Nizza – 10/15 luglio 2009

Nizza, Costa Azzurra: un sogno, per molti. Io c’ero già stata in vacanza studio, tanti anni fa. Non mi dispiaceva l’idea di tornarci, questa volta tramite scambio casa; anche se purtroppo non ero in forma smagliante, a causa di una bruttissima bronchite e, sempre per motivi medici, non avrei potuto godermi la spiaggia.
Quello di Nizza è stato l’unico scambio, su quasi una decina fatti finora, del quale possiamo in qualche modo lamentarci. Intendiamoci, niente tuguri, niente macerie al ritorno a casa: ma, per onestà, credo sia giusto (e pure interessante) rendere conto dell’unica esperienza meno-che-favolosa che abbiamo avuto. Ma prima, qualche dettaglio sulla vacanza.

Come dicevo non stavo benissimo, e anche per questo non ci siamo mossi molto: abbiamo privilegiato i giri a piedi in città, sul lungomare e in Nizza vecchia, visitato qualche museo (senza però apprezzarli molto, con la sola eccezione di quello di arte moderna), mangiato un’adeguata quantità di gelati da Fenocchio, ammirato la cattedrale ortodossa. Sicuramente la parte più bella della vacanza è stato percorrere la Corniche con la nostra Mx5, direzione Montecarlo: qui abbiamo visitato il Museo Oceanografico con annesso acquario, che sinceramente non ci sono sembrati particolarmente straordinari, così come un po’ tutta la città; e compiuto doveroso pellegrinaggio percorrendo a piedi parte del tracciato del GP di Formula 1.

Abbiamo anche, purtroppo, visitato una caserma di polizia, perché durante una gita in tram, proprio in centro a Nizza, qualcuno mi ha sfilato il portafoglio dalla borsa. Un’esperienza non proprio bellissima, ma che si è conclusa bene: il portafoglio (che conteneva la bellezza di 4€: meno male che giro sempre senza contanti) è stato ritrovato in una via lì vicino da un gentilissimo nizzardo, che mi ha cercata e contattata su Facebook la sera stessa. Morale, ho recuperato carte, documenti e quant’altro. Tutto è bene quel che finisce bene, come si suol dire.

Forse a causa di questa brutta esperienza, forse perché non stavo bene fisicamente, comunque, la Costa Azzurra non ci ha entusiasmato. Il giorno prima di ripartire, scrivevo nel nostro quadernino di appunti:
“La Costa Azzurra ci è sembrata un bel posto solo per chi ha davvero tanti ma tanti soldi. Altrimenti, diventa un incrocio (Nizza, almeno) tra una città piemontese e una ligure. Carina, per carità, ma fa sicuramente più effetto a un europeo del nord o a un americano.

Olive, sali strani, lavanda, case in pietra più o meno caratteristiche, ristorantini, giorni e orari di apertura e chiusura piuttosto bizzarri per una località turistica, abitini, negozi di lusso e Galeries Lafayette piuttosto sguarnite (e io che speravo in qualche bella borsa da portare a casa con me…). Insomma, devo dirlo, so che la settimana prossima a casa si boccheggerà e rimpiangerò l’arietta di oggi, ma non sono affatto dispiaciuta di tornare dai miei gattoni (anche se devo ammettere che ho zero voglia di fare i bagagli e pulire in giro).”

E qui arriviamo al momento del nostro rientro e… alle dolenti note di cui vi accennavo sopra.
Premessa; a livello di rapporti personali, non potevamo desiderare di meglio. Abbiamo avuto a che fare con due persone molto gentili e disponibili, che ci hanno lasciato la solita serie di guide locali, cartine, depliant, suggerimenti su dove andare a mangiare e dove fare colazione, e fatto fare il giro della casa. Che era un appartamento in un vecchio palazzo proprio a Nizza vecchia, quindi in posizione veramente ideale per visitare la città e volendo anche per andare in spiaggia (cosa che io, per motivi “medici”, in quei giorni non potevo fare). Dalle fotografie sul sito era già evidente che si trattava di una casa non particolarmente lussuosa e abbastanza spartana, ma la cosa non ci ha turbato più di tanto: l’importante era la pulizia, e comunque dovevamo rimanerci pochi giorni. In effetti, al nostro arrivo abbiamo trovato il solito “pacchetto Homelink”: lenzuola cambiate di fresco, pavimenti e bagno pulito, un po’ di spazio nell’armadio e qualcosa da mangiucchiare in frigorifero. Tutto a posto, insomma. Certo, non erano state fatte le grandi pulizie di primavera il giorno prima, ma niente di grave.

Durante lo scambio ci siamo sentiti con una certa regolarità, e abbiamo ricevuto grandi complimenti per la nostra casa. Quando, durante la vacanza, ho purtroppo subito uno scippo. si sono subito offerti di interrompere lo scambio e di farci tornare a casa, ed erano mortificati come se la responsabilità fosse loro. I problemi sono sorti quando siamo rientrati a Valenza, dove loro, come d’accordo, ci aspettavano, in teoria per pranzare insieme. Mettiamola così: la situazione pulizia non era delle migliori, le lenzuola non erano state cambiate, il letto era sfatto, da un pentolino sul tavolo del terrazzo colava del the sul pavimento (?!). Sparse per la cucina due o tre pentole e padelle (e la lavastoviglie era vuota). Il pavimento non aveva visto la scopa né tantomeno l’aspirapolvere nemmeno da lontano; e dopo quasi una settimana e due gatti in casa, le conseguenze sono facilmente immaginabili…

Devo ammettere che al momento ho preso la cosa piuttosto male. Non sono stata capace di esprimere chiaramente il mio disappunto (forse l’avrei fatto se avessero parlato inglese anziché francese), ma ho chiesto a Marco di portarli a pranzo fuori, mentre io sono rimasta a casa a fare almeno le pulizie basilari e a cambiare le lenzuola. Mi è dispiaciuto molto, non tanto e non solo per la situazione che abbiamo trovato, ma proprio perché i rapporti erano stati così buoni, e perché ci siamo resi conto che, evidentemente, per loro non c’era niente che non andava. Esaurito lo sbigottimento iniziale, comunque (e chiamata d’urgenza la domestica :)), ho contattato Annalisa, la responsabile Homelink per l’Italia, e le ho esposto la situazione, cercando di essere il più possibile obiettiva; anche per avere il suo consiglio, vista la nostra inesperienza in fatto di scambi. Lei è stata, come al solito, di grande aiuto, ha provveduto a trasmettere al referente francese le mie osservazioni raccolte in una e-mail, e l’incidente si è chiuso lì.

Tutto questo per dire che, almeno finora :), il peggio che ci è successo è stato di non trovare la casa più pulita di come l’avevamo lasciata andandocene, com’era invece stato tutte le altre volte.

Almeno per noi, sembra un prezzo accettabile…

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3 thoughts on “Nizza – 10/15 luglio 2009

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