Note da una vacanza analogica (o quasi)

Siamo rientrati sabato scorso, dopo una settimana di relax totale in uno stupendo albergo/resort della Val Casies (del quale non potremo mai dire abbastanza bene). L’esperimento di “dieta digitale” è andato veramente bene, forse troppo :), aiutato anche dal fatto che, in albergo, il wi-fi era disponibile solo nella hall, mentre nel resto della struttura era quasi assente anche il segnale cellulare. Un paradiso.

Impostato l’out-of-office prima di partire, ho controllato la posta una volta al giorno e, per il resto, mi sono dimenticata dell’esistenza di Internet. Niente notizie in tempo reale, bastavano ampiamente i giornali cartacei messi a disposizione dall’albergo e che ci gustavamo la sera dopo cena; niente social network, dei quali non ho per niente sentito la mancanza, tanto che sto pensando di chiudere l’account su Facebook (Marco l’ha già fatto); ho “barato” solo una volta, per leggere le notizie correlate al lancio della nuova versione di un programma, che aspettavo da tempo. Anche adesso che sono davanti al computer, con TweetDeck e Mail che fanno capolino, non posso fare a meno di sentirmi più rilassata in un modo che non riesco a descrivere del tutto. Spero che duri, e di riuscire a mantenere un sano distacco nei confronti di quelli che sono e devono essere strumenti, di lavoro o di svago, e non diventare (come a volte succede, almeno a me) buchi neri che succhiano senza sosta tempo e attenzione.

Della vacanza in se stessa c’è ben poco da raccontare: abbiamo dormito, mangiato, camminato, fatto buon uso del centro benessere e partecipato a una serie di attività sportive organizzate dall’ottimo team dell’albergo. In una parola, ci siamo riposati (e ne avevamo veramente bisogno), ma niente (!) di più. Non posso definirla una “vacanza minimalista”, ma è stato bellissimo ritrovare certe sensazioni ed emozioni che solo faticare su per una salita riesce a trasmettere: perché le uniche cose che contano sono il tuo passo, il cuore che batte (con velocità variabile!) e il tuo respiro. Ogni tanto ti fermi per bere un po’ d’acqua, per levarti o metterti una maglia, per gustare il panorama. Ed è tutto. Fatica, sudore, fame, sete, salita, discesa (e l’occasionale ginocchio o piede che si gonfia a mo’ di mongolfiera… vabbè). Arrivare a una malga, bere un tè preparato su una cucina economica, scambiare quattro chiacchiere con un’altra coppia di escursionisti; e poi riprendere lo zaino e i bastoncini e tornare da dove sei venuto.
Doesn’t get more minimal, and beautiful, than that, does it? 🙂

minimo è anche su Facebook e su Twitter

8 thoughts on “Note da una vacanza analogica (o quasi)

  1. Se ti è piaciuta la Val Casies, devi tornarci d’inverno con gli sci di fondo o le ciaspole, magari quando c’è la Maratona dei canederli (la prossima il 16/1/2011). Proprio vicino all’hotel dove stavate voi ne abbiamo mangiati di incredibilimente buoni, di patate ripieni di radicchio. SLURP!

    1. Piaciuta è dire poco! Abbiamo apprezzato tantissimo la mancanza di impianti sciistici, anche se in realtà facciamo discesa e non fondo (e infatti c’è venuta voglia). E i canederli sono uno dei miei piatti preferiti, quindi il tuo suggerimento capita a fagiolo! Tu ci sei stata d’inverno?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

CommentLuv badge