La ricerca della felicità

Il post che segue è una traduzione di “So you want to become a Happiness Ninja”, di Tammy Strobel, che è stata tanto gentile da autorizzarmi a tradurre e ripubblicare i suoi articoli. Non ne sono completamente soddisfatta, ma alla terza o alla quarta rilettura mi sono resa conto che rischiavo di non pubblicarla mai (l’articolo risale ad agosto e io ho iniziato a lavorarci forse il mese successivo). Il perfezionismo è una bella cosa, ma almeno in questo ambito (non strettamente professionale) credo che condividere idee e contenuti sia più importante che trovare il giro di frase perfetto… anche se significa farmi un po’ violenza. Ecco quindi un “piccolo” post che affronta un grande tema: nientemeno che la ricerca della felicità.

In parte, sono felice perché ho scoperto quel che mi appassiona e mi ispira, e ho deciso di dedicarmici completamente. Per farlo, però, ho dovuto correre qualche rischio e, per certi versi, rivoluzionarmi la vita.

Qualche esempio:

1. Mi sono licenziata e ho deciso di trasferirmi in una città più a mia misura.

2. Ho dato via la maggioranza delle mie cose e traslocato in un appartamento più piccolo.

3. Mi sono dedicata a creare una piccola, redditizia attività basata sulla scrittura.

Da quando è stato pubblicato l’articolo del NYT “But Will it Make You Happy?”, ricevo centinaia di e-mail di persone che chiedono consigli sulla felicità. Non pretendo certo di conoscere il segreto per essere felice, ma ho imparato parecchio, durante il mio percorso di downsizing: lezioni che possono essere utili per arrivare a destinazione. Ho quindi pensato di riorganizzare e rivedere le mie riflessioni sull’argomento, per cercare di dare risposta alle domande dei miei lettori.

Spero che i suggerimenti qui di seguito vi saranno utili per diventare dei veri happiness ninja!

1. Prendetevi il tempo necessario per scoprire la vostra vera passione.

Se siete perennemente in corsa tra una riunione e l’altra e le vostre serate e fine settimana sono pieni di cose da fare, è ora di cominciare a dire no agli impegni extra, e dedicare quei momenti a scoprire la vostra vera passione.

Condurre uno stile di vita più semplice significa avere il tempo e la libertà per coltivare i propri interessi. Non cadete nella trappola: non siete costretti a guardare 5 ore di TV al giorno o a lavorare in un ufficio microscopico per guadagnarvi la pensione. Le alternative esistono: ma è fondamentale darvi il tempo per scoprirle. Ignorare la propria insoddisfazione e trascinarsi per tutta la vita come una specie di robot non è una soluzione.

2. Individuate il significato e lo scopo della vostra esistenza.

Non fate gli zombie: uno dei modi per evitarlo è stabilire qual è “il” problema che siete in grado di risolvere grazie alle vostre capacità, il dono solo vostro che potete utilizzare per trovare significato, scopo e felicità nella vita. Tutti ne abbiamo uno: scopritelo, e applicatelo a un problema che vi sta particolarmente a cuore.

Trovare significato, scopo e felicità non è semplice; è un percorso che ognuno di noi deve tracciare in autonomia, ma che diventa realizzabile se facciamo della felicità la priorità della nostra esistenza.

3. Dite no ai consumi eccessivi.

Rifiutate il consumismo e sottraetevi al ciclo infinito lavoro-pubblicità-acquisto.

Non siete obbligati a barattare tempo o denaro con un’identità prestigiosa, un’auto o una casa più grande: accumulare oggetti in cambio di tempo o soldi avrà quasi sicuramente come unico risultato l’accumulo di (altri) debiti e un minore appagamento.

Pensate alla vostra quotidianità: in base a quale schema consumate, lavorate, dormite e mangiate? Prendete decisioni consapevoli in questi ambiti della vostra vita o semplicemente vi lasciate trascinare?

4. Non agite come fanno tutti.

Ognuno di noi è unico ed eccezionale, e questa diversità dovrebbe venire celebrata: eppure, mi imbatto continuamente in gente che imita i presunti “fighi”. Imitare un altro non è la chiave per trovare la felicità; tutti siamo assolutamente speciali, con interessi nostri e personali.

