Decluttering fase I – Bagno, armadi a muro, cantina e garage

Abbiamo cominciato ufficialmente il nostro progetto aggredendo cantina, garage e le stanze più “facili” della casa, ovvero i bagni, e gli armadi a muro (molto meno facili).

Anzitutto la cantina, scelta dovuta principalmente al fatto che questo locale andrà ad accogliere tutte le carabattole che non butteremo via (non subito, almeno) ma tenteremo di vendere o regalare.
C’è voluto meno tempo (e meno fatica) del previsto: qualche scatolone risaliva ancora ai tempi del trasloco, cinque anni fa (!), ed è stato sufficiente aprire, selezionare rapidamente, ed eliminare quanto andava eliminato. Nel giro di un’oretta tutto l’eliminabile era stato eliminato, eravamo soddisfatti di noi stessi e siamo tornati alla base, di sopra.
La seconda puntata, sabato, ha riguardato i bagni. Abbiamo accumulato uno scatolone (tanto per capirci: quando parlo di “scatolone”, di solito mi riferisco a quelli in vendita alla Coop o all’Esselunga, quindi niente di esageratamente grande, per evitare di rimetterci una vertebra quando poi c’è da sollevarli) di salviette, di varie dimensioni e tendenzialmente in buono/ottimo stato, decidendo di tenere solo 2 teli grandi, 6 asciugamani e 4 da ospite, che sono più che sufficienti per le nostre esigenze. Abbiamo anche eliminato un vecchio beauty case Samsonite, troppo grande per viaggiarci con le limitazioni attuali, e una serie di altre cosette, che sono state tutte etichettate come “da vendere/regalare”. A queste ovviamente si è aggiunto un saccone di plastica di roba che è finita direttamente nella spazzatura, ad esempio una (notevole) collezione di campioncini di creme, cremine e profumi che risalivano al Medioevo e probabilmente erano diventati altamente tossici… perché non li avessi buttati prima non chiedetemelo, non ne ho la minima idea.

L’esperienza è stata relativamente indolore, così domenica ci siamo dedicati a un compito decisamente più arduo, ovvero gli armadi a muro: uno nell’ingresso e uno (doppio) nel disimpegno. Compito ben più arduo perché, ovviamente, ci avevamo ammassato qualsiasi cosa che non dovesse stare in vista, dai caschi alla batteria di Rock Band a sciarpe-cappelli-guanti alla carta da regalo natalizia. Classica sindrome da refugium peccatorum. E siccome il sereno viene DOPO la pioggia, a un certo punto mi sono ritrovata con ingresso, disimpegno E camera da letto invasi di suppellettili e capi di abbigliamento di ogni tipo. Lì per lì un po’ sconfortante, lo ammetto, ma piano piano ne sono venuta a capo.

Risultato: armadio nell’ingresso praticamente svuotato nella parte superiore, e finalmente tornato alla sua funzione iniziale, cioè quella di accogliere i cappotti di eventuali ospiti e le nostre sciarpe e cappelli (finalmente ordinati), nella parte inferiore.
Gli armadi nel disimpegno ora contengono solo giacche a vento e tute da sci, gli scarponi sempre da sci, il mio piumino, l’equipaggiamento CEA del 3v e la sua giacca militare, chitarra e batteria di RockBand (che, lo ammetto, non fanno parte della dotazione della casa minimal; ma ogni tanto ci divertiamo a suonare, quindi le teniamo… almeno per ora!).

Cos’abbiamo eliminato? Una quantità di roba tale che a scriverla tutta ci metterei più tempo di quel che c’è voluto ad accumularla… Ecco come si presentava l’ingresso alla fine di tutta la procedura.

Uncluttering phase 1 - The results

A destra le cose da buttare, davanti alla porta quelle destinate alla cantina in attesa della solita vendita/donazione, e in particolare due scatoloni di suppellettili varie, Ikea e non, incluse una lampada e un’abat-jour; una stampa Ikea molto carina, che avevamo comprato quando stavamo nella vecchia casa e che qui purtroppo non ci azzecca; due borse con i caschi e tutta l’attrezzatura da moto; un terzo borsone pieno di cappotti e giubbetti per i quali ho messo un annuncio su eBay Annunci. Non ho moltissime speranze di trovare acquirenti, ma almeno ci provo, visto che si tratta di capi davvero belli. 🙂 [EDIT: e infatti non ho venduto nulla…]

Infine – almeno per ora – il garage. Questo è stato semplice: solo pochi scatoloni, buona parte dei quali contenevano libri che abbiamo deciso di donare direttamente alla biblioteca di Valenza quasi senza selezionarli: se sono rimasti inscatolati per cinque anni, forse (forse eh) la biblioteca sarà in grado di farne un uso più consono. Poi due scatoloni di abiti, anche loro rigirati direttamente alla Caritas (seppure a malincuore, ma di questo parleremo un’altra volta), gli sci (che decideremo come gestire) e le biciclette (come sopra).

