fatica

RunningChe corro, lo sapete. Sono una runner improbabile, lenta, scassata, che da quasi tre anni tenta di preparare una mezza e poi succede sempre qualcosa. Questa volta, è successo che il mio piede malandato ha ricominciato a fare capricci, borsite e due settimane di fermo.

E poi sono cascata in mezzo alla strada, di rotule (rischiando anche di venire investita, ma se sono qui a raccontarvelo evidentemente mi hanno evitata). Ahia. Là dove c’era la ciccetta che faceva da buffer, ora c’è un ematoma per gamba. Continua a leggere

Semplificare per forza

verdeQui l’originale

“Semplificare ha molti vantaggi: ma anche per chi ne è ben consapevole, il cambiamento parte, di solito, da una motivazione valida e da un’esigenza immediata. La vita va avanti, e continuare come sempre è, o sembra, più facile che cambiare… almeno finché non diventa evidente che qualcosa non va. Continua a leggere

cosa rimane

fromaboveUno dei primi post che ho scritto su minimo parlava di principi (non quelli azzurri), e del fatto che non esiste IL minimalismo, ma che ognuno prende quel che vuole e può e si costruisce UN minimalismo a propria immagine e somiglianza.
Più in là ho in parte ritrattato questa affermazione, riflettendo sulla decrescita più o meno felice, come scelta o come imposizione dettata da condizioni esterne. Continua a leggere

vampiri

tramontoQui l’originale

“I vampiri, per definizione, si nutrono di un qualcosa che ci è disperatamente necessario, ma che non abbiamo mai considerato come possibile fonte di energia.
Nella vita di ognuno c’è almeno un vampiro: sono le persone che si cibano di negatività, che per alimentarsi sparano a zero sulle idee e, soprattutto, sul desiderio altrui di migliorare le cose.

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Sognare in piccolo

graffiPrendo spunto da qui:

“Sembrerà strano pensarlo, ma se qualcuno vuole cambiare veramente il mondo, l’Italia, la propria città, deve imparare a cambiare i sogni di chi ci vive. [...]
Gli italiani sognano [...] di arricchirsi, ma senza lavorare, di raggiungere posizioni di prestigio e potere, ma senza faticare. Sognano di andare in televisione, di vincere al superenalotto, di ricevere un’eredità milionaria di uno zio d’America. O di fuggire lontano dai problemi in un qualche paradiso tropicale. “Ognuno sogna i sogni che si merita” come scriveva ne “Il malpensante” Gesualdo Bufalino. Sogni gaudenti, quelli degli italiani, se presi uno ad uno. Ma messi tutti insieme questi sogni creano un Paese di mostri.”

A parte la dimensione socio-politica (che comunque condivido pienamente), leggendo riflettevo sui miei, di sogni, e sul fatto che mi capita spesso di rimuginare, in particolare quando qualcosa non va per il suo verso, che “in fondo io mi accontento di poco!”.
“Mi basta” (in ordine sparso) alzarmi dal letto la mattina con le mie gambe, poter fare il mio lavoro, avere un tetto sopra la testa, poter trascorrere più tempo possibile con Marco, essere serena.

Hai detto niente.

E allora mi domando: se ognuno ha i sogni che si merita, e se per rifondare questo paese diventato così misero e meschino, o comunque per migliorarci un po’ la vita, bisogna ripartire dai sogni, cosa dobbiamo augurarci di sognare?
Piccole cose che in realtà sono molto grandi (ma ce ne accorgiamo solo per assenza, quando ci vengono mancare: tipo quella faccenda dell’alzarsi dal letto con le proprie gambe)?
Oppure grandi cose che in realtà sono piccine, i sogni “gaudenti” citati nell’articolo?

E voi, cosa sognate per il 2014 e non solo?

Che stupidi esseri siamo

xmasspiritMi scrive un’amica: “…questo periodo è così inutilmente stressante. Che stupidi esseri siamo“.
Non potrei condividere di più.

In questi giorni mi domando e ridomando, faticosamente, dolorosamente, se sto sbagliando, cosa sto sbagliando. Se “sono gli altri” o “sono io”.
Mi rendo conto che difficilmente, nelle situazioni, e nei rapporti tra le persone, ci sono il bianco da una parte, il bello, il vero, il giusto, la ragione, e il nero dall’altra, il brutto, il falso, lo sbagliato, il torto. Che nessuno di noi è sempre santo o diavolo (salvo eccezioni luminose o molto scure).

Guardarsi dentro, a volte quasi ossessivamente come faccio io, è estenuante. A volte, lo so, dovrei concedermi un guinzaglio un po’ più lungo, un po’ più di incoscienza e di leggerezza.

Ma se non mi guardo dentro in modo onesto, se almeno non ci provo, a capirmi e a chiarire i miei motivi, come posso poi pretendere di capire quelli degli altri, e i comportamenti che a guardarli da fuori sembrano solo, spietatamente, stupidamente, “cattivi”?
E magari lo sono. Ma almeno a qualcuno, almeno qualche volta, il beneficio del dubbio lo devo dare. Altrimenti, cosa rimane? Una distesa di terra bruciata a perdita d’occhio?

Lo so, non sono riflessioni molto allegre da condividere, in un periodo che dovrebbe essere di pace amore & felicità. E voglio anche rassicurarvi sul fatto che non sono messa così male come sembrerebbe leggendo questo post ;) Per Natale io e Marco saremo a casa per tre settimane di fila (senza spostamenti domenicali, treni, trolley, Internet a consumo, campanili troppo vicini a casa, lavori di ristrutturazione al piano di sopra e altre amenità), e già questo basta a rendermi felice.

Quindi insomma: la vostra spernatissima, esauritissima e vagamente schizofrenica (!) Elle vi augura un Natale leggero, (in)cosciente quanto basta e soprattutto… assolutamente NON stupido. Ci rileggiamo presto e un abbraccio forte a tutti voi.