9 agosto 2010 – In viaggio per Roma

Siamo sul Freccia Bianca, ovvero un normale Eurostar City ribattezzato (!), che in effetti dei treni Freccia non ha nulla, infatti ferma ovunque e non include servizi particolari, PERÒ ha le prese elettriche (certo, per le spine schuco dei Mac ci vuole l’adattatore, ma noi siamo oscenamente previdenti e l’abbiamo portato). Questo se, naturalmente, il servizio di prenotazione di Trenitalia, nella sua infinita saggezza, non ti ha assegnato i posti più sfigati di tutta la carrozza, ovvero nel dettaglio I NOSTRI. Senza prese, con una tavolino più piccolo e in direzione opposta al senso di marcia, leggi: vomitimo assicurato per chi, come me, soffre il treno. E questo, ovviamente, senza avvisare e allo stesso prezzo di tutti gli altri.
Fortunatamente, il treno almeno finora è tendenzialmente vuoto (stiamo partendo ora da Rapallo), e quindi abbiamo occupato, anzi oKKupato, un’isoletta da quattro. Attendo solo che il capotreno venga a dirmi qualcosa (pare facciano storie se occupi un posto diverso da quello indicato sul tuo biglietto), specie considerato che, aprendo il tavolinetto, ci abbiamo trovato un pelo di dubbia provenienza (ma dubiterei sia di yak, o anche solo di cane), subito fotografato per i posteri; e che l’interno del tavolino accanto, seppur privo di peli, ha richiesto di venire sterilizzato prima dell’utilizzo.
A parte i peli, di yak e non, e le carrozze fuori uso (leggi: non si aprivano le porte e “è normale che la luce elettrica non funzioni”) sul treno da Valenza a Genova, finora tutto bene, nel senso che siamo in orario, che è poi quel che fondamentalmente ci interessa. La stazione di Genova Principe sembrava aver appena subito un bombardamento piuttosto pesante, ma appena fuori abbiamo trovato un bar con ottimo cappuccino e ottime brioche (sciroppo d’acero e noci di pecan, yummm), e l’immancabile focaccia, di cui ci siamo impadroniti per evitare di rimanere poi in balìa del vagone ristorante [col senno di poi, sospetto fortemente che il vagone ristorante non ci fosse nemmeno, e che quindi saremmo stati in balia dell’ancor più terriBBBBile carrellino mobile con panini di plastica risalenti all’anno di fondazione delle FS – nda] Su un’altra nota, siamo riusciti a partire con una quantità di bagagli per una volta proporzionata al fatto che siamo una coppia, e non una famiglia di otto persone. Certo, abbiamo più dotazioni elettroniche che vestiti, ma questi sono dettagli…
 Aiuta (molto) anche il fatto che, a destinazione, ci sia una lavatrice pronta a essere utilizzata e un posto dove stendere: un altro dei molti vantaggi di Homelink!

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