Prossima tappa: probabilmente, la cucina. O l’ufficio. O la camera, con relativa cabina armadio. Chi può dirlo? 🙂

Un primo bilancio: a parte la soddisfazione di aprire gli armadi a muro e di non vedere più un ammasso confuso di cose, e di riuscire a richiuderli senza fatica… più seleziono, più butto, più svuoto, più mi libero di tutta la roba che, anche durante i repulisti in passato avevo tenuto “perché non si sa mai” o “perché mi dispiace buttarli”, meglio mi sento. È liberatorio e catartico, e pensare che non stiamo facendo una selezione veramente “dura e pura”, nel senso che non stiamo davvero tenendo solo ed esclusivamente l’indispensabile. Ma è un primo passo, dopo il quale sono sicura che ci verrà naturale scremare sempre di più, quando ci renderemo conto della quantità di cose di cui possiamo fare a meno e di quali sono veramente indispensabili.

In garage c’era anche uno scatolone pieno dei miei vecchi diari e agende, che da ragazzina (diciamo dai 14 ai 21 anni) avevo riempito religiosamente ogni sera o quasi. Li ho sempre tenuti perché pensavo che, un giorno, sarebbe stato bello rileggerli. Ma riflettendoci, ho realizzato che in gran parte fanno riferimento a un periodo della mia vita proprio brutto, e allora… perché non liberarsi del passato, anche se solo metaforicamente?
E infine qualche parola sul criterio che stiamo impiegando per questa azione di repulisti: tendenzialmente, la regola aurea è eliminare tutto quello che non abbiamo usato negli ultimi sei mesi (o un anno, se si tratta di abiti o altre cose a impiego stagionale: cappotti, guanti, scarponi da sci…). Se si tratta di cose relativamente di valore e in buono/ottimo stato, e che potrebbero essere comunque utili ad altri, portiamo in cantina, mettiamo un annuncio su eBay o su eBay Annunci (molto utile per vendere qualcosa di voluminoso o pesante, perché in teoria ci si rivolge solo a chi risiede in zona) e/o diffondiamo la voce tra i nostri amici, per la vendita o meno. Sono certa che non faremo grandi affari, e che per la maggior parte delle cose non troveremo persone interessate neanche regalandole; e stiamo ancora valutando l’idea di dare una festa e mettere tutto a disposizione a offerta libera, magari destinando anche tutto o parte del ricavato a Emergency o similari. In ogni caso, quando avremo esaurito sia gli ambienti della casa da “svuotare”, sia le alternative, ci informeremo per una o più donazioni in blocco a ONLUS etc.
Non lo vediamo come uno spreco perché quello c’è già stato, quando abbiamo comprato qualcosa che non ci serviva davvero e poi l’abbiamo lasciato a occupare spazio in un armadio: liberandocene possiamo solo migliorare la situazione.
E ovviamente, ogni suggerimento e commento al riguardo è più che ben accetto.

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4 thoughts on “Decluttering fase I – Bagno, armadi a muro, cantina e garage

