmeno vestiti o scarpe; non parliamo di oggetti per la casa in generale. Ho ceduto al fascino dell’iPad (no, non era così necessario, anzi; ma posso farci un sacco di cose, lo desideravo, potevo permettermelo e mi consente di poter continuare a leggere quanto voglio risparmiando soldi e spazio; quindi, dopo un paio di giorni trascorsi a darmi della scema, ho fatto pace con me stessa e ora leggo felice La Stampa, e il Times, mentre faccio colazione); e so che avrò sempre un debole per certi oggetti non necessari, gadget elettronici e borse in primis. Non ho intenzione di votarmi alla frugalità, ma il primo istinto, adesso, è chiedermi “Mi serve davvero o finirà in uno scatolone al prossimo giro? Per me, vale quel che costa?”. Quasi sempre, la risposta è no, e anzi mi capita di passare oltre senza nemmeno pormi la domanda.
Anche se non era quello che ci eravamo prefissati inizialmente, una delle conseguenze dirette di tutto questo è che… spendiamo (molto) meno. Quasi 2/3 in meno al mese, in media (lo so, significa che spendevamo un’enormità in cose inutili). Sono soldi che possiamo utilizzare per affrontare periodi di non lavoro anche prolungati, se le cose andranno male (nessuno di noi ha uno stipendio e quindi è un’eventualità che può sempre verificarsi), oppure per viaggiare (o in generale, per comprare esperienze, e non cose) se andranno bene: in entrambi i casi, è una bella sensazione.

In una parola, il mio consiglio è “Provateci”. Partite da un cassetto in cucina. O da una mensola della libreria. O da un armadietto del bagno, quello che vi comunica un’ansia terribile tutte le volte che lo aprite da quanto è disordinato e pieno di fuffa. Suddividete il contenuto tra roba da tenere, da buttare, da regalare o vendere. Posso garantirvi che non smetterete più!
Ovviamente sarò più che felice di rispondere a qualsiasi curiosità e domanda, se appena posso, e di leggere delle vostre esperienze di decluttering (e magari, chissà, di riportarle sul blog!): contattatemi tramite i commenti o tramite Twitter. E buon decluttering a tutt*!

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30 thoughts on “La fatica del superfluo – Cronaca di un esperimento di decluttering

  1. M’hai appena fatto venire in mente che devo assolutamente gettar via quelle due borse inutili che non uso da secoli e tengo nell’armadio da anni a prender polvere. Vado!

    1. Ottimo! A me manca una (ulteriore) scrematura della libreria, se il fidanzato me la lascia fare

    1. Grande! Le borse sono un mio punto debole… le ho un po’ tralasciate quando ho sistemato la cabina armadio. Dovrei fare selezione e aprire qualche asta su eBay.

  2. Poi andando verso la cucina ho buttato un occhio alla mensola sotto la TV, e (pur avendo ancora il lettore ben funzionante, e ben in uso) ho eliminato la metà delle videocassette (YESS! Hai letto bene, ne abbiamo ancora anche un po’), quelle che non guardavamo più. Naturalmente non posso buttare quella del matrimonio (non prima di riversarla su DVD, almeno) altrimenti il marito divorzia 😛

    1. Diciamolo, sei il mio orgoglio e la mia miglior testimonial! Niente più cassette, e sabato abbiamo fatto un po’ di repulisti di DVD e CD. I miei Billy in sala cominciano a non essere più così pieni… 😉

  3. Mi fate venire voglia di ricominciare da capo con i libri. Sono più di due anni che non rilascio/buccrosso/scambio, e siccome sono una sciagurata dal punto di vista degli acquisti, la nuova aggiunta alla vecchia libreria (un nuovo elemento del billy, per intenderci) si è già strariempita. Più non conto quelli sparsi per la casa (anche fra i libri di scuola delle bambine). Alliandre, hai voglia di venire a trovarmi? Se sì, ti faccio scegliere prima di liberare/buccrossare/regalare. Ah: grazie Elle, ti confermi nel ruolo di musa ispiratrice 🙂

    1. Hai praticamente descritto pari pari la nostra situazione “pre”, compresa la tremenda sciaguratezza (sciagurataggine?) negli acquisti. A parte regalare/liberare (o andare al Libraccio, che devo dire non è una scelta malvagia), per il nuovo corso valuta un lettore di ebook. Lo so, lo so, la carta, il libro “vero”…ma a mali estremi estremi rimedi.

