De Panne – 17/23 agosto 2008

Premessa: siamo estimatori del Belgio. Marco ha vissuto a Bruxelles per un paio d’anni quand’era ragazzo, mi ci ha portato per un fine settimana e io mi sono sentita subito in sintonia con questa città che nasce bilingue, piena di verde, di fumetti sui muri e di negozi di praline (!).
Ecco perché, nell’estate 2008, freschi freschi di iscrizione a Homelink e senza sapere ancora bene come muoverci esattamente, ci siamo orientati in direzione Fiandre. La nostra meta originale è proprio Bruxelles, ma a risponderci è invece una coppia di un posto mai sentito, vicino al mare: De Panne. Ci propongono quello che in “gergo Homelink” si chiama scambio non simultaneo: noi andremo da loro (che hanno già prenotato le vacanze) per una settimana, con l’intesa che loro verranno da noi in futuro. Inizialmente siamo quasi perplessi, ci sembra troppo bello per essere vero: ci sono perfino due cani! Ma decidiamo di buttarci. E i fatti ci daranno ragione.

La casa, i cani, i gatti e gli umani che la abitano sono tutto quel che potevamo desiderare e anche di più. Ecco cosa scrivevo nel nostro quadernino:

“Cosa posso dire? Che in questo momento sono seduta a uno stupendo tavolo di marmo, in una sala con veranda chiusa e coperta e vista sul giardino circostante e sui campi intorno, a perdita d’occhio. C’è un albero che si muove nel vento, un prato perfetto, c’è un cagnone (Lobo) che dormicchia sul pavimento mentre Marco prepara la pizza nella cucina a vista, un’altra cagnottola fuori e due gatti panzutissimi che giracchiano pigri per casa. C’è Eric Clapton che suona un Unplugged dall’impianto Bose, c’è un silenzio meraviglioso, la doccia idromassaggio, le sculture della padrona di casa (Suzanne) sapientemente sparse in giro… insomma, io quasi spero che questa sia stata una botta di culo spettacolare, perché altrimenti chi ci va più in albergo? Anche perché Suzanne è stata veramente deliziosa, prima di tutto ad accoglierci in casa sua, noi perfetti sconosciuti (perdipiù senza andare contemporaneamente a casa nostra); in secondo luogo, nel pensare davvero a TUTTO quello che avrebbe potuto servirci o esserci anche semplicemente utile. Non posso che essere ansiosa di ricambiare questa ospitalità fantastica, e sperare che la mia sia all’altezza.”

Trascorreremo la settimana visitando i dintorni: Bruges, Gent, la zona della costa (che può essere, a seconda dei momenti e della luce, di una bruttezza orrenda e di una bellezza affascinante), e riusciremo anche a incontrare di nuovo i padroni di casa per un pranzo insieme, prima di dirigerci verso l’aeroporto previa tappa a Mons.
Il momento clou della nostra permanenza, però, è sicuramente la visita al museo “In Flanders Fields” di Ypres, e dal vero e proprio pellegrinaggio nei cimiteri di guerra lì intorno. Sempre dal nostro quadernino:

“Museo stupendo, che prende il nome dalla poesia omonima, e una teoria infinita di cimiteri di guerra, tutti TROPPO grandi mioddio, in mezzo a campi di grano e muccone tranquille, come se non fosse proprio possibile che da queste parti, in mezzo a questi campi, 90 anni fa si sia scatenato l’inferno in terra, con quasi mezzo milione di morti per difendere o per conquistare una striscia di terra che alla fine non è servita a nessuna delle due parti…”

Naturalmente rientriamo pieni di entusiasmo per questa nuova esperienza, che non vediamo l’ora di ripetere. Non ci siamo limitati a vedere posti nuovi, ma abbiamo avuto la possibilità di vivere un pochino come se fossimo belgi anche noi, e di conoscere due persone che si sono rivelate simpatiche e piacevolissime.
Andandocene da De Panne, sperimentiamo un sentimento che sarà ricorrente alla fine di tutti i nostri scambi: abbiamo già nostalgia di quella che, anche se per poco, è stata la “nostra” casa, e degli animali dei quali ci siamo presi cura e che ci hanno fatto compagnia.

Saremo sempre debitori a Suzanne e Bob: da novellini dello scambio casa come eravamo anche noi, hanno reso la nostra prima impressione di Homelink talmente positiva, da farci credere in una botta di fortuna isolata. Non sapevamo che il bello doveva ancora venire… 🙂

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