  1. Ciao. Sto leggendo il vostro blog, con calma, un po’ per volta, quando posso. Mi piace così tanto, che non mi voglio perdere nulla, neanche un vecchio post! Intanto, ti ringrazio per avermi risposto, nel post precedente. Se leggendoti mi verrà qualche idea o qualche domanda da farti, mi farò viva (come adesso), anche solo per un consiglio o una domanda o un saluto (perchè no?). Spero sia ben accetto. Ora, a proposito della vostra “notevole collezione di campioncini, creme, cremine e profumi” che sono finiti nella spazzatura perchè risalenti al Medioevo e quindi sicuramente ormai tossici (come giustamente hai scritto tu), mi permetto di darti un consiglio, o almeno, di dirti come li uso io. Magari ti servirà, per i prossimi futuri campioncini! Premesso che mi piacciono tantissimo, e che li tengo tutti (forse è proprio tipico delle donne…), anche io ne avevo sempre delle quantità pazzesche e alla fine li buttavo via. Tre anni fa stavo per partire per le vacanze, stavo preparando la valigia e pensavo:”Oh mamma, quanto spazio occupano, questi flaconi di bagnoschiuma, creme per le mani, per il viso e per il corpo, shampoo, sapone intimo, saponette, profumo, ecc!!! E che peso! Se metto in valigia i flaconi che ho in casa, essendo già iniziati o usati per metà, rischio di doverne comprare altri a metà vacanza e a parte che spero di trovare quello che cerco, sai che peso e spazio occupato, di nuovo, al ritorno! E allora li compro nuovi, così ne avrò abbastanza, ma quando tornerò, avrò di nuovo il beauty pieno e pesante, perchè non li avrò finiti e così poi qui a casa, avrò il doppio di un sacco di roba e avrò le ante del mobile del bagno strapiene”. E così, mi era venuta l’idea. Lo faccio già da 3 anni, come ti ho detto. In una piccola cassettiera, ho un cassettino dedicato al viso e capelli (quindi solo bustine e tubetti di creme viso, shampoo, fondotinta, dentifricio), e un cassettino dedicato al corpo (bustine di creme corpo nutrienti, anticellulite, per piedi, mani, igiene intima, lozioni solari, salviette varie, profumini). Mi metto lì, calcolo più o meno quanta ne uso (di ogni bustina), et voilà, il beauty è pieno. Ovviamente, ne calcolo un po’ di più, un po’ perchè non voglio rischiare di dover comprare davvero qualche prodotto, e un po’ perchè quando sono in vacanza (sia per un solo week end sia per periodi più lunghi), mi coccolo sempre di più, rispetto a quanto lo faccio quando sono a casa. Per esempio, la crema nutriente da notte, per il viso, a casa non la uso quasi mai. In vacanza, invece, la uso volentieri. Per non parlare dei campioncini di profumo! Me ne metto uno persino in tasca, e ogni tanto, durante una gita, mi profumo un po’ sui polsi. Insomma, ho fatto così anche quest’anno, in vacanza al mare, e sono tornata con il beauty quasi vuoto e leggerissimo. Oltretutto,il mio beauty non è più quello rigido (che anche da vuoto, occupa lo stesso spazio), ma una borsina di tela con tracollina, comoda anche per i viaggi in nave. Il beauty rigido, invece, è sul comò in camera da letto, con dentro tutto (ma proprio tutto) l’occorrente per il trucco. Ma sto divagando. Comunque, tornando al discorso dei campioncini, io faccio così. Li smaltisco molto in fretta, in questo modo. E la cosa, mi da molta soddisfazione. Da quando lo faccio, poi, in farmacia o erboristeria o profumeria, non dimentico mai di chiedere:”Ha per caso qualche campioncino di crema o fondotinta o un prodotto nuovo da provare? Grazie”. In farmacia, poi, a volte, sono persino felici di sbarazzarsene, perchè non hanno l’abitudine di darteli, come invece si usa in profumeria. E così, sapessi quanti fondotinta e trattamenti vari Roc, Vichy, Aveeno, ecc, ho potuto provare! Una volta, addirittura, una farmacista mi aveva dato una scatoletta intera di un nuovo shampoo Dercos. Bhè, spero di averti dato un’idea utile. Lo spero davvero perchè qui, da voi, ricavo idee e spunti a non finire. Complimenti, ancora. Ciao. Patrizia di Casale

    1. Ciao Patrizia! Intanto grazie ancora per il commento e per la lettura… Ho almeno un paio di post in mente che devo solo trovare il tempo di scrivere.

      Quella dei campioncini è un’ottima idea; e in realtà adotto anche io una tecnica simile, sia per motivi di spazio che di… bagaglio a mano sugli aerei. Dato che da un po’ sugli aerei non è più possibile portare liquidi, creme etc. in contenitori da più di 100 ml, questo significa dover metter in valigia shampoo, creme e tutto il resto. Esistono però (a me li hanno regalati, ma di recente li ho visti anche in farmacia) dei set di flaconcini apposta, di vario tipo per poterci inserire i diversi tipi di prodotti, con tanto di spray, mini-imbuto etc. 100 ml di shampoo o di balsamo sono ampiamente sufficienti per un paio di settimane, e in questo modo si risparmia davvero tanto spazio. Io ho finito per usarli anche a casa, per avere più spazio sulla mensola della doccia (che è sempre sovraffollata) e in bagno.

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