    2. Guarda che così rischi che m’accampo in salotto 😛
      Comunque ho ripreso da poco, era un bel po’ che latitavo, tra l’altro da queste parti non ci sono più meetup da un secolo… e venire a MI x me è un casino 🙁

      (BTW, la Nora a cavallo nel buio poi non solo non l’ho bookcrossata, ma ha un posto di diritto tra i libri di cavalli, tra Horse Boy e Join Up… dovrei riportartela per farla firmare alla traduttrice ;-))

  4. No, questo è il MALE: la Billy dev’essere piena di libri, magari non in doppia fila, eh (x le doppie file c’è il http://www.bookcrossing.com), però piena di libri. Quella è l’unica cosa con cui col decluttering vado coi piedi di piombo… ho sognato x tutta la vita una stanza con una parete a libreria piena di libri, non ci rinuncio ora 😛

    1. Suuu che liberare *un pochino* il Billy (per te è femminile? buffo eheeh) non è poi così male! È solo paura dello spazio vuoto, basta resistere quell’attimo e poi ci abitua e si respira meglio. O almeno, così è andata per me 🙂

      1. LA libreria, che si chiami Billy o Guenda a me non cambia niente, sempre libreria è 😉
        E NO, magari bookcrosso quelli che non leggo più da anni o che ho preso giusto per sfizio, ma lo faccio solo x eliminare le doppie file, così poi i miei libri preferiti sono belli in fila in ordine come tanti soldatini, divisi per argomento e dal più alto al più basso (e le saghe anche per colore, grazie agli editori che le pubblicano con copertine tutte uguali – suono un po’ Asperger così, eh?)

        1. Io ho accettato il fatto di essere un filo autistica da anni… chiedi a quel sant’uomo del mio fidanzato 😉 Credo che tra l’altro aiuti, per fare questo lavoro…
          Mmmh, e se organizzassimo una riunione di scambio (e non) di libri (e non)?

          1. Esistono gli asperger AL CONTRARIO? 🙂 Bè, comunque: ma sì, a me piacciono tantissimo le riunioni di scambio (e non) di libri (e non). Proviamo???

            1. Certo che esistono! E anche quelli sono ottimi traduttori in genere (mai notato che i traduttori o sono autistici, oppure all’estremo opposto?). Comunque parliamone (no, non dell’autismo, della riunione): tu Laura dove sei collocata, tra l’altro?

  5. Monza. Proviamo a pensare che triangolazione è più propizia (mi sa che Alessandra è quella a me geograficamente più prossima) e troviamoci per fare una chiacchierata (con sbolognamento di libri e consigli varii). Potremmo anche prendere come “scusa” una bella mostra a Milano, se vi piace l’idea.

  6. Da cinque hanno ho 10 scatoloni di libri che trascino da una casa in affitto all’altra, passando per qualche cantina, ancora chiusi. Ora si ergono in una paurosa torre nel salotto della nuova (ultima?) casa. La tentazione di portare tutto in biblioteca sta diventando.. imperiosa..

    1. Che bello, benvenuta Luci!
      Io ho buttato scatoloni di roba che risaliva al trasloco, e che avevamo imballato e mai tirato fuori, quindi figurati…

  7. bello il tuo blog! interessante e.. stimolante!
    ieri sera ho cominciato con lo smontare uno scatoloncino di ricordi miei. Sono venuti fuori anche dei ricordi tuoi.. magari scansisco, prima di buttare? Ma così non vale, si perde la catarsi..

    1. Butta, butta tutto, ti autorizzo! Piuttosto impegniamoci per vederci e di ricordi creiamocene di nuovi 🙂

  8. Hai scritto cose bellissime e vere…per me tutto è iniziato con la morte di mia madre in marzo quest anno.
    Ho dovuto per forza vuotare il suo appartamento (ora mio) ed è stata un esperienza dolorosa e nauseante…ho venduto e regalato. ..e poi ho imbiancato tutto di nuovo e messo in affitto. ..mesi di lavoro (post lavoro ) durissimi ma sono molto soddisfatta e non mi pento di nulla che ho venduto o regalato. ..il problema è chd è vero…poi da dipendenza…e finita casa di mia mamma ho iniziato con la mia. …e non c è giorno che io non mi sbarazzi di qualcosa …
    Purtroppo convivo con un uomo che non butterei be mai via nulla d con sua madre che ha quasi 75 anni…e la conad a non è mia. ..però mi sono imposta che Dove posso# cutteringare#…non avrò pietà e sto leggendo tutti i Blogger possibili perchè davvero ritrovo ne stessa in ognuno di questi
    Grazie
    Silvia😊😊😊

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