5. L’identità non è in vendita.

Quante volte siete usciti per andare a comprare quella maglia all’ultima moda? È facile lasciarsi risucchiare dalla cultura del consumismo e acquistare quel che ci viene imposto come “alla moda”. Per certi versi non è possibile sottrarsi all’influenza di questa cultura, ma si può fare in modo di non accettarla in toto. Mettere continuamente in discussione le vostre scelte vi aiuterà a capire quali siano i valori e le preferenze solo vostri.

6. Lasciate agli altri un po’ di respiro.

Una delle lezioni più importanti che ho imparato in questi ultimi anni è quella di lasciare agli altri un po’ di respiro. Non possiamo sapere con quali traumi chi ci circonda deve coesistere ogni giorno: se un collega è particolarmente di cattivo umore, lasciategli un po’ di spazio. Probabilmente, il suo umore o la mancanza di gentilezza nei vostri confronti ha una motivazione più profonda.

L’unica persona che potete pensare di cambiare davvero siete voi stessi; cercate di evitare gli scatti di rabbia, le discussioni futili, le piccole malignità. Sono comportamenti che non vi faranno felici, né tantomeno renderanno il mondo un posto migliore

7. Date più di quanto ricevete.

Imparare a dare e a essere riconoscenti per i doni di ogni giorno è una componente essenziale nel percorso verso la scoperta di se stessi e della felicità.

“Dare” può significare cose diverse per ognuno. Se ad esempio tenete un blog, date una mano ad altri blogger come voi. Mettete in evidenza il loro lavoro, incoraggiateli, commentate i loro articoli. Se fate volontariato, impegnatevi un po’ di più aumentando il numero di ore settimanali che dedicate a una o più organizzazioni.

Oppure, donate una parte dei vostri guadagni o del vostro tempo a un’organizzazione in cui credete. In The Story of Stuff, Annie Leonard sottolinea che attivisti e volontari sono tra le persone più felici al mondo. Impegnatevi all’interno della comunità e “fate” qualcosa.

8. Imparate ad accontentarvi.

Cos’è “abbastanza” per voi? Di quanto avete veramente bisogno per essere felici? Molti ricercatori nel campo della psicologia positiva hanno stabilito che, per essere felici, agli esseri umani non serve poi moltissimo, una volta soddisfatti i bisogni essenziali. Volere troppo finisce forse per andare a discapito della vera felicità?

La felicità deriva dall’esprimere i nostri valori e dall’entrare in contatto con gli altri: di sicuro non è in vendita al centro commerciale.

9. Chiedere aiuto va benissimo.

Se vi sentite persi, o confusi, chiedete aiuto. Prendete un tè con un amico o un famigliare che apprezzate come persona. Parlategli dei vostri problemi e ponetegli domande sulle sue scelte di vita.

10. Non smettete mai di imparare.

Rivedere la propria prospettiva è una parte fondamentale della ricerca della felicità. Se rimaniamo costantemente ancorati alla stessa visione del mondo, come possiamo crescere e migliorare? “Rivedere” significa in questo caso discutere, leggere, comunicare con altri e prenderci la spazio necessario per rispondere alle nuove domande che derivano da questo processo.

11. Prendetevi cura della vostra salute mentale e fisica.

Stabilire chi siamo e cosa ci rende felici è impossibile senza prenderci cura della nostra salute, fisica e mentale. Abbiamo un solo corpo e un solo cervello; è fondamentale considerare attentamente le conseguenze delle scelte che possono mettere a rischio la nostra salute.

12. Non perdete di vista i vostri valori al momento di spendere.

Gli autori di Your Money or Your Life: 9 Steps to Transforming Your Relationship with Money and Achieving Financial Independence: Revised and Updated for the 21st Century consigliano di porsi tre domande prima di qualsiasi acquisto:

• Riceverò appagamento, soddisfazione e valore in proporzione all’energia vitale spesa?

• Questo dispendio di energia vitale rispecchia i miei valori e lo scopo della mia vita?

• In che modo questa spesa cambierebbe se non dovessi lavorare per vivere?

Diventa così possibile analizzare i vostri schemi di consumo reali: in aggiunta, queste domande possono contribuire a chiarire i vostri valori e il vostro vero scopo.

Inoltre, quando spendete, prendete in considerazione la possibilità di supportare creativi e attività della zona: in questo modo sosterrete l’economia locale e potrete entrare in contatto con la vostra comunità di riferimento. Spendere non è negativo in sé; ma prima, fate qualche ricerca. Prendere decisioni pensate e informate vi renderà più felici del semplice acquisto compulsivo.

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